{"id":44768,"date":"2018-10-02T11:30:39","date_gmt":"2018-10-02T09:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44768"},"modified":"2018-10-02T07:50:41","modified_gmt":"2018-10-02T05:50:41","slug":"il-piano-di-savona-per-combattere-leuropa-piu-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44768","title":{"rendered":"Il piano di Savona per combattere l\u2019Europa: pi\u00f9 Europa!"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ve lo ricordavate il Professor Paolo Savona? Il pericoloso sovranista, il pensatore libero e scomodo che, per un paio d\u2019ore, aveva agitato i sonni dell\u2019Europa. Il difensore degli interessi patri, candidato in pectore a fare il Ministro dell\u2019Economia nel \u2018Governo del Cambiamento\u2019, \u00a0fatto fuori, senza troppe cerimonie, da Mattarella in persona e infine riproposto nel ruolo di Ministro per gli affari europei. Ci chiedevamo che fine avesse fatto e finalmente abbiamo avuto una risposta: era impegnato a scrivere di proprio pugno una vibrante lettera all\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019apparenza, e ad una lettura superficiale, la missiva di Savona sembra improntata ad un generico buon senso. Il messaggio principale infatti \u00e8: per uscire dalla crisi che attanaglia l\u2019Europa ormai da un decennio, c\u2019\u00e8 bisogno di politiche pubbliche, coordinate a livello europeo, che stimolino la domanda aggregata. In particolare, si fa riferimento alla necessit\u00e0 di investimenti pubblici nelle infrastrutture e di interventi volti a creare una knowledge based economy (un po\u2019 di latinorum non si nega a nessuno). \u00c8 per\u00f2 interessante provare a scavare un po\u2019 pi\u00f9 a fondo nella lettera, andare oltre quella che, nei fatti, \u00e8 una semplice ed innocua enunciazione di principio e cercare di capire qualche elemento della visione d\u2019insieme e del progetto di Savona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per prima cosa, \u00e8 interessante notare come il Ministro, forse ancora scottato dalla tirata di orecchie ricevuta e desideroso di accreditarsi come persona per bene, senta il bisogno di mettere in chiaro, fin dal secondo paragrafo della prima pagina, che l\u2019Italia \u201criconosce che il mercato comune, di cui l\u2019euro \u00e8 parte indispensabile, \u00e8 componente essenziale del suo modello di sviluppo\u201d. Per poi ribadire che gli interventi che egli propone hanno come scopo quello di \u201crendere irreversibile l\u2019euro\u201d, \u201crivitalizzare il consenso necessario per l\u2019Unione Europea e l\u2019euro\u201d e cos\u00ec via. Questo per ricordare ancora una volta come la presunta sfida rappresentata dal Governo giallo-verde all\u2019Europa dell\u2019austerit\u00e0 sia, al massimo, un bluff agitato a scopi propagandistici, al quale non si accompagna alcuna volont\u00e0 di rottura o semplicemente di cambio radicale. Ma questo, d\u2019altro canto, non ci stupisce, era abbastanza chiaro fin dal principio. Bastava leggere il contratto di Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cosa che pi\u00f9 colpisce \u00e8 la sparizione totale della politica e la riduzione della questione \u2013 la crisi europea, la crisi di legittimit\u00e0 dell\u2019Unione Europea, la disoccupazione che esplode\u2026 \u2013 ad un semplice problema tecnico. Apparentemente, governanti ed istituzioni europee stavano semplicemente aspettando che Savona spiegasse loro che per far ripartire la produzione \u00e8 necessario stimolare la domanda aggregata. E che li convincesse che i vincoli che i Trattati europei impongono non sono un ostacolo insormontabile. A sentire il Ministro, sarebbe infatti sufficiente \u201cuna pi\u00f9 attenta interpretazione degli accordi di Maastricht\u201d. In una economia capitalistica, la disoccupazione \u00e8 uno strumento necessario per imporre moderazione salariale e disciplina ai lavoratori. A leggere la lettera, tuttavia, il problema sembra semplicemente che chi ha preso le decisioni negli ultimi decenni non ha letto gli stessi libri di Savona. La stessa pseudo-ingenuit\u00e0 pervade l\u2019analisi dell\u2019operato della BCE. Come mai, infatti, l\u2019istituto guidato da Draghi, nei mesi della crisi degli spread sui titoli del debito sovrano, ha agito in maniera cos\u00ec intempestiva, rendendo la situazione di Paesi come l\u2019Italia pressoch\u00e9 insostenibile? Semplicemente la BCE \u201csi trov\u00f2 impreparata a fronteggiare la situazione e la speculazione\u201d. Nella lettura fornita da Savona e contrariamente a quanto appare evidente, non c\u2019\u00e8 stata nessuna volont\u00e0 politica di portare un Paese sull\u2019orlo del baratro per poi salvarlo all\u2019ultimo minuto, al prezzo dell\u2019imposizione delle riforme lacrime e sangue del Governo Monti. Semplicemente, la BCE non sapeva come si fa. Ebbene, per raddrizzare questi piccoli incidenti di percorso, e questa \u00e8 l\u2019unica proposta concreta che la lettera \u2013 e quindi il Governo \u2013 avanza, sembra