{"id":45294,"date":"2018-10-19T11:00:51","date_gmt":"2018-10-19T09:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45294"},"modified":"2018-10-19T10:36:26","modified_gmt":"2018-10-19T08:36:26","slug":"lungheria-in-ottobre-ha-comprato-284-tonnellate-doro-qualcuno-sta-preparando-una-ungherexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45294","title":{"rendered":"L\u2019Ungheria in ottobre ha comprato 28,4 tonnellate d\u2019oro. Qualcuno sta preparando una \u2018Ungherexit\u2019?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<p>La notizia \u00e8 pubblica, quindi nessun complotto o trama segreta all\u2019orizzonte:<strong> nelle prime due settimane del mese di ottobre, la Banca centrale ungherese (Magyar Nemzeti Bank, MNB) ha decuplicato le sue riserve auree.<\/strong><\/p>\n<div id=\"adv-Middle1-dev\"><\/div>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/Hungary_gold2.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Il logo della Banca Centrale Ungherese<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<div id=\"adv-Bottom\"><\/div>\n<p>Il motivo? Apparentemente, almeno stando alla<strong> versione ufficiale fornita da Budapest<\/strong>, il solito: <strong>diversificare gli investimenti<\/strong> in un momento di crescente instabilit\u00e0 globale. D\u2019altronde, <strong>la stessa Bundesbank ha anticipato addirittura di due anni il rimpatrio del suo oro<\/strong> detenuto presso la Fed di New York, la Bank of England e la Banque de France, adducendo di fatto la stessa motivazione.<\/p>\n<div id=\"outplay\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>Certo, qualcuno ha parlato di timori per la tenuta stessa dell\u2019eurozona, qualcun\u2019altro di una sorta di <em>moral suasion<\/em> monetaria riguardo la solvibilit\u00e0 del Paese in vista di eventuali guai per Deutsche Bank ma, alla fine, i lingotti sono tornati nei caveau tedeschi e nulla sembra far propendere verso \u201cpiani B\u201d nell\u2019immediato.<\/p>\n<p>A far sensazione, per\u00f2, \u00e8 la<strong> repentinit\u00e0 della decisione ungherese<\/strong>, come mostra il grafico.<\/p>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/Hungary_gold1.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Zerohedge<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p><strong>Fino a settembre, le detenzioni auree della Banca centrali erano infatti pari a 3,10 tonnellate<\/strong>. Ed erano a quel livello non da mesi ma esattamente <strong>dal 1986<\/strong>. Trentadue anni. Poi, <strong>di colpo, a inizio ottobre ecco che partono ordinativi di acquisto per 28,4 tonnellate di oro,<\/strong> tutto fisico e tutto gi\u00e0 consegnato a Budapest.<\/p>\n<p>Insomma, ora le detenzioni sono pari a <strong>31,5 tonnellate. Un\u2019inezia rispetto alle 3.376,3 tonnellate della Bundesbank<\/strong> ma, ovviamente, occorre mettere a paragone le due cifre con le debite proporzioni fra economie. E, soprattutto, con la possibilit\u00e0 che <strong>Budapest con quella mossa abbia voluto mandare un segnale<\/strong>, pi\u00f9 che investire potenzialmente il fiorino di uno status <em>gold-backed<\/em> in vista di instabilit\u00e0 ulteriore.<\/p>\n<p>Proprio marted\u00ec 16, infatti, il governo di <strong>Viktor Orban ha risposto ufficialmente e con durezza all\u2019accusa ufficiale mossagli dall\u2019UE per violazione dei principi fondamenti dell\u2019Unione,<\/strong> in relazione soprattutto alle <strong>politiche migratorie<\/strong> e alla <em>querelle<\/em> con l\u2019universit\u00e0 facente capo alla Fondazione di George Soros, di fatto messa \u201cin quarantena\u201d.