{"id":44856,"date":"2018-10-05T11:00:29","date_gmt":"2018-10-05T09:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44856"},"modified":"2018-10-04T15:15:45","modified_gmt":"2018-10-04T13:15:45","slug":"la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-lhumanitas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44856","title":{"rendered":"La crisi dei saperi socratici: una sfida per l\u2019\u2018humanitas\u2019"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE (Eros Barone)<\/strong><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories7\/socrate-scuola-atene-2.jpg\" alt=\"socrate scuola atene 2\" width=\"300\" height=\"270\" \/><\/i><\/p>\n<p><i>Il famoso principio<\/i> dell\u2019utile [\u2026] <i>Applicato all\u2019uomo, se si vuol giudicare ogni atto, movimento rapporto ecc. dell\u2019uomo secondo il principio dell\u2019utile, si tratta in primo luogo della natura umana in generale e poi della natura umana storicamente modificata, epoca per epoca. Bentham non ci perde molto tempo. Egli suppone con la pi\u00f9 ingenua banalit\u00e0 che l\u2019<\/i>uomo normale<i> sia il <\/i>filisteo inglese<i>. Quel che \u00e8 utile a questo curioso uomo normale e al suo mondo \u00e8 utile in s\u00e9 e per s\u00e9. Su questa norma egli giudica poi passato, presente e futuro.<\/i><\/p>\n<p>K. Marx, <i>Il capitale<\/i>, l. I, trad. di Delio Cantimori, Editori Riuniti, Roma 1967\u2076, pp. 666-667.<\/p>\n<p><b>1. Societ\u00e0 di mercato e saperi socratici <\/b><\/p>\n<p>Sembra essere ormai del tutto inefficace, nel nostro tempo, la classica risposta di Spinoza alla tradizionale domanda di carattere fondativo sul significato e sul valore della \u2018humanitas\u2019, risposta che per secoli, dall\u2019Umanesimo in poi, ha garantito legittimit\u00e0 agli studi filosofici, letterari e filologici: essi ci aiutano a vivere \u00abuna vita propriamente umana\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a> <\/sup> Il discorso si fa ancor pi\u00f9 impervio se si aggiunge a quella tradizionale un\u2019altra domanda, che si potrebbe definire di carattere rifondativo, su quale possa essere il futuro degli studi umanistici in un contesto in cui il lavoro e il suo linguaggio sono fortemente dominati dalla tecnologia. Si tratta con tutta evidenza di una problematica che non riguarda solo l\u2019Italia e non coinvolge solo la formazione scolastica, ma riguarda il modello di societ\u00e0 che saremo in grado di immaginare per risolvere le gigantesche questioni ecologiche e sociali che il pianeta si trova ad affrontare. \u00c8 in questo \u00e0mbito che si inserisce quella che una pensatrice statunitense, Martha Nussbaum, ha definito <strong>nei suoi saggi <\/strong>come \u00abcrisi dei saperi socratici\u00bb, ossia dei saperi fondati su competenze non misurabili quali la capacit\u00e0 di argomentare e di riflettere, di confrontarsi e di mettersi in discussione, di assumere il punto di vista dell\u2019altro, di elaborare soluzioni innovative rispetto ai contesti in cui sorgono i nostri problemi.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup><\/p>\n<p>In questa sede, il tema \u00e8 stato ripreso recentemente da Fernanda Mazzoli che, recensendo il saggio di Lucio Russo, <i>Perch\u00e9 la cultura classica. La risposta di un non classicista <\/i><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/teoria\/13362-fernanda-mazzoli-per-una-seria-cultura-generale-comune.html\">qui<\/a> , ha richiamato le importanti considerazioni sul nesso fra storia e scienza formulate, a suo tempo, da Massimo Bontempelli.<\/p>\n<p>Vale dunque la pena di chiedersi quali siano le cause che, nel passaggio epocale da un\u2019economia di mercato ad una societ\u00e0 di mercato, hanno determinato la crisi dei saperi socratici e posto in discussione il futuro degli studi umanistici. Orbene, le cause della crisi della cultura umanistica possono essere individuate, in primo luogo, assumendo l\u2019ottica braudeliana della \u2018lunga durata\u2019, nella progressiva dissociazione fra discipline storico-letterarie e costruzione delle identit\u00e0 nazionali (basti pensare, per contrasto, al peso determinante che ebbe lo stretto legame fra le une e le altre nel processo di istituzionalizzazione degli studi filologici sviluppatosi durante l\u2019Ottocento); in