{"id":44850,"date":"2018-10-05T10:00:40","date_gmt":"2018-10-05T08:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44850"},"modified":"2018-10-04T14:15:12","modified_gmt":"2018-10-04T12:15:12","slug":"44850","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44850","title":{"rendered":"Riflessi geopolitici del (non) voto macedone"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Daniele Perra)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Fallisce, tra le manifestazioni di giubilo del suo popolo, il referendum nella piccola repubblica balcanica che oltre all&#8217;ufficiale cambio del nome ne faciliterebbe enormemente il processo di adesione all&#8217;Unione Europea ed alla NATO.<\/strong><\/div>\n<div class=\"sep\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra quantomeno curioso il fatto che l\u2019esito di una consultazione elettorale in un piccolo Stato, addirittura privo di sbocco al mare, possa avere delle ripercussioni a livello globale. Tuttavia, l\u2019elevato numero di attori internazionali interessati all\u2019esito del voto dimostra ulteriormente l\u2019assoluta centralit\u00e0 geopolitica che l\u2019intera regione balcanica continua a rivestire nel pi\u00f9 complesso ed articolato scontro egemonico tra l\u2019Eurasia e l\u2019Occidente a guida nordamericana. Una centralit\u00e0 che per tutto il corso degli anni Novanta del secolo scorso port\u00f2 alla sanguinosa parcellizzazione della <strong>Federazione jugoslava<\/strong> in tutta una serie di Stati nella maggior parte dei casi privi di reale sovranit\u00e0, di reale indipendenza politico-economica e, talvolta, anche di reale identit\u00e0 (si veda il caso emblematico della Bosnia-Erzegovina).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale parcellizzazione, come ebbe modo di osservare il geopolitico francese <strong>Fran\u00e7ois Thual<\/strong>, rispondeva alle necessit\u00e0 egemoniche nordatlantiche di controllo di una zona geo-economica intermedia tra il Vicino Oriente, Il Mar Nero ed il Mar Adriatico che avrebbe dovuto accogliere il terminale per il trasferimento delle ricchezze di gas e petrolio dell\u2019Asia centrale (sottratte al dominio esclusivo sovietico con il crollo dell\u2019URSS) e dello stesso Vicino Oriente (zona petrolifera di primaria importanza nell\u2019economia mondiale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il mutato scenario geopolitico che ha visto l\u2019importante rafforzamento delle posizioni russe nel Vicino Oriente e la rapida affermazione dell\u2019idea di un ordine mondiale multipolare, negli anni recenti, il piano NATO per il controllo totale dell\u2019area balcanica sta diventando lentamente realt\u00e0. Ed i progetti per i gasdotti <strong>TAP<\/strong> e <strong>TANAP<\/strong> (che dovrebbero collegare l\u2019Azerbaigian all\u2019Europa mediterranea attraverso Turchia, Grecia ed Albania e, nel caso del TANAP, anche attraverso la Macedonia), caldamente sostenuti dall\u2019amministrazione Trump come parte del sistema per sganciare la \u201ccapricciosa\u201d colonia Europa dalla dipendenza energetica dalla Russia, rientrano in questa dinamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-100985\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis-1.png\" sizes=\"(max-width: 3178px) 100vw, 3178px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis-1.png 3178w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis-1-300x97.png 300w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis-1-768x248.png 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis-1-1024x331.png 1024w\" alt=\"TAP_TANAP_SCP_Schah_Denis (1)\" width=\"3178\" height=\"1027\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopotutto, la penisola balcanica, gi\u00e0 nel corso del XIX secolo, rappresent\u00f2, nel contesto della lenta ed inesorabile decostruzione dell\u2019Impero ottomano, il terreno di scontro tra tendenze geopolitiche