{"id":44638,"date":"2018-09-26T11:00:47","date_gmt":"2018-09-26T09:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44638"},"modified":"2018-09-26T10:40:55","modified_gmt":"2018-09-26T08:40:55","slug":"dove-va-il-populismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44638","title":{"rendered":"Dove va il populismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Sebastiano Caputo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo voluto incontrare Steve Bannon, che ci ha ricevuto nella terrazza della sua camera d&#8217;albergo a Roma, perch\u00e9 volevamo provare a mettere ordine al nuovo disordine mondiale.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene\u00a0<strong>Steve Bannon<\/strong>\u00a0stia muovendo i passi in Europa, la sua visione del mondo rimane profondamente americana. Nella forma quanto nei contenuti. Lo stile \u00e8 quello del\u00a0motivatore (vestiario\u00a0<em>casual,\u00a0<\/em>eloquenza da\u00a0<em>mental coach<\/em>, linguaggio\u00a0<em>smart<\/em>), l\u2019ideologia proposta invece si avvicina ad un disegno proiettato nel futuro,\u00a0<strong>fedele alla tradizione millenarista statunitense<\/strong>, pi\u00f9 che ad un discorso radicato nella storia. Ed \u00e8 forse quest\u2019ultimo l\u2019aspetto decisivo per comprendere, in un quadro ampio di meccaniche globali, al di l\u00e0 del\u00a0<em>business<\/em>\u00a0politico legato alla nuova piattaforma\u00a0<em>The Movement<\/em>,\u00a0<strong>la missione dell\u2019ex\u00a0<em>chief strategist\u00a0<\/em>di Donald Trump nel Vecchio Continente<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di passaggio a Roma sono stato uno tra i primi giornalisti italiani ricevuti nella terrazza della sua stanza d\u2019albergo per un\u2019intervista. Bannon \u00e8 seduto, circondato dai suoi collaboratori, estremamente cordiale come mi avevano anticipato alcuni colleghi che lo avevano gi\u00e0 visto in privato. Tanto che prima di intervistarlo sar\u00e0 lui a farmi tutta una serie di domande, probabilmente sorpreso dalla mia giovane et\u00e0, sui miei studi, il mio lavoro, la mia opinione su determinati argomenti legati ai miei viaggi in Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo di fronte ad un personaggio intrigante, pragmatico, che ama ascoltarsi e ascoltare il suo interlocutore. Nulla appare definitivo nel suo sistema di convinzioni anche se la visione del mondo non lascia intendere molti dubbi. Almeno per ora.\u00a0<strong>Prende immediatamente un foglietto e una penna per disegnare tre poli collegati fra loro<\/strong>. Poi scrive i loro nomi:\u00a0<strong>Cina, Iran, Turchia<\/strong>. \u201cVedi questa triangolazione? Dobbiamo difenderci in tutti i modi, insieme ai nostri alleati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gesto che vale un\u2019intera intervista. Quella di Bannon \u00e8 una sorta di rivisitazione del\u00a0<em>clash of civilisation<\/em>\u00a0(scontro di civilt\u00e0 con il mondo islamico) teorizzato da Samuel Huntington mescolato ad un riadattamento della dottrina Brzezinski (costruzione di una \u201cGreen Belt\u201d per circondare l\u2019Unione Sovietica). Per mettere in pratica questo disegno sembra\u00a0ci sia\u00a0prima di tutto la necessit\u00e0\u00a0<strong>di riportare la Russia di Putin nel blocco occidentale<\/strong>\u00a0affinch\u00e9 spezzi i suoi legami con i tre Paesi menzionati sopra, e sostenere Paesi favorevoli al loro contenimento come Israele, Arabia Saudita, Egitto, Afghanistan e Pakistan (da qui il forte e curioso interesse che nutre verso il nuovo presidente Imran Khan, figura carismatica ed\u00a0estremamente interessante).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intera partita geopolitica si gioca ancora una volta in Asia Centrale, nelle terre straordinarie del re del mondo, dove anche l\u2019Europa, in particolare quella mediterranea,<strong>vero e proprio terminale della Via della Seta<\/strong>, deve fare la sua parte in una prospettiva americano-centrica. Per farlo occorre\u00a0<a href=\"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/sebastianocaputo\/2018\/05\/31\/non-deve-essere-una-primavera-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">depotenziare l\u2019Unione Europea (dunque anche la Germania)\u00a0<\/a>e qualsiasi sua velleit\u00e0 