{"id":44438,"date":"2018-09-21T09:30:18","date_gmt":"2018-09-21T07:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44438"},"modified":"2018-09-20T22:08:44","modified_gmt":"2018-09-20T20:08:44","slug":"il-governo-e-piu-giallo-che-verde-nel-senso-di-cinese-ecco-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44438","title":{"rendered":"Il governo \u00e8 pi\u00f9 giallo che verde. Nel senso di cinese\u2026 Ecco perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Francesco Bechis)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"entry-header aa\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F06%2FLuigi-Di-Maio_03.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Il governo \u00e8 pi\u00f9 giallo che verde. Nel senso di cinese\u2026 Ecco perch\u00e9\" \/><\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Continua la chinese connection italiana, e si fa sempre pi\u00f9 sistematica. Lo conferma la missione nel Dragone del ministro dello Sviluppo Economico\u00a0<strong>Luigi Di Maio<\/strong>, iniziata questo mercoled\u00ec a Chengdu, nella provincia sud occidentale del Sichuan, con la sottoscrizione di alcuni accordi bilaterali nel campo del turismo e del terziario (uno tocca da vicino la madreterra del vicepremier: un\u2019intesa fra Parco Archeologico dei Campi Flegrei e l\u2019amministrazione dei Beni Culturali del Sichuan) assieme al segretario del partito della provincia\u00a0<strong>Peng Qinghua<\/strong>. La seconda giornata \u00e8 iniziata con l\u2019inaugurazione, assieme al vice-primo ministro cinese\u00a0<strong>Hu Chunhua, <\/strong>del Padiglione Italia alla Western China International Fair. L\u2019Italia \u00e8 ospite d\u2019onore alla fiera che \u00e8 giunta alla sua diciassettesima edizione e, oltre ad essere un palcoscenico internazionale d\u2019eccezione, \u00e8 anche un\u2019importante piattaforma per la promozione della Belt and Road Initiative (BRI), il progetto per una nuova via della Seta lanciato da<strong>\u00a0Xi Jinping<\/strong>\u00a0nel 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giornata prosegue con un tocco tutto italiano: Di Maio e il governatore del Sichuan\u00a0<strong>Yin Li<\/strong>\u00a0assisteranno al concerto \u201cIncantevole Italia\u201d con le musiche di Nino Rota presso il China-Europe Cooperation Centre. C\u2019\u00e8 attesa poi per un accordo di cooperazione nei Paesi africani che il ministro firmer\u00e0 con il governo cinese, che conferma una linea gi\u00e0 tracciata dal sottosegretario al Mise\u00a0<strong>Michele Geraci<\/strong>: l\u2019Italia sceglie la Cina come partner strategico in Africa per bloccare i flussi migratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La calorosa accoglienza del vicepremier \u00e8 indicativa di un periodo di crescita delle relazioni bilaterali fra Roma e Pechino, confermato dalla scelta del Mise di creare una task-force per la Cina guidata da Geraci, che a fine agosto si \u00e8 recato in visita a Pechino e Shanghai assieme al ministro dell\u2019Economia\u00a0<strong>Giovanni Tria<\/strong>\u00a0(<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/08\/cina-tria-geraci-shanghai\/\">due missioni rimaste parallele<\/a>). Atterrato in Cina Di Maio ha precisato l\u2019obiettivo della sua missione: favorire l\u2019export italiano nell\u2019ex Celeste Impero, con una particolare attenzione all\u2019agroalimentare e al Meridione, possibilmente superando le \u201cbarriere non tariffarie legate a una serie di norme fitosanitarie che non ci consentono, per esempio, di portare prelibatezze della nostra terra qui in Cina\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradotto: bisogna fare breccia nelle maglie della burocrazia cinese e chiedere di allentare i vincoli sull\u2019import che da sempre minano la reciprocit\u00e0 nel commercio bilaterale. Il mantra che guider\u00e0 eventuali intese siglate dal vicepremier \u00e8 quello ripetuto da Geraci (che potrebbe raggiungerlo in questi giorni, e comunque ha in programma altri viaggi cinesi nelle prossime settimane): l\u2019Italia cerca investimenti greenfield, cio\u00e8 gli investimenti diretti esteri con un impatto significativo su occupazione e capacit\u00e0 produttiva. \u201cAbbiamo tante aziende italiane nel settore agricolo e nel settore dell\u2019allevamento che sono desiderose di esportare verso la Cina e altrettanto riceviamo la richiesta dalla Cina per quanto riguarda l\u2019import di prodotti agroalimentari\u201d \u2013 ha chiosato Di Maio al suo arrivo \u2013 \u201cbisogna migliorare alcuni accordi e bisogna in altri casi farne di nuovi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE MISSIONI DI TRIA E GERACI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre missioni in meno di un mese non sono poco. Superano per frequenza anche i viaggi in Cina del governo\u00a0<strong>Renzi<\/strong>\u00a0ai suoi albori, ma la missione dell\u2019allora ministro dell\u2019Economia\u00a0<strong>Pier Carlo Padoan<\/strong>\u00a0ebbe