opposte decise a sfruttare per i propri interessi il risveglio (se non la vera e propria creazione a tavolino) dei sentimenti nazionalistici dei popoli slavi. A questo processo non fu estraneo nemmeno il territorio che oggi corrisponde alla Repubblica di Macedonia. Nel 1845 lo studioso russo <strong>Victor Grigorovic<\/strong> intraprese un viaggio nei Balcani per studiare i dialetti slavo-meridionali e fu il primo a descrivere due distinti dialetti bulgari: uno occidentale ed uno orientale. <strong>Kriste Misirikov<\/strong>, nato a Pella, nella Macedonia greca, fu il primo a definire il bulgaro occidentale come \u201cmacedone\u201d e, nella sua opera del 1903 <em>Za Makedonckite Raboti<\/em> (Delle opere macedoni), afferm\u00f2 la necessit\u00e0 della creazione di una lingua letteraria macedone uniformata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi, <strong>risulta quantomeno problematica l\u2019individuazione di una reale identit\u00e0 macedone<\/strong>. In termini linguistici l\u2019idioma \u00e8 mutualmente intelligibile col bulgaro. Ed ogni tentativo di associare gli attuali macedoni, anche considerato il peso dell\u2019importante minoranza etnica albanese, con i macedoni di Filippo e Alessandro Magno, pi\u00f9 che una forzatura, sembrerebbe una totale negazione della verit\u00e0 storica.\u00a0Di fatto, anche la creazione dell\u2019attuale Repubblica di Macedonia, pi\u00f9 che corrispondere alla necessit\u00e0 dell\u2019affermazione politica di un gruppo sociale caratterizzato da una specifica identit\u00e0 etnica, nazionale e confessionale, avrebbe risposto maggiormente alla volont\u00e0 deliberata di una potenza egemone interessata a <strong>strumentalizzare ogni forma di particolarismo<\/strong> allo scopo di stivare meglio il proprio dominio politico ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-100976\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1280px-Ethnic_map_of_Macedonia.png\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1280px-Ethnic_map_of_Macedonia.png 1280w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1280px-Ethnic_map_of_Macedonia-300x207.png 300w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1280px-Ethnic_map_of_Macedonia-768x531.png 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1280px-Ethnic_map_of_Macedonia-1024x708.png 1024w\" alt=\"1280px-Ethnic_map_of_Macedonia\" width=\"1280\" height=\"885\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, quasi paradossalmente, il caso macedone riflette in scala ridotta ci\u00f2 che in modo molto pi\u00f9 ampio sta avvenendo nel contesto europeo dove l\u2019attuale Unione \u201ctecnocratica\u201d (in larga parte una creazione nordamericana) non corrisponde pi\u00f9 agli interessi strategici del centro. Ergo, se ne rende necessaria la de-strutturazione sfruttandone le cosiddette \u201cforze sovraniste\u201d. Non \u00e8 un caso se solo un anno fa, nel momento pi\u00f9 drammatico della crisi successiva all\u2019ultima tornata elettorale, quando il Paese oscillava pericolosamente tra l\u2019allineamento all\u2019Occidente ed un sistema di alleanze ad esso ostile, <strong>Dana Rohrabacher<\/strong>, <em>Chairman US Foreign Affairs Subcommittee on Europe, Eurasia and Emerging Threats<\/em>, dichiar\u00f2 apertamente che dal suo punto di vista il territorio della Macedonia doveva essere spartito tra le nazioni confinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fallimento del referendum consultivo di domenica 30 settembre sugli <strong>accordi di Prespa<\/strong> (solo il 34% degli aventi diritto si \u00e8 recato alle urne), riaprendo il suddetto scenario, rischia di intensificare nuovamente il contesto di perenne crisi politica e destabilizzazione nel quale il Paese si trova da oltre un anno e mezzo anche, e soprattutto, a causa delle gravi ingerenze esterne che ne hanno caratterizzato la politica interna sin dal suo atto di nascita nel 