secondo luogo, nella diffusione di una cultura di massa, resa possibile dalle Tic e in particolare dagli audiovisivi, che ha ridotto in misura notevole la funzione mediatrice ed orientatrice della scuola e dell\u2019universit\u00e0 nei processi di formazione delle nuove generazioni e della stessa opinione pubblica;<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a> <\/sup> in terzo luogo, a partire dall\u2019ultimo trentennio, nella globalizzazione capitalistica e nel correlativo dominio, sempre pi\u00f9 totalizzante, di una logica di mercato, che esclude ogni filtro fra produzione e fruizione dei prodotti culturali e che nega ogni criterio di valore che non sia quello di scambio, quantificabile negli indici dei profitti ricavati dalla vendita di tali prodotti; in quarto luogo, ipotesi questa quanto mai plausibile anche se non certa, in un disegno neo-liberista ed oligarchico di destrutturazione dei \u201cceti medi riflessivi\u201d dell\u2019Occidente e del loro sistema di valori (uguaglianza delle possibilit\u00e0 di ascesa sociale, Stato sociale solidaristico).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>2. Quale rapporto tra il vero e l\u2019utile nel sapere e nella formazione?<\/b><\/p>\n<p>Nonostante le continue riforme degli ordinamenti scolastici che negli ultimi venti anni hanno contraddistinto le politiche educative non solo dei paesi europei, ma anche di altre nazioni, non sembra che il bilancio, in termini di qualit\u00e0 dell\u2019istruzione e di sbocchi professionali sul mercato del lavoro, si possa ritenere positivo. Infatti, come risulta dalle inchieste promosse dalla stessa OCSE, organizzazione che le ha promosse \u2018ex ante\u2019 e le ha verificate \u2018ex post\u2019, cos\u00ec come dai giudizi degli studiosi che hanno concorso alla loro elaborazione e definizione, tali riforme, pur enunciando a parole finalit\u00e0 di ampio respiro, hanno finito col produrre sulle nuove generazioni effetti contrari e distorcenti sia in termini di riduzione della quantit\u00e0 e di scadimento della qualit\u00e0 degli apprendimenti sia in termini di impoverimento della formazione culturale generale. Se poi si riflette sul mutamento profondo che subisce la formazione culturale e, in particolare, quella scolastica nel passaggio da un\u2019economia di mercato ad una societ\u00e0 di mercato, non \u00e8 difficile comprendere perch\u00e9 sia dato assistere oggi, non solo in Italia, ad un tentativo di smantellamento dell\u2019istruzione umanistica che ha il suo principio ispiratore in un utilitarismo di ispirazione benthamiana che, negando valore a tutto ci\u00f2 che non produce immediato profitto, considera la cultura un costo superfluo e fa della competenza tecnica e della divisione del lavoro un feticcio intangibile.<\/p>\n<p>Di fronte alla conclamata perdita di credito sociale non solo di tutte le discipline umanistiche, ma anche di tutte le attivit\u00e0 artistiche, risulta allora comprensibile l\u2019ansia di rilegittimazione che ha prodotto libri, dibattiti e convegni con una frequenza che \u00e8 andata crescendo a mano a mano che venivano manifestandosi gli effetti culturalmente regressivi delle riforme degli ordinamenti scolastici. Da questo punto di vista, un esempio di rilegittimazione degli studi umanistici, in cui la proposta, secondo il duplice significato del termine greco \u2018ph\u00e1rmakon\u2019, si configura insieme come veleno e come medicina, \u00e8 proprio quello offerto dal libro della Nussbaum, nel quale non solo si afferma che l\u2019insegnamento delle materie letterarie e scientifiche deve essere salvaguardato rispetto a un\u2019educazione incentrata monodromicamente sui saperi tecnici e specialistici, in quanto trattasi di materie che rappresentano le finalit\u00e0 di una formazione culturale rivolta alla costruzione di una comunit\u00e0 democratica, ma si giunge a sostenere che tali insegnamenti hanno perfino una finalit\u00e0 economica indiretta, in quanto \u00abl\u2019innovazione richiede intelligenze flessibili, aperte, creative\u00bb, \u00abla letteratura e le arti stimolano queste facolt\u00e0\u00bb e, \u00abquando mancano, la cultura aziendale perde colpi in fretta\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, richiamandosi alla tradizione americana del pragmatismo di Dewey, la