{"id":45152,"date":"2018-10-15T10:30:27","date_gmt":"2018-10-15T08:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45152"},"modified":"2018-10-14T11:12:48","modified_gmt":"2018-10-14T09:12:48","slug":"le-istruttive-lezioni-di-un-mondo-capovolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45152","title":{"rendered":"Le istruttive lezioni di un mondo capovolto"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI\u00a0 (Bruno Steri)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/italia\/spread-di-maio-conte-salvini-1024874-640x525.jpg\" alt=\"spread di maio conte salvini 1024874 640x525\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><em><strong>Proponiamo, come contributo alla discussione, un interessante articolo di Bruno Steri<\/strong><\/em><\/p>\n<p>1- Viviamo una fase politica che \u00e8 inedita e per molti versi paradossale. Sono i tempi in cui, in una citt\u00e0 come Roma, la cosiddetta \u00absinistra\u00bb raccoglie voti ai Parioli, quartiere simbolo della medio-alta borghesia, mentre le destre fanno il pieno nel quartiere popolare di Tor Bella Monaca. La situazione pu\u00f2 apparire talmente confusa \u2013 parafrasando un vecchio motivo di Giorgio Gaber, con \u00abla sinistra che fa la destra e la destra che fa la sinistra\u00bb \u2013 al punto che la manovra economica di un governo \u00abpost-ideologico\u00bb (di cui \u00e8 parte influente un uomo chiaramente di destra quale Matteo Salvini) viene giudicata da un autorevole membro della sinistra radicale come Stefano Fassina \u00abuna manovra coraggiosa, quella che avrebbe dovuto fare il Partito Democratico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0, Fassina ha le sue ragioni e non c\u2019\u00e8 alcuna confusione: la realt\u00e0 \u00e8 certamente complessa, ma le cose hanno il loro perch\u00e9. \u00a0L\u2019attacco contro il governo \u00abgiallo-verde\u00bb \u00e8 concentrico, tutti i poteri che contano sono scattati come un sol uomo: dopo le quotidiane reprimende degli esponenti dell\u2019Unione europea, il governo \u00a0ha sub\u00ecto quella di Bankitalia e del Fondo monetario internazionale, con connesso minaccioso monito da parte del cosiddetto spread, vero e proprio termometro degli umori dei mercati. Come comunisti, non siamo e non saremo per nulla teneri nei confronti di questo esecutivo. Ma attenzione, la lezione vale anche per noi: se fossero al governo i comunisti, anch\u2019essi proverebbero infatti a forzare la gabbia delle regole di Bruxelles; e, contro di essi, si scatenerebbe la stessa canea.\u00a0 Lasciatemi dire che si rimane sbigottiti nel registrare la \u00abresponsabile\u00bb accondiscendenza con cui le suddette reprimende e i suddetti moniti vengono accolti da esponenti del centro-sinistra. Da quando in qua, a sinistra, si \u00e8 guardato ai \u00abmercati\u00bb e alle \u00abcompatibilit\u00e0\u00bb imposte da Bruxelles come se fossero intangibili tavole della legge? E, soprattutto, quali sono e che garanzie di imparzialit\u00e0 danno\u00a0 i pulpiti da cui proviene l\u2019attacco? Proviamo dunque a ribadire cose che un tempo erano ovvie.<\/p>\n<p>2-Punto primo. \u00abLa liberalizzazione finanziaria (\u2026) rappresenta un\u2019arma molto potente contro la democrazia. Il libero movimento dei capitali crea quello che qualcuno ha chiamato un parlamento virtuale di investitori e prestatori che analizzano i programmi dei governi e votano contro se li considerano irrazionali, cio\u00e8 se fanno gli interessi degli elettori invece che quelli di una forte concentrazione di potere privato\u00bb. Queste considerazioni di Noam Chomsky descrivono bene la realt\u00e0 dei \u00abmercati\u00bb, i quali viceversa sono quotidianamente presentati come un ideale pulviscolo di acquirenti e venditori che agiscono del tutto liberamente e casualmente. Non \u00e8 cos\u00ec. Nell\u2019industria della finanza figurano degli oligarchi: sono le sei principali banche americane (Morgan Stanley, Citigroup,\u00a0 Goldman Sachs, Walter Fargo, J.P.Morgan, Bank of America), le quali \u2013 come ben sanno gli addetti ai lavori che operano nel settore finanziario internazionale \u2013 hanno un livello di concentrazione di ricchezza e di potere che non ha eguali nella storia del mondo. I sei gruppi bancari sono tanto grandi che quando si muovono fanno muovere i mercati. All\u2019azione dei suddetti giganti va inoltre aggiunta\u00a0 quella di\u00a0 una decina di hedge fund, nuovi corsari della finanza globale: gli stessi che giocarono un rilevante ruolo nella corsa al ribasso sul debito sovrano