{"id":45303,"date":"2018-10-20T11:45:06","date_gmt":"2018-10-20T09:45:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45303"},"modified":"2018-10-19T22:34:25","modified_gmt":"2018-10-19T20:34:25","slug":"circa-carlo-rovelli-lidentita-nazionale-e-fake-noi-dobbiamo-focalizzarci-su-beni-comuni-piu-ampi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45303","title":{"rendered":"Circa Carlo Rovelli \u201cL\u2019identit\u00e0 nazionale \u00e8 fake. Noi dobbiamo focalizzarci su beni comuni pi\u00f9 ampi\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">A luglio 2018 il fisico Carlo Rovelli, sconfinando alquanto dal suo campo, ha scritto per \u2018<em>The Guardian<\/em>\u2019 (giornale di area Labour che appoggia Clegg) un denso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2018\/jul\/24\/national-identity-fake-toxic-intolerance-italy-fascism\">articolo<\/a>\u00a0il cui titolo \u00e8 \u201c<em>National identity is fake.\u00a0<\/em><em>We should focus on the wider common goods<\/em>\u201d.\u00a0Vengo in contatto con questo articolo attraverso una determinata\u00a0<a href=\"http:\/\/sollevazione.blogspot.com\/2018\/10\/dieci-ragioni-contro-il-cosmopolitismo.html\">recensione<\/a>\u00a0scritta da Moreno Pasquinelli su \u201c<em>Sollevazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Pi\u00f9 precisamente Pasquinelli reagisce alla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cultura\/18_luglio_30\/carlo-rovelli-patriottismo-umanita-riflessione-4a1b8b8e-9425-11e8-827e-24bcbc32092b.shtml?refresh_ce-cp\">traduzione<\/a>\u00a0in italiano pubblicata qualche giorno dopo dal \u201c<em>Corriere della Sera<\/em>\u201d, il tradizionale giornale della borghesia italiana. Il titolista del Corriere, per\u00f2, ha reso il titolo inglese con un \u201c<em>Fermiamo i nazionalisti. C\u2019\u00e8 un\u2019unica patria, \u00e8 l\u2019umanit\u00e0<\/em>\u201d, che trasmette un messaggio pi\u00f9 netto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Vediamo cosa dice Rovelli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Rovelli avvia il suo discorso ammettendo l\u2019esistenza della identit\u00e0 culturale nazionale, confronta a questo scopo inglesi ed italiani e si confessa chiaramente del secondo tipo: \u201criconosco facilmente l\u2019italiano in me\u201d. Ma subito allarga questa identit\u00e0 culturale e la derubrica a \u201cstrato sottile\u201d, ad uno strato tra \u201ctanti altri\u201d (e dunque non pi\u00f9 rilevante, pi\u00f9 originario o pi\u00f9 autentico). Dice, infatti, che \u201cDante ha segnato la mia educazione, ma ancora pi\u00f9 lo hanno fatto Shakespeare o Dostoevskij\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cLa Gran Bretagna \u00e8 un vecchio Paese. Il mio Paese, l\u2019Italia, \u00e8 giovane. Entrambi sono orgogliosi del loro passato. Entrambi sono contrassegnati da marcati caratteri nazionali: \u00e8 facile identificare gli italiani o gli inglesi, tra la folla di un aeroporto internazionale. Riconosco facilmente l\u2019italiano in me: non riesco a dire nulla senza agitare le mani, ci sono antiche pietre romane nelle cantine della mia casa a Verona, e gli eroi nella mia scuola erano Leonardo e Michelangelo &#8230;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Eppure questa identit\u00e0 nazionale \u00e8 solo uno strato sottile,\u00a0uno tra tanti altri, assai pi\u00f9 importanti. Dante ha segnato la mia educazione, ma ancora pi\u00f9 lo hanno fatto Shakespeare e Dostoevskij.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per completare l\u2019espressione del proprio punto di vista aggiunge due note molto rilevanti, di essere nato in una piccola citt\u00e0 di provincia, cattolica e \u201cbigotta\u201d (Verona) e di aver studiato in una citt\u00e0 capoluogo di media dimensione, molto pi\u00f9 libertaria, (\u201cnella libertina Bologna\u201d). Cosa che gli ha procurato uno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2018\/apr\/14\/carlo-rovelli-exploding-commonsense-notions-order-of-time-interview\">shock culturale<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma, soprattutto,\u00a0<em>ammette il suo punto di vista di classe<\/em>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cSono cresciuto all\u2019interno di una determinata classe sociale, e condivido abitudini e preoccupazioni con le persone di questa classe in tutto il pianeta pi\u00f9 che con i miei connazionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E generazionale:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cSono parte di una generazione: un inglese della mia et\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 simile a me di un veronese dall\u2019et\u00e0 diversa\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">(Naturalmente un inglese della stessa classe sociale).