1991. Quando la regione ottenne l\u2019indipendenza dalla Jugoslavia a seguito di un referendum al tempo boicottato dalle componenti serba e albanese della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dimostrazione di quanto appena affermato, dopo le elezioni politiche del dicembre 2016, il presidente <strong>Gjorgje Ivanov<\/strong> venne costretto dalle insistenti pressioni internazionali di UE ed USA ad affidare, dopo diversi mesi di stallo, l\u2019incarico di formare il governo al leader europeista e filo-atlantista del Partito socialdemocratico (SDSM) <strong>Zoran Zaev<\/strong>, che si era presentato alla tornata elettorale in coalizione con il DUI (Partito di riferimento della minoranza albanese). Coalizione che, in quell\u2019occasione, ottenne la maggioranza dei seggi in parlamento (59 seggi contro i 51 dell\u2019opposizione).<\/p>\n<div id=\"attachment_100975\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-100975\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-\u041f\u043e\u0442\u043f\u0438\u0448\u0443\u0432\u0430\u045a\u0435_\u043d\u0430_\u0434\u043e\u0433\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0442_\u0437\u0430_\u043c\u0430\u043a\u0435\u0434\u043e\u043d\u0441\u043a\u043e-\u0433\u0440\u0447\u043a\u0438\u043e\u0442_\u0441\u043f\u043e\u0440_-17.06.2018_\u041f\u0440\u0435\u0441\u043f\u0430-_42853678821.jpg\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-\u041f\u043e\u0442\u043f\u0438\u0448\u0443\u0432\u0430\u045a\u0435_\u043d\u0430_\u0434\u043e\u0433\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0442_\u0437\u0430_\u043c\u0430\u043a\u0435\u0434\u043e\u043d\u0441\u043a\u043e-\u0433\u0440\u0447\u043a\u0438\u043e\u0442_\u0441\u043f\u043e\u0440_-17.06.2018_\u041f\u0440\u0435\u0441\u043f\u0430-_42853678821.jpg 1200w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-\u041f\u043e\u0442\u043f\u0438\u0448\u0443\u0432\u0430\u045a\u0435_\u043d\u0430_\u0434\u043e\u0433\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0442_\u0437\u0430_\u043c\u0430\u043a\u0435\u0434\u043e\u043d\u0441\u043a\u043e-\u0433\u0440\u0447\u043a\u0438\u043e\u0442_\u0441\u043f\u043e\u0440_-17.06.2018_\u041f\u0440\u0435\u0441\u043f\u0430-_42853678821-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-\u041f\u043e\u0442\u043f\u0438\u0448\u0443\u0432\u0430\u045a\u0435_\u043d\u0430_\u0434\u043e\u0433\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0442_\u0437\u0430_\u043c\u0430\u043a\u0435\u0434\u043e\u043d\u0441\u043a\u043e-\u0433\u0440\u0447\u043a\u0438\u043e\u0442_\u0441\u043f\u043e\u0440_-17.06.2018_\u041f\u0440\u0435\u0441\u043f\u0430-_42853678821-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-\u041f\u043e\u0442\u043f\u0438\u0448\u0443\u0432\u0430\u045a\u0435_\u043d\u0430_\u0434\u043e\u0433\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0442_\u0437\u0430_\u043c\u0430\u043a\u0435\u0434\u043e\u043d\u0441\u043a\u043e-\u0433\u0440\u0447\u043a\u0438\u043e\u0442_\u0441\u043f\u043e\u0440_-17.06.2018_\u041f\u0440\u0435\u0441\u043f\u0430-_42853678821-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-\u041f\u043e\u0442\u043f\u0438\u0448\u0443\u0432\u0430\u045a\u0435_\u043d\u0430_\u0434\u043e\u0433\u043e\u0432\u043e\u0440\u043e\u0442_\u0437\u0430_\u043c\u0430\u043a\u0435\u0434\u043e\u043d\u0441\u043a\u043e-\u0433\u0440\u0447\u043a\u0438\u043e\u0442_\u0441\u043f\u043e\u0440_-17.06.2018_\u041f\u0440\u0435\u0441\u043f\u0430-_42853678821-600x400.jpg 600w\" alt=\"Zoran Zaev e Alexis Tsipras a Ote\u0161evo, dopo la firma degli accordi di Prespa\" width=\"1200\" height=\"799\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Zoran Zaev e Alexis Tsipras a Ote\u0161evo, dopo la firma degli accordi di Prespa<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riluttanza nel conferire l\u2019incarico di governo da parte del presidente che, a prima vista, sarebbe potuto apparire come un atteggiamento completamente antidemocratico, aveva, al