Nussbaum identifica nel suo \u2018<em>pamphlet\u2019<\/em> l\u2019insegnamento umanistico con il \u201cmetodo socratico\u201d (ossia con l\u2019istanza di un\u2019indagine critica guidata dalla ragione e, quindi, autonoma rispetto ad ogni autorit\u00e0 imposta dalla tradizione) e individua nella capacit\u00e0 dell\u2019empatia, consistente nell\u2019assumere il punto di vista dell\u2019altro, la sostanza stessa dell\u2019esperienza etica ed estetica: l\u2019equazione che consegue da questo approccio dialogico ed empatico \u00e8 quella fra democrazia liberale e studi filosofico-letterari. La filosofia fornisce le \u00abtecniche del ragionamento critico\u00bb; la letteratura (o meglio \u00abl\u2019immaginazione narrativa\u00bb, di fatto identificata con il romanzo) un repertorio di situazioni che stimolano una risposta etica in chiave di empatia (risposta che nasce dalla domanda: \u201cCome mi comporterei se fossi al posto di quel personaggio?\u201d). Gli studi umanistici sarebbero insomma indispensabili per la formazione di cittadini dotati di spirito critico, tolleranti e solidali. Essi dovrebbero perci\u00f2 essere obbligatori, come spesso accade negli Stati Uniti, per gli studenti dei primi anni di tutte le facolt\u00e0.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a> <\/sup><\/p>\n<p>La tesi sulla necessit\u00e0 dei saperi socratici sviluppata dalla pensatrice statunitense e qui esposta nei suoi lineamenti essenziali sfocia nella conclusione secondo cui, essendo tali saperi strumenti per la produzione del cambiamento, se si vuole individuare alternative valide alla crisi economica esistente bisogna investire sui saperi socratici: diversamente il sistema economico non riuscir\u00e0 a mettere in circolo nuove idee e quindi a riprendersi. La tesi in questione dimostra come sia difficile elaborare una proposta teorica che sia in grado di legittimare oggi l\u2019esistenza e il finanziamento degli studi umanistici, senza accettare, come terreno di confronto, le stesse premesse dei loro detrattori: senza, cio\u00e8, accettare l\u2019urgenza, peraltro in qualche misura innegabile, di dimostrare \u2013 alla politica e al mercato \u2013 l\u2019utilit\u00e0 pratica dei saperi socratici.<\/p>\n<p>Ora, rispetto al problema di distinguere tra saperi inutili e saperi che servono e, pi\u00f9 in generale, rispetto al cruciale problema filosofico del rapporto tra il vero e l\u2019utile, \u00e8 opportuno, al fine di una corretta impostazione e risoluzione del problema, fissare alcuni criteri molto precisi: a) la riduzione sofistica del vero all\u2019utile va respinta e va riaffermato il primato del vero, ossia il principio secondo cui ci\u00f2 che \u00e8 vero \u00e8 anche utile, essendo l\u2019utile un sigillo inconfondibile del vero; b) come ha insegnato Socrate, al quale dobbiamo la capitale definizione della filosofia come sapere di non sapere, il relativismo dei sofisti va confutato in nome di un realismo pi\u00f9 profondo, che fa della verit\u00e0 la somma dialettica di verit\u00e0 relative, che per\u00f2 non sono puramente soggettive, bens\u00ec oggettive in quanto controllabili alla luce dell\u2019esperienza e della ragione; c) parimenti l\u2019utilitarismo pragmatico dei sofisti (e mi riferisco non solo a quelli del V secolo a.C., ma anche a quelli odierni) va respinto in nome di un concetto pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 profondo dell\u2019utilit\u00e0, che \u00e8 poi quello che caratterizza la stessa \u2018humanitas\u2019 in quanto ideale, ad un tempo, normativo e formativo; c) se \u00e8 vero che bisogna andare oltre un utilitarismo di corto respiro, ciecamente efficientistico, meramente crematistico e quindi organicamente funzionale al potere economico dominante, \u00e8 anche vero che non si deve buttare via l\u2019acqua sporca assieme al bambino, poich\u00e9 espungere dall\u2019\u00e0mbito della conoscenza e dell\u2019azione una prospettiva utilitaristica correttamente intesa vuol dire liquidare interamente il progetto della modernit\u00e0: la rivoluzione scientifica, le scienze sociali, il \u2018welfare state\u2019 e la tradizione del socialismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>3. I \u201csaperi che servono\u201d fra nichilismo antisocratico e ideologia del \u2018politicamente