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ed a questo punto conclude slittando inavvertitamente ma significativamente dalla prospettiva collettiva, nella quale aveva introdotto il tema della identit\u00e0 culturale (gli \u201citaliani\u201d, gli \u201cinglesi\u201d), alla prospettiva personale ed individuale:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cLa mia identit\u00e0 viene dalla mia famiglia,\u00a0<em>unica, come \u00e8 unica ogni famiglia<\/em>, dal gruppo dei miei amici d\u2019infanzia, dalla trib\u00f9 culturale della mia giovinezza, dalla rete degli sparsi amici della mia vita adulta. Viene soprattutto dalla costellazione di valori, idee, libri, sogni politici, preoccupazioni culturali, obiettivi comuni, che sono stati condivisi, nutriti, per i quali abbiamo combattuto insieme, e che sono stati trasmessi in comunit\u00e0 che sono pi\u00f9 piccole, o pi\u00f9 grandi, o completamente trasversali ai confini nazionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ora, da questa prospettiva\u00a0<em>l\u2019identit\u00e0 collettiva<\/em>, che ammetteva con riconoscimento fisiognomico all\u2019avvio (\u201cLa Gran Bretagna \u00e8 un vecchio Paese. Il mio Paese, l\u2019Italia, \u00e8 giovane. Entrambi sono orgogliosi del loro passato. Entrambi sono contrassegnati da marcati caratteri nazionali: \u00e8 facile identificare gli italiani o gli inglesi, tra la folla di un aeroporto internazionale<em>\u201d), si dissolve senza lasciare traccia<\/em>. Ora, dal punto di vista divenuto interamente individuale, \u201cl\u2019identit\u00e0 \u00e8 unica\u201d, si tratta del risultato di un percorso biografico irripetibile. E, sempre da questo punto di vista, le comunanze di senso sono ora trasversali e attraversano i confini. Questo discorso \u00e8 simile a quello che, da un punto di vista liberale, compie Amartya Sen in \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2013\/10\/amartya-sen-identita-e-violenza.html\">Identit\u00e0 e violenza<\/a><\/em>\u201d, naturalmente in modo molto pi\u00f9 consapevole ed articolato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Carlo Rovelli, \u00e8 nato nel 1956, ha dunque cinque anni pi\u00f9 di me ed ha potuto partecipare in et\u00e0 pi\u00f9 adulta (ma giovanile) al movimento studentesco del 77-80, venendo coinvolto nell\u2019ala libertaria e nella seconda generazione di<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Radio_Alice\">Radio Alice<\/a>\u00a0(nella prima personalit\u00e0 come Bifo, Scozzari, ed altri). Dopo questa breve ed intensa parentesi si \u00e8 laureato in Fisica a Bologna ed ha fatto un dottorato a Padova, ottenendo dei post-doc a Roma, Trieste e Yale. \u00c8 stato docente a Pittsburg per quasi un decennio ed ora \u00e8 ordinario all\u2019Universit\u00e0 di Aix-Marseille in Francia. Scrive sul<em>Corriere della Sera<\/em>, sul\u00a0<em>Sole 24 Ore<\/em>\u00a0e su\u00a0<em>La Repubblica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Sarebbe appropriato rileggere Pasolini:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>\u201cQuando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte\/ coi poliziotti,\/ io simpatizzavo coi poliziotti!\/ Perch\u00e9 i poliziotti sono figli di poveri.\/ Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.\/ [&#8230;] I ragazzi poliziotti\/ che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione\/ risorgimentale)\/ di figli di pap\u00e0, avete bastonato,\/ appartengono all\u2019altra classe sociale.