contrario, delle motivazioni ben pi\u00f9 profonde e valide di quanto si potesse immaginare. Il presidente Ivanov giustific\u00f2 tale riluttanza affermando che il conferimento del mandato all\u2019allora leader dell\u2019opposizione Zaev avrebbe potuto <strong>esacerbare ulteriormente la frammentazione delle linee etniche interne allo Stato<\/strong>. Sul territorio della repubblica balcanica sono presenti infatti all\u2019incirca 509.000 albanesi (il 27% della popolazione totale) contro 1.300.000 macedoni, a cui si aggiungono diverse altre minoranze, seppur estremamente circoscritte. Il presidente, inoltre, rivendic\u00f2 la sua decisione in base all\u2019articolo 84 (paragrafo 1) della Carta Costituzionale secondo il quale solo la pi\u00f9 alta carica istituzionale pu\u00f2 fornire il mandato per la formazione del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, l\u2019alleanza tra <em>SDSM<\/em> e <em>DUI<\/em> si fondava sul rispetto, una volta giunti al governo, di una piattaforma politica, nota come <em>Tirana Platform<\/em>, realizzata a Tirana tra rappresentanti politici della minoranza albanese in Macedonia e lo stesso primo ministro albanese <strong>Edi Rama<\/strong>. Tale piattaforma prevedeva il riconoscimento dell\u2019albanese come lingua ufficiale della Macedonia (alla pari del macedone), una complessa riforma giudiziaria, nonch\u00e9 il rapido ingresso del paese nell\u2019UE e nella NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l\u2019avversione per il leader socialdemocratico, il presidente Ivanov, pressato dalle istituzioni internazionali, non pot\u00e9 far altro che affidare l\u2019incarico di governo a Zaev che divenne primo ministro nel maggio del 2017, a cinque mesi di distanza dalle elezioni. Tuttavia, la frattura tra le due autorit\u00e0 politiche del Paese \u00e8 rimasta inalterata ed \u00e8 riesplosa con forza nel momento della firma dei gi\u00e0 citati accordi di Prespes per la <strong>risoluzione della quasi trentennale controversia sul nome con la Grecia<\/strong>. Risoluzione che, qualora approvata, consentirebbe alla Macedonia, accettando la denominazione di Repubblica della Macedonia del Nord, di intavolare i negoziati per l\u2019adesione all\u2019UE ed alla NATO. A questo accordo il presidente Ivanov si \u00e8 opposto da subito con forza definendolo una <em>flagrante violazione della sovranit\u00e0 nazionale<\/em>\u00a0e sostenendo incessantemente il boicottaggio del referendum insieme al partito di opposizione VRMO-DPMNE (<em>Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone \u2013 Partito Democratico per l\u2019Unit\u00e0 Nazionale Macedone<\/em>) guidato da <strong>Hristijan Mickoski<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_100977\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-100977\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Zoran_Zaev_with_Edi_Rama.jpg\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Zoran_Zaev_with_Edi_Rama.jpg 1200w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Zoran_Zaev_with_Edi_Rama-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Zoran_Zaev_with_Edi_Rama-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Zoran_Zaev_with_Edi_Rama-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1200px-Zoran_Zaev_with_Edi_Rama-600x400.jpg 600w\" alt=\"Zoran Zaev con Edi Rama\" width=\"1200\" height=\"801\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Zoran Zaev con Edi Rama<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seppur di natura solo consultiva, il fallimento del referendum ha rappresentato una doppia sconfitta sia per Zaev quanto per il primo ministro greco <strong>Alexis Tsipras<\/strong> visto che l\u2019assecondare la doppia pressione UE-NATO sull\u2019accordo gli aveva consentito la ristrutturazione del debito con Bruxelles e, con esso, i trionfali quanto irrealistici proclami di liberazione della Grecia dal \u201ccappio\u201d della troika. Di fatto, Tsipras, eletto con grandi speranze dal popolo greco, si \u00e8 rivelato solo capace di implementare i dettami dei tecnocrati di Bruxelles e di ancorare sempre di pi\u00f9 il Paese al Patto Atlantico (la Grecia, a dispetto della grave crisi economica, \u00e8 uno dei pochi paesi dell\u2019Alleanza che rispetta l\u2019impegno di destinare il 2% del PIL alle spese militari) ed all\u2019Occidente a guida statunitense, anche stabilendo un quantomeno inconsueto asse geopolitico con Israele per lo sfruttamento delle risorse di gas naturale nel Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vice premier macedone <strong>Bujar Osmani<\/strong> (di origine albanese) ha affermato che il referendum sarebbe stato considerato valido anche in caso di mancato raggiungimento del <em>quorum<\/em>. E sulla stessa lunghezza d\u2019onda si sono espressi sia Zaev, che ha minacciato elezioni anticipate in caso di ostruzione all\u2019iter parlamentare per l\u2019approvazione dell\u2019accordo, sia il Commissario UE per la politica di vicinato <strong>Johannes Hahn<\/strong> che ha invitato a tenere in considerazione la <em>grande quantit\u00e0<\/em>\u00a0(<em>sic<\/em>!) di voti a favore (il s\u00ec avrebbe teoricamente vinto col 90% dei consensi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono mancate ovviamente le accuse di interferenza nel voto alla Russia. Tuttavia, se \u00e8 vero che la Russia ha tutto l\u2019interesse ad evitare un ulteriore allargamento della NATO nei Balcani, tanto che il ministro degli esteri <strong>Sergej Lavrov<\/strong> ebbe modo a suo tempo di affermare che la destabilizzazione della Macedonia rispondeva ad un preciso piano occidentale di sabotaggio del gasdotto russo-turco <em>Turkish Stream<\/em>, \u00e8 altrettanto vero che il leader dell\u2019opposizione <strong>Mickoski<\/strong>, nonostante venga indicato con una certa frequenza come \u201cfilo-russo\u201d, ha spesso assunto delle posizioni piuttosto ambigue rispetto all\u2019ingresso del paese nell\u2019UE e nell\u2019Alleanza Atlantica. Al momento, dunque, il reale interesse della Russia, cos\u00ec come nel Vicino Oriente, \u00e8 quello di evitare ulteriori destabilizzazioni che ne potrebbero gravemente compromettere gli interessi. La partita dei gasdotti, nello specifico, risulta di fondamentale importanza nella prospettiva di Mosca per contrastare la dottrina trumpiana dell\u2019<em>Energy Dominance<\/em> volta a ristabilire l\u2019egemonia unipolare nordamericana attraverso il controllo del mercato globale dell\u2019energia.<\/p>\n<div id=\"attachment_100979\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-100979\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/600px-JohannesHahnPortrait.jpg\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/600px-JohannesHahnPortrait.jpg 600w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/600px-JohannesHahnPortrait-151x227.jpg 151w\" alt=\"Johannes Hahn\" width=\"600\" height=\"900\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Johannes Hahn<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che appare evidente \u00e8 che la crisi della piccola nazione balcanica \u00e8 ancora lontana da una definitiva risoluzione. E qualora questa continui ancora a lungo a manifestare opposizione agli interessi geopolitici del proprio creatore non sarebbe affatto da escluderne uno smembramento. Non sarebbe la prima volta, infatti, che la NATO sfrutti la frammentazione etnica della regione per il raggiungimento dei propri scopi. E non sarebbe la prima volta che il mito sotterraneo della <strong><em>Grande Albania<\/em><\/strong>\u00a0finisca per fare da orizzonte ideologico all\u2019indottrinamento di gruppi separatisti. Un mito che paradossalmente riscuote maggiore approvazione e consenso proprio tra le minoranze albanesi all\u2019infuori dei confini nazionali che nella stessa Albania in cui gli unici