<\/p>\n<p>In concreto, l\u2019Ungheria non rischia pressoch\u00e9 nulla, <strong>perch\u00e9 per trasformare il voto<\/strong> di qualche settimane fa dell\u2019Europarlamento <strong>in fatti concreti, vedi sanzioni dirett<\/strong>e fino al mancato accesso ai fondi strutturali (<em>extrema ratio<\/em>), <strong>occorrono i voti favorevoli di tutti i Parlamenti<\/strong> dei Paesi membri: la Polonia, a sua volta nel mirino di Bruxelles per la riforma della magistratura, ha gi\u00e0 fatto sapere che non ratificher\u00e0, di fatto immunizzando Budapest. E forse proprio perch\u00e9 forte di questo scudo, il governo <strong>Orban sta alzando il tiro verso l\u2019Unione, di cui fa parte senza essere membro dell\u2019eurozona<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ombra dell\u2019<em>Ungherexit<\/em> \u00e8 alle porte<\/strong>, ovvero un possibile effetto domino su tutto l\u2019Est attraverso il \u201cGruppo di Visegrad\u201d? O, quantomeno, si vuole farla stagliare all\u2019orizzonte di un\u2019Europa sempre pi\u00f9 debole e destabilizzata dallo scontro con il governo italiano, a pochi mesi dalle europee e dal conseguente rinnovo di tutte le cariche e gli organismi? Non stupirebbe.<\/p>\n<p>Non a caso, <strong>proprio da Roma sono arrivati segnale chiari in tal senso<\/strong>, viste <strong>le risposte quasi irridenti riservate alle critiche di Jean-Claude Juncker al DEF<\/strong> appena licenziato: come dire, parli pure, tanto potr\u00e0 farlo ancora per poche settimane. Poi, <em>game over<\/em>.\u00a0 Insomma, <strong>potrebbe esserci una strategia<\/strong> fortemente correlata al progetto di soggetto sovranista chiamato a terremotare l\u2019Ue dalle fondamenta il prossimo maggio, <strong>dietro la mossa della Banca centrale ungherese.<\/strong><\/p>\n<p>La quale, acquistando oro fisico, ha indirettamente inviato un segnale chiaro ai mercati, ancorch\u00e9 tutto da valutare nell\u2019impatto reale: questo grafico ci mostra infatti il <strong>livello di esposizione a debito estero in valute straniere (euro e dollaro) di Budapest,<\/strong> un qualcosa di poco tranquillizzante in periodi di instabilit\u00e0 valutaria legata alla politica della Fed.<\/p>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/EM_debt5.png\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Societe Generale<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>E ancor meno da sogni tranquilli se l\u2019intenzione politica che sottende la mossa \u00e8 quella di <strong>fungere da cavallo di Troia del sogno sovranista di terremotare le istituzioni europee,<\/strong> pur godendo dell\u2019effetto indirettamente immunizzante da attacchi speculativi contro il fiorino garantito proprio dall\u2019appartenenza all\u2019Unione Europea rispetto, ad esempio, alla lira turca.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, un qualcosa che amplia il quadro e<strong> staglia all\u2019orizzonte l\u2019ipotetico \u201cmandante\u201d, pi\u00f9 o meno occulto, delle manovre ungheresi \u2013 e sovraniste in generale \u2013 in seno al\u2019Ue.<\/strong><\/p>\n<p>Questi grafici fanno parte dell<strong>\u2018ultimo sondaggio di Bank of America-Merrill Lynch<\/strong> fra gestori di fondi d\u2019investimento:<\/p>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/BofA_populism2.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bank of America-Merrill Lynch<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>non solo<strong> i due epicentri di tensione in Europa, la Gran Bretagna del <em>Brexit<\/em> e l\u2019Italia penta-leghista<\/strong> sono divenuti mercati da cui tenersi sempre pi\u00f9 alla larga ma, soprattutto, il <strong>populismo in salsa europea<\/strong> che vede in quei Paesi le sue roccheforti<strong> \u00e8 divenuto di colpo il quarto\u00a0<em>tail risk<\/em> pi\u00f9 temuto<\/strong>, dopo la<em> trade war<\/em>, la contrazione monetaria (leggi, timori sulla liquidit\u00e0 globale), il rallentamento cinese.