{"id":45214,"date":"2018-10-17T10:00:18","date_gmt":"2018-10-17T08:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45214"},"modified":"2018-10-16T21:49:17","modified_gmt":"2018-10-16T19:49:17","slug":"non-saranno-i-sovranisti-a-uccidere-leuropa-ma-limpossibilita-di-cambiarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45214","title":{"rendered":"Non saranno i sovranisti a uccidere l\u2019Europa, ma l\u2019impossibilit\u00e0 di cambiarla"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LINKIESTA (Francesco Cancellato)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header>\n<h3 class=\"subtitle\" style=\"text-align: justify;\">No, non dovete aver paura di Salvini e Orban, ma dell\u2019Europa immaginata dai padri fondatori: un luogo politico impossibilitato ad auto-riformarsi. Che pagher\u00e0 cara questa sua difesa dell\u2019esistente, mentre tutti oggi vogliono cambiarla<\/h3>\n<\/header>\n<figure style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"image\"><\/div>\n<\/figure>\n<div class=\"articleDetailContent\">\n<div class=\"lf\">\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p>\u00c8 il grande paradosso che dominer\u00e0 il dibattito politico europeo da qua al prossimo 26-28 maggio: c<strong>he tutti vogliono cambiare l\u2019Unione Europea, sebbene l\u2019Unione Europea non si possa cambiare. <\/strong>Vogliono cambiarla Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che auspicano la rivoluzione ai vertici della Commissione per fare deficit a pi\u00f9 non posso e vuole cambiarla Matteo Renzi &#8211; che ne ha appena scritto su Les Echos assieme all\u2019attuale presidente della Commissione Jean Claude Juncker &#8211; convinto che solo una profonda riforma possa disinnescare i populismi.<strong> Vuole cambiarla Emmanuel Macron, vuole cambiarla Marine Le Pen, vuole cambiarla Yanis Varoufakis. Tutti vogliono tornare a Maastricht, o a Roma, o a Ventotene, per ripartire da zero, per rifare tutto.<\/strong><\/p>\n<p>E insomma pare proprio che la prossima campagna elettorale delle elezioni europee verter\u00e0 su come cambiare l\u2019Europa. Se farla diventare Fortezza, come vorrebbe la destra, o Solidale, come spera la sinistra. <strong>Se farla ancora pi\u00f9 Austera, come vuole il nord, o Indebitata come desiderano a Sud. <\/strong>Se ancora pi\u00f9 unita come vogliono a ovest, o un po\u2019 pi\u00f9 liberi tutti, come la sognano a est. Ci divertiremo un sacco, insomma. E voteremo, forse per la prima volta da quando esistono le elezioni europee, per qualcosa di grosso.<\/p>\n<p>Qui sta il paradosso: che qualunque sia l\u2019Europa che sceglieremo, non cambier\u00e0 nulla. Banalmente, perch\u00e9 non pu\u00f2 cambiare nulla. Perch\u00e9 l\u2019Unione Europea \u00e8 disegnata quando le ceneri della seconda guerra mondiale erano ancora calde, affinch\u00e9 non arrivasse qualcuno e la usasse come cavalli di troia. Ammettiamo di voler aumentare il rapporto deficit\/Pil contenuto nel trattato di Maastricht dal 3 al 4%. Per prima cosa bisogna presentare una proposta e farsela votare dalla maggioranza del Parlamento. Poi, la palla passa al Consiglio Europeo che deve approvare all\u2019unanimit\u00e0 la modifica<strong>. Poi tocca a tutti i Paesi ratificare quella modifica. Non esattamente una passeggiata.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"advSmartclip\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>La prossima campagna elettorale delle elezioni europee verter\u00e0 su come cambiare l\u2019Europa. Se farla diventare Fortezza, come vorrebbe la destra, o Solidale, come spera la sinistra. Se farla ancora pi\u00f9 Austera, come vuole il nord, o Indebitata come desiderano a Sud. Se ancora pi\u00f9 unita come vogliono a ovest, o un po\u2019 pi\u00f9 liberi tutti, come la sognano a est.<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Merito &#8211; o colpa, come preferite &#8211; di Alcide De Gasparri, Jean Monnet, Robert Schumann,<\/strong> che temevano evidentemente che qualche uomo forte decidesse di usare le istituzione continentali per imporre la propria volont\u00e0 a tutti i Paesi del continente, o per evitare che un Paese potesse dire di essere stato prevaricato, o anche solo cambiare idea. Pi\u00f9 o meno cio\u00e8 come \u00e8 successo all\u2019Italia con il trattato di Maastricht, con quello di Lisbona e con quello di Dublino, solo per citarne tre. Poco importa quale sia la motivazione, insomma: ogni grande riforma europea \u00e8 destinata a schiantarsi di fronte al muro dei suoi padri fondatori, persuasi dall\u2019idea che<strong> nulla potesse essere cambiato senza il consenso di tutti<\/strong>, che la mediazione fosse il bene supremo dell\u2019Unione. Allora, quando erano in sette e poi in dodici. Oggi, che siamo in 27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutto giusto, ma cos\u00ec non funziona pi\u00f9. <\/strong>Perch\u00e9 l\u2019immobilismo ha prodotto frustrazione e la frustrazione ha generato disillusione e disaffezione verso il progetto europeo, anche tra in Paesi storicamente europeisti come l\u2019Italia.<strong> Ed \u00e8 in questo contesto che nascono i piani B, l\u2019idea di sparigliare le carte per ottenere concessioni \u00e0 la carte, come sperava di fare David Cameron<\/strong><em> c<\/em>on il referedum sulla Brexit, prima che gli esplodesse in mano. O come stiamo facendo noi con una manovra finanziaria che viola platealmente i patti, confidando di essere troppo grandi per saltare in aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se gi\u00e0 oggi accade, immaginate cosa succeder\u00e0 dopo tutto il carico di aspettative deluse che si accumuleranno<\/strong> a partire dal giorno dopo le elezioni europee. Immaginate cosa passer\u00e0 nella mente delle persone quando capiranno che non ci sar\u00e0 mai nessuna redistribuzione dei profughi, mai nessun esercito europeo, mai nessun super ministro delle finanze, mai nessun budget comune, mai nessun super Stato europeo, mai nessun eurobond. Immaginate quando scopriranno che il cambiamento non \u00e8 previsto, in Europa. <strong>Che l\u2019unica strada per cambiare \u00e8 uscire, o minacciare di farlo e negoziare un accordo, sperando che il bluff regga<\/strong>, e che non arrivino scherzi britannici dalle urne. Forse, pi\u00f9 dei sovranisti, dovremmo preoccuparci di questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/10\/13\/non-saranno-i-sovranisti-a-uccidere-leuropa-ma-limpossibilita-di-cambi\/39743\/\">https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/10\/13\/non-saranno-i-sovranisti-a-uccidere-leuropa-ma-limpossibilita-di-cambi\/39743\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Francesco Cancellato) &nbsp; No, non dovete aver paura di Salvini e Orban, ma dell\u2019Europa immaginata dai padri fondatori: un luogo politico impossibilitato ad auto-riformarsi. Che pagher\u00e0 cara questa sua difesa dell\u2019esistente, mentre tutti oggi vogliono cambiarla \u00c8 il grande paradosso che dominer\u00e0 il dibattito politico europeo da qua al prossimo 26-28 maggio: che tutti vogliono cambiare l\u2019Unione Europea, sebbene l\u2019Unione Europea non si possa cambiare. 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