\/ A Valle Giulia, ieri, si \u00e8 cos\u00ec avuto un frammento\/ di lotta di classe: e voi, amici (bench\u00e9 dalla parte\/ della ragione) eravate i ricchi,\/ mentre i poliziotti (che erano dalla parte\/ del torto) erano i poveri\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><strong>Capita ora lo stesso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Rovelli, ricorda senza problemi di essere cresciuto \u201c<em>all\u2019interno di una determinata classe sociale<\/em>\u201d, quella che manda i suoi figli al classico, e poi nelle elitarie facolt\u00e0 di fisica, ed a fare i dottorati. E senza problemi, abbandonando i suoi vecchi compagni (quelli che non lo hanno seguito, naturalmente), ammette che ora \u201ccondivide\u201d due cose essenziali, \u201cabitudini e preoccupazioni\u201d, con le persone della medesima classe, ovunque abitino, e non con i suoi connazionali di altre classi. Ovviamente, perch\u00e9 questi ne hanno di diverse (in particolare di preoccupazioni).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Rovelli, come prevedeva Pasolini, \u00e8 tornato alla sua classe.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 nulla di male, basta saperlo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E di questa, in particolare della sua frazione cosmopolita, condivide\u00a0<em>il rifiuto di qualsiasi responsabilit\u00e0 collettiva<\/em>, di ogni dovere. Predilige, naturalmente, i diritti. Esattamente difende il diritto di chiamarsi fuori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Tra le \u201cpreoccupazioni\u201d della classe cosmopolita che, come scriveva Lasch<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, \u2018ha una mentalit\u00e0 turistica del mondo\u2019, c\u2019\u00e8 infatti in primo piano quella di non essere chiamata ad essere responsabile delle altre classi. Di non dover pagare le tasse per loro, di non dover sottostare a regole che servono a proteggerle dalle conseguenze del capitalismo di rapina che loro stessi, collettivamente hanno prodotto e sostengono; c\u2019\u00e8 l\u2019incubo di doverle risarcire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Certo, individualmente noi tutti siamo, come dice insieme a Sen, \u201cuna combinazione di strati, incroci\u201d, e che questi incroci, estremizzando, sono parte di \u201cuna rete di scambi che tesse l\u2019umanit\u00e0 intera nella sua multiforme e mutevole cultura\u201d. Ma se vista da Marte la terra intera \u00e8 un puntino, non significa che lo sia quando si hanno i piedi a nella polvere. Non tutti gli incroci sono altrettanto stabili o importanti, non tutte le reti interessano ognuno. Probabilmente la rete di Rovelli \u00e8 diversa dalla mia, ma non \u00e8 questo il punto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Perch\u00e9, coerentemente con la mentalit\u00e0 turistica e con il rifiuto di partecipare al dovere comune, Rovelli fa un salto enorme e dalla identit\u00e0 individuale passa, senza soluzione di continuit\u00e0, in un sol balzo eroico, al \u201ccomportamento politico collettivo\u201d. Scrive, infatti:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cMa allora perch\u00e9, se questa \u00e8 la variegata identit\u00e0 di ciascuno di noi, perch\u00e9 organizziamo il nostro comportamento politico collettivo in nazioni e lo fondiamo sul senso di appartenenza a una nazione? Perch\u00e9 l\u2019Italia? Perch\u00e9 il Regno Unito?\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00c8 un salto enorme, ripercorriamolo prima di vederlo sparire:\u00a0<em>se<\/em>\u00a0questa \u00e8 la variegata identit\u00e0 di ciascuno di noi,<em>perch\u00e9<\/em>\u00a0organizziamo il comportamento politico collettivo in unit\u00e0 antecedenti l\u2019individuo? Perch\u00e9, se ognuno \u00e8 diverso, il comportamento\u00a0<em>politico\u00a0<\/em>deve essere determinato in arene che gli preesistono?