{"id":45001,"date":"2018-10-09T10:05:11","date_gmt":"2018-10-09T08:05:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45001"},"modified":"2018-10-09T10:05:11","modified_gmt":"2018-10-09T08:05:11","slug":"in-lettonia-altro-duro-colpo-allue-crolla-anche-il-partito-del-rigore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45001","title":{"rendered":"In Lettonia altro duro colpo all\u2019Ue: crolla anche il partito del rigore"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad una settimana esatta dal <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-macedonia-rigetta-il-referendum-niente-accordo-con-la-grecia\/\">voto referendario in Macedonia<\/a>, che di fatto sancisce lo stop all\u2019ingresso di <span id=\"more-59633\"><\/span>Skopje nell\u2019Ue e nella Nato, arriva dall\u2019est un\u2019altra importante<strong> batosta per Bruxelles<\/strong>. Questa volta a bocciare l\u2019Ue sono gli elettori della Lettonia, paese baltico e descritto in anni recenti come \u201cfiero\u201d del passaggio nell\u2019orbita occidentale e quindi nell\u2019Unione europea. La retorica secondo cui i paesi dell\u2019est sono i pi\u00f9 entusiasti nello \u201csposare\u201d il progetto europeo dopo l\u2019esperienza comunista e grazie a non pochi asti con Mosca, appare oramai definitivamente superata. Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia da anni formano il \u201cgruppo Visegrad\u201d, con il quale si condanna apertamente Bruxelles per via soprattutto della politica migratoria. Come detto, la Macedonia ha bocciato il referendum sul cambio di denominazione per entrare nell\u2019Ue. Adesso anche la Lettonia si allinea sulla scia dell\u2019euroscetticismo. E questo arriva dopo le ben pi\u00f9 pesanti, per Bruxelles, batoste della Brexit e della crescita dei movimenti euroscettici in paesi fondatori quali Italia e Francia.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">I filorussi diventano il primo partito<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">La Lettonia \u00e8 nell\u2019Ue dal 2004, nell\u2019Euro dal 2014. Popolo baltico appartenente all\u2019Urss fino al 1991, i lettoni nel corso del primo decennio di indipendenza puntano molto sull\u2019avvicinamento all\u2019occidente. Mosca non viene vista di buon occhio: contro il Cremlino, nel sentimento popolare lettone, pesano i tentativi di \u201crussificazione\u201d operati da Stalin, la mancata indipendenza ed uno sviluppo considerato frenato durante il sistema comunista. Il \u201cmito dell\u2019occidente\u201d, cos\u00ec come in gran parte dell\u2019est Europa, ha quindi subito attecchito. Ma adesso tutto sembra essere vanificato. L\u2019economia lettone arranca, il paese perde ogni anno tanti cittadini per via di una forte emigrazione verso altri paesi dell\u2019Ue, <strong>molti giovani preferiscono Londra o Berlino a Riga<\/strong>, la loro capitale. Per di pi\u00f9, <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/affari-e-finanza\/2018\/03\/05\/news\/lettonia_le_crepe_nella_svizzera_baltica_riga_travolta_da_scandali_e_corruzione-190474875\/\">scandali <\/a>e recessione hanno repentinamente fatto cambiare idea ai lettoni sulla bont\u00e0 del progetto europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 nel 2008 la Lettonia \u00e8 colpita da una grave crisi finanziaria ed economica, da molti considerata addirittura peggiore del periodo comunista. Per salvare la <strong>Parex Banka<\/strong>, una delle pi\u00f9 importanti del paese, sono serviti miliardi di Euro ed i bilanci statali\u00a0da quel momento a subire le \u201ccure dimagranti\u201d fatte di austerit\u00e0 e tagli alla spesa che ben oramai si conoscono in tutto il vecchio continente. Fin quando per\u00f2 lo spauracchio di un \u201critorno russo\u201d ha continuato a fare breccia nella popolazione, il modello Ue \u00e8 stato preferito senza discussione. Adesso nemmeno la costante paura di Mosca e gli asti passati con il Cremlino sembrano fermare la crisi di credibilit\u00e0 dell\u2019Europa tra i lettoni.