{"id":44480,"date":"2018-09-22T10:30:00","date_gmt":"2018-09-22T08:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44480"},"modified":"2018-09-22T07:18:42","modified_gmt":"2018-09-22T05:18:42","slug":"non-e-sovranismo-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44480","title":{"rendered":"Non \u00c8 \u201cSovranismo\u201d, \u00c8 Politica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prendendo le mosse dalla condanna del governo ungherese e dei sui provvedimenti smaccatamente anti-liberali da parte del parlamento europeo, Luciana Castellina ha poi ampliato il suo ragionamento al rischio che il \u201csovranismo\u201d contamini anche i nuovi ed i vecchi partiti della sinistra continentale.<\/strong>\u00a0Da M\u00e9lenchon in Francia, al nuovo movimento \u2013 In Piedi \u2013 lanciato da una costola della Linke tedesca, fino a pi\u00f9 piccole esperienze che stanno maturando anche nel nostro Paese, il rischio ravvisato \u00e8 quello che la sinistra, dopo un trentennio di subalternit\u00e0 all\u2019ideologia neoliberale, invece di trovare una strada autonoma compia un errore, per cos\u00ec dire, eguale e contrario, e finisca per portare acqua al mulino della nuova destra cedendo alla moda sovranista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al di l\u00e0 della mancata considerazione che l\u2019atto di nascita del \u201csovranismo\u201d risale probabilmente al vertice di Mar del Plata del 2004, quando i governi di sinistra di Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela seppero dire no all\u2019Alca<\/strong>\u00a0(il progetto neoliberale di unione continentale architettato da Washington), anche solo rimanendo al panorama del vecchio Continente la riflessione di Castellina andrebbe problematizzata. A partire da una considerazione di fondo: la sovranit\u00e0 non \u00e8 un\u2019opzione politica tra le tante, ma \u00e8 l\u2019arena stessa della politica. Non c\u2019\u00e8 politica senza sovranit\u00e0. Vivere ai margini della sovranit\u00e0, come tanto la sinistra riformista quanto quella radicale paiono voler fare, vuol dire rinunciare alla politica. La scelta non \u00e8 quindi tra chi vuole la sovranit\u00e0 e chi non la vuole. Ma tra quali forze debbano esercitarla \u2013 nel nostro caso: i popoli o i mercati; e \u2013 dando per scontato, come anche recita l\u2019articolo 1 della nostra Costituzione, che la sovranit\u00e0 debba appartenere al popolo \u2013 quale sia il livello ottimale per il pieno esercizio di questa sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le istituzioni dell\u2019Europa reale, rispetto alle altre che hanno accompagnato l\u2019impiantazione della globalizzazione capitalistica, non si distinguono particolarmente per i livelli previsti di democrazia e di emancipazione sociale.<\/strong>\u00a0Esse rispondono invece a due criteri ben precisi: lo svuotamento della sovranit\u00e0 popolare e la creazione di una nuova divisione continentale del lavoro. La costituzione formale e materiale dell\u2019Unione europea attribuisce i poteri legislativi ad organi democraticamente irresponsabili ed ha come compito quello di istituire una societ\u00e0 di mercato pienamente dispiegata. I vari memorandum dettati dalla trojika, messi in atto dalle varie elites nazionali, e piovuti addosso ai popoli nel corso della crisi davano tutti i medesimi input: privatizzare servizi, settori strategici e agenzie di assicurazione sociale; liberalizzare il mercato del lavoro; garantire la libert\u00e0 dei capitali di essere investiti laddove peggiori erano le condizioni del lavoro o pi\u00f9 remunerative le rendite. La distruzione delle prerogative dello Stato-nazione non ha avuto niente di naturale, n\u00e9 si sono manifestate tendenze presuntivamente \u201coggettive\u201d del capitale. Si \u00e8 trattato di mettere in campo una precisa opzione a tutto vantaggio delle oligarchie. Ne \u00e8 nata un\u2019Europa gerarchica: una struttura triangolare al cui vertice sta l\u2019ex area del marco, il centro motore dell\u2019accumulazione ad alto valore aggiunto; ed alla cui base stanno i paesi dell\u2019orbita ex sovietica col ruolo di fornitori di manodopera a basso costo e quelli del sud fornitori di servizi tipo il turismo. Attraverso i numerosi salvataggi degli istituti finanziari, la crisi del capitale \u00e8 stata trasformato nell\u2019arco di poche notti in crisi del debito pubblico; e le misure imposte per ridurre quest\u2019ultimo hanno invece avuto l\u2019effetto di perpetrare la crisi sociale ed allargare le disparit\u00e0 tra Paesi ricchi e Paesi poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La resistenza dei popoli si \u00e8 manifestata a livello nazionale, e la destra ne ha approfittato anche per via della sostanziale subordinazione della sinistra \u2013 riformista e radicale \u2013 al progetto europeista.<\/strong>\u00a0A questo punto si possono scegliere due opzioni: o accodarsi ad ipotesi fumose di \u201cunione sacra\u201d contro la minaccia sovranista (Calenda in Italia, Macron a livello continentale, che recentemente ha ottenuto il plauso di Tsipras), o contendere alla destra il campo del ripristino della sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sovranit\u00e0 popolare da ricostruire, ovviamente, su basi antitetiche rispetto a quelle delle nuova destra.<\/strong>\u00a0Su basi, verrebbe da dire, patriottiche e non nazionaliste. Considerando la Patria, come gi\u00e0 faceva Gramsci, come \u201cpatria aperta\u201d: aperta all\u2019inclusione sociale di tutti \u2013 nativi e migranti \u2013 e alla cooperazione internazionale, come vuole la nostra costituzione nazionale. Questo a ben vedere gioverebbe anche al rilancio dell\u2019integrazione europea. Perch\u00e9, se si fa attenzione alle parole, quello cui si \u00e8 assistito fino ad oggi non \u00e8 stato un processo di integrazione, ma di subordinazione. Integrare vuol dire innanzi tutto lasciare libert\u00e0 ai paesi pi\u00f9 colpiti dalla crisi di ricostruire i propri apparati produttivi, a partire da un rovesciamento dei rapporti di forza tra Stato e mercato che le istituzioni dell\u2019europa reale oggi rendono impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La lotta per sottrarre alle logiche di mercato i servizi pubblici, per creare lavoro buono e ben pagato,<\/strong>\u00a0per il ristabilimento della pace nel mediterraneo non pu\u00f2 che passare da un pieno ripristino della sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stoccate\/non-e-sovranismo-e-politica\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stoccate\/non-e-sovranismo-e-politica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni) &nbsp; Prendendo le mosse dalla condanna del governo ungherese e dei sui provvedimenti smaccatamente anti-liberali da parte del parlamento europeo, Luciana Castellina ha poi ampliato il suo ragionamento al rischio che il \u201csovranismo\u201d contamini anche i nuovi ed i vecchi partiti della sinistra continentale.\u00a0Da M\u00e9lenchon in Francia, al nuovo movimento \u2013 In Piedi \u2013 lanciato da una costola della Linke tedesca, fino a pi\u00f9 piccole esperienze che stanno maturando anche&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":33207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Senso-Comune.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bzq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44480"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44480"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44480\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44483,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44480\/revisions\/44483"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}