{"id":45184,"date":"2018-10-16T10:00:14","date_gmt":"2018-10-16T08:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45184"},"modified":"2018-10-16T07:20:47","modified_gmt":"2018-10-16T05:20:47","slug":"gli-interessi-sul-debito-pubblico-ci-schiacciano-come-reagire-al-ricatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45184","title":{"rendered":"Gli interessi sul debito pubblico ci schiacciano: come reagire al ricatto?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un grottesco balletto si agita, in questi giorni, intorno alla stesura e l\u2019approvazione della NADEF. Al di l\u00e0 della goffa propaganda del Governo, per altro prontamente smentita dai diversi passi indietro gi\u00e0 fatti dalla maggioranza, la futura Manovra sar\u00e0 ancora una volta all\u2019insegna dell\u2019austerit\u00e0. Ai cani da guardia della \u201cstabilit\u00e0\u201d dei conti, tuttavia, non basta. Ecco perch\u00e9, come accade ciclicamente, si riaffaccia sulla scena lo spauracchio della catena \u201cdebito \u2013 deficit \u2013 interessi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una banalit\u00e0 molto radicata, ed una delle argomentazioni salienti dei critici della spesa in deficit, e quindi dell\u2019accumulazione di debito pubblico \u00e8: \u201cpoich\u00e9 abbiamo molto debito pubblico pregresso, dobbiamo spendere moltissimo per interessi: se avessimo avuto meno debito accumulato, oggi potremmo spendere di pi\u00f9 per l\u2019economia e fare tante cose buone\u201d. Nel nostro caso il deficit, previsto al 2,4% del PIL per il prossimo anno, implica in realt\u00e0 un avanzo primario di circa l\u20191,4% del PIL. Ricordando che l\u2019avanzo primario \u00e8 la differenza tra entrate ed uscite dello stato, AL NETTO degli interessi sul debito, questo significa che lo Stato italiano sta drenando e sottraendo risorse all\u2019economia (ed infatti la Manovra \u00e8 univocamente nel segno dell\u2019austerit\u00e0). Se invece, ci dicono i liberisti ed i responsabili, avessimo un debito pubblico minore, ad un deficit potenzialmente anche minore potrebbero corrispondere pi\u00f9 risorse da dedicare ad opere ed azioni pubbliche meritorie, poich\u00e9 scialacqueremmo meno in interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Semplificando all\u2019estremo, sappiamo che, in presenza di una Banca Centrale \u201cindipendente\u201d (come \u00e8 il caso della BCE) che non ha tra i suoi compiti quello di sostenere la spesa pubblica di uno Stato, per lo Stato stesso c\u2019\u00e8 una sola via per effettuare spese in eccedenza alle proprie entrate: collocare i titoli del proprio debito pubblico sui mercati finanziari. Questo debito, nel corso degli anni, va servito: si devono pagare infatti interessi su di esso. Proprio perch\u00e9 la Banca Centrale non fa gioco di squadra, questo procedimento pu\u00f2 risultare estremamente costoso per le casse dello Stato. Poich\u00e9, nella corrente architettura istituzionale europea, la spesa pubblica \u00e8 fortemente limitata e compressa, assistiamo ad uno spettacolo indecoroso: lo Stato non pu\u00f2\/non vuole spendere risorse per la manutenzione di ponti ed autostrade perch\u00e9, all\u2019interno della gabbia europea, le poche risorse disponibili vanno destinate al servizio del debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fronte a questo capestro, cosa si pu\u00f2 fare? Apparentemente, le posizioni praticabili sono due: secondo la prima, va attaccata la fonte degli interessi sul debito pubblico, cio\u00e8 il debito stesso. Per fare questo sarebbe necessario aumentare considerevolmente l\u2019avanzo primario. Secondo la seconda, si deve invece ripudiare, a seconda delle formulazioni, il debito o gli interessi sullo stesso, rifiutandosi di pagarli. La prima posizione, la pi\u00f9 banale e mainstream, \u00e8 sostenuta, tra i vari, da Cottarelli, che ha ribadito la necessit\u00e0 di aumentare fino a circa il 4% del PIL l\u2019avanzo primario, in maniera tale da iniziare ad abbattere gradualmente il debito. A fronte di qualche anno di avanzi primari alti, potremmo finalmente liberare quello spazio per la spesa produttiva che ad oggi \u00e8 occupato dalla spesa per interessi. La solita retorica, insomma: sacrifici oggi, ma risultati soddisfacenti domani. Siamo tuttavia in grado di riconoscere le infauste conseguenze che tali politiche avrebbero sulla nostra economia: per mettere in atto tale strategia, sarebbero necessari anni di tagli a spese pubbliche quali sanit\u00e0, istruzione, viabilit\u00e0, trasporti e cos\u00ec via. Oltre alle ovvie e dannose conseguenze dirette, ci\u00f2 farebbe crollare il PIL ed aumentare la disoccupazione. Con la paradossale aggiunta che, alla fine della fiera, il rapporto debito\/PIL sarebbe maggiore di quello che si voleva far scendere. Insomma, quella che a prima vista potrebbe apparire una misura sensata e necessaria, nasconde un contenuto potenzialmente devastante fatto di austerit\u00e0 oggi per avere ancora austerit\u00e0 domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019altra misura, quella riguardante