corretto\u2019<\/b><\/p>\n<p>La sfida che la crisi dei saperi socratici pone all\u2019\u2018humanitas\u2019 nasce oggi da due concezioni diverse nelle motivazioni teoretiche, ma convergenti nell\u2019esito pratico: da una parte, il nichilismo antisocratico che impronta le concezioni decostruzioniste secondo cui, per dirla con Nietzsche, \u201cla verit\u00e0 \u00e8 un mobile esercito di metafore\u201d, <sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\">5<\/a> <\/sup> la realt\u00e0 \u00e8 sostituita dai testi e le diverse interpretazioni si equivalgono; dall\u2019altra, l\u2019ideologia del \u2018politicamente corretto\u2019 che si esprime nell\u2019equazione fra democrazia liberale e saperi umanistici formulata dalla Nussbaum. Entrambe le strategie mirano a preservare uno spazio alla filosofia e alla letteratura \u2018<em>all\u2019interno\u2019<\/em><i> <\/i>di una logica utilitaristica.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le tesi decostruzioniste, le conseguenze che da esse derivano nel campo dei saperi umanistici sono semplicemente rovinose. La radicale demistificazione di ogni sapere disciplinare dissolve le ragioni tradizionali di legittimit\u00e0 degli studi umanistici: se la storia non insegna niente (\u00e8 la drammatica domanda che si pone Pier Paolo Pasolini nelle <i>Ceneri di Gramsci<\/i>: \u00abMa come io possiedo la storia, \/ essa mi possiede; ne sono illuminato: \/ ma a che serve la luce?\u00bb)<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\">6<\/a> <\/sup>, se la letteratura indulge ai cattivi sentimenti anzich\u00e9 sollecitare all\u2019amor di patria, se la filosofia decostruisce ogni simulacro di verit\u00e0, perch\u00e9 mai il governo dovrebbe finanziare gli studi umanistici? Tali conseguenze sono state efficacemente riassunte in questi termini: \u00abun deserto culturale\u00bb, popolato di soggetti \u00ababbastanza ingenui da credere di poter fare a meno di ogni credenza ingenua\u00bb. \u00c8 da questo impietoso epitaffio sul pensiero critico del secondo Novecento che nasce il progetto di un umanesimo \u201cpost-critico\u201d, capace di \u00abpromuovere l\u2019emergere di nuove credenze emancipatrici\u00bb: miti formativi, nuove narrazioni condivise, socialmente utili e coerenti con quella \u201csvolta etica\u201d che ha segnato molta filosofia degli ultimi decenni.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\">7<\/a> <\/sup><\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere allora interessante chiedersi se vi sia una relazione fra queste posizioni e la riforma dei programmi liceali approvata, a suo tempo, dal governo di destra in Francia, ove l\u2019insegnamento della storia \u00e8 volto a ricostruire una genealogia delle societ\u00e0 democratiche che prevede di incrementare lo spazio dedicato alla democrazia ateniese e di cancellare quasi completamente quello dedicato alla storia romana (il cui sbocco imperiale \u00e8 evidentemente considerato illiberale e colonialista). \u00c8 evidente come le tesi decostruzioniste, improntate ad un nichilismo antisocratico, e quelle liberaldemocratiche, improntate all\u2019ideologia del \u2018politicamente corretto\u2019, convergano nel legittimare una selezione dei \u00absaperi che servono\u00bb, ossia di quei saperi che sono pedagogicamente utili a consolidare le strutture della nostra societ\u00e0. In altri termini, se da un lato nel vuoto di verit\u00e0 e di realt\u00e0 in cui fluttuano le tesi decostruzioniste non sorprende che l\u2019unico parametro di giudizio a cui appellarsi divenga quello dell\u2019utilit\u00e0 sociale, non meraviglia dall\u2019altro che la stessa \u00abcapacit\u00e0 di pensare criticamente\u00bb, cos\u00ec fortemente invocata dalla Nussbaum, non possa spingersi a mettere in discussione i fondamenti stessi della democrazia liberale, le sue gerarchie axiologiche di bene e male. Come \u00e8 stato sostenuto anche di recente da alcuni pedagogisti \u2018politicamente corretti\u2019, le \u2018democrazie\u2019 non solo non hanno bisogno di Dante o di Machiavelli, ma debbono altres\u00ec espungerli dal loro canone letterario e filosofico in quanto \u2018politicamente scorretti\u2019, ossia omofobi, razzisti e antisemiti. Sennonch\u00e9 \u00e8 il caso di osservare, per limitarmi a questo esempio \u2018scandaloso\u2019, che perfino quando Dante tratta con un disprezzo feroce ed una violenza spietata \u2018l\u2019altro da s\u00e9\u2019, come accade nel canto XXVIII dell\u2019Inferno dove appare Maometto, e si dimostra incapace, alla pari di quasi tutta la cultura del suo tempo, di comprenderlo, non pu\u00f2 fare a meno di imparare da lui qualcosa di essenziale: cos\u00ec, se Dante ci ha taciuto di essersi ispirato al \u201cLibro della scala\u201d, ossia all\u2019\u2018isra\u2019, il racconto del viaggio notturno di Maometto attraverso i regni dell\u2019oltretomba descritto nel Corano, non ci ha per\u00f2 nascosto il suo rispetto per alcune grandi figure del mondo islamico come Avicenna, Averro\u00e8 e il Saladino.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\">8<\/a> <\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>4. Il riscatto dei saperi socratici: utilit\u00e0, eredit\u00e0, identit\u00e0<\/b><\/p>\n<p>Da un punto di vista orgogliosamente aristocratico, si potrebbe sostenere che la vera sfida \u00e8 quella di legittimare la cultura umanistica anche in quegli aspetti che con il nostro modello di societ\u00e0 non hanno alcun rapporto: saperi che \u2018<em>non<\/em> servono\u2019 (n\u00e9 alle democrazie n\u00e9 al profitto) o che addirittura, in barba allo stereotipo del \u2018politicamente corretto\u2019, possono essere messi al servizio di cause che il discorso sociale dominante qualifica come aberranti. La legittimazione della cultura umanistica si afferma in base a questo punto di vista non va quindi ricercata attraverso una faticosa rincorsa delle scienze o della tecnologia, della pedagogia o del mercato sul loro stesso terreno, ma va perseguita indipendentemente da ogni utilit\u00e0 pratica rivendicando le autonome peculiarit\u00e0 del sapere umanistico, nelle quali rientra il valore in s\u00e9 della conoscenza, non solo di quella umanistica ma perfino di quella che pu\u00f2 confliggere con i fini disciplinari dell\u2019ordinata convivenza \u2018democratica\u2019. Anche se posso comprendere (e in parte condividere) le motivazioni di questa posizione, che definirei come tentazione monacale del ritiro nella \u2018turris eburnea\u2019 e del \u2018contemptus mundi\u2019, la ritengo tuttavia sostanzialmente sterile e improduttiva: non all\u2019altezza della sfida che deriva, per l\u2019appunto, dalla crisi dei saperi socratici.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\">9<\/a> <\/sup> D\u2019altra parte, se, come vuole la Nussbaum, la letteratura servisse solo a fornire modelli etici di comportamento o schemi interpretativi analogici, utili alla vita pratica, non si potrebbe dar torto a un legislatore che, in tempo di crisi, privilegiasse la formazione di pedagogisti ed economisti.<\/p>\n<p>Pur essendo consapevole che oggi, riguardo al ruolo degli studi umanistici, esiste un certo consenso sulla \u2018pars destruens\u2019, ma le idee sulla \u2018pars construens\u2019 sono assai vaghe e problematiche, provo ad enucleare dal dibattito corrente alcune indicazioni, a mio avviso meritevoli di attenzione, sulle vie che \u00e8 possibile percorrere per attuare un riscatto e una rivalutazione dei saperi socratici. Finora la questione dell\u2019utilit\u00e0 degli studi umanistici si \u00e8 limitata a quella dell\u2019utilit\u00e0 di questi studi per gli studenti. Ma ci\u00f2 che ogni processo di trasmissione culturale chiama necessariamente in causa \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 culturale di una comunit\u00e0, la sua \u2018tradizione\u2019, ossia ci\u00f2 che merita di essere trasmesso e conservato. Gli stessi programmi scolastici sono il prodotto di un compromesso tra due diverse istanze ugualmente legittime: il bisogno degli studenti (per parafrasare Nietzsche, l\u2019utilit\u00e0 e il danno della cultura per la loro vita individuale) e il bisogno della comunit\u00e0 di conservare e trasmettere ci\u00f2 che ritiene pi\u00f9 importante e significativo della propria storia e, quindi, della propria identit\u00e0 (in questo caso non si tratta di utilit\u00e0 per la vita degli individui, ma di utilit\u00e0 per la vita di un corpo collettivo). Orbene, questa seconda istanza, che \u00e8 di natura politica e civile, mentre la prima \u00e8 di natura etica o morale, non deve necessariamente