{"id":45004,"date":"2018-10-09T10:12:26","date_gmt":"2018-10-09T08:12:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45004"},"modified":"2018-10-09T10:16:08","modified_gmt":"2018-10-09T08:16:08","slug":"lo-tsunami-non-conta-perche-la-cina-investe-in-indonesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45004","title":{"rendered":"Lo tsunami non conta: perch\u00e9 la Cina investe in Indonesia"},"content":{"rendered":"<div class=\"detail\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LIMES (Giorgio Cuscito)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pechino finanzia le infrastrutture del paese arcipelago che, tra vulnerabilit\u00e0 geologica e rilevanza geostrategica, vorrebbe diventare un perno marittimo globale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il Bollettino Imperiale \u00e8 l\u2019osservatorio di Limes dedicato all\u2019analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirci su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bollettinoimperiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/DibaoLimes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Twitter<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Cina \u00e8 tra i primi paesi ad aver offerto il suo sostegno all\u2019Indonesia<\/strong>, che sta affrontando una nuova crisi umanitaria. La settimana scorsa, una serie di tsunami e terremoti ha colpito la provincia del Sulawesi centrale, mietendo oltre 1.400 vittime. Mille persone sono disperse e i danni subiti sono pari a oltre 670 milioni di dollari. Secondo le Nazioni Unite, 191 mila persone (di cui il 56% situati nelle campagne) hanno bisogno urgente di assistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Giacarta <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/migliorare%20i%20collegamenti%20tra%20le%20isole%20che%20compongono%20il%20paese.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha aperto<\/a> al sostegno straniero<\/strong>, seppur con maggiore selettivit\u00e0 rispetto a quella mostrata nel 2004, quando le vittime furono 120 mila. In quel caso, l\u2019Indonesia aveva incassato 6 miliardi da 117 paesi, ma larga parte non \u00e8 stata impiegata adeguatamente a causa dell\u2019impreparazione del governo e al carente quadro regolativo in materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Se le vittime e i danni aumentassero, potrebbe innescarsi una nuova gara di solidariet\u00e0<\/strong> nei confronti dell\u2019Indonesia. Motivata \u2013 oltre che dalla filantropia \u2013 dalla rilevanza geopolitica di questo paese (cerniera tra Oceano Indiano e Pacifico) e dall\u2019intenzione delle potenze straniere (vedi Cina, Usa e Australia) di rafforzarvi il proprio <em>soft power<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Di qui la solerzia della Cina<\/strong>. La Societ\u00e0 della croce rossa cinese <a href=\"http:\/\/xinhuanet.com\/english\/2018-10\/03\/c_137509011.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha donato<\/a> 200 mila dollari alla sua controparte indonesiana per contribuire alle attivit\u00e0 di soccorso a Sulawesi. Oppo, azienda della Repubblica Popolare produttrice di telefoni cellulari, ha contribuito con circa 270 mila dollari per aiutare i sopravvissuti. L\u2019azienda sino-indonesiana Pt imip ha inviato macchinari utili all\u2019evacuazione degli abitanti dalle zone dove si \u00e8 verificato il disastro naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Cina investe nelle infrastrutture dell\u2019Indonesia<\/strong> per scardinare il cordone di paesi avversi (Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Filippine e Malaysia) e basi Usa che chiude il Mar Cinese Meridionale e ostruisce il libero accesso dell\u2019Impero del Centro all\u2019Oceano Indiano e a quello Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A prescindere dalla crisi umanitaria in corso<\/strong>, l\u2019Indonesia ha invece bisogno di costruire strade, ferrovie e porti per migliorare la stabilit\u00e0 interna, far crescere la propria economia e ritagliarsi il ruolo di perno marittimo nel Sudest asiatico. Allentando l\u2019influenza dei paesi stranieri. Questi obiettivi di lungo periodo cozzano con lo stato poco rassicurante dell\u2019economia indonesiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Geopolitica dell\u2019Indonesia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La priorit\u00e0 di Giacarta \u00e8 preservare l\u2019unit\u00e0 politica del paese<\/strong>, frammentato sul piano geografico, demografico e sociale. L\u2019Indonesia (colonia olandese fino al 1945) si estende su un arco di 17 mila isole (con cento vulcani attivi) sul versante asiatico della cosiddetta \u201ccintura del fuoco del Pacifico\u201d, zona particolarmente soggetta a terremoti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Questa posizione \u00e8 sconveniente sul piano geologico, ma \u00e8 estremamente rilevante su quello geostrategico.