<\/p>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/BofA_populism.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Bank of America-Merrill Lynch<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>Segnali, forse unicamente simbolici. Ma che sarebbe irresponsabile ignorare.<\/p>\n<p>Soprattutto, alla luce di questi altri due grafici , i quali ci mostrano una dinamica valutaria globale che pesa ancor pi\u00f9 delle mosse eclatanti sul mercato aureo.<\/p>\n<div class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-51429\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/USD_Reserves2.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/USD_Reserves2.jpg 500w, https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/USD_Reserves2-300x206.jpg 300w\" alt=\"Zerohedge\" width=\"500\" height=\"344\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Goldman Sachs<\/p>\n<\/div>\n<p>Le <strong>politiche sanzionatorie degli Usa verso sempre pi\u00f9 Paesi nel mondo<\/strong> (il Venezuela ha annunciato che d\u2019ora in poi utilizzer\u00e0 euro e non pi\u00f9 dollari per i contratti commerciali) hanno infatti visto<strong> calare la percentuale in dollari delle riserve valutarie mondiali<\/strong> delle Banche centrali al minimo dal 2013.<\/p>\n<p>E, soprattutto, il secondo grafico mette in prospettiva quanto confermato dal Fondo monetario internazionale nel suo ultimo report: <strong>oggi la quota in dollari delle riserve globali \u00e8 al 62,3%<\/strong> e il secondo trimestre di quest\u2019anno ha visto<strong> aumentare quelle in yen e yuan<\/strong>. <strong>Ma, soprattutto e come appare graficamente evidente, quelle in euro<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"media-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/10\/USD_Reserves21.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Goldman Sachs<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>E,<strong> vista l\u2019implementazione delle sanzioni contro l\u2019Iran a partire da novembre, quel dato appare destinato ad aumentare<\/strong> in favore della valuta europea e del suo peso a livello di <em>benchmark<\/em> commerciale mondiale: <strong>qualcuno, forse, non gradisce. <\/strong><\/p>\n<p>E proprio quel malcontento potrebbe fargli<strong> unire le forze<\/strong>, come impone la \u201clegge del beduino\u201d, <strong>con chi dall\u2019euro \u00e8 gi\u00e0 fuori<\/strong> ma vuole combattere le istituzioni politiche che lo sovraintendono. O chi, senza poterlo dire chiaramente, <strong>dall\u2019euro magari sarebbe tentato di uscire<\/strong>, tanto da aver pronto il \u201cpiano B\u201d. E da vedere il \u201cpadre nobile\u201d dello stesso aver di fatto <strong>scalzato il ministro dell\u2019Economia<\/strong>, silenziosamente, nei fatti e in barba all\u2019altol\u00e0 del Viminale dello scorso maggio.<\/p>\n<p>E se la <strong>Cina<\/strong>, poi, decidesse che \u00e8 ora di far capire a Washington che deve essere la Fed a fermarsi e riattivare un po\u2019 di liquidit\u00e0 nel sistema, scaricando un po\u2019 di debito Usa? E, magari,<strong> variando la composizione valutaria delle riserve della Pboc,<\/strong> aumentando la quota in euro? E se lo facesse anche la <strong>Russia<\/strong>?<\/p>\n<p><strong>Un quadro che sembra un enorme Risiko globale<\/strong> di politiche parallele e guerre asimmetriche ma che, in realt\u00e0, altro non \u00e8 che una <strong>normale politica di influenza da parte delle principali potenze globali, Usa in testa.<\/strong><\/p>\n<p>Chiedere a Henry Kissinger per referenze, in caso si pensasse che fosse Donald Trump l\u2019antesignano di questa <em>moral suasion<\/em> diplomatica a tinte forti. E<strong> in tal senso, il ruolo di Ungheria e Italia pare strategico<\/strong>.