coincidere con la prima e pu\u00f2 persino trascenderla: qualcuno potr\u00e0 anche dimostrare che lo studio del latino o di Dante non serva pi\u00f9 a nulla per la vita del singolo (cosa di cui \u00e8 non solo lecito, ma doveroso dubitare); resta il fatto che la cultura italiana riconosce nel latino e in Dante dei valori oggettivi, che costituiscono il suo patrimonio pi\u00f9 proprio e pi\u00f9 caratterizzante. Sarebbe perci\u00f2 un\u2019ottima cosa introdurre questi studi fin dalle scuole superiori e, nei limiti del possibile, per il pubblico di studenti pi\u00f9 largo, in modo da consentire ad un maggior numero di cittadini di acquisire gli strumenti essenziali per un accesso alla propria identit\u00e0 culturale. Vale la pena di aggiungere che il discorso sull\u2019eredit\u00e0 culturale e sull\u2019identit\u00e0 culturale dovrebbe essere esteso anche allo studio della storia dell\u2019arte, poich\u00e9 non \u00e8 accettabile che molti italiani vivano circondati da un mondo di opere e di immagini di cui non conoscono il linguaggio e che non sono in grado n\u00e9 di comprendere n\u00e9 di valorizzare.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, che non \u00e8 quello di un utilitarismo da pezzenti (quello, per intenderci, delle \u2018tre I\u2019), non si pu\u00f2 disconoscere che la cultura umanistica \u00e8 un patrimonio estremamente prezioso per l\u2019Italia, laddove questa constatazione non ha nulla di retorico, ma vale anche in termini molto secchi e pragmatici di politica economica. Esiste uno stile italiano che \u00e8 riconoscibile persino nelle discipline pi\u00f9 alte: i nostri classicisti, medievisti, italianisti, storici e filosofi sono molto apprezzati nelle universit\u00e0 straniere, dove trovano facilmente posto, e chi ha vissuto all\u2019estero sa che il successo di alcuni dei nostri intellettuali pi\u00f9 tradotti, come Eco o Ginzburg, deriva soprattutto dalla loro \u2018erudizione\u2019, cio\u00e8 dalla loro capacit\u00e0 di proporre genealogie storiche di lunga durata e di interpretare testi greci e latini in funzione del presente, dando cos\u00ec voce ad una tradizione che per gli intellettuali stranieri \u00e8 ormai muta. Pu\u00f2 sembrare un paradosso, ma gli studi umanistici sono proprio ci\u00f2 che oggi ci serve di pi\u00f9. La questione dell\u2019\u2018utilit\u00e0\u2019, che ho prima esaminato sotto il profilo filosofico, si ripropone dunque, da un punto di vista politico, come un problema non solo individuale e soggettivo, ma anche collettivo e oggettivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>5. Futuro dell\u2019\u2018humanitas\u2019 e \u2018humanitas\u2019 del futuro <\/b><\/p>\n<p>Se la letteratura, le arti e, pi\u00f9 in generale, la cultura umanistica sono gli elementi costitutivi di identit\u00e0 di lunga durata, profonde e collettive, non vi \u00e8 dubbio che la tradizione italiana, la quale da questo punto di vista pu\u00f2 vantare un passato importante, debba essere riproposta e rilanciata. Il futuro dell\u2019\u2018humanitas\u2019, in questo senso, \u00e8 certamente legato sia ad un progetto intelligente ed aggiornato di conservazione e trasmissione del patrimonio culturale sia al rilancio di una educazione umanistica basata sulla lettura dei testi scritti, sulle competenze linguistiche di base (lessico e grammatica) e su quelle stilistico-retoriche (sintassi e pragmatica). Queste sono le basi del modello di educazione umanistica che appartiene in modo peculiare al nostro Paese: in sostanza, cultura scritta e senso della storicit\u00e0. Un modello tutt\u2019altro che statico e conservativo, se \u00e8 vero che, a partire dagli anni settanta del secolo scorso, esso \u00e8 stato integrato e potenziato con la filosofia e la storia della scienza, giungendo a configurarsi in termini dinamici e innovativi e facendo compiere alla nostra cultura un grande passo avanti verso il superamento di quella separazione tra la scienza e gli studi umanistici che \u00e8 un pericolo mortale per la cultura contemporanea e per la stessa formazione scolastica. Grazie soprattutto all\u2019opera preziosa svolta dalla scuola di Ludovico Geymonat in questo campo e in questa direzione, il rigore teoretico \u00e8 cos\u00ec divenuto, assieme alla cultura scritta e al senso della storicit\u00e0 non limitati al sapere umanistico ma estesi alla struttura dei saperi nomotetici e alla loro complessa evoluzione, parte integrante della nostra migliore tradizione culturale.