{"id":44376,"date":"2018-09-18T12:15:06","date_gmt":"2018-09-18T10:15:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44376"},"modified":"2018-09-18T11:18:00","modified_gmt":"2018-09-18T09:18:00","slug":"il-parlamento-europeo-minaccia-internet-con-una-catastrofica-legge-sul-copyright","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44376","title":{"rendered":"Il Parlamento europeo minaccia Internet con una catastrofica legge sul copyright"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>DI VOCIDALLESTERO (Rhett Jones)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come sempre accade, la UE applica il ben noto metodo-Juncker. Anche la legge sul copyright \u2013\u00a0la direttiva liberticida presentata a luglio e bocciata causa le numerose e forti proteste dal mondo del web\u00a0\u2013 viene riproposta con pochi cambiamenti cosmetici, finch\u00e9 non verr\u00e0 approvata,\u00a0 in barba alla logica e alla volont\u00e0 popolare. La narrazione mainstream vuole che si tratti di regole per limitare lo strapotere delle major come Google e Facebook, nella realt\u00e0 si tratta di burocrazia e di costi fissi\u00a0che limiteranno la libera circolazione delle informazioni\u00a0sulla rete facendo scomparire gli attori piccoli e medi \u2013 come anche noi di Voci dall\u2019Estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I membri del Parlamento Europeo oggi hanno votato a favore di una profonda revisione delle leggi sul copyright dell\u2019Unione europea, compresi due articoli controversi che minacciano di mettere ancora pi\u00f9 potere nelle mani delle aziende tecnologiche pi\u00f9 ricche e, in generale, di compromettere internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Complessivamente, i Parlamentari hanno votato a favore della Direttiva UE sui diritti d\u2019autore con una forte maggioranza, di 438 a 226. Ma il processo non \u00e8 finito. Ci sono diverse altre procedure parlamentari da superare, e i singoli paesi dovranno poi decidere come intenderanno applicare le regole. Questo \u00e8 in parte il motivo per cui \u00e8 cos\u00ec difficile suscitare il pubblico interesse sulla questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019estate era sorto un\u00a0movimento di opposizione alla legge, culminato con la decisione del Parlamento di\u00a0prendere in esame degli emendamenti nel mese di luglio. Molti pensavano che il peggio fosse scongiurato. Ma si sbagliavano \u2013 capitemi bene, il voto di oggi in favore della direttiva avr\u00e0 pesanti conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le questioni pi\u00f9 spinose della legge riguardano gli articoli 11 e 13, rispettivamente noti come la \u201ctassa sul link\u201d e il \u201cfiltro di upload\u201d\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In breve, la tassa sul link dovrebbe limitare\u00a0lo\u00a0strapotere di piattaforme giganti come Google e Facebook, imponendo loro di pagare i mezzi di informazione per il diritto di linkare o citare gli articoli da loro provenienti. Ma i critici dicono che questa regola colpir\u00e0 per lo pi\u00f9 i siti web pi\u00f9 piccoli che non possono permettersi di pagare la tassa, mentre i giganti tecnologici potranno facilmente pagarla o semplicemente decidere di non mettere il link al mezzo di informazione. Quest\u2019ultimo caso si \u00e8\u00a0gi\u00e0 verificato\u00a0quando questa regola \u00e8 stata sperimentata in Spagna. Oltre a inibire la diffusione delle notizie, la tassa sul link potrebbe rendere quasi impossibile\u00a0a Wikipedia e ad altre fonti di istruzione non-profit continuare con il loro lavoro,\u00a0tutto basato su link e citazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La parte della legge che riguarda il filtro di upload richiede che tutte le piattaforme, escluse le piccole e micro imprese, usino un sistema di content ID per prevenire che materiale protetto da copyright venga caricato sui siti. I siti dovranno affrontare eventuali penali di copyright