auspicabile l\u2019istituzione di \u201cun Gruppo di lavoro ad alto livello\u201d, che elabori \u201csuggerimenti utili a perseguire il bene comune, la politeia che manca al futuro dell\u2019Unione e alla coesione tra gli Stati membri\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Altri aspetti della lettera colpiscono:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">Savona propone di interpretare in maniera pi\u00f9 flessibile i parametri che l\u2019Europa impone su conti e deficit, per permettere ai paesi in difficolt\u00e0 un po\u2019 di spesa pubblica. Poi nota: come si possono tranquillizzare i paesi creditori (le virtuose Germania, Olanda, Austria etc.) sul fatto che non saranno loro, un giorno, a doversi fare carico del debito dei paesi spendaccioni (le pigre Italia, Grecia, Portogallo etc.), qualora questi ultimi non si dimostrassero in grado di ripagarlo? La soluzione \u00e8 semplice. Il ministro, sovranista tra i sovranisti, suggerisce una \u201cipoteca sul gettito fiscale futuro o di propriet\u00e0 pubbliche in caso di mancato rimborso di una o pi\u00f9 rate\u201d. In parole povere, il Ministro propone di sequestrare una parte delle tasse pagate dai cittadini del paese debitore, o di espropriare qualche propriet\u00e0 pubblica, e di destinarle in automatico all\u2019espiazione delle proprie colpe. Il debito pubblico, infatti, rimane un problema.\u00a0Non uno strumento necessario per stimolare la crescita, ma uno stigma. In un mondo ideale, ci dice Savona, gli eccessi di debito pubblico rispetto al PIL sarebbero stati sistemati prima dell\u2019adozione dei parametri di Maastricht (p. 12).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">L\u2019unico problema delle privatizzazioni selvagge e della precarizzazione del mercato del lavoro imposte, negli anni, dall\u2019Europa (Savona non le nomina mai espressamente, preferendo un pi\u00f9 asettico \u201criforme\u201d) \u00e8 che non sono state coordinate adeguatamente con politiche di domanda. Hanno tuttavia \u201cmigliorato l\u2019efficienza generale dei sistemi economici nazionali\u201d ed in quanto tali devono rimanere un pilastro su cui costruire l\u2019Europa che Savona sogna. D\u2019altro canto, in tutta la lettera non si parla mai di distribuzione del reddito o di compressione della quota salari, che di fatto \u00e8 stato l\u2019unico effetto reale delle riforme che il Ministro elogia.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Le delocalizzazioni? Di per s\u00e9, secondo il pensiero di Savona, non sono un problema. Nella misura in cui hanno \u201cun effetto incentivante rispetto all\u2019intera economia dell\u2019UE\u201d vanno sostenute ed aiutate. Sorprendentemente, non si menziona come un problema la ricerca da parte di padroni e padroncini di retribuzioni salariali da fame e condizioni di lavoro peggiori come variabile in base alla quale decidere dove portare i propri capitali.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">La moneta unica \u201csvolge un ruolo determinate nello sviluppo delle economie export-led, trainate dalle esportazioni, come la gran parte di quelle europee\u201d. Savona dimentica di esplicitare in cosa consista questo ruolo: obbligare i Paesi a perseguire la competitivit\u00e0 sui mercati esteri attraverso la compressione e la svalutazione salariale, poich\u00e9 la svalutazione della moneta non \u00e8 pi\u00f9 uno strumento disponibile.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nonostante qualche anima candida, colpita da un\u2019infatuazione verso il Governo giallo-verde, veda nella lettera un importante avanzamento verso la conquista del bene, ancora una volta la realt\u00e0 presenta il suo conto. Una cosa \u00e8 fare gli sbruffoni con i disperati in fuga dalla miseria, un\u2019altra \u00e8 discutere con l\u2019Europa dell\u2019austerit\u00e0. In questo, l\u2019esecutivo Salvini-Di Maio, chiacchiere a parte, segue un copione gi\u00e0 visto ed interpretato da Renzi: quando si \u00e8 lontani da Bruxelles, fare la voce grossa, ringhiare e promettere rivoluzioni. Quando si interloquisce davvero con le istituzioni europee, responsabilit\u00e0, calma e ragionevolezza. Non sia mai che cada dal tavolo qualche briciola di flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/09\/29\/il-piano-di-savona-per-combattere-leuropa-piu-europa\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/09\/29\/il-piano-di-savona-per-combattere-leuropa-piu-europa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA &nbsp; Ve lo ricordavate il Professor Paolo Savona? Il pericoloso sovranista, il pensatore libero e scomodo che, per un paio d\u2019ore, aveva agitato i sonni dell\u2019Europa. Il difensore degli interessi patri, candidato in pectore a fare il Ministro dell\u2019Economia nel \u2018Governo del Cambiamento\u2019, \u00a0fatto fuori, senza troppe cerimonie, da Mattarella in persona e infine riproposto nel ruolo di Ministro per gli affari europei. 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