{"id":44397,"date":"2018-09-19T11:30:28","date_gmt":"2018-09-19T09:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44397"},"modified":"2018-09-19T07:16:41","modified_gmt":"2018-09-19T05:16:41","slug":"la-patria-e-di-destra-o-di-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44397","title":{"rendered":"La Patria \u00e8 di destra o di sinistra?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sinistra dispersa e litigiosa ha trovato un nuovo motivo di divisione e di insulti. L\u2019occasione \u00e8 stata la costituzione di una nuova associazione culturale, promossa da Stefano Fassina con Alfredo D\u2019Attorre e un nutrito gruppo di intellettuali, che ha lo scopo di incidere sul dibattito politico costruendo una cultura per la sinistra dell\u2019attuale momento storico. Ma a scatenale le polemiche \u00e8 stato soprattutto il nome, che Fassina ha scelto nonostante i dubbi avanzati da alcuni partecipanti alla discussione: \u201cPatria e Costituzione\u201d. Tanto \u00e8 bastato per attirare l\u2019insulto di moda, peggiore anche di \u201cpopulismo\u201d e \u201csovranismo\u201d, ossia quello di \u201crossobrunismo\u201d, cio\u00e8 un ibrido tra posizioni di estrema sinistra ed estrema destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se usare il termine \u201cPatria\u201d basta per essere accusati addirittura di filo-nazismo (le \u201ccamicie brune\u201d, come si ricorder\u00e0, erano appunto i nazisti), bisogna dire che il dibattito politico \u00e8 scaduto a livelli inferiori a quelli di un Bar Sport. Noti rossobruni, in questo caso, sarebbero per esempio Che Guevara (con il suo \u201c<i>Patria o muerte<\/i>\u201d), Palmiro Togliatti, Lelio Basso e tantissimi altri che trovano posto nel pantheon della sinistra storica. E persino la rivista dell\u2019associazione dei partigiani (l\u2019Anpi), <a href=\"http:\/\/www.patriaecostituzione.it\/2018\/08\/30\/hello-world\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come ha ricordato Fassina<\/a>, si chiama \u201cPatria indipendente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sgombrato il campo dagli insulti lanciati non si sa se per ignoranza o malafede, ci si pu\u00f2 chiedere perch\u00e9 rispolverare un termine che da molti anni non fa pi\u00f9 parte del vocabolario della sinistra. L\u2019intenzione di Fassina e compagni \u00e8 che i due termini vadano strettamente legati: la \u201cPatria\u201d \u00e8 quella disegnata dalla nostra Costituzione, i cui principi dovrebbero essere prevalenti rispetto a tutto, anche a quello che viene deciso in sede di Unione europea. Il che ha una logica. E\u2019 ormai assodato che il modello di societ\u00e0 prefigurato dai trattati e dall\u2019organizzazione dell\u2019Unione europea \u00e8 diverso da quello che la nostra Costituzione si propone di realizzare (vedere in proposito, per esempio, i libri di Luciano Barra Caracciolo e di Vladimiro Giacch\u00e9, <a href=\"http:\/\/www.patriaecostituzione.it\/2018\/09\/12\/vladimiro-giacche-intervento-allassemblea-di-presentazione-dellassociazione-patria-e-costituzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel cui intervento <\/a>\u00e8 sintetizzato il problema).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi noi ci riconosciamo in quel modello sociale, con cui si pone il lavoro alla base dell\u2019inserimento nella societ\u00e0, e si aggiunge subito dopo che \u201c\u00e8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u201d. Il modello che viene disegnato dai trattati e dagli accordi dell\u2019Unione europea, e soprattutto il modo in cui \u00e8 stato gestito nella realt\u00e0 e che le riforme proposte allontanerebbero ulteriormente dal nostro, pone come obiettivi prioritari il controllo dell\u2019inflazione, il pareggio di bilancio, il divieto di intervento dello Stato, la tutela della concorrenza. Una delle formule applicative di quel modello prevede non solo che esista una certa quantit\u00e0 di disoccupazione, ma addirittura che