greco. Dunque i cosiddetti mercati hanno un corpo e un\u2019anima; e sono orientati da consistenti concentrazioni di potere. Quanto a gigantismo e a passione per il rischio, anche in Europa non si \u00e8 scherzato. Le indagini sulle banche europee ripetutamente condotte da Mediobanca (\u00abRicerca &amp; Sviluppo\u00bb) hanno segnalato che, mediamente, gli attivi delle prime due banche di ciascun paese valgono pi\u00f9 dei rispettivi Pil nazionali. Anche in Europa non ci si \u00e8 risparmiati quanto a gioco d\u2019azzardo (vedi l\u2019accumulo nei bilanci bancari di prodotti derivati) e la crisi non ha mai fermato la roulette finanziaria (n\u00e9 mai qualcuno si \u00e8 seriamente impegnato per fermarla). I nostri guai sono dunque soltanto una questione di speculazione? No, sono anche una questione di speculazione. La speculazione, lungi dall\u2019essere una malattia da estirpare in un corpo sano, \u00e8 il brodo di coltura entro cui prospera la ricerca del massimo profitto: capitalismo e speculazione vanno insieme.<\/p>\n<p>3-Punto secondo. I dati Bloomberg ci dicono che i pi\u00f9 grandi investitori Usa (fondi, banche ecc) figurano tra gli azionisti delle principali agenzie di rating, le agenzie internazionali di valutazione del credito che classificano l\u2019affidabilit\u00e0 di soggetti privati e pubblici (aziende, Stati ecc). Le tre pi\u00f9 grandi al mondo sono private e hanno sede negli Stati Uniti. Standard and Poor\u2019s Corporation\u00a0\u00e8 una\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Societ%C3%A0_privata\">societ\u00e0 privata<\/a>,\u00a0posseduta dal gruppo multinazionale\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/McGraw-Hill\">McGraw-Hill<\/a> che \u00e8 presente sul listino della Borsa valori\u00a0di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/New_York\">New York<\/a>. Moody\u2019s Corporation\u00a0\u00e8 anch\u2019essa una\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Societ%C3%A0_privata\">societ\u00e0 privata<\/a>\u00a0con sede a\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/New_York\">New York<\/a>,\u00a0del cui azionariato fa parte il\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Magnate\">magnate<\/a><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Statunitense\">statunitense<\/a><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Warren_Buffett\">Warren Buffett<\/a>, in posizione di azionista di controllo (secondo la rivista\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Forbes\">Forbes<\/a> sarebbe\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lista_delle_persone_pi%C3%B9_ricche_del_mondo_secondo_Forbes#2015\">il terzo uomo pi\u00f9 ricco del mondo<\/a>, dopo\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bill_Gates\">Bill Gates<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jeff_Bezos\">Jeff Bezos<\/a>). In ordine di grandezza, al terzo posto troviamo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fitch_Ratings\">Fitch Ratings<\/a>, controllata da\u00a0Fitch Group, sussidiaria a sua volta controllata al 100% dalla\u00a0Hearst Corporation, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Conglomerato_mediatico\">conglomerato mediatico<\/a> privato\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stati_Uniti_d%27America\">statunitense<\/a>. I voti che queste agenzie assegnano vanno a condizionare le politiche d\u2019investimento di tutti i fondi del mondo. Questo crea, potenzialmente, un evidente conflitto d\u2019interessi: tutti questi investitori sono da un lato grandi azionisti delle societ\u00e0 di rating, ma dall\u2019altro sono anche utilizzatori dei giudizi espressi da queste ultime quando essi acquistano obbligazioni sul mercato. Certo, ricordare tutto questo non serve a giustificare automaticamente la manovra del governo Di Maio\/Salvini: ma, per favore, una sinistra degna di questo nome dovrebbe rispedire al mittente le lezioncine e le minacce che arrivano da organismi dalla pi\u00f9 che dubbia imparzialit\u00e0 di giudizio.