{"id":44514,"date":"2018-09-24T09:30:38","date_gmt":"2018-09-24T07:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44514"},"modified":"2018-09-23T16:46:05","modified_gmt":"2018-09-23T14:46:05","slug":"il-sovranismo-destruttura-il-pensiero-unico-ma-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44514","title":{"rendered":"Il sovranismo destruttura il pensiero unico (ma non basta)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BARBADILLO (Francesco Marotta)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_77440\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-77440\" src=\"http:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/339436C0-B35F-48EB-9FD8-287AA3F33D38-310x163.jpeg\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" srcset=\"http:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/339436C0-B35F-48EB-9FD8-287AA3F33D38-310x163.jpeg 310w, http:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/339436C0-B35F-48EB-9FD8-287AA3F33D38-640x336.jpeg 640w, http:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/339436C0-B35F-48EB-9FD8-287AA3F33D38-300x158.jpeg 300w, http:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/339436C0-B35F-48EB-9FD8-287AA3F33D38.jpeg 655w\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"163\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"text-align: justify;\">Fuga da New York, film cult<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c[\u2026] Il Governo \u00e8 il Rapporto delle libert\u00e0 e degli interessi. E data questa prima proposizione ne deriva: che ormai la politica e l\u2019economia si confondono; che affinch\u00e9 vi sia rapporto di interessi, bisogna che gli interessi stessi siano presenti, rispondenti, stipulanti, obbligantesi e agenti; che cos\u00ec la ragione sociale e il suo vivente emblema sono una sola e identica cosa; in ultima analisi, che essendo tutto governo, non vi \u00e8 pi\u00f9 governo. La negazione del governo viene fuori cos\u00ec dalla sua definizione: chi dice governo rappresentativo, dice rapporto di interessi; chi dice rapporto di interessi, dice assenza di governo [\u2026]\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendendo quello che scrisse Pierre-Joseph Proudhon nel suo <em>La r\u00e9volution sociale d\u00e9montr\u00e9e par le coup d\u2019\u00e9tat du 2 d\u00e9cembre, <\/em>si apre davanti a noi un capitolo buio della Storia politica italiana ed europea. Ma negli ultimi anni, sembrano cambiate totalmente le coordinate politiche. La destra come la sinistra fa sempre pi\u00f9 fatica ad attirare elettori e mantenere un consenso. Entrambe, sono le prime a non essersi accorte che qualcosa \u00e8 cambiato. L\u2019ordine stabilito, l\u2019alternanza del bipolarismo con le sue idee social-democratiche e liberal-economiche, \u00e8 in crisi dappertutto. Il riemergere del \u00abpopulismo\u00bb e del \u00absovranismo\u00bb in Europa, sembra aver ha accelerato questo processo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica ha cambiato volto ma nella sua interezza, non \u00e8 ancora immune dalle vecchie logiche. Certo, lo \u00e8 un po\u2019 meno di prima. Notiamo per\u00f2, persino nel nuovo che avanza, dei residui che ci indicano tutt\u2019altro. Facciamo un passo alla volta. Innanzitutto, \u00e8 in crisi l\u2019immaginario della societ\u00e0 post-moderna e con lei, tutta una mentalit\u00e0 che ha permeato la politica degli anni ottanta e novanta, espandendosi, soprattutto in Occidente. Una \u00abMentalit\u00e0 della sopravvivenza\u00bb, cos\u00ec l\u2019ha definita Christopher Lasch, studiandola minuziosamente. In breve, era una eredit\u00e0 degli anni della guerra fredda che intacc\u00f2 in special modo la fine degli anni ottanta fino alla met\u00e0 degli anni novanta, e di un clima contrapposto ma speculare tra i due blocchi, ampiamente sfruttato dal Capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorderete lo spauracchio atomico, i programmi televisivi e le pubblicit\u00e0 che ruotavano intorno all\u2019elemento della sopravvivenza. Oppure, nell\u2019ambito culturale e cinematografico, \u201cI sopravvissuti\u201d di John Patterson, \u201cFuga da New York\u201d di John Carpenter, un filone che continua marginalmente anche oggi.