{"id":45113,"date":"2018-10-13T11:00:22","date_gmt":"2018-10-13T09:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45113"},"modified":"2018-10-12T23:17:41","modified_gmt":"2018-10-12T21:17:41","slug":"spread-e-caporetto-sovranita-e-vittorio-veneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45113","title":{"rendered":"Spread e Caporetto, sovranit\u00e0 e Vittorio Veneto"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>MICIDIAL (Massimo Bordin)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi mesi in Veneto c\u2019\u00e8 molta fibrillazione per le ricorrenze relative alla Prima Guerra Mondiale. Il\u00a0<strong>4 novembre<\/strong>\u00a0di 100 anni fa entrava infatti in vigore l\u2019armistizio siglato a\u00a0<strong>Villa Giusti, presso Padova<\/strong>, tra l\u2019impero austriaco e l\u2019Italia a seguito del dilagare delle truppe italiane oltre le linee austriache. L\u2019Italia aveva vinto la guerra e l\u2019Austria l\u2019aveva persa. Il merito fu dei soldati e del loro generale\u00a0<strong>Armando Diaz<\/strong>\u00a0che avevano saputo in pochi mesi rovesciare la situazione dopo la tragica sconfitta di\u00a0<strong>Caporetto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, come allora, arrivano le bastonate inflitte da \u201caltri\u201d europei all\u2019Italia, ma questa volta in palio non c\u2019\u00e8 il territorio, ma la sconfitta del suo stile di vita, del suo modo di produrre e del suo Statuto dei Lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente in 100 anni l\u2019opinione pubblica occidentale \u00e8 cambiata e non si pu\u00f2 pi\u00f9 combattere la guerra a colpi di cannone come allora. Come ripetono sempre le italiche bellezze interpellate al concorso di Miss Italia: \u201cse c\u2019\u00e8 una cosa brutta brutta brutta, \u00e8 la guerra. Tutte queste guerre che fanno \u2026 in giro per il mondo \u2026 bleah\u201d. Dunque, oggi i contrasti si combattono da noi con ben altre modalit\u00e0: guerre commerciali, guerre dell\u2019informazione, guerre valutarie ecc. ecc. ma sempre di guerre si tratta. Lo spread, ad esempio, viene usato dai banchieri internazionali e dai loro accoliti come una clava per modificare il nostro impianto di welfare state e di investimenti, spogliarci della ricchezza privata accumulata e sfavorire la nostra bilancia commerciale. Lo spread ha funzionato nel 2011, quando il governo Berlusconi fu costretto alle dimissioni, e poi \u00e8 rimasto come spada di Damocle per condurre i governi successivi verso le riforme dell\u2019austerit\u00e0, dalla Fornero al Jobs Act.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa accade quando l\u2019Italia non segue il diktat del mercato, della finanza internazionale e dei politici lobbysti di Bruxelles?\u00a0 Semplice, si usa<strong>\u00a0lo spread come metodo di governo<\/strong>\u00a0e si invoca la minaccia di un governo \u201ctecnico\u201d.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\">L\u2019inganno sta tutto nel considerare come positivo il termine \u201ctecnico\u201d<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">La tecnica, per sua stessa definizione, \u00e8 un mezzo, e non un fine, e quando viene impiegata a prescindere dai fini diventa un robot che procede indipendentemente dalla volont\u00e0 e dalle aspirazioni degli esseri umani. Essa procede meccanicamente, appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la Prima Guerra Mondiale, l\u2019Italia aveva a disposizione un grande tecnico:\u00a0<strong>il generale Luigi Cadorna<\/strong>. Egli godeva di un prestigio tale che gli fu consentito di condurre le operazioni dell\u2019esercito regio contro l\u2019Austria in modo pressoch\u00e8 assoluto, cio\u00e8 senza ingerenze o suggerimenti esterni. La sua tecnica militare consisteva nelle \u201cspallate\u201d, cio\u00e8 in offensive frontali contro le difese austriache. Mi perdoneranno i grandi esperti di tattiche militari, ma, semplificando, il ragionamento che sottintendeva alla tecnica di Cadorna era press\u2019a poco questo: in quella trincea ci sono 100 uomini, io ne ho 200 a disposizione, allora li butto oltre le linee nemiche. Matematica e coraggio garibaldino faranno il resto. Leggiamo su una rivista:<\/p>\n<blockquote><p><span class=\"article-body\">Le sue teorie delle spallate, cio\u00e8 dell\u2019impiego in grande stile di masse di soldati, accompagnato dall\u2019utilizzo delle artiglierie di medio e grosso calibro per scompaginare i trinceramenti avversari e ridurre le forze austriache fino a costringere alla resa per esaurimento delle riserve, appartenevano ad una concezione strategica largamente diffusa nelle scuole di pensiero militare europee.