<\/p>\n<p>4-La mutazione della cultura politica del Pd, con la sostanziale estinzione del carattere pi\u00f9 propriamente socialdemocratico e la sua contaminazione liberista, ha profondamente cambiato i riferimenti tradizionalmente a disposizione sulla scena politica italiana: \u00e8 un passaggio d\u2019epoca e di ci\u00f2 occorre prendere atto quando si discute di alleanze. Ed \u00e8 bene anche riflettere su alcune pericolose conseguenze: si pensi al progressivo logoramento sub\u00ecto dal termine \u00absinistra\u00bb nella percezione diffusa e, in stretta connessione con ci\u00f2, alla sempre pi\u00f9 precaria distinguibilit\u00e0 dell\u2019opposizione destra\/sinistra. Il Movimento 5 Stelle, con il suo dichiararsi \u00abn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb \u2013 essendo peraltro la met\u00e0 dei suoi voti provenienti da sinistra (come ha certificato un\u2019indagine dell\u2019Istituto Cattaneo) \u2013 \u00e8 la concretizzazione, emblematica e dilagata a livello di massa, di tale logoramento; \u00e8 su questa scia che il patto tra il M5S e la Lega ha sancito l\u2019inaugurazione del primo governo \u00abpost-ideologico\u00bb. Per orientarsi nel vivo di tali inediti scenari, un istruttivo esercizio \u00e8 la lettura del programma per le presidenziali francesi a suo tempo proposto dalla fascista Marine Le Pen. Accanto a proposte tradizionalmente appartenenti all\u2019armamentario propagandistico xenofobo, in esso si potevano trovare: misure di protezione e rilancio delle aziende nazionali, potenziamento dell\u2019intervento pubblico in economia, divieto di cessione di un\u2019azienda o di un ramo di azienda se beneficiata di aiuti pubblici, abolizione della legge che ha incrementato la flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro, pensionamento senza riduzioni a 60 anni per chi ha almeno 40 anni di contributi, conferma delle 35 ore, incremento dei redditi fino a 1500 euro, ritorno al sistema proporzionale. C\u2019\u00e8 da stupirsi se, riletto oggi, il programma di Jean-Luc M\u00e9lenchon, candidato della sinistra di classe francese, non si distingue in molte di queste proposte da quello della Le Pen? D\u2019altra parte, invano cercheremmo una risposta agli interessi dei lavoratori francesi in un programma di centro-sinistra che ribadisse gli orientamenti \u00ablacrime e sangue\u00bb di Bruxelles.<\/p>\n<p>Il recente incontro tra Salvini e la signora Lepen ha reso visibile, con tanto di sorridenti presenze televisive, un asse di destra di dimensione europea, che da destra guarda al superamento dell\u2019Ue. Il fatto \u00e8 che questi sono s\u00ec fascisti, ma sono tutt\u2019altro che fessi; anzi mostrano di saper navigare \u2013 contrariamente a una sinistra in disarmo \u2013 nelle acque limacciose del \u00abtramonto delle ideologie\u00bb. Avendo capito una cosa importante, una cosa che quel che fu la \u00absinistra\u00bb ha dimenticato: l\u2019appoggio popolare non \u00e8 un optional, per cui \u00e8 bene andare incontro a qualcuna delle drammatiche urgenze quotidiane lasciate in triste eredit\u00e0 dai cantori dell\u2019austerit\u00e0, di destra e di sinistra (lasciando beninteso intatto il modo di produzione capitalistico).<\/p>\n<p>5-Il governo Di Maio-Salvini ha seguito tale schema. Per un verso, ha concesso un ruolo trainante al Ministro dell\u2019Interno Matteo Salvini, il quale ha spinto l\u2019acceleratore propagandistico sui temi dell\u2019immigrazione e della sicurezza, evidenziando gli umori smaccatamente di destra della compagine di governo e smascherando il carattere ondivago (\u00abn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb) del Movimento 5 Stelle. Per altro verso, in tema di lavoro e di protezione sociale, si \u00e8 assistito a un parziale recupero di visibilit\u00e0 del M5S, il quale ha potuto ascrivere al governo qualche provvidenza sociale, \u00abpannicelli caldi\u00bb ma comunque socialmente migliorativi e in controtendenza rispetto alla desertificazione operata dai precedenti governi e dai dettami Ue (reddito di cittadinanza, restrizione della flat tax alle sole partite Iva, superamento della legge Fornero e \u00abquota cento\u00bb in tema di pensioni). Si tratta di annunci, da valutare in dettaglio al momento della loro concretizzazione; ci\u00f2 tuttavia non ha mancato di attirare sul M5S accuse di \u00abstatalismo\u00bb e di tradimento del mandato elettorale in tema di riduzione delle tasse e benefici a favore delle imprese da parte di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che, per evitare che restino lettera morta le promesse di una politica di espansione della spesa sociale e degli investimenti , non c\u2019\u00e8 altra strada se non quella di forzare le compatibilit\u00e0 Ue. Il governo \u00abgiallo-verde\u00bb intende mostrare di volerlo fare, ma in proposito occorre aggiungere un\u2019essenziale considerazione. L\u2019atteggiamento del governo rispetto all\u2019Unione europea va inquadrato all\u2019interno degli orientamenti complessivi di politica internazionale: a cominciare dal rapporto stretto