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019assoluta confluenza, in fondo originaria, del libertarismo dell\u2019estrema sinistra (in particolare in chi la visse da giovane, assorbendola acriticamente) e del liberalismo \u00e8 qui del tutto evidente. Come evidente, e addirittura rivendicata, la natura di classe e gli interessi, le \u201cpreoccupazioni\u201d, che condivide con gli omologhi del mondo intero, ma non, ovviamente, con le altre classi della propria arena politica. Che quindi si tratta di neutralizzare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Neutralizzare, per Roversi,\u00a0<em>significa delegittimare<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E si impegna da ora in questo compito. Intanto rovescia il punto, mettendolo a testa in gi\u00f9: \u201c<em>non \u00e8 il potere che si costruisce attorno a identit\u00e0 nazionali; \u00e8 viceversa: le identit\u00e0 nazionali sono create dalle strutture di potere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il che \u00e8 vero, naturalmente. E\u2019, cio\u00e8,\u00a0<em>anche<\/em>\u00a0vero, nel lungo periodo e nell\u2019insieme. Ma le identit\u00e0 nazionali sono fatte anche dalla lingua, dai costumi, dai valori, dalla memoria, da tante componenti che non tutte, non immediatamente, sono\u00a0<em>create<\/em>\u00a0dalle strutture di potere<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Senza dimenticare di passare per un momento di autorazzismo<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, Rovelli si appoggia quindi ad una frase di Massimo d\u2019Azeglio (bellamente ignorata dalla pi\u00f9 prosaica \u00e9lite dell\u2019ex regno di Sardegna, interessato al pi\u00f9 a fare se stesso) per sostenere che le nazioni, che si raccontano attraverso la propria storia, sono \u201cfamiglie fittizie\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cSono sempre sorpreso di quanto diversa sia la storia insegnata\u00a0in Paesi diversi. Per un francese, la storia del mondo \u00e8 centrata sulla Rivoluzione francese. Per un italiano, eventi di dimensione universale sono il Rinascimento (italiano) e l\u2019Impero romano. Per un americano, l\u2019evento chiave per l\u2019umanit\u00e0, quello che ha introdotto il mondo moderno, la libert\u00e0 e la democrazia, \u00e8 la guerra di Indipendenza americana contro&#8230; la Gran Bretagna. Per un indiano, le radici della civilt\u00e0 si trovano nell\u2019era dei Veda&#8230; ciascuno sorride delle distorsioni degli altri, e nessuno riflette sulle proprie&#8230;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Leggiamo il mondo in termini di grandi narrazioni discordanti,\u00a0che abbiamo in comune con i connazionali. Sono narrazioni create consapevolmente per generare un senso di appartenenza a famiglie fittizie, chiamate nazioni.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Di qui ci si allontana ancora un poco e si arriva su Giove.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Da l\u00ec pu\u00f2 sembrare che sia \u201cnon molto tempo fa\u201d che gli abitanti di Costantinopoli (ovvero l\u2019odierna Istanbul), prima di essere trucidati nel 1453, \u201cchiamavano se stessi \u2018romani\u2019\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, e pu\u00f2 sembrare che due secoli fa in Calabria chiamavano se stessi \u201cgreci\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Se ne conclude, dato che seicento anni fa nella citt\u00e0 di Istanbul c\u2019erano persone diverse, che \u201cle identit\u00e0 nazionali non sono altro che teatro politico\u201d. Neppure Sen arriva a tanto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cMeno di due secoli c\u2019era gente in Calabria che chiamava se stessa \u00abgreco\u00bb, e non molto tempo fa gli abitanti di Costantinopoli chiamavano se stessi \u00abromano\u00bb&#8230; e non tutti in Scozia o Galles hanno tifato Inghilterra nella coppa del mondo&#8230; Le identit\u00e0 nazionali non sono altro che teatro politico\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">A questo punto, scoprendo di essersi spinto magari troppo in l\u00e0 il nostro inserisce subito un caveat:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cNon fraintendetemi. Non voglio suggerire che ci sia qualcosa di male\u00a0in tutto questo. Al contrario: unificare popolazioni diverse \u2014 veneziani e siciliani, o diverse trib\u00f9 anglosassoni \u2014 perch\u00e9 collaborino a un bene comune, \u00e8 saggia e lungimirante politica\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per precisarlo ricade subito pi\u00f9 avanti, dimentico completamente del suo marxismo delle origini e tradendo il