{"id":44785,"date":"2018-10-03T10:00:10","date_gmt":"2018-10-03T08:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44785"},"modified":"2018-10-02T22:38:22","modified_gmt":"2018-10-02T20:38:22","slug":"le-risorse-contese-tra-economia-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44785","title":{"rendered":"Le risorse contese tra economia e politica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CORRIERE.IT (Ernesto Galli Della Loggia)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"container-header-article\">\n<h2 class=\"article-subtitle\">Nei regimi democratici il cuore dell\u2019attivit\u00e0 di governo consiste inevitabilmente nello spendere e il consenso elettorale dipende dalla promessa di farlo<\/h2>\n<div class=\"web_widget_giornalista rs_skip\">\n<div class=\"firma firma-corriere\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"web_widget_argomenti rs_skip\"><\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"container-body-article clearfix\">\n<div class=\"bk_cop_im1 rs_preserve rs_skip\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" title=\"Le risorse contese tra &lt;span class='titoloblu'&gt;economia&lt;\/span&gt; e &lt;span class='titoloblu'&gt;politica &lt;\/span&gt;\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2018\/10\/01\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/4303.0.789463940-0007-kvPG-U30301072437848XgE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20180930205030\" alt=\"Le risorse contese tra &lt;span class='titoloblu'&gt;economia&lt;\/span&gt; e &lt;span class='titoloblu'&gt;politica &lt;\/span&gt;\" data-original=\"\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2018\/10\/01\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/4303.0.789463940-0007-kvPG-U30301072437848XgE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20180930205030\" \/><\/div>\n<div class=\"web_widget_socialBar rs_skip rs_preserve\" data-href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/18_settembre_30\/risorse-contese-5a6d8a70-c4de-11e8-a181-ae01ca7df8b0.shtml\">\n<div class=\"shadow\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"paywall-content\">\n<div class=\"chapter clearfix\">\n<p class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">Una delle peggiori conseguenze dell\u2019arrivo al potere della coalizione Lega-5Stelle \u00e8 che da quel momento parlare di certe cose \u00e8 diventato politicamente sospetto. Si rischia di passare all\u2019istante per tifosi dei partiti di governo. Ma \u00e8 un rischio da correre se si vuole cogliere ci\u00f2 che sta dietro la cronaca politica. Se ad esempio si vuole cogliere ci\u00f2 che sta dietro l\u2019osservanza o meno delle regole europee in materia di deficit. Che \u00e8, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, la questione cruciale del rapporto tra la democrazia e il potere economico, tra la politica e l\u2019economia.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter clearfix\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si tratta di un rapporto per sua natura critico. La democrazia infatti \u00e8 nata per consegnare il potere politico nelle mani di coloro che non hanno il potere economico. I quali costituiscono di regola la maggioranza della popolazione, e perci\u00f2 la maggioranza dei votanti. Ma \u00e8 una maggioranza, quindi, che verosimilmente adoperer\u00e0 il potere politico cos\u00ec ottenuto soprattutto a un fine: quello di migliorare le proprie condizioni di vita. La duplice conseguenza \u00e8 che da un lato nei regimi democratici il cuore dell\u2019attivit\u00e0 di governo consiste inevitabilmente nello spendere (perlopi\u00f9 a favore di chi non ha), e dall\u2019altro che il consenso elettorale dipende in misura decisiva dalla promessa di farlo (o di abbassare le tasse, il che ha in sostanza lo stesso effetto). Ne risulta che pi\u00f9 di qualunque altro regime la democrazia ha bisogno di risorse.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Di solito di una quantit\u00e0 di risorse sempre crescente dal momento che sempre crescenti finiscono fatalmente per essere le aspettative dei suoi cittadini. Il secondo risultato \u00e8 che al fine di procacciarsi tali risorse la politica democratica \u00e8 spinta altrettanto fatalmente a cercare di sottomettere ai suoi bisogni l\u2019economia: innanzi tutto limitando in vari modi il diritto di propriet\u00e0. Non \u00e8 un caso che alle origini della democrazia moderna vi sia la lotta violenta che negli anni \u201930 il presidente Roosevelt scaten\u00f2 contro il potere giudiziario della Corte Suprema, colpevole per l\u2019appunto di voler difendere in nome della Costituzione l\u2019intangibilit\u00e0 del diritto di cui sopra. Si sa come fin\u00ec: Roosevelt non esit\u00f2 a mutare la composizione della Corte e questa si rassegn\u00f2 a forzare la lettera della Carta nel senso voluto dal Presidente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sta di fatto per\u00f2 che mentre fino agli anni \u201880 del Novecento questa tensione tra politica ed economia, tipica della democrazia, aveva visto per mezzo secolo una prevalenza della prima sulla seconda, da allora invece le cose sono rapidamente cambiate. Dapprima la sovranit\u00e0 politica ha preso a cedere terreno grazie alla proclamata indipendenza della Banche centrali rispetto ai governi: il che ha voluto dire la perdita da parte della politica stessa del controllo sui tassi di cambio tra le monete e sui tassi d\u2019interesse (innanzi tutto sui titoli di Stato) a favore del mercato finanziario. Il quale, dal canto suo, pressoch\u00e9 contemporaneamente assisteva anche a una completa liberalizzazione dei movimenti di capitale vedendo perci\u00f2 enormemente accresciuto il proprio raggio d\u2019azione e d\u2019influenza: innanzi tutto rispetto ai bilanci statali bisognosi di credito.