con gli Stati Uniti. Nel merito, non va assolutamente sottovalutata la portata politica della recente visita americana del Presidente del Consiglio: evento che ha fatto registrare un eclatante attestato di stima da parte di un Donald Trump tutt\u2019altro che benevolo nei confronti dell\u2019Europa della signora Merkel; e che certamente ha a che vedere con la decisione italiana (fortemente sponsorizzata dalla Lega) di votare il rinnovo delle sanzioni contro la Russia e il mantenimento di un atteggiamento parimenti ostile nei confronti dell\u2019Iran. Ci\u00f2 sembrerebbe accreditare l\u2019idea di un\u2019operazione tesa ad avvalersi della fedelt\u00e0 atlantica e delle contraddizioni inter-atlantiche in funzione anti-Ue. Peraltro, va anche detto che gli iniziali propositi di contrapposizione frontale con Bruxelles hanno lasciato il campo ad atteggiamenti pi\u00f9 compatibili con lo statu quo e, in qualche caso, del tutto opposti (vedi le rassicurazioni del Ministro del Tesoro e dello stesso Paolo Savona). La stessa composizione del governo \u00abgiallo-verde\u00bb \u2013 stante l\u2019autorevole mediazione del Capo dello Stato \u2013 ha evidentemente dovuto contemplare precise concessioni alla cabina di comando continentale.<\/p>\n<p>6-In questo complicato contesto si dice \u00abPrima gli italiani\u00bb. In tempi di magra, su tale parola d\u2019ordine \u00e8 stato costruito un vasto consenso. Tuttavia \u00e8 lecito prevedere che ci\u00f2 non basti perch\u00e9 tale consenso sia messo al riparo. Come detto, per mantenere le promesse fatte in merito a ripresa economica e provvidenze sociali, cio\u00e8 per toccare anche solo di striscio quel \u00abpatriottismo laburista\u00bb auspicato da Giulio Sapelli, occorre infrangere o attenuare sostanzialmente i vincoli di bilancio imposti da Bruxelles. A tal fine, non pare che la compagine di governo si presenti come una macchina da guerra; anzi, essa \u00e8 apparsa sin dall\u2019inizio divisa. Si aggiunga a ci\u00f2 la comparsa all\u2019orizzonte di nubi nerissime: a cominciare dalla fine del Quantitative Easing con cui la Bce guidata da Mario Draghi ha sin qui garantito una tenuta dei conti sul piano degli interessi sul debito, grazie all\u2019acquisto dei titoli italiani. L\u2019aumento del prezzo del petrolio e la guerra commerciale tra Usa e Ue potrebbero aggiungere guaio a guaio. Cos\u00ec, anche rispetto alle esigenze dei soli italiani, le provvidenze assicurate dal governo \u00abgiallo-verde\u00bb potrebbero sempre di pi\u00f9 rivelarsi per quello che effettivamente sono: dei \u00abpannicelli caldi\u00bb (con buona pace dello stesso reddito di cittadinanza, peraltro in parte gi\u00e0 operante seppure con altro nome). L\u2019obiettivo dei comunisti e di una sinistra di classe resuscitata dal coma in cui \u00e8 precipitata deve essere, quale esito di un\u2019opposizione \u00abintelligente\u00bb, il disvelamento delle contraddizioni strutturali contenute nel combinato disposto Di Maio\/Salvini &amp;C e, con ci\u00f2, il fallimento del patto politico \u00abpost-ideologico\u00bb. Noi sapremmo dove andare a prendere le risorse necessarie per invertire seccamente la tendenza involutiva in atto ai danni dei soggetti sociali cui ci rivolgiamo. Occorrerebbe un travaso di ricchezza da profitti e rendite verso il grosso delle retribuzioni da lavoro: quelle dirette, quelle indirette (il welfare) e quelle differite (le pensioni). Da attuarsi in primo luogo con una consistente patrimoniale e un\u2019altrettanto profonda riforma in direzione della progressivit\u00e0 fiscale (l\u2019opposto della flat tax). \u00abPrima gli sfruttati\u00bb, appunto. Ma \u00e8 precisamente ci\u00f2 che il duo Di Maio\/Salvini non pu\u00f2 e non intende fare. Su tale nodo non si deve mollare la presa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/quadro-politico\/29326-le-istruttive-lezioni-di-un-mondo-capovolto\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/quadro-politico\/29326-le-istruttive-lezioni-di-un-mondo-capovolto<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI\u00a0 (Bruno Steri) &nbsp; Proponiamo, come contributo alla discussione, un interessante articolo di Bruno Steri 1- Viviamo una fase politica che \u00e8 inedita e per molti versi paradossale. Sono i tempi in cui, in una citt\u00e0 come Roma, la cosiddetta \u00absinistra\u00bb raccoglie voti ai Parioli, quartiere simbolo della medio-alta borghesia, mentre le destre fanno il pieno nel quartiere popolare di Tor Bella Monaca. 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