nel caso in cui qualche materiale di questo tipo superi il filtro. Dal momento che perfino i migliori sistemi di filtro, come quelli di YouTube, sono tuttora scarsissimi, secondo i critici l\u2019inevitabile conseguenza sar\u00e0 un filtro eccessivo applicato a tappeto. Il riutilizzo e la condivisione di materiale di pubblico dominio e altri usi appropriati diverrebbero facilmente vittime delle piattaforme, che preferirebbero andare sul sicuro, escludere i contenuti dubbi, ed evitare le battaglie legali. I troll dei diritti d\u2019autore potrebbero verosimilmente rivendicare in maniera fraudolenta la propriet\u00e0 intellettuale di alcuni contenuti, \u00a0con pochi ricorsi da parte delle vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo analizzato pi\u00f9 in dettaglio tutte le implicazioni della direttiva sul diritto d\u2019autore, ma il punto fondamentale \u00e8 che \u00e8 talmente intrisa di espressioni vaghe e vicoli ciechi che ci \u00e8 impossibile dire quali saranno le sue conseguenze. Joe McNamee, direttore esecutivo per l\u2019associazione dei diritti digitali EDRi, ha dichiarato recentemente a The Verge: \u201dLa norma \u00e8 talmente complicata che venerd\u00ec il comitato per gli affari legali [del Parlamento europeo] ha twittato una valutazione errata di ci\u00f2 che sta accadendo. Se non capiscono loro le regole, come possiamo sperare di farlo noi?\u201d. Mentre ci accingiamo a vivere una vita parallela online, una legislazione di questo genere \u00e8 molto pericolosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una dichiarazione resa a Gizmodo, Julia Reda, membro del Parlamento europeo, ha dichiarato che \u201cSfortunatamente, tutte le preoccupazioni sollevate da accademici, esperti e utenti di internet che hanno portato alla bocciatura del testo lo scorso luglio, rimangono tuttora valide\u201d. La Reda ha dichiarato che la UE si affida a delle \u201cpie illusioni\u201d anzich\u00e9 affrontare gli evidenti problemi della direttiva. La sua valutazione complessiva del voto \u00e8 stata schietta: \u201cLa decisione di oggi \u00e8 un duro colpo a un internet libero e aperto. Applicando nuovi limiti legali e tecnici a quanto viene inviato e condiviso online, il Parlamento europeo \u00a0mette i profitti delle multinazionali davanti alla libert\u00e0 di espressione e abbandona i principi che\u00a0per lungo tempo\u00a0 avevano fatto di internet quello che \u00e8 oggi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A gennaio \u00e8 prevista una nuova votazione, ma la Reda crede che la decisione finale verr\u00e0 presa la prossima primavera. Nel caso in cui la legge venisse confermata,\u00a0 di sicuro sar\u00e0 concesso un po\u2019 di tempo alle piattaforme per la sua implementazione. Come abbiamo visto nel caso della legge UE GDPR sulla privacy, molte piattaforme importanti sono state oscurate quando questa \u00e8 divenuta operativa, anche se avevano avuto due anni di preavviso. I cittadini UE che si oppongono a questa legge sbagliata non devono pensare che la questione \u00e8 chiusa, ma rendersi conto che nei mesi a venire sar\u00e0 necessaria moltissima pressione per risolvere questo pasticcio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2018\/09\/12\/il-parlamento-europeo-minaccia-internet-con-una-catastrofica-legge-sul-copyright\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2018\/09\/12\/il-parlamento-europeo-minaccia-internet-con-una-catastrofica-legge-sul-copyright\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI VOCIDALLESTERO (Rhett Jones) &nbsp; Come sempre accade, la UE applica il ben noto metodo-Juncker. Anche la legge sul copyright \u2013\u00a0la direttiva liberticida presentata a luglio e bocciata causa le numerose e forti proteste dal mondo del web\u00a0\u2013 viene riproposta con pochi cambiamenti cosmetici, finch\u00e9 non verr\u00e0 approvata,\u00a0 in barba alla logica e alla volont\u00e0 popolare. 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