\u00a0 Prendendo, ad esempio nella letteratura, dei titoli inequivocabili come \u201cPrepping. Come prepararsi alle catastrofi metropolitane\u201d della Hoepli, \u201cTecniche di sopravvivenza. Survival in ogni parte del mondo, in tutte le condizioni ambientali e climatiche\u201d di Alexander Stilwell, e potremmo continuare all\u2019infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00abnormalizzazione della crisi\u00bb e dei dibattiti della popolazione che in politica hanno avuto il loro apogeo dopo gli anni settanta, nella frase tipica \u201c\u00e8 una questione di vita o di morte\u201d (invitiamo a leggere ancora Christopher Lasch nel suo \u201cL\u2019io minimo. La mentalit\u00e0 della sopravvivenza in un\u2019epoca di turbamenti\u201d), \u00e8 diventata una mentalit\u00e0 dell\u2019emergenza che in politica, senza ora scomodare l\u2019ambito culturale, ha proliferato ampiamente. Prova ne sono, senza capirci molto delle ragioni, gli slogan berlusconiani che indicano \u00abl\u2019emergenza povert\u00e0 \u00e8 tra gli italiani\u00bb, \u00abl\u2019emergenza democrazia\u00bb, parlando delle sue sventure processuali. A sinistra invece, ha la meglio \u00abl\u2019emergenza razzismo, fascismo e populismo\u00bb, impacchettata anche dagli operatori dell\u2019ONU. L\u2019ammonimento di questi ultimi giorni e l\u2019ipotetica ispezione in Italia ha fatto ridere tutto lo \u201cStivale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa concentrazione emergenziale, che indubbiamente ha capovolto il paradigma del sopravvivere ad un qualcosa che in realt\u00e0, \u00e8 stato spazzato via dallo studio della \u00abFenomenologia dell\u2019immaginario\u00bb che va ben oltre lo sradicamento, la solitudine, l\u2019alienazione di un mondo organizzato da altri e la riscoperta della comunit\u00e0, tracciati da Michel Maffessoli. Sintetizzando, anche perch\u00e9 il libro \u00e8 molto interessante e si presta ad un ampliamento delle argomentazioni. Visto poi che sono sorte delle nuove problematiche cui la politica da sola, non pu\u00f2 dar risposta. Principalmente, perch\u00e9 ostaggio dell\u2019espertologia e degli assunti del riformismo amministrativo in un insieme che, con tutte le differenze del caso, dovrebbe escluderli a priori. In oltre, la competitivit\u00e0 ed il valore delle competenze, indietreggiano davanti all\u2019obbligo di dare soluzioni che esulano dallo schema dell\u2019emergenza, della democrazia e della politica a consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, parlando di politica, e in specifico del liberalismo politico, le prerogative dell\u2019individuo operoso e della libert\u00e0 che ne deriva per accrescere il proprio benessere, destabilizzando la natura per i propri fini in nome di un progresso emancipatore di tutta l\u2019umanit\u00e0 \u2013 teorizzati da Adam Smith \u2013 sono state soppiantate dalla pi\u00f9 \u201cagevole\u201d pubblicizzazione di s\u00e9 stessi. In politica, \u00e8 evidente nei partiti con i loro uomini immagine e nella burocratizzazione gestionale. Nella scelta della rappresentativit\u00e0 adottata a destra come a sinistra, dei singoli calati dall\u2019alto per mezzo della cooptazione che ha ridotto la partecipazione attiva della gente, a semplice annuire a cose fatte, continuando a creare danni irreparabili. Basta pensare alle scelte \u201ccasuali\u201d delle poltrone a Bruxelles, come a quelle che siedono nei parlamenti degli Stati membri. Per usare un eufemismo, paragonando il tutto al celebre clientelismo dell\u2019apparato, quest\u2019ultimo pare una formica sotto una lente d\u2019ingrandimento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove compagini che tanto hanno irritato tutta la politica del XX Secolo, si discostano dalla proceduralit\u00e0 