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da allora la politica \u00e8 stata costretta a continui passi indietro specialmente rispetto a un mercato finanziario sempre pi\u00f9 unificato e interconnesso, sempre pi\u00f9 globalizzato, al cui centro si collocano oggi non pi\u00f9 di una trentina di grandi istituti bancari, le cosiddette banche sistemiche, che naturalmente determinano in misura decisiva gli andamenti di alcuni parametri chiave. Per avere un\u2019idea della loro stazza, e quindi del loro potere, basta pensare che nel 2012 il totale dei bilanci di 28 di tali banche, ammontante a oltre 50 mila miliardi di dollari, superava l\u2019ammontare dell\u2019intero debito pubblico mondiale. Si aggiunga che mentre tali banche superavano pi\u00f9 o meno brillantemente la crisi del 2007-2009, tra l\u2019altro venendo ricapitalizzate massicciamente dagli Stati, questi invece vedevano la percentuale del proprio debito rispetto al Pil passare a livello mondiale, tra il 2007 e il 2013, dal 53 al 70 per cento.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il risultato \u00e8 che oggi, soprattutto in conseguenza della globalizzazione, la politica ha perduto quasi interamente la sua antica sovranit\u00e0 monetaria &#8211; un attributo, lo ricordo, che insieme al monopolio legale dell\u2019uso della forza ha da sempre connotato la statualit\u00e0 \u2013 a favore di un ristretto conglomerato di istituzioni bancario-finanziarie in larga parte deterritorializzate. Cos\u00ec come sono sempre pi\u00f9 in larga parte deterritorializzate anche le grandi imprese multinazionali operanti nei vari Stati ma in grado di sottrarsi in notevolissima misura agli obblighi della fiscalit\u00e0 e addirittura di mettere in competizione gli Stati tra di loro per chi riesce a incamerare i loro (in genere assai ridotti) esborsi tributari. Tutto ci\u00f2 mentre a livello planetario i paradisi fiscali si moltiplicano, sicch\u00e9 quote altissime di ricchezza privata si sottraggono a ogni dovere di solidariet\u00e0, e di fatto il carico tributario finisce sempre pi\u00f9 per pesare sulle classi medie e lavoratrici.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel mondo, insomma, minaccia di crearsi una inedita condizione di tendenziale impoverimento\/dipendenza economica degli Stati. Questi si sono visti e si vedono via via sottrarre la possibilit\u00e0 tanto di finanziarsi monetariamente quanto di ottenere per via fiscale le risorse necessarie alla vita collettiva. Con il risultato di essere viepi\u00f9 costretti a indebitarsi con il sistema finanziario. Da anni, in tal modo, gli Stati, cio\u00e8 i loro cittadini, perdono indirettamente anche capacit\u00e0 e sovranit\u00e0 politica. Chi, come \u00e8 giusto, si preoccupa per l\u2019ondata di antipolitica che caratterizza il nostro momento storico \u2014 cio\u00e8 per il clima di sfiducia e di sprezzante disinteresse che circonda la politica \u2014 non pu\u00f2 fare a meno di considerare quanto dietro un fenomeno del genere vi sia proprio la perdita d\u2019incisivit\u00e0 della politica stessa specialmente in campo economico.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">Certo: un fattore scatenante dei nuovi orientamenti sopraggiunti negli anni \u2018 80 di cui ho fin qui parlato \u00e8 stata la rivolta delle opinioni pubbliche nei confronti degli errori, degli sprechi, della corruttela di ogni tipo, di cui la politica si \u00e8 resa responsabile nei decenni in cui ha comandato senza dover rendere conto a nessuno. Quando essa poteva abusare a suo piacere della propria sovranit\u00e0 monetaria. Ma tutto ci\u00f2 non deve far dimenticare che alla lunga l\u2019impoverimento tendenziale degli Stati minaccia di avere conseguenze funeste sull\u2019avvenire dei regimi democratici. I quali hanno potuto conoscere il rafforzamento e il radicamento che hanno conosciuto, hanno potuto ottenere il consenso di massa di cui finora hanno goduto, solo grazie al fatto che tali regimi sono stati in grado di distribuire risorse e assicurare protezione sociale ai propri cittadini in una misura mai vista in precedenza.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/18_settembre_30\/risorse-contese-5a6d8a70-c4de-11e8-a181-ae01ca7df8b0.shtml\">https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/18_settembre_30\/risorse-contese-5a6d8a70-c4de-11e8-a181-ae01ca7df8b0.shtml<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CORRIERE.IT (Ernesto Galli Della Loggia) &nbsp; Nei regimi democratici il cuore dell\u2019attivit\u00e0 di governo consiste inevitabilmente nello spendere e il consenso elettorale dipende dalla promessa di farlo Una delle peggiori conseguenze dell\u2019arrivo al potere della coalizione Lega-5Stelle \u00e8 che da quel momento parlare di certe cose \u00e8 diventato politicamente sospetto. 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