{"id":44541,"date":"2018-09-24T09:00:02","date_gmt":"2018-09-24T07:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44541"},"modified":"2018-09-23T20:37:22","modified_gmt":"2018-09-23T18:37:22","slug":"tra-gas-petrolio-e-immigrazione-come-conte-si-muove-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44541","title":{"rendered":"Tra gas, petrolio e immigrazione: come Conte si muove in Africa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA ( Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec vicina geograficamente, cos\u00ec essenziale economicamente, ma anche cos\u00ec tanto lontana nella percezione sia mediatica che comune. L\u2019<strong>Africa<\/strong>, immaginata come una terra unicamente di miseria e di sottosviluppo, da anni appare molto pi\u00f9 protagonista degli <strong>interessi geostrategici italiani<\/strong> di quanto si possa immaginare. E di quanto, molto probabilmente, si pu\u00f2 percepire dall\u2019interesse mediatico rivolto verso il continente nero. Basti pensare che la nostra tv di Stato ha soltanto una sede di corrispondenza ubicata a Nairobi, con la quale dovrebbero essere coperti eventi ed avvenimenti che accadono in un territorio che va dalla Nigeria fino a Citt\u00e0 del Capo. Eppure le nostre aziende sono l\u00ec. Anzi a guardare i numeri esce fuori un dato sorprendente: <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/2018\/09\/21\/gas-migranti-e-geopolitica-conte-e-la-campagna-dafrica-di-u-de-giovannangeli_a_23535129\/?utm_hp_ref=it-homepage\">l\u2019Italia \u00e8 dietro soltanto Cina, Emirati Arabi Uniti e Marocco per quantit\u00e0 di investimenti nel continente nero<\/a>. Siamo dunque davanti a francesi, tedeschi e spagnoli, i primi quindi in Europa e secondo questa classifica Roma sopravanza anche Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia dunque c\u2019\u00e8: privati, interessati non solo nel settore energetico ma anche in quello delle infrastrutture, enti, associazioni e piccole imprese portano il nostro Paese ad essere ben visto e ben presente in Africa. Adesso \u00e8 forse il momento di far fruttare il tutto sotto un profilo anche pi\u00f9 squisitamente geopolitico e politico.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il \u201cpallino\u201d dell\u2019Africa tornato in primo piano nelle agende diplomatiche<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>neo atlantismo<\/strong> incarnato dall\u2019ala della Democrazia Cristiana capitanata da Amintore Fanfani fa approdare i temi della presenza italiana in Africa nello scacchiere politico del nostro Paese. Senza mettere in discussione il posizionamento dell\u2019Italia all\u2019interno dell\u2019alleanza atlantica, la corrente di Fanfani propone ad inizio anni \u201960 una visione di Roma quale Paese di primario spessore per gli equilibri del Mediterraneo. Una politica estera dunque incentrata sempre sulla fedelt\u00e0 a Washington ma che, al tempo stesso, possa dare all\u2019Italia autonomia di operativit\u00e0 nel contesto mediterraneo e quindi nell\u2019intera Africa. Un\u2019autonomia tanto politica quanto economica, in grado di proiettare Roma quale punto di riferimento per i rapporti tra occidente, oriente e continente nero. Poi le cose, come ben si sa, sono andate diversamente. Sia nella agende politiche che sotto il profilo mediatico, l\u2019Africa \u00e8 sparita dai radar delle nostre priorit\u00e0<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il pallino \u00e8 sempre rimasto. Lo dimostra il ruolo avuto dall\u2019Italia nel reinserimento della Libia all\u2019interno della comunit\u00e0 internazionale, al pari delle <strong>politiche portate avanti tra Roma e Tripoli<\/strong> culminate con il patto di amicizia siglato a Bengasi nel 2008. In quell\u2019occasione il nostro Paese riesce a confermare il suo determinante peso nella sua ex colonia e cerca di rimettersi in gioco nel resto del continente africano. Anche in questo caso la storia, assieme\u00a0 agli errori di valutazione occidentali e quindi (in parte) anche italiani, tirano un brutto scherzo a Roma con l\u2019uccisione e deposizione di Gheddafi avvenuta nel 2011. Ma il \u201cpallino\u201d dell\u2019Africa torna negli anni successivi. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/16_febbraio_01\/renzi-parte-l-africa-tappa-nigeria-ghana-senegal-125575ba-c8a9-11e5-8532-9fbac1d67c73.shtml\">Matteo Renzi nei suoi mille giorni da presidente del consiglio visita tre volte il continente nero<\/a>, toccando sia il corno d\u2019Africa che il Kenya, cos\u00ec come i paesi sub sahariani. Un segno del ritorno dell\u2019Italia in Africa che adesso sembra fare breccia anche nell\u2019<strong>esecutivo gialloverde.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il premier Conte nei giorni scorsi si \u00e8 detto pronto a visitare il <strong>Corno d\u2019Africa<\/strong>, con un viaggio in via di definizione logistica. Proprio il capo dell\u2019esecutivo, nel corso del vertice di Salisburgo dedicato ai problemi dell\u2019immigrazione, ha criticato la politica europea sull\u2019Africa: \u201cDestinare 500 \u2013 600 milioni di Euro al continente nero \u2013 sono le sue parole \u2013 \u00e8 irragionevole se comparati ai miliardi che stiamo dando alla Turchia\u201d. Il riferimento \u00e8 all\u2019accordo tra Bruxelles ed Ankara con il quale l\u2019Ue fornisce tre miliardi al governo turco per trattenere i migranti. Secondo Giuseppe Conte \u00e8 necessario invece investire molto in Africa, non solo per la questione migranti ma anche per rispondere agli altri attori internazionali che puntano sullo sviluppo del continente. E questa questione, tra le altre cose, a lungo termine potrebbe essere interconnessa proprio con la tematica dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/cosa-l-africa-rappresenta-per-l-italia\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/cosa-l-africa-rappresenta-per-l-italia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA ( Mauro Indelicato) Cos\u00ec vicina geograficamente, cos\u00ec essenziale economicamente, ma anche cos\u00ec tanto lontana nella percezione sia mediatica che comune. L\u2019Africa, immaginata come una terra unicamente di miseria e di sottosviluppo, da anni appare molto pi\u00f9 protagonista degli interessi geostrategici italiani di quanto si possa immaginare. E di quanto, molto probabilmente, si pu\u00f2 percepire dall\u2019interesse mediatico rivolto verso il continente nero. 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