d\u2019indipendenza economica. Da qui il forte interessamento\u00a0di Steve Bannon per tutti quei partiti populisti e anti-establishment che vogliono rovesciare lo\u00a0<em>status quo<\/em>\u00a0dopo decenni trascorsi ai margini della politica continentale. Sedurli non significa soltanto garantire una piattaforma di supporto bens\u00ec\u00a0<strong>offrire loro una narrazione con dei simboli, dei miti, delle icone, insieme ad una prospettiva apocalittica intrisa di millenarismo<\/strong>. \u201cRoma, Atene, Gerusalemme\u201d, tre citt\u00e0 evocative nella cultura europea vengono associate costantemente alla \u201ccivilt\u00e0 giudaico cristiana dell\u2019Occidente\u201d e tirate fuori da Steve Bannon dagli scaffali della storia antica per essere rilette in chiave post-moderna e usate come il marchio di un patrimonio plurisecolare da difendere ad ogni costo di fronte ad due nemici:\u00a0<strong>il \u201cpartito di Davos\u201d<\/strong>, l\u2019\u00e9lite progressista che \u00e8 stata sconfitta dal \u201cpopolo\u201d,\u00a0<strong>e la \u201cgrande Eurasia\u201d<\/strong>, che viene appunto identificata con Turchia, Iran e Cina (senza la Russia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro il primo si \u00e8 costruito l\u2019asse anglo-americano che ha portato prima alla Brexit e poi all\u2019elezione di Donald Trump alla Casa Bianca fino a consolidarsi anche in Europa trovando terreno fertile, contro ogni pronostico,\u00a0<a href=\"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/sebastianocaputo\/2018\/05\/22\/italian-connections\/?repeat=w3tc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in Italia<\/a>.\u00a0<strong>La formazione del governo giallo-verde<\/strong>\u00a0del resto non sarebbe stata possibile se non ci fosse stato in qualche modo il \u201cvia libera\u201d d\u2019Oltreoceano. Non a caso \u00e8 dalla nostra penisola che \u00e8 partito il tour di Steve Bannon che ora vuole federare pi\u00f9 partiti politici in vista delle elezioni europee del 2019.\u00a0<strong>Tuttavia \u201cfederare\u201d significa allo stesso tempo \u201caddomesticare\u201d<\/strong>\u00a0un sentimento plebiscitario continentale diffuso, qual \u00e8 il voto legittimo dei popoli contro le\u00a0<em>\u00e9lites<\/em>, al punto da trasformarlo\u00a0<strong>in un neoconservatorismo americano<\/strong>\u00a0alimentato dalla cultura del\u00a0<em>clash<\/em>\u00a0e distante dagli interessi di cooperazione economica, diplomatica e politica con quella stessa \u201cgrande Eurasia\u201d che gli Usa vogliono sconfiggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 \u00e8 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno scontro tra \u201c\u00e9lite e popolo\u201d bens\u00ec stiamo dentro alla \u201ccircolazione delle \u00e9lites\u201d teorizzata da\u00a0<strong>Vilfredo Pareto<\/strong>\u00a0che vede la sostituzione di uno spirito del tempo dettato dai principi della\u00a0<em>open society\u00a0<\/em>con una magma informe di idee, persone, storie politiche che reagisce spontaneamente ad un flusso di coscienza e di esistenza senza la consapevolezza di capire verso quale direzione stia andando. I salti nel vuoto sono necessari, ma \u00e8 ancora pi\u00f9 importante saper cadere per farsi meno male possibile. Nel futuro saranno due gli aghi della bilancia di questo\u00a0<strong>nuovo disordine mondiale<\/strong>: sul piano globale della geopolitica<strong>\u00a0Vladimir Putin<\/strong>\u00a0dovr\u00e0 scegliere se fare pace con l\u2019Occidente o consolidare il suo posizionamento in Oriente, mentre su quello nazionale,\u00a0<strong>il Movimento 5 Stelle<\/strong>\u00a0non dovr\u00e0 farsi inglobare al governo\u00a0da una possibile deriva\u00a0<em>neocon<\/em>\u00a0della Lega, per garantire all\u2019Italia la sua continuit\u00e0 storica, culturale e geografica.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/editoriale\/dove-va-il-populismo\/\">https:\/\/www.lL&#8217;intellettualedissidente.it\/editoriale\/dove-va-il-populismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Sebastiano Caputo) &nbsp; Abbiamo voluto incontrare Steve Bannon, che ci ha ricevuto nella terrazza della sua camera d&#8217;albergo a Roma, perch\u00e9 volevamo provare a mettere ordine al nuovo disordine mondiale. 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