{"id":44845,"date":"2018-10-04T11:00:32","date_gmt":"2018-10-04T09:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44845"},"modified":"2018-10-04T09:38:38","modified_gmt":"2018-10-04T07:38:38","slug":"dal-reddito-di-cittadinanza-al-reddito-di-servitu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44845","title":{"rendered":"Dal Reddito Di Cittadinanza Al Reddito Di Servit\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong>SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nel braccio di ferro che ha visto opporsi la maggioranza politica del governo giallo-verde al ministro delle Finanze Tria,<\/strong>\u00a0guardiano dell\u2019ortodossia monetarista di Bruxelles, sembra che la prima abbia avuto la meglio. Soprattutto l\u2019ala grillina ha esultato platealmente, perch\u00e9 \u2013 si sostiene \u2013 grazie ad un rapporto deficit\/PIL portato al 2,4% nel prossimo triennio sar\u00e0 possibile mantenere fede alle promesse della campagna elettorale e avviare il reddito di cittadinanza. Gi\u00e0, ma di cosa stiamo parlando?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Sarebbe sbagliato fare spallucce di fronte al provvedimento. Non solo sul versante propagandistico questo segna un punto a favore del grillismo,<\/strong>\u00a0ma neppure il suo impatto sociale immediato va sottovalutato. Tuttavia il concetto \u00e8 di per s\u00e9 fumoso. Sotto il suo ombrello possono essere attivate una serie di misure anche le pi\u00f9 discordanti tra di loro. Vediamo come da parte sua lo ha presentato il Ministro Di Maio: \u00abNon dar\u00f2 un solo euro a una persona che vorr\u00e0 stare sul divano senza fare nulla. Con il reddito di cittadinanza facciamo un patto: vai nel centro per l\u2019impiego, dove ti impegni per 8 ore a settimana nei lavori utili e intanto ti devi formare per un lavoro. Passi la giornata cos\u00ec, poi ti faccio tre proposte di lavoro. Se le rifiuti, perdi il reddito, se le accetti, perdi il reddito\u00bb. In questa veste, la misura in via di approvazione non segna nessuna discontinuit\u00e0 rispetto ad altre misure di sostegno al reddito in auge nel ventennio liberista (da noi, REI e NASPI). La prestazione sociale \u00e8 garantita solo a patto di prestazioni lavorative gratuite da parte dei disoccupati, i quali d\u2019altra parte non si libererebbero dalla mannaia della sotto-qualificazione. Sono i classici tre piccioni con una fava: le amministrazioni locali strozzate dal patto di stabilit\u00e0 potrebbero contare su lavoro gratuito invece di assumere; i consumi di un\u2019industria tutta volta all\u2019esportazione e dunque non interessata \u00a0creare reddito dignitoso per i lavoratori verrebbero parzialmente rilanciati; il capitale continuerebbe comunque ad avere il coltello dalla parte del manico, visto che il reddito di cittadinanza non permetterebbe a disoccupati e sottoccupati di rifiutare pi\u00f9 di tre lavori offerti alle condizioni tutt\u2019ora vigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per come lo avevano pensato intellettuali e attivisti quali, buon ultimo,\u00a0<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2009\/09\/16\/reddito-base-disoccupazione.html\">Luciano Gallino<\/a>, il reddito di cittadinanza avrebbe invece dovuto avere uno scopo diametralmente opposto.<\/strong>\u00a0Garantire a tutti un reddito dignitoso \u2013 1.200 euro al mese? \u2013 proprio per permettere ai disoccupati di non pi\u00f9 sottostare al ricatto di dover accettare offerte lavorative non consone con uno stile di vita decente. Il sociologo recentemente scomparso andava addirittura oltre, immaginando l\u2019assoluta separazione tra percezione del reddito e situazione sociale del percettore \u2013 i 1.200 euro sarebbero stati garantiti pure una volta accettato un lavoro: un lavoratore che quindi avesse trovato un impiego a, poniamo ad esempio, 1.500 euro, avrebbe percepito 2.700 euro mensili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quello prospettato dal vice-premier di Maio si configura invece come un vero e proprio \u201creddito di servit\u00f9\u201d,<\/strong>\u00a0interamente compatibile con gli interessi dell\u2019oligarchia italiana e con il modello di sviluppo stabilito per l\u2019Italia da Berlino e da Bruxelles. Tanto \u00e8 vero che il modello di ispirazione parrebbe essere radicato proprio nel piano di \u201criforme\u201d tedesche Hertz 4, pensato per un paese alle prese con uno sviluppo \u201cduale\u201d (Est-Ovest)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.svimez.info\/images\/recensioni\/rem\/rem_2015_1-2\/recensioni_rem_2015_1-2_giacche.pdf\">poi trapiantato quasi alla lettera nella costruzione dell\u2019Unione Europea (Giacch\u00e9)<\/a>. Un\u2019Europa mediterranea deindustrializzata, dispensatrice di servizi a basso valore aggiunto, non h bisogno di manodopera qualificata e stabile. Disoccupazione e precariet\u00e0 sono destinate a rimanere la normalit\u00e0, e quindi ben venga qualche forma di sostegno, intermittente e condizionata, ai consumi basici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per uscire dal circolo vizioso in cui il nostro Paese \u00e8 caduto servirebbe invece una politica complessiva in grado di ribaltare il modello di sviluppo attuale.<\/strong>\u00a0Invece che misure fumose e condizionate di sostegno al reddito, una politica di massicci investimenti pubblici, destinati a creare lavoro buono e ben pagato, alta formazione per i tecnici ed i lavoratori, e pertanto altri investimenti in scuola ed universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>C\u2019\u00e8 da scommettere che, dopo un po\u2019 di baccano ad uso e consumo dei pensionati tedeschi ad alto reddito che non vogliono \u201cpagare i debiti dei meridionali\u201d<\/strong>, il piano del governo non incontrer\u00e0 le resistenze accanite dell\u2019oligarchia continentale. Ricordiamo che nei vari memorandum delle varie\u00a0<em>troike<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/in-teoria\/debito-e-globalizzazione-una-lunga-storia-con-un-finale-da-scrivere\/\">il debito \u00e8 stato usato come un\u2019arma per condizionare le scelte politiche in senso oligarchico,<\/a>\u00a0non per stimolare la virt\u00f9 dei popoli.\u00a0Tenere l\u2019Italia nel sottosviluppo ed i lavoratori sotto ricatto parr\u00e0 loro una buona ricetta, per la quale si pu\u00f2 sforare anche qualche zerovirgola di rapporto deficit\/PIL. Ma non \u00e8 di questo che il Paese ha realmente bisogno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/dal-reddito-di-cittadinanza-al-reddito-di-servitu\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/dal-reddito-di-cittadinanza-al-reddito-di-servitu\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni) &nbsp; &nbsp; Nel braccio di ferro che ha visto opporsi la maggioranza politica del governo giallo-verde al ministro delle Finanze Tria,\u00a0guardiano dell\u2019ortodossia monetarista di Bruxelles, sembra che la prima abbia avuto la meglio. Soprattutto l\u2019ala grillina ha esultato platealmente, perch\u00e9 \u2013 si sostiene \u2013 grazie ad un rapporto deficit\/PIL portato al 2,4% nel prossimo triennio sar\u00e0 possibile mantenere fede alle promesse della campagna elettorale e avviare il reddito di cittadinanza. 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