un impatto ben diverso, aprendo alla partecipazione di Bank of China in aziende strategiche come Telecom Italia, Fiat Chrysler, Eni, Enel, Prysmian e Generali. Le due missioni agostane di Tria e Geraci, dicevamo, sono rimaste parallele. Il titolare di via XX Settembre ha assistito alla firma di una serie di memoranda of understanding (Snam e State Grid, Cdp e Bank of China Limited, Fincantieri e China State Shipbuilding Corporation). A questi incontri ha sommato appuntamenti con alcuni fra i pi\u00f9 grandi finanzieri cinesi: i dirigenti del Silk Road Fund (il fondo che finanzia la Via della Seta, ndr), della China Construction Bank, e del fondo sovrano China Investment Corporation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo un obiettivo non ufficiale: trovare acquirenti del debito pubblico italiano in vista di una manovra che, nonostante l\u2019impegno di Tria, sul debito rischia di infierire non poco. Geraci, che in Cina ha vissuto e insegnato diversi anni,\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/08\/differenze-cina-tria-geraci-premier-intelligence\/\">ha lavorato per la digitalizzazione delle pmi italiane<\/a>\u00a0e l\u2019export, con un focus speciale sulla partecipazione italiana alla via della Seta. Questo \u00e8 un nodo che Di Maio cercher\u00e0 di sciogliere in Cina. Pechino guarda con particolare attenzione ai porti italiani, e soprattutto a Trieste come possibile terminale europeo della Silk Road. Aprire agli investimenti cinesi potrebbe far competere il porto friulano con un gigante come Rotterdam, ma non mancano rischi (politici) sottesi all\u2019operazione. Geraci a\u00a0<em>Formiche.net<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/09\/cina-asset-strategici-geraci\/\">ha garantito<\/a>: \u201cnon vogliamo vendere nulla\u201d. Di Maio gli fa eco dalla Cina: \u201cPer noi \u00e8 molto importante chiarire che siamo contenti di essere l\u2019unico Paese del G7 ad avere portato avanti fino a questo punto i negoziati\u201d. Ci sar\u00e0 forse occasione di riparlarne all\u2019Expo di Shanghai dal 5-10 novembre cui Di Maio prender\u00e0 parte. Nel frattempo il Mise studia rischi e opportunit\u00e0 di un\u2019adesione italiana al progetto infrastrutturale di Xi. \u201cGli investimenti sono un motore di crescita, e l\u2019Italia sconta un grave ritardo\u201d spiega ai nostri microfoni\u00a0<strong>Fabrizio Lucentini<\/strong>, a capo della Direzione generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi. \u201cL\u2019importante \u00e8 che siano investimenti\u00a0<em>brownfield<\/em>\u00a0e\u00a0<em>greenfield<\/em>, cio\u00e8 che creino crescita, e che rispettino i principi di\u00a0<em>level playing field<\/em>\u00a0indicati dalla Commissione Europea in una recente normativa sul meccanismo di screening\u201d \u2013 continua il dirigente \u2013 \u201cstar\u00e0 al Comitato del Golden power della presidenza del Consiglio decidere se gli investimenti cinesi siano o meno opportuni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GLI STATI UNITI OSSERVANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo della terza visita gialloverde in Cina scorrono questioni di politica internazionale tutt\u2019altro che irrilevanti. Con il viaggio del premier\u00a0<strong>Giuseppe Conte<\/strong>\u00a0a Washington il governo ha confermato la scelta di campo atlantica, trovando nell\u2019amministrazione Trump un interlocutore particolarmente benevolo. Resta per\u00f2 da vedere quanto la chinese connection in via di costruzione sia compatibile con le relazioni commerciali e politiche instaurate con gli americani, mentre Cina e Stati Uniti sembrano alle porte di una nuova Guerra Fredda. Non \u00e8 fantascienza, ma una lettura che sta convincendo sempre pi\u00f9 il mondo mediatico e accademico. In un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/09\/19\/us\/politics\/trump-china-trade-war.html\">recentissimo editoriale<\/a>\u00a0il\u00a0<em>New York Times<\/em>\u00a0taglia corto: \u201cle due pi\u00f9 grandi economie al mondo sono in procinto di iniziare una nuova Guerra Fredda economica che potrebbe durare ben oltre la presidenza Trump\u201d. Il crescendo di tensioni a suon di dazi e l\u2019escalation militare nel Sud Est Asiatico danno forma a questa ipotesi. L\u2019ultimo smacco \u00e8 la scelta di Alibaba di non creare un milioni di posti di lavoro negli States come promesso a Trump dal fondatore\u00a0<strong>Jack Ma<\/strong>\u00a0nel 2017. Niente premesse, niente promesse, ha sentenziato l\u2019ad in uscita: \u201cLa premessa era quella di relazioni commerciali amichevoli tra i due Paesi, ma non esiste pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/09\/governo-giallo-verde-cinese\/\">https:\/\/formiche.net\/2018\/09\/governo-giallo-verde-cinese\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Francesco Bechis) &nbsp; Continua la chinese connection italiana, e si fa sempre pi\u00f9 sistematica. 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