{"id":44368,"date":"2018-09-18T11:00:59","date_gmt":"2018-09-18T09:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44368"},"modified":"2018-09-18T10:55:51","modified_gmt":"2018-09-18T08:55:51","slug":"se-la-globalizzazione-futura-sara-guidata-dalla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44368","title":{"rendered":"Se la globalizzazione futura sar\u00e0 guidata dalla Cina"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Il SOLE 24 ORE (Barry Eichengreen)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-main\" src=\"http:\/\/i2.res.24o.it\/art\/commenti-e-idee\/2018-08-29\/se-globalizzazione-futura-sara-guidata-cina-183724\/images\/fotohome2.jpg\" alt=\"Img Description\" \/><\/p>\n<div class=\"body\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019erratico unilateralismo del presidente americano <b> Donald Trump <\/b>rappresenta una vera e propria abdicazione alla leadership economica e politica mondiale. Il suo ritiro dall\u2019accordo di <b>Parigi<\/b> sul clima, l\u2019abbandono del patto sul nucleare iraniano, la guerra dei dazi e i suoi frequenti attacchi nei confronti di paesi alleati o segnali di avvicinamento a paesi avversari, hanno rapidamente trasformato gli Stati Uniti in un partner inaffidabile per la difesa dell\u2019ordine internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le politiche ispirate allo slogan \u201cAmerica First\u201d della sua amministrazione hanno fatto ben pi\u00f9 che escludere gli Usa dalla leadership mondiale. Esse hanno anche creato uno spazio perch\u00e9 altri paesi possano ridefinire il sistema internazionale a loro piacimento. L\u2019influenza della <b>Cina<\/b>, in particolare, \u00e8 destinata ad aumentare in conseguenza di ci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare, ad esempio, che se<b> l\u2019Unione europea inizia a percepire gli Stati Uniti come un partner commerciale inaffidabile<\/b>, sar\u00e0 pi\u00f9 incentivata a negoziare un accordo commerciale con la Cina, secondo condizioni accettabili per il governo del presidente <b>Xi Jinping<\/b>. Pi\u00f9 in generale, se gli Usa voltano le spalle all\u2019ordine mondiale, la Cina si ritrover\u00e0 nella posizione ideale per assumere un ruolo guida nella riforma delle norme che regolano il commercio e gli investimenti internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, la domanda chiave per il mondo \u00e8 la seguente: cosa vuole la Cina? E che tipo di ordine economico internazionale hanno in mente i suoi leader?<br \/>\nPer cominciare, \u00e8 probabile che la Cina continuerebbe a sostenere una crescita guidata dalle esportazioni. Come Xi ha dichiarato a Davos nel 2017, la Cina \u00e8 impegnata a \u201cpromuovere un\u2019economia globale aperta\u201d. Ovviamente, Xi e il suo entourage non intendono smantellare il sistema commerciale mondiale.<br \/>\nSotto altri aspetti, per\u00f2, una globalizzazione dai tratti cinesi sarebbe diversa dalla globalizzazione che siamo abituati a conoscere. Rispetto alla prassi standard seguita nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, la Cina tende a basarsi pi\u00f9 sugli accordi bilaterali e regionali che sui cicli di negoziati multilaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2002, la Cina ha sottoscritto l\u2019Accordo quadro sulla cooperazione economica globale con l\u2019Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico. In seguito, ha negoziato una serie di accordi bilaterali di libero scambio con altri dodici paesi. Nella misura in cui la Cina continuer\u00e0 a preferire gli accordi bilaterali ai negoziati multilaterali, il suo approccio implicher\u00e0 un restringimento del ruolo dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Omc).<br \/>\nIl Consiglio di Stato cinese ha invocato una strategia commerciale che \u00abfaccia capo alla periferia del paese, si irradi lungo la nuova Via della Seta (Belt and Road) e affronti il mondo\u00bb. Ci\u00f2 suggerisce che i leader cinesi hanno in mente un sistema a raggiera, in cui la Cina \u00e8 il fulcro e i paesi che si trovano nella sua periferia i raggi. Altri anticipano il profilarsi di sistemi commerciali a raggiera che abbiano come centro la Cina e forse anche l\u2019Europa e gli Stati Uniti \u2013 uno scenario che diventerebbe pi\u00f9 verosimile nel momento in cui la Cina cominciasse a ridefinire il sistema commerciale globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo potrebbe, a quel punto, formulare altri accordi istituzionali sinocentrici per completare la propria strategia commerciale. Tale