il ripudio del debito o il rifiuto di pagare gli interessi sul debito stesso, ha una caratterizzazione politica forte: l\u2019idea di fondo \u00e8 che il debito pubblico sia frutto di scelte fatte da governi antipopolari, che ci lasciano in dote ricchi interessi da pagare ai capitalisti detentori dei titoli a scapito dello Stato sociale. Il ripudio quindi consentirebbe di liberarsi di un fardello indesiderato ed imposto da classi dirigenti colluse col capitale, aprendo cos\u00ec lo spazio fiscale, per esempio, a politiche espansive e di welfare per tutti. Questa impostazione, tuttavia, sembra trascurare ed ignorare il ruolo del debito pubblico: quest\u2019ultimo \u00e8, lungi da quanto i liberisti di casa nostra cerchino di farci credere, uno strumento essenziale di costruzione dello Stato sociale e di gestione dell\u2019economia. Immaginiamo per un attimo di riuscire ad insediare un governo che voglia fare una politica di pieno impiego, mirante ad abbattere la disoccupazione, investire nell\u2019economia green, dare sanit\u00e0, istruzione, sicurezza gratuite per tutti i cittadini. Entriamo, armi e bagagli, nel Ministero dell\u2019Economia, e stralciamo tutti i titoli del debito pubblico sottoscritti da banche, assicurazioni, fondi d\u2019investimento. Ebbene, per attuare le politiche promesse, si richieder\u00e0 un ammontare di deficit che farebbe impallidire i livelli oggi considerati \u2018pericolosi\u2019. Dovremmo, in altre parole, accumulare nuovamente una ingente quantit\u00e0 di debito pubblico. E, attenzione, lo staremmo facendo per i fini politici pi\u00f9 nobili. Tuttavia, se non si controlla la Banca Centrale, questo implica che il giorno dopo la presa del Ministero dell\u2019Economia dovremmo comunque presentarci con il cappello in mano sui mercati finanziari. Anche questo nuovo debito, n\u00e9 \u2018odioso\u2019 n\u00e9 \u2018illegittimo\u2019, sarebbe a tutti gli effetti del debito pubblico che richiede la corresponsione di ingenti interessi, nella misura in cui la Banca Centrale \u00e8 ancora \u201cindipendente\u201d (e quindi indifferente a contrastare disoccupazione e povert\u00e0). Se invece la Banca Centrale \u00e8 sotto il controllo pubblico, il vincolo sul debito pubblico si rilassa e viene a mancare l\u2019artificiosa dicotomia tra pagare gli interessi e fare la spesa pubblica \u201clodevole\u201d. Si possono fare entrambe le cose ed al contempo incrementare i livelli occupazionali nel Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Verrebbe forse a questo punto il desiderio di buttarsi scoraggiati sul divano, arrendendosi all\u2019evidenza: se austerit\u00e0 e ripudio non funzionano, siamo condannati! Non vi \u00e8 scampo ad un destino fatto di una perennemente insufficiente spesa sociale e di un pagamento continuo di interessi sul debito pubblico che sottraggono risorse al resto dell\u2019economia. Ci siamo retoricamente chiesti, parlando di debito pubblico, se i soldi non ci fossero, o se non ce li facessero toccare. \u00c8 bene ricordare, per\u00f2, che la scarsit\u00e0 delle risorse che lo Stato pu\u00f2 destinare al sostentamento dell\u2019economia del proprio paese \u2013 scarsit\u00e0 aggravata dal dover pagare interessi sul debito pubblico \u2013 non \u00e8 uno stato di natura, ma la polpetta avvelenata attraverso la quale le istituzioni europee tengono a bada il conflitto distributivo, disciplinando il mondo del lavoro con la minaccia della disoccupazione. Per provare ad affrontare il problema, un passo necessario \u00e8 tornare ad avere una Banca centrale che pu\u00f2 finanziare i disavanzi di bilancio necessari al sostegno della economia e contestualmente sottrarre la politica al ricatto dello spread. Il debito pubblico ritorna ad essere ci\u00f2 che \u00e8 per la maggior parte dei Paesi avanzati: una fonte di risorse per poter investire, distribuire servizi alla collettivit\u00e0, sostenere la crescita economica. Tutto questo non risolve, di per s\u00e9, tutti i problemi che attanagliano i Paesi che pi\u00f9 soffrono per la perdurante crisi. Di per s\u00e9, questo non conduce in automatico ad una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. Una Banca Centrale sotto il controllo governativo \u00e8 solo uno dei necessari strumenti di politica economica, che come tale pu\u00f2 essere utilizzato a favore dei lavoratori a patto che essi si organizzino politicamente per poter esercitare un controllo governativo su di essa. \u00c8 tuttavia un prerequisito obbligatorio per combattere disoccupazione ed ingiustizie sociali, senza dover vacillare ai primi colpi di spread.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/10\/13\/gli-interessi-sul-debito-pubblico-ci-schiacciano-come-reagire-al-ricatto\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/10\/13\/gli-interessi-sul-debito-pubblico-ci-schiacciano-come-reagire-al-ricatto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA &nbsp; Un grottesco balletto si agita, in questi giorni, intorno alla stesura e l\u2019approvazione della NADEF. 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