<\/strong> L\u2019Indonesia rappresenta il punto di congiunzione tra Oceano Indiano, Oceano Pacifico e Mar Cinese Meridionale. In quest\u2019ultimo bacino d\u2019acqua, i suoi confini si sovrappongono in minima parte con quelli rivendicati dalla Repubblica Popolare. Qui non sono mancate tensioni legate alla presenza di pescherecci cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Indonesia \u00e8 popolata da 300 etnie diverse<\/strong>. Il 60% degli abitanti vive sull\u2019isola di Giava, che si affaccia sull\u2019omonimo mare. Questo bacino d\u2019acqua \u2013 ricco di petrolio, gas e pescato \u2013 \u00e8 il fulcro del paese, perch\u00e9 collega Giava alle altre isole principali del paese: Sumatra a Ovest, Kalimantan (porzione indonesiana del Borneo) e Sulawesi a Nord e la Nuova Guinea a Est. L\u2019indipendenza dichiarata da Timor Est nel 2002 (annessa da Giacarta nel 1976), la presenza del movimento indipendentista a Papua, i tentativi di separatismo in Aceh e le tensioni tra musulmani e cristiani a Sulawesi sottolineano l\u2019instabilit\u00e0 interna di questo paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A tali dinamiche si aggiunge la minaccia jihadista<\/strong>. L\u2019Indonesia \u00e8 il paese con la pi\u00f9 grande comunit\u00e0 musulmana al mondo ed \u00e8 particolarmente impegnato nella lotta al terrorismo. Pechino e Giacarta <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-cina-e-lossimoro-turco\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">hanno anche collaborato<\/a> per bloccare il flusso di uiguri (musulmani e turcofoni) che fuggivano dalla regione cinese del Xinjiang. Questi raggiungevano il Sudest asiatico per poi salpare verso Occidente, entrare in Turchia e raggiungere la Siria.<\/p>\n<div id=\"attachment_90103\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-cina-e-lossimoro-turco\/rotte_uiguri_cuscito_216\" rel=\"attachment wp-att-90103\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-90103\" src=\"http:\/\/www.limesonline.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/rotte_uiguri_cuscito_216.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali, 2016.\" width=\"820\" height=\"544\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali, 2016.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La scarsa coesione interna rappresenta una vulnerabilit\u00e0 agli occhi delle potenze straniere<\/strong> quali Usa, Cina e Australia, che vorrebbero esercitare su di essa la propria influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Le nuove vie della seta e il \u201cperno marittimo\u201d di Giacarta<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>In ragione della sua fragilit\u00e0 interna<\/strong>, Giacarta mantiene una posizione intermedia nel confronto tra Cina e Usa, limitando la collaborazione con Pechino agli accordi infrastrutturali e quella con Washington alla cooperazione securitaria (lotta al terrorismo e rafforzamento navale). Inoltre, non rinuncia a preservare i rapporti con il Giappone, suo tradizionale finanziatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le relazioni sino-indonesiane si sono consolidate<\/strong> da quando il presidente indonesiano Joko Widodo ha assunto la carica, nel 2014. In quattro anni, Widodo ha visitato la Cina cinque volte. Il suo governo ora \u00e8 criticato per non aver riattivato il sistema di allerta tsunami accantonato nel 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Repubblica Popolare \u00e8 il primo partner commerciale dell\u2019Indonesia<\/strong>. Inoltre, \u00e8 il terzo paese per investimenti versati dopo Singapore e Giappone. Nel 2017, questi sono stati pari a 3.36 miliardi di dollari. Tra il 2000 e il 2014, la Repubblica Popolare ha fornito al paese arcipelago un totale di 17 miliardi di dollari per lo sviluppo di 86 progetti, la maggior parte infrastrutturali. In tale settore, lo scorso aprile i due paesi <a href=\"http:\/\/www.thejakartapost.com\/news\/2018\/05\/02\/chinese-investments-trending-in-indonesia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">hanno firmato<\/a> cinque contratti del valore di 23.3 miliardi di dollari. La Cina ha avviato la costruzione della linea ad alta velocit\u00e0 tra Giacarta e Bandung, ma le <a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/week-asia\/politics\/article\/2145806\/catch-22-china-could-derail-indonesias-widodo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">proteste locali<\/a> sia per i danni al territorio sia per la presenza degli operai cinesi ne hanno rallentato lo sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pechino cura i rapporti con Giacarta perch\u00e9 utili al perseguimento di due obiettivi<\/strong>, collegati tra loro. In primo luogo, la Cina vuole disinnescare la strategia di contenimento attuata dagli Usa e dai suoi alleati per ostacolare geograficamente il suo libero accesso agli oceani. Negli ultimi mesi, le attivit\u00e0 di navigazione e sorvolo statunitense attorno alle isole artificiali cinesi negli arcipelaghi Paracel e Spratly si sono intensificate, come conferma il recente incontro ravvicinato tra navi delle due potenze vicino all\u2019atollo artificiale di Gaven. In secondo luogo, Pechino cerca di tracciare rotte commerciali da e per l\u2019Occidente alternative a quella passante per lo Stretto di Malacca, controllato dagli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I risultati tuttavia non sono incoraggianti.<\/strong> Lo sviluppo del corridoio Cina-Pakistan \u00e8 ostacolato dalla presenza dei ribelli baluci e degli attentati subiti dai cinesi attorno al porto di Gwadar. Il nuovo governo malaysiano ha cancellato i progetti concordati con Pechino, temendo che alimentassero il debito pubblico e l\u2019influenza del Dragone nei propri affari domestici. Il Myanmar ha la medesima preoccupazione e perci\u00f2 <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/litalia-in-cina-cerca-un-mercato-e-un-investitore-commercio-investimenti-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha deciso<\/a> di ridimensionare la cifra stanziata per lo sviluppo del porto in mare aperto di Kyaukpyu.