{"id":44465,"date":"2018-09-21T09:30:24","date_gmt":"2018-09-21T07:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44465"},"modified":"2018-09-21T07:50:05","modified_gmt":"2018-09-21T05:50:05","slug":"leuro-demolisce-ponti-e-strade-con-o-senza-i-benetton-povera-g","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44465","title":{"rendered":"L\u2019euro demolisce ponti e strade (con o senza i Benetton). Povera G\u2026"},"content":{"rendered":"<p><strong>di PAOLO BARNARD<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Era esattamente un anno fa, l\u2019agosto del 2017, e un prestigioso editorialista denunciava chiaro che \u201cponti e strade si stanno sbriciolando mentre le amministrazioni usano i fondi destinati alla manutenzione per, invece, tagliare i deficit\u201d. Bruxelles richiedeva, insaziabile, di pareggiare i bilanci anche a livello locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ingegnere intervistato dal grande quotidiano addirittura tuonava: \u201cQuesta \u00e8 una sirena d\u2019allarme per l\u2019intero Paese\u201d, e il cronista aggiungeva \u201ced \u00e8 anche un monumento alla crisi delle sue infrastrutture\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec, esatto, si parlava proprio di G\u2026&#8230;&#8230;&#8230;. no, non di Genova, di Germania, dove \u201cuna vastit\u00e0 di strade, ponti e palazzi pubblici sono in uno stato di degrado scioccante\u201d. La parola usata fu &#8220;scioccante&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E che non ci siano equivoci in partenza. Il pi\u00f9 prestigioso istituto di studi economici tedesco, il Deutsches Institut f\u00fcr Wirtschaftsforschung di Berlino, lo scrive nero su bianco: la Germania ha voluto l\u2019euro per arricchire smisuratamente le sue elite, lasciando per\u00f2 nel degrado vaste porzioni del Paese. Fra cui proprio le infrastrutture \u2018corrose\u2019 dai tagli ai budget nazionali e locali. Lascia increduli leggere fra le pagine dell\u2019istituto che \u201cla Germania non solo vede un terribile abbandono delle infrastrutture dei trasporti e di quelle pubbliche, ma anche in quelle scolastiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E, di novo, che non ci siano equivoci sul fatto che sono le regole dell\u2019Eurozona a imporre i tagli pi\u00f9 sciagurati alle infrastrutture tedesche. Sempre dagli studi del Deutsches Institut f\u00fcr Wirtschaftsforschung di Berlino: \u201cIl governo di Angela Merkel ha imposto nel 2007 il Pareggio di Bilancio per legge a tutte le amministrazioni pubbliche statali e municipali. Esse non possono pi\u00f9 spendere a deficit in nessun caso\u2026 Ma questo \u00e8 stato fatto ignorando totalmente la salute economica delle comunit\u00e0 tedesche, che devono obbedire a questa regola severissima anche se prive di mezzi, o addirittura in crisi nera\u201d. E infatti il prestigioso quotidiano di cui all\u2019inizio, che \u00e8 il Financial Times, titolava cos\u00ec il pezzo: \u201cSempre pi\u00f9 crepe nelle infrastrutture affamate di fondi in Germania\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pausa. Prima di continuare \u00e8 doveroso per\u00f2 dar conto di una differenza fondamentale e, dopo il Morandi, da far accapponare la pelle, fra Berlino e Roma. Cio\u00e8: abbiamo detto che anche da loro le regole di Bruxelles stanno sbriciolando ponti, strade e muri, ma almeno da loro si agisce in tempo per la pubblica sicurezza. Il grande ponte di Leverkusen sul Reno, in uno dei centri industriali pi\u00f9 produttivi della Germania, inizi\u00f2 a mostrare crepe nel 2012 sotto il peso di un flusso enorme di Tir, 14.000 al giorno. Fu chiuso all\u2019istante al traffico dei camion senza riguardo per il caos industriale che la disposizione caus\u00f2. Riaprir\u00e0 nel 2020. Lo stesso per un altro ponte enorme, sempre sul Reno, il Neuenkamp, che inizi\u00f2 con crepe mentre si sorbiva almeno 100.000 veicoli al giorno: chiuso, con relativo panico per le aziende della Ruhr, ma chiuso. Mostrava \u201cdanni ai tiranti\u201d\u2026 Vengono i brividi a leggere quella frase.