{"id":44526,"date":"2018-09-24T10:00:37","date_gmt":"2018-09-24T08:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44526"},"modified":"2018-09-23T17:17:40","modified_gmt":"2018-09-23T15:17:40","slug":"44526","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44526","title":{"rendered":"Il mercato immobiliare cinese \u00e8 fuori controllo e ci\u00f2 rappresenta un grande rischio per l\u2019economia mondiale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quanto peser\u00e0<\/strong> \u2013 se peser\u00e0 \u2013 <strong>la guerra commerciale fra Usa e Cina sull\u2019esito delle elezioni di mid-term?<\/strong><\/p>\n<div id=\"adv-Middle1-dev\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Donald Trump riuscir\u00e0 a caricare di orgoglio nazionalistico (e un po\u2019 farsescamente autarchico, in un mondo totalmente globalizzato e finanziarizzato) la sua crociata contro Pechino, nonostante questo possa paradossalmente portare con s\u00e9, nel breve termine,<a href=\"https:\/\/www.marketwatch.com\/story\/walmart-letter-warns-tariffs-will-raise-prices-and-tax-american-businesses-2018-09-21?link=sfmw_fb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> il colpo di coda negativo di un aumento dei prezzi di largo consumo<\/strong><\/a>importati dalla Cina e, quindi, <strong>un\u2019erosione del potere d\u2019acquisto per quella <em>middle-class<\/em><\/strong> cui il presidente si rivolge?<\/p>\n<div id=\"adv-Bottom\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi tre grafici mettono in prospettiva tre aspetti della vicenda.<\/p>\n<div id=\"outplay\" style=\"text-align: justify;\">\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/Tariffs_bluff4.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bank of America-Merrill Lynch<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo ci mostra come, <strong>nel giorno dell\u2019annuncio di nuovi dazi<\/strong> per un controvalore di 200 miliardi di dollari su merci importate dalla Cina (e conseguente reazione cinese per 60 miliardi di prodotti Usa),<strong> il mercato non abbia fatto un pliss\u00e8<\/strong>, a livello di percezione di rischio o preoccupazione immediata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli altri due grafici mostrano parzialmente il perch\u00e9: se infatti ci troviamo di fronte a un <strong>disequilibrio di forza esportatrice netto<\/strong>, tanto che la Cina ha potuto reagire \u201csolo\u201d con 60 miliardi di controvalore su beni importati da Washington, un paio di elementi <strong>fanno pensare a una guerra pi\u00f9 di nervi che oggettiva<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/Tariffs_bluff2.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bloomberg<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se infatti la Casa Bianca non solo ha<strong> esentato dai dazi i prodotti Apple<\/strong> di pi\u00f9 largo consumo ma anche imposto <strong>tariffe penalizzanti solo del 10% rispetto al 25% della prima tranche<\/strong>, ecco che man mano che si andr\u00e0 avanti con la disputa, Washington si trover\u00e0 costretta a fare i conti con un novero di <strong>beni sempre pi\u00f9 essenziale per il grande pubblico<\/strong> statunitense, quindi con il gi\u00e0 citato ricasco a livello di aumento dei prezzi, mentre Pechino dovr\u00e0 giocoforza cambiare la propria strategia, stante la scarsezza relativa di beni importati.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/Tariffs_bluff3.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bloomberg<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, <strong>colpire dove fa pi\u00f9 male<\/strong> \u2013 ad esempio penalizzando pesantemente proprio marchi come Apple \u2013 o, addirittura, <strong>passare direttamente a sanzioni per gli investimenti statunitensi sul proprio suolo<\/strong>. Il tutto, dopo l\u2019assaggino offerto la scorsa settimana da <strong>Jack Ma<\/strong>, il quale dalla sera alla mattina ha annunciato l\u2019<strong>abbandono del progetto di Alibaba negli Usa, strombazzato dallo stesso Trump<\/strong> come suo primo, grande risultato in fatto di attrattivit\u00e0 degli investimenti (quando ancora la Cina era un Paese amico e non manipolatore valutario e Xi Jinping veniva invitato nella residenza in Florida del presidente per cena, oltretutto con il fuori programma di un via libera al bombardamento della Siria fra secondo piatto e dessert) e che <strong>vedr\u00e0 andare in fumo circa 1 milione di posti di lavoro<\/strong> promessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se nel mese di agosto sia il porto di Long Beach che quello di Oakland hanno conosciuto un traffico merci record (rispettivamente +9,4% e 9,2%, su dati Bloomberg), proprio in anticipo rispetto all\u2019<strong>atteso nuovo round di dazi che prender\u00e0 il via da\u00a0luned\u00ec 24 settembre<\/strong><u>,<\/u> sono la prospettiva di medio termine e la percezione generale sullo stato dell\u2019economia mondiale a fare la differenza, in vista del voto del 6 novembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui pu\u00f2 venirci incontro<strong> Bank of America-Merrill Lynch<\/strong> con il suo <strong>ultimo sondaggio fra i gestori di fondi,<\/strong> dal quale si evince parecchio. E non di positivo. Questi grafici offrono un quadro abbastanza ad ampio spettro delle dinamiche in atto e attese: se il <strong>primo<\/strong> non ha bisogno di particolari commenti e parla la lingua di <strong>previsioni nere per l\u2019economia globale nei prossimi 12 mesi<\/strong>,<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/Fake_war1.