<\/p>\n<div id=\"attachment_106335\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/con-xi-a-pechino-e-tornato-luomo-forte\/print-26\" rel=\"attachment wp-att-106335\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-106335\" src=\"http:\/\/www.limesonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1-Lo-strangolamento-della-Cina-ok.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali, 2018.\" width=\"2700\" height=\"1799\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali, 2018.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Diversa \u00e8 l\u2019attitudine di Widodo, che ha accolto la richiesta cinese di aderire alle <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/successi-economici-e-ostacoli-geopolitici-il-2017-lungo-le-nuove-vie-della-seta-cina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuove vie della seta<\/a> <\/strong>per perseguire il suo disegno: trasformare l\u2019Indonesia in un \u201cfulcro marittimo globale\u201d tramite un piano infrastrutturale da oltre 300 miliardi di dollari. L\u2019incremento delle connessioni terrestri e marittime all\u2019interno dell\u2019arcipelago dovrebbe valorizzarne la posizione geografica, farne crescere l\u2019economia e incentivarne la stabilit\u00e0 interna. Le imprese private \u2013 cinesi incluse \u2013 <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-01-25\/indonesia-seeks-to-plug-157-billion-gap-in-nation-building-plan\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sono i maggiori finanziatori<\/a> del piano indonesiano, ma dei 265 progetti solo 26 sono stati completati e 145 sono in fase di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I problemi economici dell\u2019Indonesia sono diversi. <\/strong>Giacarta ha reperito <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-01-25\/indonesia-seeks-to-plug-157-billion-gap-in-nation-building-plan\">solo la met\u00e0<\/a> della cifra necessaria allo sviluppo del piano marittimo. Il tasso di crescita del pil non \u00e8 aumentato dal 5 al 7% come aveva promesso Widodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Soprattutto, da quando questi ha assunto il ruolo di presidente, il debito pubblico ha registrato un incremento del 40%<\/strong>, passando da 210 a 295 miliardi di dollari.\u00a0Il piano di potenziamento delle infrastrutture \u00e8 uno dei fattori che ne hanno determinato l\u2019aumento. Ad ogni modo il debito <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-09-06\/rupiah-turmoil-puts-indonesia-debt-in-spotlight-as-vote-looms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 pari <\/a>al 29% del pil, quindi ben al di sotto di quello della Malaysia (54%) e della Thailandia (42%). Di qui la relativa tranquillit\u00e0 del governo circa l\u2019impatto degli investimenti cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La vulnerabilit\u00e0 economica, la discutibile gestione della crisi umanitaria in corso,<\/strong> gli investimenti di Pechino e il malumore per l\u2019eccessiva presenza di lavoratori cinesi rendono Widodo vulnerabile alle critiche dell\u2019opposizione, che punta a spodestarlo alle elezioni generali fissate ad aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Non \u00e8 escluso che nel frattempo Widodo chieda alla Cina di rendere pi\u00f9 trasparenti i suoi progetti<\/strong> e di coinvolgere maggiormente gli operai indonesiani. Per guadagnare voti senza rinunciare al suo piano marittimo.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_108916\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/lo-stretto-di-malacca\/97548\/stretto_malacca\" rel=\"attachment wp-att-108916\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-108916 size-full\" src=\"http:\/\/www.limesonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/stretto_malacca.jpg\" alt=\"stretto_malacca\" width=\"1537\" height=\"1900\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"text-align: justify\">Carta di Laura Canali \u2013 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/lo-tsunami-terremoto-non-conta-perche-la-cina-investe-in-indonesia-nuove-vie-della-seta\">http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/lo-tsunami-terremoto-non-conta-perche-la-cina-investe-in-indonesia-nuove-vie-della-seta<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (Giorgio Cuscito) Pechino finanzia le infrastrutture del paese arcipelago che, tra vulnerabilit\u00e0 geologica e rilevanza geostrategica, vorrebbe diventare un perno marittimo globale. Il Bollettino Imperiale \u00e8 l\u2019osservatorio di Limes dedicato all\u2019analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirci su Facebook e Twitter. La Cina \u00e8 tra i primi paesi ad aver offerto il suo sostegno all\u2019Indonesia, che sta affrontando una nuova crisi umanitaria. La&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":17273,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32,1],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/LIMES-e1476615027799.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bHS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45004"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45004"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45004\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45010,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45004\/revisions\/45010"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}