<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, c\u2019\u00e8 poco da fare: Cadorna era un tecnico che nei primi due anni di guerra riusc\u00ec a ottenere risultati importanti come l\u2019arresto dell\u2019avanzata austriaca sull\u2019altopiano di Asiago e la conquista di Gorizia. Per\u00f2 Cadorna, non essendo per l\u2019appunto un politico, non era obbligato a rendere conto al popolo ed ottenne questi risultati a costo di enormi sacrifici: gli uomini per lui erano pedine, non soggetti pensanti i cui desideri, aspettative e paure dovessero essere compresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando all\u2019attualit\u00e0, \u00e8\u2019 piuttosto probabile che a furia di tagliare e tassare e massacrare quel poco che rimane del welfare state, l\u2019Italia arrivi ad azzerare lo spread, ma a quale prezzo? Disoccupazione? Riduzione del Pil? Logoramento del risparmio privato degli italiani? \u201cEcchissenefrega\u201d, esclamer\u00e0 trionfante il tecnico, \u201cio sono stato chiamato per ridurre lo spread e ci sono riuscito, proprio come Cadorna sul Carso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quell\u2019aspro conflitto ci fu la disillusione dell\u2019esercito italiano e molti soldati cominciarono a maturare un sincero disprezzo per i loro ufficiali, disprezzo che era ricambiato perch\u00e8 allora\u00a0<strong>il modello liberale aveva imposto una societ\u00e0 paternalistica, fondata sulle differenze di censo<\/strong>. In pratica, il tenente in trincea era in genere il classico figlio del Dottore che non aveva mai fatto un cazzo, mentre i soldati erano i figli dei contadini che dovevano crepare al freddo o sotto i colpi della mitraglia per via della ostinata tecnica delle \u2018spallate\u2019 ordita da Cadorna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Resta ancora da capire come riuscirono allora gli italiani a rovesciare totalmente la situazione sul Piave, non solo impendendo agli austriaci di arrivare a Milano e Venezia, ma anche constringendo lo stato maggiore Asburgico a chiedere l\u2019armistizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il governo decise di affidare il comando delle operazioni a Diaz, dopo aver destituito Cadorna<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, un altro tecnico, verrebbe da dire, figlio di ufficiali e carrierista nelle le scuole militari del Regno. Tuttavia, Diaz non si limit\u00f2 alla tattica d\u2019assalto: delegava volentieri le funzioni agli ufficiali e ai sottoposti affidando loro incarichi precisi e instaurando un clima di fiducia. In altri termini, si comport\u00f2 sul campo tenendo conto che gli uomini non sono pedine e le truppe italiane ricambiarono la fiducia con uno spirito di sacrificio che gli altri eserciti si sognavano e si sognano tutt\u2019ora. I\u00a0<strong>Caimani del Piave<\/strong>\u00a0\u2013 ad esempio \u2013 saltavano dentro le trincee avversarie anche da soli, con un pugnale tra i denti, rischiando la vita in difficili operazioni di sabotaggio. Il governo nel frattempo provvedeva a migliorare l\u2019armamento in dotazione. Fu migliorato anche il vitto, furono concesse pi\u00f9 licenze ai soldati, e venne meno la politica di\u00a0<strong>decimazione<\/strong>\u00a0all\u2019interno dei tribunali militari. Diaz ed i suoi collaboratori non furono dei tecnici, furono anche e soprattutto dei politici, i quali compresero che non potevano vincere senza le truppe, cio\u00e8 senza il popolo. Ecco perch\u00e8, oggi,\u00a0<strong>occorre guardare con forte sospetto a tutti coloro i quali tracciano modelli econometrici<\/strong>come soluzione alla crisi (Savona compreso). Non ci sono solo roboanti studi sul rapporto pensionamenti-occupazione a dover essere presi in considerazione, ma la volont\u00e0 generale, che produce risultati e fornisce consenso\u00a0 solo a chi la rispetta. Vittorio Veneto \u2013 con 58 divisioni italiane contro le 73 austriache non fu affatto la vittoria dei tecnici, ma la sconfitta della loro presunzione e disumanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/micidial.it\/2018\/10\/spread-e-caporetto-sovranita-e-vittorio-veneto\/\">http:\/\/micidial.it\/2018\/10\/spread-e-caporetto-sovranita-e-vittorio-veneto\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di MICIDIAL (Massimo Bordin) &nbsp; &nbsp; In questi mesi in Veneto c\u2019\u00e8 molta fibrillazione per le ricorrenze relative alla Prima Guerra Mondiale. Il\u00a04 novembre\u00a0di 100 anni fa entrava infatti in vigore l\u2019armistizio siglato a\u00a0Villa Giusti, presso Padova, tra l\u2019impero austriaco e l\u2019Italia a seguito del dilagare delle truppe italiane oltre le linee austriache. L\u2019Italia aveva vinto la guerra e l\u2019Austria l\u2019aveva persa. 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