ritorno a casa compiuto ormai completamente:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cSe lottiamo tra noi stiamo ovviamente molto peggio che se lavoriamo insieme. \u00c8 la cooperazione, non il conflitto, che giova a tutti. L\u2019intera civilt\u00e0 umana \u00e8 il risultato della collaborazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Magari si potrebbe ricordare, almeno quello lo avr\u00e0 letto, suppongo, l\u2019incipit pi\u00f9 famoso del primo capitolo del \u201c<em>Manifesto del Partito Comunista<\/em>\u201d, quello che, non per caso, parla dell\u2019inimicizia tra la sua \u2018trib\u00f9 mondiale\u2019 e quelli che lascia a casa, il capitolo \u201cBorghesi e proletari\u201d:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201c<em>La storia di ogni societ\u00e0 sinora esistita \u00e8 storia di lotte di classi<\/em>.\u201d Karl Marx, Friedrich Engels, 1848<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Lo stesso testo che si chiude con l\u2019altrettanto famoso:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201c<em>Proletari di tutti i paesi, unitevi!\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Qui avviene un altro salto enorme. Nel seguito Rovelli sostiene che dentro i paesi creare unit\u00e0 politica (uno \u201cspazio politico comune\u201d) \u00e8 sempre a vantaggio reciproco, quindi sostiene anche se \u00e8 falso che ci sia una \u201cSacra Identit\u00e0 Nazionale\u201d, \u00e8 bene sia<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cQualunque sia la differenza tra Napoli e Verona, le cose vanno meglio per tutti senza frontiere fra l\u2019una e l\u2019altra. Lo scambio di idee e merci, sguardi e sorrisi, i fili che tessono la nostra civilt\u00e0, ci arricchisce tutti, in beni, intelligenza e spirito. Fare convergere persone diverse in uno spazio politico comune \u00e8 vantaggio per tutti. Rafforzare poi questo processo con un po\u2019 di ideologia e teatro politico, per tenere a bada i conflitti istintivi, montare la farsa di una Sacra Identit\u00e0 Nazionale, per quanto sia operazione fasulla, \u00e8 comunque operazione utile. \u00c8 prendere il giro le persone, ma chi pu\u00f2 negare che la cooperazione \u00e8 meglio del conflitto?\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dove atterra Rovelli? Finisce per passare sotto assoluto silenzio che\u00a0<em>da una parte<\/em>\u00a0c\u2019\u00e8, robusto o meno, uno \u201cspazio politico comune\u201d, nel quale decenni di lotte, che dovrebbe in parte ricordare, hanno conquistato spazi democratici e quote di redistribuzione,\u00a0<em>dall\u2019altra<\/em>, nulla di questo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Si trova ad affermare:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cMa \u00e8 proprio qui che l\u2019identit\u00e0 nazionale diventa un veleno.\u00a0Creata per favorire la solidariet\u00e0, pu\u00f2 finire per diventare l\u2019ostacolo alla cooperazione su scala pi\u00f9 larga. Creata per ridurre conflitti interni, pu\u00f2 finire per generare conflitti esterni ancora pi\u00f9 dannosi.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il punto \u00e8 per\u00f2 un\u2019altro: l\u2019identit\u00e0 nazionale contiene il portato di quelle lotte, e quindi registra un equilibrio di forze e un insieme di doveri dai quali la \u2018trib\u00f9\u2019 di Rovelli vuole fuggire. Preferisce scegliere quali impegni prendere, e preferisce non prendere quelli costosi ed a vantaggio di altri.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Segue la solita reductio ad hitlerum, con consuetudinario analfabetismo storico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cLe intenzioni dei padri fondatori del mio Paese erano buone nel promuovere un\u2019identit\u00e0 nazionale italiana, ma solo pochi decenni dopo questa \u00e8 sfociata nel fascismo, estrema glorificazione di identit\u00e0 nazionale. Il fascismo ha ispirato il nazismo di Hitler. La passionale identificazione emotiva dei tedeschi in un singolo\u00a0Volk\u00a0ha finito per devastare la Germania e il mondo. Quando l\u2019interesse nazionale promuove il conflitto invece che la cooperazione, quando alla ricerca di compromessi e regole comuni si preferisce mettere la propria nazione davanti a tutto, l\u2019identit\u00e0 nazionale diventa tossica\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Introdotto Hitler \u00e8 possibile ascrivergli ogni cosa che si muove. Dunque tutte le politiche che si oppongono alla \u2018trib\u00f9\u2019 che passa la vita negli aeroporti (non a caso evocati all\u2019inizio come test di identificazione nazionale).