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\">10<\/a> <\/sup><\/p>\n<p>Prima di concludere questa sintetica ricostruzione dello \u2018status quaestionis\u2019 inerente al futuro dei saperi socratici, ritengo opportuno confrontarmi con la scepsi critica di uno studioso, quale Paul Veyne, il quale in un suo contributo dedicato a tale concetto invita a diffidare dell\u2019\u2018humanitas\u2019, ricordando che i greci e i romani, sotto il raffinato manto retorico di parole suggestive come \u2018paideia\u2019 e \u2018humanitas\u2019, costruirono regimi dispotici, quali l\u2019impero ateniese e l\u2019impero romano.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\">11<\/a> <\/sup> Da un punto di vista che non sia criticamente inerme, quella che potremmo definire \u2018la prova di Veyne\u2019 risulta allora particolarmente opportuna e fruttuosa, se si vuole garantire al concetto di \u2018humanitas\u2019 un futuro che lo separi nettamente dalle identificazioni del passato con regimi, come quello fascista e come quello nazista, che di tale concetto hanno fatto un uso strumentale e apologetico in funzione della loro politica duramente autoritaria ed aggressivamente imperialistica. Vale quindi la pena di citare, a proposito del futuro dell\u2019\u2018humanitas\u2019, l\u2019amaro rimprovero che nella prefazione al \u201cCapitale\u201d, attingendo alle fonti della cultura classica che egli padroneggiava con sicurezza e competenza non comuni, Karl Marx muoveva alla intellettualit\u00e0 del suo tempo che non voleva lottare contro il capitalismo, un rimprovero che torna ad essere attuale nel nostro tempo, come tante altre proposizioni e tanti altri teoremi del fondatore del materialismo storico: \u00abPerseo usava un manto di nebbia per inseguire i mostri. Noi ci tiriamo la cappa di nebbia sugli occhi e le orecchie, per poter negare l\u2019esistenza dei mostri\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\">12<\/a> <\/sup><\/p>\n<p>In conclusione, come \u00e8 vero che i valori sono oggettivi (ovviamente in senso storico e non in senso naturale), cos\u00ec \u00e8 vero che i valori in s\u00e9, al di fuori dei conflitti sociali reali, non esistono. L\u2019umanesimo (\u201cpost-critico\u201d o \u201cdisinteressato\u201d che sia) non \u00e8 dunque un valore in s\u00e9. Esso \u00e8 stato, per\u00f2, un valore storicamente concreto quando ha funzionato come veicolo ideologico di classi o di gruppi sociali in conflitto con lo stato di cose esistente e, quindi, in cerca di un\u2019espressione simbolica dei loro interessi e dei loro bisogni. Oggi, ad esempio, l\u2019umanesimo \u00e8 un valore per un gruppo ristretto di docenti e di forze politiche di opposizione. Non saprei, tuttavia, dire, per fare un altro esempio, se lo sia e in che misura lo sia agli occhi degli studenti del liceo classico e degli stessi studenti delle facolt\u00e0 di lettere. In attesa che i conflitti reali riportino in primo piano forze sociali e politiche simili a quelle che nel passato hanno tentato di praticare quei valori di verit\u00e0, giustizia ed eguaglianza che hanno caratterizzato prima l\u2019umanesimo cristiano e poi quello socialista e comunista, si pu\u00f2 per ora soltanto affermare, formulando un chiasmo che contiene, ad un tempo, una previsione, un rischio ed un auspicio, che il futuro dell\u2019\u2018humanitas\u2019 dipender\u00e0 dall\u2019\u2018humanitas\u2019 del futuro. \u00abNell\u2019uomo c\u2019\u00e8 molto\u00bb, diceva Bertolt Brecht, \u00abfacciamo molto dell\u2019uomo\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\">13<\/a><\/sup><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5>Note<\/h5>\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> <span lang=\"en-GB\">B. Spinoza, <\/span><span lang=\"en-GB\"><i>Tractatus politicus<\/i><\/span><span lang=\"en-GB\">, trad. <\/span>P. Cristofolini, ETS, Pisa 2004, p. 83 e pp. 89-91. Nel cap. V del <i>Tractatus <\/i>Spinoza afferma che la \u201cconcordia\u201d \u00e8 istituita da una \u201clibera multitudo\u201d che pensa a coltivare la vita piuttosto che a fuggire la morte, fermo restando che per il filosofo olandese coltivare la vita \u00e8 l\u2019unico e primo fondamento della virt\u00f9.