processo \u00e8 gi\u00e0 in corso. Le autorit\u00e0 cinesi hanno fondato la Banca asiatica d\u2019investimento per le infrastrutture, guidata da Jin Liqun, che \u00e8 l\u2019alternativa regionale alla Banca mondiale . La Banca popolare cinese ha messo a disposizione di oltre trenta banche centrali linee di swap per un importo di 500 miliardi di dollari, sfidando il ruolo del Fondo monetario internazionale . Per illustrare l\u2019influenza del paese, nel 2016 la Banca di sviluppo cinese, che \u00e8 gestita dallo stato, e la Banca industriale e commerciale della Cina hanno erogato aiuti di emergenza al Pakistan per un totale di 900 milioni di dollari, consentendo al suo governo di evitare, o quantomeno rimandare, il ricorso all\u2019Fmi.<br \/>\nUn sistema internazionale plasmato dalla Cina darebbe, inoltre, meno peso ai diritti sulla propriet\u00e0 intellettuale. Pur immaginando un cambio di atteggiamento da parte del governo cinese nel momento in cui il paese diventasse uno sviluppatore di nuove tecnologie, l\u2019inviolabilit\u00e0 della propriet\u00e0 privata \u00e8 sempre stata relativa nel sistema socialista cinese. Pertanto, \u00e8 probabile che le tutele della propriet\u00e0 sarebbero pi\u00f9 deboli rispetto a un regime internazionale a guida statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo cinese cerca di forgiare la propria economia attraverso sovvenzioni e direttive rivolte a imprese statali e non solo. Il piano Made in China 2025, teso a promuovere le capacit\u00e0 high tech del paese, \u00e8 solo l\u2019ultima incarnazione di questa strategia. L\u2019Omc prevede delle norme tese a limitare tali sovvenzioni. Un sistema commerciale plasmato dalla Cina punterebbe, come minimo, a rimuovere questi vincoli.<br \/>\nUn regime internazionale a guida cinese sarebbe, inoltre, meno aperto all\u2019afflusso di investimenti diretti esteri (IDE). Nel 2017, la Cina era seconda solo a Filippine, Arabia Saudita e Indonesia nella classifica degli oltre sessanta paesi valutati dall\u2019 Ocse sulla base del rigore del proprio regime interno in rapporto agli IDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali restrizioni sono un altro strumento studiato per offrire alle aziende cinesi un margine per sviluppare le proprie capacit\u00e0 tecnologiche. Il governo sarebbe, presumibilmente, a favore di un sistema che autorizzi altri paesi a fare uso di tali politiche. In un simile contesto, le multinazionali statunitensi che vogliono operare all\u2019estero si troverebbero a fronteggiare nuovi ostacoli.<br \/>\nInfine, la Cina continua a esercitare uno stretto controllo sul proprio sistema finanziario, nonch\u00e9 a mantenere delle restrizioni sugli afflussi e i deflussi di capitali. Se \u00e8 vero che l\u2019Fmi ha recentemente mostrato pi\u00f9 apertura verso tali controlli, un sistema internazionale guidato dalla Cina sarebbe ancora pi\u00f9 conciliante in merito alla loro applicazione. Il risultato sarebbero ulteriori barriere alle istituzioni finanziarie americane che cercano di fare affari a livello internazionale.<br \/>\nRiassumendo, se da un lato un\u2019economia globale a guida cinese resterebbe aperta al commercio, dall\u2019altro sarebbe meno rispettosa della propriet\u00e0 intellettuale statunitense, meno aperta agli investimenti stranieri statunitensi e meno disponibile nei confronti degli esportatori e delle multinazionali statunitensi in cerca di condizioni paritarie. Questo \u00e8 il contrario di ci\u00f2 che l\u2019amministrazione Trump afferma di volere, ma \u00e8 anche il sistema che le sue stesse politiche sono destinate a creare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>(Traduzione di Federica Frasca)<\/i><br \/>\nBarry Eichengreen insegna economia all\u2019Universit\u00e0 della California, Berkeley, ed \u00e8 un ex consigliere politico senior del Fondo monetario internazionale.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main\/art\/commenti-e-idee\/2018-08-29\/se-globalizzazione-futura-sara-guidata-cina-183724.shtml?uuid=AEODOwgF&amp;refresh_ce=1\">http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main\/art\/commenti-e-idee\/2018-08-29\/se-globalizzazione-futura-sara-guidata-cina-183724.shtml?uuid=AEODOwgF&amp;refresh_ce=1<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Il SOLE 24 ORE (Barry Eichengreen) &nbsp; L\u2019erratico unilateralismo del presidente americano Donald Trump rappresenta una vera e propria abdicazione alla leadership economica e politica mondiale. 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