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\" style=\"text-align: justify\"><ins class=\"adsbygoogle adsbygoogle-noablate\"><ins id=\"aswift_1_expand\"><ins id=\"aswift_1_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins>Andati domenica alle urne, gli elettori lettoni hanno dato la maggioranza relativa alla lista \u201c<strong>Concordia<\/strong>\u201c, formata da lettoni russofoni e da militanti filo russi. Si tratta dello stesso partito che fino allo scorso mese di novembre \u00e8 stato legato da un protocollo d\u2019intesa con Russia Unita, la formazione di Vladimir Putin. <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2018\/10\/07\/news\/elezioni_lettonia_filorussi_primo_partito_avanzano_populisti-208405202\/\">A Concordia \u00e8 andato il 20% dei suffragi<\/a>, che dovrebbero valere <strong>24 seggi nel prossimo parlamento<\/strong>. La crescita del partito \u00e8 indice sia del malcontento, ma anche della fine della paura verso la Russia da parte di una buona fetta dell\u2019elettorato.<\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Nuovo parlamento frammentato<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Difficilmente per\u00f2 i filorussi di Concordia faranno parte del prossimo esecutivo. Il loro 20% \u00e8 isolato, nessuno vuole entrare in coalizione con loro. Ma a Bruxelles non si pu\u00f2 ugualmente far festa. <strong>Tutti i partiti dell\u2019esecutivo uscente infatti, hanno perso pi\u00f9 della met\u00e0 dei voti.<\/strong> La principale vittima \u00e8 il partito \u201cUnit\u00e0\u201d, dell\u2019ex premier e vice presidente della commissione europea\u00a0 <strong>Valdis Dombrovskis<\/strong>. Fautore della politica del rigore, protagonista anche negli ultimi giorni di dure accuse all\u2019Italia e di formali richiami all\u2019esecutivo di Roma, il suo partito ha di poco superato la soglia di sbarramento del 5%. Crollati anche i Verdi ed i socialdemocratici. Si tratta di partiti che sono stati protagonisti dal 1991 in poi dell\u2019allineamento della Lettonia all\u2019Ue ed alla Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli europeisti vanno dunque in minoranza perch\u00e8, oltre all\u2019exploit dei filorussi, c\u2019\u00e8 da registrare l\u2019avanzamento di coloro che con Mosca non vogliono avere nulla a che fare ma che, dall\u2019altro lato, vorrebbero in qualche modo affrancarsi anche da Bruxelles. In primo luogo, spicca il 15% del partito\u00a0<strong>Kpv Lv<\/strong>: si tratta di una sorta di Movimento Cinque Stelle in salsa lettone, nato dalle iniziative di un ex attore e comico quale<strong>\u00a0Artuss Kaimins<\/strong>. Dietro vi \u00e8 il partito dei<strong> Nuovi Conservatori<\/strong>, con il 13.5%:\u00a0quest\u2019ultima costituisce\u00a0la formazione politica che pi\u00f9 di ogni altra ha incentrato la campagna elettorale sulla lotta alla corruzione. Sono questi movimenti che, anche se non dovrebbero mettere in dubbio l\u2019appartenenza della Lettonia all\u2019Ue ed alla Nato, potrebbero apparire nel prossimo futuro come forti critici ai dettami della commissione europea. Ma soprattutto, con le elezioni lettoni crolla comunque un mito: quello cio\u00e8 dei baltici pronti a tutto pur di allontanare sempre di pi\u00f9 Mosca ed avvicinarsi sempre di pi\u00f9 a Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/in-lettonia-altro-duro-colpo-all-ue\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/in-lettonia-altro-duro-colpo-all-ue\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Mauro Indelicato) Ad una settimana esatta dal voto referendario in Macedonia, che di fatto sancisce lo stop all\u2019ingresso di Skopje nell\u2019Ue e nella Nato, arriva dall\u2019est un\u2019altra importante batosta per Bruxelles. 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