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bank of America-Merrill Lynch<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">il secondo e il terzo ci dicono di pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/Fake_war6.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bank of America-Merrill Lynch<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello di<strong><em>tail risk<\/em><\/strong>, infatti, i 200 manager interpellati pensano che sia proprio la <strong>guerra commerciale<\/strong> quello pi\u00f9 probabile ma con un calo abbastanza netto fra agosto e settembre, mentre sono <strong>aumentati i timori per una contrazione monetaria<\/strong> (leggi la prosecuzione del processo di normalizzazione dei tassi della Fed) e per un rallentamento proprio dell\u2019economia cinese. E al netto di questo e degli indici azionari, i quali vedono Wall Street sulle stelle e tutti gli altri a livello globale nelle stalle, addirittura in <em>bear market<\/em> per quanto riguardo l\u2019MSCI dei mercati emergenti, quale potr\u00e0 essere l\u2019elemento di riequilibrio della situazione per i gestori di fondi?<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/Fake_war5.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bank of America-Merrill Lynch<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non un\u2019accelerazione del resto del mondo (Europa e Asia) e nemmeno la prosecuzione del <em>decouple<\/em>, la biforcazione in atto ma una <strong>decelerazione dell\u2019economia Usa<\/strong>, oltretutto con un netto aumento del consenso per questo epilogo registrato fra agosto e settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, se vogliamo unire le due dinamiche, verrebbe da dire che <strong>entrambe le parti in causa nel conflitto usciranno sconfitte dalla disputa, a livello di crescita economica e prospettive macro<\/strong>. Perch\u00e9 allora fare la guerra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, <strong>per Donald Trump conta molto l\u2019aspetto ideologico<\/strong> del conflitto con Pechino ma un\u2019altra dinamica pare ancora pi\u00f9 interessante. E, paradossalmente, svelante di una realt\u00e0 tanto parallela quanto decisamente contingente: se Usa e Cina rischiano di pagare sul medio\/lungo termine la guerra in atto, <strong>qualcun\u2019altro rischia<\/strong> di anticipare non poco il proprio <em>redde rationem<\/em>, <strong>divenendo praticamente da subito e di fatto vittima <em>proxy<\/em> del conflitto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Europa<\/strong>, attraverso il contagio dei mercati emergenti via export. Questi due grafici mettono la questione in prospettiva: il primo ci mostra come, appunto, la prima vittima di contagio diretto di un\u2019eventuale accelerazione e peggioramento della crisi valutaria\/debitoria dei mercati emergenti sar\u00e0 appunto l\u2019eurozona, stante il peso specifico del suo export sul dato del Pil.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/EM_EU2.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bank of America-Merrill Lynch<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo, invece, mostra plasticamente come a livello di sostenibilit\u00e0 degli assets e capacit\u00e0 di <em>off-set<\/em> sul regime sanzionatorio globale rispetto all\u2019export per i mercati emergenti, <strong>solo una stabilizzazione nel livello di erogazione del credito e di crescita degli investimenti in Cina pu\u00f2 risultare determinante.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma<strong>, solo il ritorno di Pechino al ruolo di emanatore di impulso creditizio globale<\/strong> e di <em>output<\/em> interno pu\u00f2 <strong>fungere da stampella credibile ai disequilibri fiscali in dollari di Paesi come la Turchia<\/strong>, altrimenti il rischio che quei debiti esteri agiscano come bombe a mano senza spoletta sui mercati cresce di intensit\u00e0 con il passare delle settimane. Se non dei giorni. Sar\u00e0 cos\u00ec, <strong>Pechino sar\u00e0 il \u201ccavaliere bianco\u201d del mondo<\/strong>, mentre Donald Trump cerca di capitalizzare a livello di retorica una guerra che, gi\u00e0 dal prossimo inverno inoltrato, potrebbe far pagare conti inaspettati al consumatore americano (in una nazione che vede i consumi pesare per il 70% del Pil)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi quattro grafici, sembrano darci due quadri discordanti al riguardo. Il primo ci mostra come la scorsa settimana, nonostante i guai turchi e argentini e l\u2019instabilit\u00e0 pre-elettorale in Brasile, l\u2019ETF di riferimento per i mercati emergenti, lo JEML di JP Morgan, abbia visto un <em>inflow<\/em> di capitali pari a 169 milioni di dollari, il massimo da giugno 2017.<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_EM.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>JP Morgan<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritrovata fiducia oppure<strong> ultima corsa in giostra per massimizzare prima di darsela a gambe dal comparto?