{"id":45084,"date":"2018-10-12T10:30:43","date_gmt":"2018-10-12T08:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45084"},"modified":"2018-10-12T07:42:32","modified_gmt":"2018-10-12T05:42:32","slug":"la-russia-vuol-giocare-la-sua-partita-in-libia-con-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45084","title":{"rendered":"La Russia vuol giocare la sua partita in Libia (con l\u2019Italia)?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Emanuele Rossi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2017%2F01%2Fhaftar_kuz2.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"La Russia vuol giocare la sua partita in Libia (con l\u2019Italia)?\" \/><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\">La Russia ha creato due basi nel territorio di Haftar? Cosa significa il coinvolgimento di Mosca nel dossier Libia, anche in ottica italiana<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia\u00a0potrebbe aver\u00a0creato due postazioni militari discrete in Libia, una a Tobruk e l\u2019altra a Bengasi. Il controllo delle basi \u00e8 affidato a un corpo di spedizione acquistato dal contractor Wagner, famoso per essere impegnato in Siria al posto dei soldati regolari e in Ucraina sotto le vesti degli \u201comini verdi\u201d che invasero la Crimea, e per essere riconducibile al\u00a0cerchio ristretto\u00a0putiniano. Non solo per\u00f2 qualche professionista di operazioni speciali, ma sul campo i russi avrebbero messo \u2014 o avrebbero l\u2019intenzione di, tutto al condizionale \u2014 anche dei sistemi anti-aerei S-300 e missili antinave Kalibr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo genere di notizie gira da un po\u2019 di tempo: escono dalla Libia, ne\u00a0hanno parlato fonti\u00a0locali anche con <em>Formiche.net<\/em>, ma sono sempre da\u00a0prendere con le pinze e da tarare. In quella zona della Libia \u2013 Tobruk, Bengasi \u2013 vive il controllo del maresciallo di campo <strong>Khalifa Haftar<\/strong>, signore della guerra dell\u2019Est con ambizioni politiche, che da sempre si oppone al piano di riunificazione del paese che l\u2019Onu (fortemente sostenuto da Italia e Stati Uniti) ha affidato al suo rivale misuratino <strong>Fayez Serraj<\/strong>, che da tre anni ha installato il suo tentativo di governo a Tripoli (non senza difficolt\u00e0, nonostante la legittimazione della Comunit\u00e0 internazionale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando dalla Libia (e in generale da certe aree di crisi, <em>ndr<\/em>) arrivano notizie del genere la prima cosa da valutare \u00e8 la tara propagandistica. La Russia ha dato sostegno ad Haftar, insieme a Egitto ed Emirati Arabi (e meno ufficialmente alla Francia), e lo ha fatto anche con gesti simbolici:\u00a0a gennaio dello scorso anno la grande portaerei \u201cAmmiraglio Kuznetsov\u201d, rientrando da un viaggio che da Murmask\u00a0l\u2019aveva portata in Siria (tra incidenti tragicomici), <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2017\/01\/la-kuznetsov-e-il-paradigma-della-forza-e-della-debolezza-di-mosca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si era fermata a\u00a0Tobruk e l\u00ec aveva ospitato per qualche ora il feldmaresciallo libico<\/a>. A bordo c\u2019era stata anche una videoconferenza con il ministro della Difesa russo, <strong>Sergei Shoigu<\/strong>, e quando il signore dell\u2019Est era ridisceso a terra aveva annunciato un vago sostegno da parte di Mosca, anche dal punto di vista militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi, sia il libico che i russi, sono sulla stessa traiettoria filosofica quando affrontano certe situazioni: parlano di lotta al terrorismo (Haftar in effetti ha combattuto sacche estremiste a Bengasi, anche gruppi affiliati all\u2019Is) in modo da nascondere con qualcosa di ineccepibile certe ambizioni politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2017\/08\/cosa-fa-haftar-mosca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ad agosto dello scorso anno, Haftar \u00e8 volato a Mosca<\/a>,\u00a0s\u2019\u00e8 incontrato con il ministro degli Esteri,\u00a0<strong>Sergey Lavrov<\/strong>, con il delegato presidenziale per la crisi,\u00a0<strong>Lev Dengov<\/strong>, e con alcuni alti funzionari della Difesa. <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/08\/haftar-libia-russia-salvini-al-jazeera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A settembre ha diffuso pubblicamente una sorta di appello, una richiesta di aiuto, al presidente<\/a> <strong>Vladimir Putin<\/strong> \u2013 che per\u00f2 non ha incontrato quando \u00e8 stato in Russia per ragioni di protocollo ed equiparazione diplomatica (Haftar non \u00e8 ufficialmente legittimato, Putin lo tiene a distanza per ragioni di credibilit\u00e0). Nella richiesta di una mesata fa, Haftar diceva che per risolvere la crisi in Libia sarebbe stata necessaria \u201cl\u2019assistenza diplomatica della Russia, l\u2019intervento diretto del presidentePutin\u00a0e l\u2019espulsione di attori stranieri come Turchia, Qatar e Italia per evitare che questi manipolino il destino dei libici\u201d \u2013 Turchia e Qatar sono considerati sostenitori esterni di alcuni gruppi politico-militari di Misurata e Tripoli, l\u2019Italia \u00e8 attualmente il maggiore sponsor internazionale di Serraj, che ha una legittimazione territoriale sulla fascia orientale grazie ad accordi con le milizie misuratine e tripoline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul dispiegamento di armi non c\u2019\u00e8 niente di certo \u2013 molto possibile la presenza dei contractors della Wagner, pi\u00f9 difficile quella dei sistemi anti-nave e anti-aerei \u2013 anche se <a href=\"https:\/\/formiche.net\/blog\/2018\/10\/libia-russia-italia\/1049768402959695872\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a parlarne pubblicamente<\/a>\u00a0\u00e8 stato <strong>Maxim Suchkov<\/strong>, editor per la Russia del sito americano <em>Al Monitor<\/em>, esperto del Valdai Club e del Russian Council, di solito ben informato. In pi\u00f9 ci sono segnalazioni che arrivano da Londra, con il Regno Unito che in questo momento \u2013 dopo il caso Srkipal \u2013 ha messo Mosca nel mirino e controlla dinamiche spostamenti.