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 appunto la <strong>leader del cosiddetto \u201cGruppo di Visegrad\u201d, spina nel fianco delle auorit\u00e0 europee<\/strong>, soprattutto in tema di migranti (meno quando si tratta di fondi strutturali da incassare), mentre<strong> la seconda \u00e8 semplicemente Paese fondatore e, di fatto, <em>too big to fail<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Non a caso, nel giorno in cui Pierre Moscovici defin\u00ec \u201crazzista e xenofobo\u201d il governo italiano, aprendo lo scontro frontale, l\u2019ambasciatore Usa a Roma, <strong>Lewis Eisenberg, lo bened\u00ec come \u201cla quintessenza della democrazia<\/strong>\u201d nel corso di un forum organizzato dall\u2019Ansa.<\/p>\n<p>E, altrettanto palesemente, <strong>a difendere i BTP e la loro appetibilit\u00e0<\/strong> come investimento, mentre lo spread saliva oltre 300, s<strong>ono state due istituzioni che operano in aree extra-euro, la svizzera UBS e lo statunitense BlackRock<\/strong>.<\/p>\n<p>Segnali, certo. Ma sempre pi\u00f9 chiari e ricorrenti, tanto che<strong> a smentire eventuali risvolti meramente dietrologici ci ha pensato in pi\u00f9 di un\u2019occasione il senatore Mario Monti<\/strong>, certamente non portatore di un <em>physique du role<\/em> da complottista, il quale ha<strong> chiaramente detto che i sovranismi\/populismi rischiano di regalare l\u2019Europa a Stati Uniti e Cina<\/strong>. La riprova? Sufficientemente vicina, in prima istanza.<\/p>\n<p>Per l\u2019esattezza, il <strong>26 e 31 ottobre prossimi, quando Standard&amp;Poor\u2019s e Moody\u2019s si pronunceranno sul rating italiano<\/strong>, di fatto decidendone lo status sui mercati e la sua accessibilit\u00e0 e possibilit\u00e0 di detenzione per soggetti istituzionali (Bce compresa, anche se solo formalmente, come ha insegnato il caso del Portogallo, mantenuto <em>investment grade<\/em> per mesi dalla sola valutazione dell\u2019agenzia canadese DBRS). E quando si vive in Paese dove, in caso di referendum sulla falsariga di quello del <em>Brexit<\/em>, <strong>solo il 44% dei cittadini voterebbe per restare nell\u2019Ue contro il 66% a livello europeo<\/strong>, certe dinamiche non vanno sottovalutate. Certo, c\u2019\u00e8 il dato confortante in base al quale i nostri stessi connazionali restano per il 65% comunque favorevoli all\u2019euro ma <strong>uno status simile (valuta comune ma non appartenza all\u2019Ue), ad oggi, \u00e8 presente solo in Kosovo<\/strong>. Con tutto il rispetto, forse non il miglior esempio a cui ispirarsi.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"gedi-newsletter-2\"><\/div>\n<div><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/in-due-settimane-lungheria-ha-decuplicato-le-riserve-auree-ecco-chi-ha-interesse-a-una-ungherexit\/\">https:\/\/it.businessinsider.com\/in-due-settimane-lungheria-ha-decuplicato-le-riserve-auree-ecco-chi-ha-interesse-a-una-ungherexit\/<\/a><\/strong><\/div>\n<div id=\"taboola-below-article-thumbnails\" class=\" trc_related_container trc_spotlight_widget render-late-effect tbl-feed-container tbl-feed-frame-DIVIDER tbl-feed-abp  trc_elastic trc_elastic_trc_8875  trc_elastic trc_elastic_trc_58122 \" data-feed-container-num=\"1\" data-feed-main-container-id=\"taboola-below-article-thumbnails\" data-parent-placement-name=\"Below Article Thumbnails\">\n<div class=\"tbl-feed-header\">\n<div class=\"tbl-feed-header-logo\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli) &nbsp; La notizia \u00e8 pubblica, quindi nessun complotto o trama segreta all\u2019orizzonte: nelle prime due settimane del mese di ottobre, la Banca centrale ungherese (Magyar Nemzeti Bank, MNB) ha decuplicato le sue riserve auree. 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