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cPolitiche nazionaliste o sovraniste stanno dilagando nel mondo,\u00a0aumentando tensioni, seminando conflitto, minacciando tutti e ciascuno di noi.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come si risponde ad una \u201cinsensatezza\u201d?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cPenso che la risposta sia dire forte e chiaro che l\u2019identit\u00e0 nazionale \u00e8 falsa. \u00c8 buona se aiuta a superare interessi locali per il bene comune, \u00e8 miope e controproducente quando promuovere l\u2019interesse di un gruppo artificiale, \u00abla nostra nazione\u00bb, invece che un pi\u00f9 ampio bene comune.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019identit\u00e0 collettiva, ovvero nazionale, \u00e8 dunque \u201cfalsa\u201d (parola impegnativa in bocca ad un fisico teorico). Ma pur essendo non-vera pu\u00f2 essere tuttavia \u2018buona\u2019 se almeno aiuta a superare \u2018interessi locali\u2019 (ad esempio, immagino, quelli del proletariato) per il \u2018bene comune\u2019 (che, sempre immagino, coincide con quello della \u2018trib\u00f9\u2019 del nostro, dato che il conflitto non \u00e8 pi\u00f9 previsto). \u00c8, invece, \u2018miope e controproducente\u2019 se promuove l\u2019interesse di un \u2018gruppo artificiale\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questo fantastico \u2018<em>pi\u00f9 ampio bene comune<\/em>\u2019 (e l\u2019autorit\u00e0 di designarlo, dato che lo spazio politico europeo non esiste nella stessa forma operativamente attiva), \u00e8 quindi nascosto dagli interessi particolari.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come si potrebbe ottenere lo fa intuire la frase successiva:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Ma localismo e nazionalismo non sono solo errori di calcolo<\/em>;\u00a0traggono forza dal loro appello emotivo: l\u2019offerta di una identit\u00e0. La politica gioca con il nostro istintivo insaziabile desiderio di appartenenza. \u00abLe volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo hanno i loro nidi, ma il Figlio dell\u2019Uomo non ha dove posare il suo capo&#8230;\u00bb offrire una casa fittizia, la nazione, \u00e8 risposta fasulla, ma costa poco e paga politicamente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Dunque \u00e8 \u201cil calcolo\u201d, il modo<\/em>. \u00c8 la tecnocrazia alla quale appartiene, quella che vive insieme e si riconosce eguale nel mondo, ad avere la risposta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Bisogna allora neutralizzare le arene politiche nazionali per andare verso il \u201cpi\u00f9 ampio bene comune\u201d, che, ovviamente, non si designa politicamente (dato che politica significa conflitto), ma si \u2018calcola\u2019. Infatti \u00e8 per questo che l\u2019identit\u00e0 nazionale \u00e8 \u201cfalsa\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Di seguito, finalmente, riconosce che purtuttavia l\u2019identit\u00e0 \u00e8 un bisogno antropologico. Ma la legge ancora come fittizia e fasulla risposta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La chiusa \u00e8 lirica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cPer questo la risposta alla perniciosa ideologia nazionale non pu\u00f2 essere solo un appello alla ragionevolezza, ma deve trovare l\u2019anelito morale e ideologico che merita: glorificare identit\u00e0 locali o nazionali e usarle per ridurre la cooperazione su scala pi\u00f9 ampia non \u00e8 solo un calcolo sbagliato, \u00e8 anche miserabile, degradante, e moralmente riprovevole.