sostenitori sono gli eredi della dinastia reale (discendenti diretti di Zog I \u2013 Re dell\u2019Albania dal 1928 fino alla Seconda Guerra Mondiale) ed alcuni movimenti nazionalistici il cui peso politico rimane comunque estremamente limitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale governo albanese sembra quasi costretto a perseguire, contro la sua stessa volont\u00e0, una politica espansionistica e di interferenza continua con le nazioni vicine che non le \u00e8 mai appartenuta. La Grande Albania non ha mai avuto dei precedenti storici se si esclude il breve intermezzo della Seconda Guerra Mondiale in cui, per volere fascista, la regione del Kosovo venne annessa al paese. Lo storico <strong>Paskal Milo<\/strong>, ad esempio, ha spesso sostenuto la tesi che il nazionalismo albanese fosse un \u201cprodotto\u201d confezionato all\u2019esterno dei confini della nazione. Inoltre, sono arcinote le vicende che portarono la NATO a sostenere la formazione della pseudo-entit\u00e0 statuale kosovara: attuale campo di addestramento per diversi gruppi terroristici di matrice jihadista. Meno famosa \u00e8 stata l\u2019insurrezione albanese nelle regioni occidentali della Macedonia nel 2001 conclusasi con il <strong>Trattato di Ocrida<\/strong> attraverso il quale la guerriglia (in parte ex membri dell\u2019UCK kosovaro inseriti nelle file dell\u2019AKSH \u2013 Armata Nazionale Albanese tra le cui fila militava l\u2019attuale leader del DUI Ali Ahmeti) depose le armi rinunciando alle rivendicazioni indipendentiste in cambio del riconoscimento di uguali diritti politici e dell\u2019albanese come lingua co-ufficiale nelle regioni di frontiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-100978\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albanian-population.png\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albanian-population.png 640w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Albanian-population-222x227.png 222w\" alt=\"Albanian-population\" width=\"640\" height=\"655\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, la Repubblica di Macedonia, schiacciata dal peso dell\u2019essere nata dall\u2019idea che la moltiplicazione delle impotenze avrebbe favorito il controllo geopolitico dell\u2019Occidente sull\u2019area balcanica, nonostante la recente manifestazione di risveglio popolare che ha portato al boicottaggio del referendum, sembra comunque essere destinata a condividere la sorte di tante altre entit\u00e0 statuali (ed internazionali) mai del tutto realmente sovrane e con le quali condivide la medesima origine: <strong>morte o totale assimilazione<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/riflessi-geopolitici-del-non-voto-macedone\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/riflessi-geopolitici-del-non-voto-macedone\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Daniele Perra) &nbsp; Fallisce, tra le manifestazioni di giubilo del suo popolo, il referendum nella piccola repubblica balcanica che oltre all&#8217;ufficiale cambio del nome ne faciliterebbe enormemente il processo di adesione all&#8217;Unione Europea ed alla NATO. Sembra quantomeno curioso il fatto che l\u2019esito di una consultazione elettorale in un piccolo Stato, addirittura privo di sbocco al mare, possa avere delle ripercussioni a livello globale. Tuttavia, l\u2019elevato numero di attori internazionali interessati all\u2019esito&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37731,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Lintellettuale-dissidente.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-44850","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44850"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44850"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44852,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44850\/revisions\/44852"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}