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Cfr. M. Nussbaum, <strong><i>Non per profitto. Perch\u00e9 le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica<\/i><\/strong><strong>,<\/strong> il Mulino, Bologna 2012.<i> <\/i>Ma si veda anche il saggio precedente <i>Coltivare l&#8217;umanit\u00e0.I classici, il multiculturalismo, l&#8217;educazione contemporanea<\/i>, Carocci, Roma 2006.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Per una disamina di questo tema cruciale sono da vedere di R. Simone sia il saggio ormai classico <i>La Terza Fase. Forme di sapere che stiamo perdendo<\/i>, Laterza, Roma-Bari 2000, sia il libro, <i>Presi nella rete. La mente ai tempi del web<\/i>, Garzanti, Milano 2012.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> Martha Nussbaum, <i>Il potere del sapere<\/i>, in \u00abInternazionale\u00bb, n. 870, 2010, p. 41.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> Cfr. F. Nietzsche, <i>Su verit\u00e0 e menzogna,<\/i> Bompiani, Milano 2006.<i> <\/i><\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> P.P. Pasolini, <i>Le ceneri di Gramsci<\/i>, in Pasolini, <i>Tutte le opere<\/i>, tomo I, Mondadori, Milano 2003, p. 821.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> Cfr. Y. Citton, <i>L&#8217;avenir des humanit\u00e9s<\/i>, \u00c9ditions La D\u00e9couverte, Paris 2010.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a> Il riferimento obbligato \u00e8 al classico studio di M. As\u00edn Palacios, <i>Dante e l\u2019Islam<\/i>, Nuove Pratiche Editrice, Parma 1994 (rist.<i>Dante e l\u2019Islam. L&#8217;escatologia islamica nella Divina Commedia<\/i>, Net, Milano 2005).<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a> Per un approccio radicalmente anti-utilitaristico alla questione in oggetto si veda il saggio di N. Ordine, <i>L\u2019utilit\u00e0 dell\u2019inutile. Manifesto. Con un saggio di Abraham Flexner<\/i>, Bompiani, Milano 2013.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a> Cfr. L. Geymonat, <i>Storia del pensiero filosofico e scientifico<\/i>, 6 voll., Garzanti, Milano 1971-1977.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a> P. Veyne, \u201cHumanitas: Romani e no\u201d, trad. it. in A. Giardina, <i>L\u2019uomo romano<\/i>, Laterza, Roma-Bari 1989, p. 387.<\/p>\n<p><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a> K. Marx, <i>Il capitale<\/i>, trad. di Delio Cantimori, Editori Riuniti, Roma 1967\u2076, p. 33.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<h5 class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a> Chiedo venia al cortese lettore per la mancata indicazione dell\u2019opera e del passo in cui compare questo aforisma dall\u2019inconfondibile sapore brechtiano. Infatti, pur avendo setacciato in lungo e in largo i testi del grande scrittore tedesco, non sono riuscito a individuare il luogo in questione e ho dovuto affidarmi unicamente alla mia memoria.<\/h5>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/filosofia\/13388-eros-barone-la-crisi-dei-saperi-socratici-una-sfida-per-l-humanitas.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Eros Barone) Il famoso principio dell\u2019utile [\u2026] Applicato all\u2019uomo, se si vuol giudicare ogni atto, movimento rapporto ecc. dell\u2019uomo secondo il principio dell\u2019utile, si tratta in primo luogo della natura umana in generale e poi della natura umana storicamente modificata, epoca per epoca. Bentham non ci perde molto tempo. Egli suppone con la pi\u00f9 ingenua banalit\u00e0 che l\u2019uomo normale sia il filisteo inglese. Quel che \u00e8 utile a questo curioso uomo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bFu","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44856"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44856"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44856\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44857,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44856\/revisions\/44857"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44856"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44856"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44856"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}