{"id":44525,"date":"2018-09-24T09:30:15","date_gmt":"2018-09-24T07:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44525"},"modified":"2018-09-23T20:40:53","modified_gmt":"2018-09-23T18:40:53","slug":"appello-no-alla-secessione-dei-ricchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44525","title":{"rendered":"Appello: No alla secessione dei\u00a0ricchi"},"content":{"rendered":"<div class=\"byline\">di <strong>Keynesblog<\/strong> <strong>(Gianfranco Viesti)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-7934 alignnone\" src=\"https:\/\/keynesblog.files.wordpress.com\/2018\/09\/2393577_1020_24932015-670x274.jpg?w=560&amp;h=229\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"229\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Veneto, la Lombardia e sulla loro scia altre undici Regioni si sono attivate per ottenere maggiori poteri e risorse. Su maggiori poteri alle Regioni si possono avere le opinioni pi\u00f9 diverse. Ma nei giorni scorsi \u00e8 stata formalizzata dal Veneto (e in misura pi\u00f9 sfumata dalla Lombardia) una richiesta che non \u00e8 estremo de\ufb01nire eversiva, secessionista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la stima delle risorse che lo Stato dovrebbe trasferire alle Regioni per le nuove competenze, la Regione Veneto propone di calcolare i \u201cfabbisogni standard\u201d in modo inaccettabile, tenendo conto non solo dei bisogni speci\ufb01ci della popolazione e dei territori (quanti bambini da istruire, quanti disabili da assistere, quante frane da mettere i sicurezza) ma anche del gettito \ufb01scale e cio\u00e8 della ricchezza dei cittadini. In pratica i diritti (quanta e quale istruzione, quanta e quale protezione civile, quanta e quale tutela della salute) saranno come beni di cui le Regioni potranno disporre a seconda del reddito dei loro residenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, per averne tanti e di qualit\u00e0, non basta essere cittadini italiani, ma cittadini italiani che abitano in una regione ricca. Tutto ci\u00f2 \u00e8 in aperta violazione con i principi di uguaglianza scolpiti nella Costituzione. Non solo: per raggiungere questi risultati discriminatori, si sfrutta un vuoto normativo denunciato pi\u00f9 volte dalla Corte costituzionale: dal 2001, infatti, nessun Governo ha trovato il tempo di de\ufb01nire i LEP, i livelli essenziali delle prestazioni sociali e civili da garantire in misura omogenea a tutti i cittadini italiani, ovunque residenti. E se non si sa \u201cquanto costano\u201d i LEP, come si pu\u00f2 stabilire l\u2019entit\u00e0 delle risorse da assegnare alle Regioni per garantirne il godimento ai cittadini? Ove si procedesse all\u2019incontrario, ovvero: prima trasferire risorse alla Regioni, poi stimare il costo dei LEP, qualcuno potrebbe accaparrarsi pi\u00f9 del necessario senza che sia evidente a chi lo stia togliendo. \u00c8 inaccettabile che in diciassette anni non si sia \ufb01ssato il valore dei LEP, a vantaggio di tutti i cittadini italiani, mentre in pochi mesi si sia arrivati alle battute consultive del processo di autonomia differenziata, a vantaggio di pochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa Regione Veneto ha chiesto di avere potere esclusivo su materie che vanno dall\u2019offerta formativa scolastica (potendo anche scegliere gli insegnanti su base regionale), ai contributi alle scuole private, i fondi per l\u2019edilizia scolastica, il diritto allo studio e la formazione universitari, la cassa integrazione guadagni, la programmazione dei \ufb02ussi migratori, la previdenza complementare, i contratti per il personale sanitario, i fondi per il sostegno alle imprese, le Soprintendenze, le valutazioni sugli impianti con impatto sul territorio, le concessioni per l\u2019idroelettrico e lo stoccaggio del gas, le autorizzazioni per elettrodotti, gasdotti e oleodotti, la protezione civile, i Vigili del Fuoco, strade, autostrade, porti e aeroporti (inclusa una zona franca), la partecipazione alle decisioni relative agli atti normativi comunitari, la promozione all\u2019estero, l\u2019Istat, il Corecom al posto dell\u2019Agcom, le professioni non ordinistiche. E altro, perch\u00e9 l\u2019elenco \u00e8 incompleto. In questo modo, verrebbero espropriati della competenza statale tutti i grandi servizi pubblici nazionali e verrebbe<br \/>\nmeno qualsiasi possibile programmazione infrastrutturale in tutto il Paese.<\/p>\n<p>La Regione Veneto propone pure che il Parlamento dia una delega totale e al buio al Governo e che tutte le decisioni siano prese da una Commissione tecnica Italia-Veneto. Secondo la Costituzione non pu\u00f2 essere cos\u00ec: il Parlamento non pu\u00f2 essere espropriato del diritto-dovere di legiferare su questioni decisive per il futuro dell\u2019Italia. Siamo di fronte a uno stravolgimento delle basi giuridiche su cui \u00e8 sorta la Repubblica italiana. Una materia di tale portata non pu\u00f2 e non deve essere risolta nei colloqui fra una rappresentante del Governo e uno della Regione interessata<br \/>\n(oltretutto, dello stesso partito e della medesima regione). Tutti i cittadini italiani hanno il diritto di essere coinvolti nella decisione, che riguarda tutti, sia attraverso i propri rappresentanti parlamentari, sia attraverso un grande dibattito pubblico, in cui porre in luce e discutere obiettivi, contenuti e conseguenze di tali proposte. Solo cos\u00ec i cittadini possono valutare e decidere.<br \/>\nPERTANTO i sottoscritti cittadini italiani chiedono al Presidente della Repubblica e ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">che ai parlamentari sia garantito il diritto-dovere di intervenire in tutti i passaggi della procedura su una questione fondamentale, con una approfondita discussione e analisi nelle Camere e che, contemporaneamente, sia garantito il diritto dei cittadini a essere informati dettagliatamente e costantemente, attraverso la tv pubblica, il coinvolgimento di esperti indipendenti e il confronto fra tesi diverse;<br \/>\ni sottoscritti cittadini italiani, in secondo luogo, chiedono ai parlamentari di tutti gli schieramenti che nessun trasferimento di poteri e risorse a una Regione sia attivato \ufb01nch\u00e9 non siano de\ufb01niti i \u201clivelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale\u201d (art. 117, lettera m della Costituzione); e che il trasferimento di risorse sulle materie assegnate alle Regioni sia ancorato esclusivamente a oggettivi fabbisogni dei territori, escludendo ogni riferimento a indicatori di ricchezza.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/keynesblog.com\/2018\/09\/18\/appello-no-alla-secessione-dei-ricchi\/\">https:\/\/keynesblog.com\/2018\/09\/18\/appello-no-alla-secessione-dei-ricchi\/<\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Keynesblog (Gianfranco Viesti) &nbsp; Il Veneto, la Lombardia e sulla loro scia altre undici Regioni si sono attivate per ottenere maggiori poteri e risorse. 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