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma l\u2019Europa non perdona, e anche Angela Merkel deve imporre tagli selvaggi e \u2018chemioterapia\u2019 di qualsiasi spesa pubblica sul territorio, quando essa sia in eccesso di un deficit del\u2026 0,35%, mentre oltre la met\u00e0 del Paese ha infrastrutture scandalose. Il KfW, che all\u2019incirca equivale alla nostra Cassa Depositi e Prestiti, stima che la Germania avrebbe bisogno urgente e come minimo di 126 miliardi di euro per strade, ponti e palazzi, ma c\u2019\u00e8 il veto firmato euro. Il partito SPD di centro-sinistra ha scritto in campagna elettorale: \u201cPer troppo tempo la Germania si \u00e8 fissata sul Pareggio di Bilancio e sulla riduzione dei deficit invece che sugli investimenti necessari, e questo \u00e8 il risultato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il meccanismo perverso \u00e8 identico in Germania come in Italia: si vive nel terrore del debito, spiega ancora il Deutsches Institut f\u00fcr Wirtschaftsforschung, e quindi \u201cappena ci sono anche solo due soldi in cassa, gli amministratori tedeschi a tutti i livelli corrono a ridurre i deficit invece che a riparare le infrastrutture\u201d. E\u2019 per questo che io ho denunciato come disgustoso il gran proclama di Juncker dove l\u2019UE tentava di discolparsi per la tragedia di Genova dicendo che stiamo ricevendo 2,5 miliardi di fondi europei per le infrastrutture dal 2014, e che abbiamo avuto da loro un \u2018permesso\u2019 di spendere 8,5 miliardi sulle autostrade. Certo, Juncker e UE versano 5 gocce d&#8217;acqua nel nostro lago mentre ci obbligano a prosciugarlo con un&#8217;idrovora, e poi ci dicono &#8220;Dove l&#8217;avete messa tutta l&#8217;acqua che vi abbiamo dato?&#8221;. Ipocriti criminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E intanto i bravi tedeschi del nord, che in termini relativi sono come il nostro meridione in Germania, soffrono disagi gravi in tutto, perch\u00e9 strade e ferrovie sono &#8220;in uno stato di degrado\u00a0scioccante\u201d\u00a0e nessuno pu\u00f2 spendere nulla. Nella Westphalia ci sono almeno 300 ponti a rischio, stanno andando in pezzi. Se poi si parla delle regioni meno industrializzate il quadro \u00e8 disastroso, sembra che dagli anni \u201970 nulla sia stato toccato, dicono all&#8217;istituto di Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente sia Merkel (CDU) che Schulz (SPD), a fronte dell\u2019insostenibilit\u00e0 di questo degrado infrastrutturale, ammettono che la spesa in effetti dovrebbe aumentare, ma\u2026 solo quando le amministrazioni hanno fatto bene i loro compiti &#8216;Eurozona&#8217; a casa, cio\u00e8 solo quando avranno dei surplus di bilancio\u2026 il che significa pagare le infrastrutture coi soldi di cittadini e aziende invece che usando l\u2019investimento dello Stato (surplus di bilancio = gov. ti tassa pi\u00f9 di quanto ti d\u00e0 in spesa, e quindi spende i tuoi soldi invece che i suoi). Un trucco contabile indegno perch\u00e9\u00a0anche la Germania ha perso sovranit\u00e0 monetaria con l\u2019euro, mica pu\u00f2 fare come il Giappone che al momento del bisogno con case e strade devastate dallo Tsunami del 2011 ha stampato di sana pianta e a deficit 148 miliardi di dollari. Il ragionamento dei due leader tedeschi tenta di nascondere la verit\u00e0: e cio\u00e8 che l\u2019ossessione imposta dalle regole dell\u2019Eurozona sul dogma dei\u00a0Pareggi di Bilancio\u00a0ovunque \u00e8 precisamente la causa del drammatico dissesto delle infrastrutture in Germania, la quale infatti, come scrisse il Wall Street Journal nel 2013, \u201csi vanta di essere il modello per l\u2019Europa come ordine nei conti, dimenticando per\u00f2 di dire che quell\u2019ordine \u00e8 venuto al costo di emorragie negli investimenti per le infrastrutture\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E qui si chiude il cerchio. Ve l\u2019aspettavate? G\u2026, no, non di Genova, di Germania, con ponti e strade in pezzi. Il fatto che la loro encomiabile vigilanza abbia finora impedito tragedie come quella del Morandi non toglie assolutamente nulla alla scioccante realt\u00e0: nelle criminali regole economiche dell\u2019Eurozona ci si deve svenare per un insensato libro di bilancio dove appaia la scritta \u201c\u2013 10 + 10 = 0\u201d. Poi se palazzi, scuole, strade e ponti si disfano e la gente e le aziende della parte sfigata del Paese soffrono, o muoiono, chissenefrega. Anche in Germania, non solo a Genova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.paolobarnard.info\/intervento_mostra_go.php?id=2102\">http:\/\/www.paolobarnard.info\/intervento_mostra_go.php?id=2102<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO BARNARD &nbsp; Era esattamente un anno fa, l\u2019agosto del 2017, e un prestigioso editorialista denunciava chiaro che \u201cponti e strade si stanno sbriciolando mentre le amministrazioni usano i fondi destinati alla manutenzione per, invece, tagliare i deficit\u201d. Bruxelles richiedeva, insaziabile, di pareggiare i bilanci anche a livello locale. 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