{"id":45211,"date":"2018-10-17T09:30:53","date_gmt":"2018-10-17T07:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45211"},"modified":"2018-10-16T21:31:20","modified_gmt":"2018-10-16T19:31:20","slug":"la-sinistra-europea-sta-morendo-e-se-lo-merita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45211","title":{"rendered":"La sinistra europea sta morendo: e se lo merita."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte al processo di globalizzazione neo liberista la sinistra europea (limitiamoci a questa area) si \u00e8 divisa in tre aree:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a. la sinistra \u201criformista\u201d (o, se volete, socialdemocratica) che ha accettato supinamente la rivoluzione neo liberista, non opponendo alcuna resistenza e cercando maldestramente di ritagliarsi uno spazio di sinistra interna al sistema. In questo processo di omologazione, questa sinistra ha cessato di essere socialdemocratica (e lo ha dimostrato accettando la demolizione un pezzo alla volta del welfare) per diventare semplicemente liberale, pur se con vaghissime aspirazioni socialeggianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa \u00e8 andata avanti per un quindicennio, sinch\u00e9 la creazione di denaro bancario ha dato la sensazione di un sostitutivo del welfare state, poi \u00e8 arrivata la grande crisi e, con essa, la stretta che ha frantumato il ceto medio, spinto sotto la soglia di povert\u00e0 gran parte delle classi lavoratrici e precarizzato tutta la forza lavoro giovanile. Ed in breve \u00e8 stato evidente che nell\u2019ordinamento neo liberista non c\u2019\u00e8 spazio per una sinistra riformista. I vari partiti dell\u2019Internazionale \u201cSocialista\u201d, per salvare il sistema, hanno abbracciato senza fiatare le politiche di austerity che hanno massacrato la loro base sociale che, a lungo andare, li hanno abbandonati riducendoli sotto il 15% (e talvolta sotto il 10%) in Grecia, Austria, Francia Spagna e, fra non molto, Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il deflusso \u00e8 andato ad alimentare la rivolta \u201cpopulista\u201d che accomuna cose molo diverse fra loro. Di fatto, l\u2019unica sinistra possibile in questa fase storica \u00e8 la sinistra antisistema: se vuoi sostenere decenti politiche sociali, non puoi accettare questo ordinamento e devi predisporti alla battaglia fontale contro l\u2019ipercapitalismo finanziario, magari sperando di poterci arrivare con i mezzi usuali della lotta politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b. la seconda area \u00e8 stata quella semi radicale (Rifondazione Comunista, Linke, Izquierda Unida, Siryza ecc.) che ha ritenuto non ci fossero le forza per una scontro frontale con il sistema ed ha scelto una linea di \u201cguerra di posizione\u201d, cercando di cedere meno terreno possibile e, a questo scopo, ponendosi come \u201cgruppo di pressione\u201d verso la sinistra riformista, con la quale tentare una qualche alleanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schema non meno sbagliato del precedente: in primo luogo perch\u00e9 noi siamo una fase di guerra di movimento, nella quale non ci sono trincee nelle quali resistere. In secondo luogo perch\u00e9 non comprendeva la natura sociale e politica della ex sinistra socialista diventata ormai liberale ed interna al sistema liberista. Il risultato \u00e8 stato che la sinistra semiradicale non ha fatto alcuna alleanza con quella \u201criformista\u201d ma ha fatto solo da sgabello ad essa (basti citare l\u2019esperienza del governo Prodi, costata la pelle a Rifondazione Comunista che prosegue in una inutile esistenza senza riuscire neanche a chiedersi dove ha sbagliato e perch\u00e9). Soprattutto, l\u2019errore bi base \u00e8 stata la mancata comprensione delle caratteristiche di questo nuovo capitalismo, che, a sua volta ha determinato la totale incomprensione della crisi, verso la quale questa area non ha saputo proporre alcuna politica. E lo dimostra il fatto che la protesta montante ha premiato le nuove formazioni \u201cpopuliste\u201d e non questa sinistra semi radicale che non interessa nessuno. In Italia \u00e8 ridotta a brandelli insignificanti, in Spagna e in Germania vivacchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello della Grecia, dove la formazione semi radicale \u00e8 giunta al governo, promettendo il superamento dell\u2019austerity salvo vendersi anima e corpo ed eseguire fedelmente i diktat della Troika, per non aver avuto il coraggio di andare allo scontro. E la conseguenza di questa disfatta morale prima ancora che politica \u00e8 stata l\u2019infelice esperienza della lista Tsipras varata in Italia, della cui esistenza non abbiamo avuto modo di accorgerci in questi quasi cinque anni per la totale assenza di ogni iniziativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c. la terza area \u00e8 stata quella che definiamo \u201csinistra radicale\u201d (centri sociali, gruppuscoli di radice maoista o trotskjista, vecchi Pc come quello portoghese o quello greco, pezzi di sindacato ecc.) che hanno assunto una posizione dichiaratamente antisistema, ma, haim\u00e8, puramente verbale e declamatoria. Non sono mancati sporadici movimenti di protesta, rivendicativi o territoriali (vedi il movimento No Tav o singole ondate di protesta salariale in Francia ecc.) ma tutto questo non fa una politica. E\u2019 la riproposizione del vecchio \u201cbasismo\u201d sessantottino, tentativo generoso ma votato alla sconfitta. Ed anche questa area, come la precedente, deve chiedersi perch\u00e9 la protesta ha premiato i \u201cpopulisti\u201d e non ha riversato neppure un rivolo di consensi in questa direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto questa area non si dimostra in grado di uscire da un disperato minoritarismo e di darsi una cultura politica degna di questo nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte tre queste aree pagano il prezzo di aver cessato qualsivoglia lavoro teorico: ma senza teoria non c\u2019\u00e8 cultura politica e, senza cultura, non c\u2019\u00e8 n\u00e9 analisi n\u00e9 progetto. I \u201criformisti\u201d hanno sostituito il pensiero politico con le serate nei salotti della finanza o frequentando i Think Tank del potere (come l\u2019Aspen, la Trilateral o i loro pi\u00f9 modesti succedanei nazionali). La sinistra semi radicale si occupa solo di formazione di liste, di organigrammi e di distribuzione delle sempre pi\u00f9 magre risorse. La sinistra radicale ha conati in questo senso ma che si spengono subito per l\u2019incapacit\u00e0 di interloquire con chi non faccia parte della ristrettissima cerchia di ciascun gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche novit\u00e0 positiva non manca: Corbyn in Inghilterra, Melenchon in Francia ad esempio, ma speriamo non rifacciano gli errori di chi li ha preceduti. Ne riparleremo, per ora le espressioni conosciute della sinistra, chi per un motivo e chi per un altro, possono tranquillamente dichiarare bancarotta.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/la-sinistra-europea-sta-morendo-e-se-lo-merita\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/la-sinistra-europea-sta-morendo-e-se-lo-merita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI &nbsp; Di fronte al processo di globalizzazione neo liberista la sinistra europea (limitiamoci a questa area) si \u00e8 divisa in tre aree: a. la sinistra \u201criformista\u201d (o, se volete, socialdemocratica) che ha accettato supinamente la rivoluzione neo liberista, non opponendo alcuna resistenza e cercando maldestramente di ritagliarsi uno spazio di sinistra interna al sistema. 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