\u00a0\u00c8 chiaro che \u2013 e qui sta l\u2019aspetto propagandistico per Haftar \u2013 far trapelare di avere le spalle coperte dalla Russia (che se ha inviato quei dispositivi certamente non li ha lasciati in mano a una seppur fidata azienda privata, ma avr\u00e0 messo in Libia qualche consulente) per\u00a0il maresciallo dell\u2019Est\u00a0\u00e8 un rafforzamento in termini militari, ma soprattutto politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019Italia\u00a0rappresenta (fosse vero lo schieramento o\u00a0semplicemente una <em>spin<\/em> pro-Haftar)\u00a0un interesse prioritario sia sotto l\u2019aspetto economico che politico, con i piani che si intrecciano nella dimensione strategica che ha la Libia per Roma.\u00a0Quando il 12 novembre inizier\u00e0 la due giorni programmata dalla conferenza italiana di Palermo per chiudere un quadro generale per la rappacificazione libica, certi equilibri saranno importanti. Ieri, durante una visita a Mosca, il ministro degli Esteri, <strong>Enzo Moavero Milanesi<\/strong>, ha confermato che il presidente Putin \u00e8 tra gli invitati alla riunione siciliana, e con lui l\u2019Italia spera di portarci l\u2019americano <strong>Donald Trump<\/strong> (che per\u00f2 molto probabilmente delegher\u00e0 <em>al massimo<\/em> il segretario di Stato, sempre che il risultato fresco fresco delle Midterms permetta sbilanciamenti dell\u2019amministrazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla presenza di questi attori di livello presidenziale dipende il successo della conferenza internazionale. Roma \u00e8 piuttosto in ritardo dal punto di vista organizzativo, per\u00f2, proprio perch\u00e9 ancora in questo gioco di equilibri nessuno vuol muovere i propri pesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haftar s\u2019\u00e8 detto interessato dalla riunione organizzata dall\u2019Italia a Palermo, ma non ha nemmeno lui confermato la sua presenza: che invece \u00e8 cruciale, visto che Serraj non ha una forza dirompente e per riunire il paese \u00e8 necessario trattare con l\u2019uomo dell\u2019Est. Per questo conta molto il senso che Mosca vuol dare al proprio coinvolgimento (ragionamento anche questo che va al di l\u00e0 se sia vero o meno lo schieramento militare): \u201cRussia e Italia mantengono un dialogo strutturato a diversi livelli sulla problematica libica. Crediamo che sia un imperativo obbligato quello di lavorare con tutte le forze libiche, mentre l\u2019altro principio che ci guida, e che \u00e8 condiviso anche dall\u2019Italia, \u00e8 evitare ultimatum e scadenze artificiose\u201d ha detto\u00a0Lavrov insieme a Moavero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi scommette sulla stabilit\u00e0 \u00e8 l\u2019Eni, che ha annunciato\u00a0in questi giorni di aver chiuso con British Petroleum un accordo per rilevare il 42,5 per cento delle quote di esplorazione dei giacimenti sulla terraferma nel bacino di Ghadames e offshore davanti a Sirte (un tempo capitale dello Stato islamico in Libia). I giacimenti\u00a0che Bp aveva in concessione (per l\u201985 per cento, col 15 in mano della\u00a0National Oil Corporation libica) erano fermi dal 2011, dallo scoppio della guerra civile: durante la firma dell\u2019intesa a Londra, il Ceo dell\u2019Eni, <strong>Claudio Descalzi<\/strong>, ha detto che c\u2019\u00e8 \u201cl\u2019obiettivo di rilanciare le attivit\u00e0 di esplorazione e sviluppo e di promuovere un ambiente favorevole agli investimenti nel paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certe dinamiche indicano che in questo momento qualcosa per la stabilizzazione si sta muovendo nel concreto: poi servir\u00e0 capire quelle due basi, ammesso che ci siano, cosa significheranno nel prossimo futuro. Per\u00f2 qualche giorno fa al Russian Energy Week (REW) forum di Mosca, Roman Panov, l\u2019ad di RosGeo (societ\u00e0 statale russa specializzata in esplorazioni geologiche) ha incontrato\u00a0Mustafa Sanallah, capo della NOC libica (che poi \u00e8 volato a Londra per firmare quell\u2019accordo con Descalzi e il Ceo di BP). Tema delle riunioni moscovite: accordi bilaterali e attivit\u00e0 esplorative. Il giorno seguente Sanalla ha parlato anche con Rustam Khalimov (vicedirettore della azienda energetica russa Tatneft) sempre della\u00a0possibilit\u00e0 di nuovi\u00a0EPSA, Exploration and Production Sharing Agreement, ossia gli accordi sulle esplorazioni dei giacimenti, o la ripresa di quelli bloccati.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/blog\/2018\/10\/libia-russia-italia\/\">https:\/\/formiche.net\/blog\/2018\/10\/libia-russia-italia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Emanuele Rossi) &nbsp; La Russia ha creato due basi nel territorio di Haftar? Cosa significa il coinvolgimento di Mosca nel dossier Libia, anche in ottica italiana La Russia\u00a0potrebbe aver\u00a0creato due postazioni militari discrete in Libia, una a Tobruk e l\u2019altra a Bengasi. 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