sia opportuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza sostanziale consiste nel fatto che questo modello si propone di far funzionare al meglio un certo tipo di economia, e la societ\u00e0 deve adattarsi al suo funzionamento; il nostro modello prefigura invece un certo tipo di societ\u00e0, e sta poi alla politica individuare quali meccanismi economici siano in grado di realizzarla. Queste impostazioni si riflettono anche sulla struttura istituzionale: nel primo modello sono i tecnici \u2013 o meglio, le regole instaurate in base alle prescrizioni di una determinata teoria economica \u2013 a stabilire le compatibilit\u00e0. I politici possono scegliere una linea vagamente progressista o pi\u00f9 conservatrice, ma solo all\u2019interno delle compatibilit\u00e0 definite, alle quali \u201cthere is no alternative\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia ci dice che invece le alternative ci sono, e i sistemi democratici sono nati appunto per far esercitare ai cittadini la scelta tra di esse. Chi dunque continua a proporre \u201cpi\u00f9 Europa\u201d sta di fatto promovendo in modo implicito una riforma costituzionale ben pi\u00f9 radicale di quella bocciata dalla maggioranza degli italiani il 4 dicembre del 2016, perch\u00e9 riguarda non solo il modo di funzionamento dello Stato, ma anche i valori fondamentali espressi nella nostra Carta e la stessa logica del funzionamento della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli europeisti di sinistra \u2013 da Yanis Varoufakis a Luciana Castellina \u2013 concordano quasi del tutto con questa analisi, ma pensano che si debba combattere per cambiare l\u2019Europa, un obiettivo che Fassina &amp; c. considerano irrealizzabile. Come \u00e8 noto, per cambiare i trattati serve l\u2019unanimit\u00e0 dei paesi membri: che non si raggiunger\u00e0 mai, non solo per ragioni ideologiche, dato che il modello europeo \u00e8 stato disegnato secondo i principi dell\u2019ordoliberismo tedesco, ma anche perch\u00e9 vari paesi \u2013 Germania in primis \u2013 sono favoriti dall\u2019attuale assetto, e dunque a cambiarlo non ci pensano proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019uscita dall\u2019Europa o anche solo dall\u2019euro sarebbe rischiosa (a meno che non fosse concordata: ma anche di questo non si vede la probabilit\u00e0). Ma se vogliamo salvare il nostro modello sociale bisogna stabilire che ci\u00f2 che prescrive la nostra Costituzione viene prima delle norme europee. Il significato di \u201cPatria e Costituzione\u201d \u00e8 dunque questo: non \u00e8 questione di nazionalismo o sovranismo, ma della scelta di conservare il modello di societ\u00e0 che la nostra democrazia ha scelto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 detto, il concetto di \u201cPatria\u201d non \u00e8 il pi\u00f9 appropriato a rappresentare questa linea. Lo usarono i partigiani, \u00e8 vero, ma in quella fase serviva qualcosa attorno a cui potessero raccogliersi visioni politiche molto diverse, unite dall\u2019obiettivo della lotta al fascismo e della conquista della democrazia, in un paese occupato militarmente da eserciti stranieri; e non c\u2019era ancora la Costituzione che ha fissato i valori della nostra convivenza civile. E al patriottismo di Togliatti non era certo estranea la necessit\u00e0 di affermare che il suo partito, accusato di prendere ordini dall\u2019Unione sovietica, aveva prima di tutto a cuore il bene del paese. In tutto il periodo successivo il termine \u00e8 stato usato soprattutto dalla destra, e questo lo ha certamente connotato ed \u00e8 una cosa che pu\u00f2 respingere una parte di potenziali elettori progressisti. Ma non \u00e8 per questo che lo ritengo sbagliato come identificativo di una iniziativa di sinistra. \u201cPatria\u201d, come \u201cnazione\u201d, rimanda a un\u2019identit\u00e0 che non si basa su una scelta razionale, ma sull\u2019essere nati in un certo posto e sulla presunzione che ci\u00f2 implichi una determinata cultura distinta dalle altre. Che cosa c\u2019entra questo con una scelta politica di sinistra? Chi \u00e8 di sinistra si sente pi\u00f9 vicino all\u2019italiano Matteo Salvini o al francese Jean-Luc M\u00e9lenchon? All\u2019italiano Silvio Berlusconi o alla tedesca Sahra Wagenknecht?