degli studi sugli accertamenti e sul dominio dell\u2019opinione pubblica (solo apparentemente, ben inteso). E per gli italiani, le indagini di mercato, le elaborazioni sull\u2019elettorato, le opinioni e le manipolazioni delle informazioni createsi con anni di esercizio del management nelle televisioni pubbliche, private e nei quotidiani, trovano sempre meno appeal. \u00c8 una delle caratteristiche, percepite dalla popolazione, come fosse la continuazione delle tecniche di sperimentazione di mercato, applicate alla politica in egual misura dalla destra e dalla sinistra. Ad emergere, per la stragrande maggioranza degli italiani ma anche per gli europei, \u00e8 una distopia a dir poco imbarazzante: ovvero, l\u2019immagine nitida di questa societ\u00e0 profondamente indesiderabile e spaventosa, proiettata nel cuore della politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 molto chiaro, quanto certi assunti siano di massima importanza per le compagini \u201cclassiche\u201d della partitocrazia e del parlamentarismo. Le quali, sono ormai assoggettate ad un tipo di professionismo (il concetto di lavoro \u00e8 differente) da reclutamento, simile alle agenzie di selezione del personale sulle tematiche politiche da adottare senza dare soluzione e scoraggiando l\u2019autonomia di pensiero. Il populismo\/sovranismo, ambisce a destrutturare questa standardizzazione. Anteponendo un concetto verticale, dal basso verso l\u2019alto, a quello orizzontale di livellamento della politica attuale. Ci riusciranno? E ancora presto per dirlo. Ma nella peggiore delle ipotesi per loro, hanno dimostrato che qualcos\u2019altro \u00e8 possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur essendo un momento storico di breve o lunga durata, la \u201cpolitica\u201d dei pubblicitari e dei copywriter, dalla rettitudine moralizzatrice e dal super-io che nasconde un\u2019ascesa sociale utilizzando la politica come strumento, quale fosse un parafulmine personalizzato, sembra avere i giorni contati. Ma dal dire al fare, per vedere cambiare l\u2019Italia e questa Europa di tecnocrati, ne deve ancora passare di acqua sotto i ponti. Un inizio \u00e8 meglio che niente ed \u00e8 evidente che molti, cominciano a rispedire al mittente, le targhette riconoscitive che il \u00abPensiero Unico\u00bb, affibbia ad ognuno di noi. Criticandolo a partire dalle sue basi. Possibilmente, ritrovando una nuova moralit\u00e0 suggeritaci da Jung che contempla anche la sfera politica, lontana parente di questo scempio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.barbadillo.it\/77438-il-punto-il-sovranismo-destruttura-il-pensiero-unico-ma-non-basta\/\">http:\/\/www.barbadillo.it\/77438-il-punto-il-sovranismo-destruttura-il-pensiero-unico-ma-non-basta\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BARBADILLO (Francesco Marotta) &nbsp; Fuga da New York, film cult \u201c[\u2026] Il Governo \u00e8 il Rapporto delle libert\u00e0 e degli interessi. E data questa prima proposizione ne deriva: che ormai la politica e l\u2019economia si confondono; che affinch\u00e9 vi sia rapporto di interessi, bisogna che gli interessi stessi siano presenti, rispondenti, stipulanti, obbligantesi e agenti; che cos\u00ec la ragione sociale e il suo vivente emblema sono una sola e identica cosa; in ultima analisi,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":44515,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"Il sovranismo destruttura il pensiero unico (ma non basta)","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/425972_338707689485013_1941459611_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bzY","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44514"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44514"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44516,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44514\/revisions\/44516"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44515"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}