<\/strong> Se \u00e8 vera l\u2019analisi che vede solo un intervento creditizio e un ritorno alla crescita stabile della Cina come elemento stabilizzatore, pare vera la seconda ipotesi, visto che <strong>il grafico numero due ci mostra come i prezzi della case in Cina siano aumentati al ritmo massimo<\/strong> da due anni sia a giugno che luglio che agosto (rispettivamente +1,1%, 1,2% e 1,5%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-49221\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_house_bubble.png\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_house_bubble.png 500w, https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_house_bubble-300x194.png 300w\" alt=\"China_house_bubble\" width=\"500\" height=\"324\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintomo che, nonostante la nuova politica di contenimento creditizio posta in essere dalla autorit\u00e0 cinesi per sgonfiare la bolla del sistema bancario ombra e dell\u2019enorme mercato obbligazionario <em>junk<\/em> ad esso collegato, <strong>Pechino sta pericolosamente rischiando di perdere il controllo del mercato real estate,<\/strong> quello che tutti gli analisti ritengono sia il<strong><em>worst case scenario<\/em> per l\u2019economia del Dragone<\/strong> e per il suo ruolo di <em>booster<\/em> della crescita globale, creditizia e non.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi due grafici, al riguardo, parlano da soli e mettono drammaticamente in prospettiva la dinamica debitoria di cui stiamo parlando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, se nonostante la ristrettezza dello stimolo creditizio iniettato nel sistema a livello interno con la svolta imposta da Xi Jinping e PBOC (la Banca centrale) per sgonfiare le bolle, <strong>quel \u201cpoco\u201d \u00e8 finito quasi interamente nell\u2019asset a maggiore rischio sistemico<\/strong>, qualcosa di davvero poco tranquillizzante bolle in pentola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-49223\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_credit.jpg\" sizes=\"(max-width: 549px) 100vw, 549px\" srcset=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_credit.jpg 549w, https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_credit-300x296.jpg 300w\" alt=\"China_credit\" width=\"549\" height=\"542\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, salvo situazioni emergenziali, <strong>difficilmente una dinamica interna simile porter\u00e0 a un allentamento delle condizioni monetarie e a una rinnovata politica espansiva<\/strong>. Ma, nel classico caso di cane che si morde la coda, pi\u00f9 Pechino si ritira a livello di impulso monetario dal quadro globale, pi\u00f9 i rischi che altre situazioni \u2013 come quella dei mercati emergenti, ad esempio \u2013 vadano fuori controllo, salgono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E con essi, il contagio ad aree pi\u00f9 economicamente forti e strutturali, vedi l\u2019eurozona. Insomma,<strong> pi\u00f9 che direttamente sulle elezioni di <em>mid-term<\/em> attraverso la guerra dei dazi, la Cina rischia di pesare a livello di prospettive globali di medio termine<\/strong>, come mostrava il grafico relativo al consensus dei gestori di fondi per un rallentamento dell\u2019economia Usa come riequilibrio (al ribasso, in questo caso) economico mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-49224\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_banks.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_banks.jpg 500w, https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/09\/China_banks-300x269.jpg 300w\" alt=\"China_banks\" width=\"500\" height=\"448\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, quindi, dar vita a una disputa commerciale inutile, a conti fatti, se non addirittura dannosa, quando porta con s\u00e9 l\u2019ontologico rischio di tramutarsi in detonatore potenziale di un anticipo della prossima recessione? A pensar male si fa peccato ma, forse, <strong>Pechino riaprir\u00e0 i cordoni solo quando la Fed smetter\u00e0 di stringerli<\/strong>: insomma, i due player globali potrebbero essere tentati di <strong>usare una guerra commerciale per indurre un peggioramento delle condizioni<\/strong> tale da <strong>rimettere in discussione l\u2019intera narrativa della contrazione monetaria<\/strong>, questo senza smentire clamorosamente le linee politiche delle rispettive leadership e appellandosi al clima emergenziale che lo richiede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emergenza che, ovviamente, esploder\u00e0 lontano da casa, vedi la Turchia o l\u2019eurozona. Ma che, potenzialmente, potrebbe fare abbastanza fumo sui mercati da far gridare all\u2019incendio e alla necessit\u00e0 di un rapido intervento dei pompieri in tutto il mondo. Il tutto, a elezioni di <em>mid-term<\/em> terminate e con la loro retorica patriottica e anti-cinese intatta, almeno alla prova dei fatti e degli scontrini nei centri commerciali. <strong>E, invece, con quelle europee che entrano nel vivo.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/questi-grafici-mostrano-come-la-guerra-commerciale-con-la-cina-influenzera-le-elezioni-usa\/\">https:\/\/it.businessinsider.com\/questi-grafici-mostrano-come-la-guerra-commerciale-con-la-cina-influenzera-le-elezioni-usa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli) &nbsp; Quanto peser\u00e0 \u2013 se peser\u00e0 \u2013 la guerra commerciale fra Usa e Cina sull\u2019esito delle elezioni di mid-term? 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