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019obiettivo \u00e8 un determinato tipo di societ\u00e0, l\u2019identit\u00e0 che va costruita \u00e8 politica, non quella che deriva dalla nascita in un certo luogo: con quest\u2019ultima s\u00ec rischia di sconfinare nel nazionalismo \u201cideologico\u201d, mentre ai fini del progetto politico descritto il nazionalismo \u00e8 puramente contingente e strumentale, per non farsi travolgere dall\u2019altro modello sociale. Non \u00e8 una differenza di poco conto. E d\u2019altronde la Costituzione \u00e8 certo basata su valori, ma \u00e8 un atto di diritto positivo, non ha nessun aspetto trascendente n\u00e9 ne ha bisogno. Invece quello di \u201cPatria\u201d \u00e8 un concetto trascendente, al contrario dello \u201cStato\u201d che \u00e8 una costruzione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo. L\u2019Unione europea \u00e8 stata costruita non solo con un deficit di democrazia, ma soprattutto in base a un modello sociale diverso da quello prefigurato dalla nostra Costituzione. Le scelte seguite all\u2019introduzione dell\u2019euro e la gestione della crisi iniziata dieci anni fa hanno segnato un\u2019evoluzione verso il peggio, e le riforme di cui si sta discutendo enfatizzerebbero questa evoluzione negativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo. Non esistono le condizioni per un cambiamento di rotta, n\u00e9 \u00e8 prevedibile che possano verificarsi in futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terzo. In questa situazione, lo Stato nazionale \u00e8 il solo ambito che renda possibile perseguire democraticamente il nostro modello sociale, quello disegnato dalla Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi poi obiettasse che il progetto dell\u2019unit\u00e0 europea travalica gli interessi nazionali, \u00e8 invitato ad esaminare con pi\u00f9 attenzione il comportamento degli altri paesi membri, nelle politiche economiche e ancor di pi\u00f9 in quelle con l\u2019estero. Se riuscir\u00e0 a rintracciare un solo barlume di solidariet\u00e0 a scapito degli interessi nazionali di ognuno sar\u00e0 stato certo pi\u00f9 bravo di noi. Questo non significa che dobbiamo isolarci, n\u00e9 impegnarci in una conflittualit\u00e0 permanente. Ma tra queste ipotesi e l\u2019assistere al progressivo disfacimento del nostro modello sociale ci deve ben essere una via intermedia, e questa via consiste nel pretendere rispetto e la possibilit\u00e0 di seguire la nostra strada, e su queste basi impostare la cooperazione con gli altri paesi, senza dubbio necessaria. Se poi chi si pone in questa prospettiva far\u00e0 a meno di utilizzare il concetto di \u201cPatria\u201d, avr\u00e0 evitato molti possibili equivoci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta poi un altro serio problema, e cio\u00e8 che bisognerebbe avere governi che facciano le cose giuste, cosa che non accade da lunghissimo tempo. Ma la soluzione non \u00e8 farsi governare dagli altri, come molti personaggi \u201cilluminati\u201d della nostra storia hanno creduto (agendo di conseguenza). \u201cGli altri\u201d fanno gli interessi di chi li deve eleggere, non i nostri, e se qualcuno avesse avuto bisogno di prove dovrebbe gi\u00e0 averne avute pi\u00f9 che a sufficienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2018\/09\/18\/la-patria-e-di-destra-o-di-sinistra\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2018\/09\/18\/la-patria-e-di-destra-o-di-sinistra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI &nbsp; La sinistra dispersa e litigiosa ha trovato un nuovo motivo di divisione e di insulti. 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