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Accusa quindi chi volesse difendere le democrazie popolari e costituzionali istituite nelle nazioni, e frutto delle lotte antifasciste, oltre che delle mobilitazioni del dopoguerra, di voler \u201cridurre la cooperazione su scala pi\u00f9 ampia\u201d. Ovvero in sostanza di impedire che il \u201cpi\u00f9 largo bene comune\u201d sia determinato razionalmente dagli ottimati, cui appartiene.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Accusa di \u201csbagliare i calcoli\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma fa di pi\u00f9: li accusa, ci accusa, di essere \u201cmiserabili\u201d, \u201cdegradanti\u201d, \u201cmoralmente riprovevoli\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E perch\u00e9 lo saremmo? Perch\u00e9 pur avendo identit\u00e0 nazionali (infine un italiano non \u00e8 come un cinese), ogni uomo \u00e8 separato. Di qui Rovelli salta nuovamente indietro, e afferma:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cNon perch\u00e9 non abbiamo identit\u00e0 nazionali \u2014 le abbiamo.\u00a0Ma perch\u00e9 ognuno di noi \u00e8 un crocevia di identit\u00e0 molteplici e stratificate\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dunque infine, dopo aver compiuto la mossa liberale per eccellenza, quella che lascia ognuno solo davanti alla forza schiacciante del capitale (se non se ne dispone), Rovelli conclude che mettere l\u2019identit\u00e0 non scelta, quella che comporta doveri e non solo diritti, davanti, \u201csignifica tradire le altre\u201d. Tradire, cio\u00e8, quelle che si potrebbero scegliere, che ci convengono, che la nostra \u2018trib\u00f9\u2019 ama in tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Perch\u00e9, \u00e8 chiaro, siamo diverso all\u2019interno di ciascuna nazione. Ed \u00e8 proprio l\u2019essere diversi che ci d\u00e0 il diritto di chiamarci fuori (concretamente).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cMettere la nazione in primo luogo significa tradire tutte le altre. Non perch\u00e9 siamo tutti eguali nel mondo, ma perch\u00e9 siamo diversi all\u2019interno di ciascuna nazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Certo, nel finale, dice ancora la verit\u00e0. Quelli come lui \u201channo case migliori\u201d, e non capiscono perch\u00e9 devono condividerle con la plebe. Loro sono \u201cpi\u00f9 nobili\u201d, sono \u201cdiffusi nel mondo\u201d, non sono mai \u201csoli\u201d, sono sempre \u201cin tanti\u201d.\u00a0<em>Direi che ce ne eravamo accorti.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cNon perch\u00e9 non abbiamo bisogno di una casa, ma perch\u00e9 abbiamo case migliori e pi\u00f9 nobili che non il grottesco teatro della nazione: la nostra famiglia, i nostri compagni di strada, le comunit\u00e0 di cui condividiamo i valori, che sono diffuse nel mondo; chiunque siamo, non siamo soli, siamo in tanti\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La lirica \u00e8 alla fine.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cE abbiamo un posto meraviglioso da chiamare \u00abcasa\u00bb: la Terra, e una meravigliosa, variegata trib\u00f9 di fratelli e sorelle con i quali sentirci a casa e con i quali identificarci: l\u2019umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E con essa la truffa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Chiamare \u2018umanit\u00e0\u2019 chi ci conviene (e disumanizzare tutti gli altri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; Christopher Lasch, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/10\/christopher-lasch-la-ribellione-delle.html\">La ribellione delle \u00e9lite<\/a><\/em>\u201d. Vedi anche, Richard Rorty \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/12\/richard-rorty-una-sinistra-per-il.html\">Una sinistra per il prossimo secolo<\/a><\/em>\u201d, Ralph Dahrendorf \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/09\/ralf-dahrendorf-dopo-la-democrazia.html\">Dopo la democrazia<\/a><\/em>\u201d, Mark Lilla, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/08\/mark-lilla-lidentita-non-e-di-sinistra.html\">L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 di sinistra<\/a><\/em>\u201d, Aldo Barba, Massimo Pivetti \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/11\/aldo-barba-massimo-pivetti-la-scomparsa.html\">La scomparsa della sinistra in Europa<\/a><\/em>\u201d, Jean-Claude Mich\u00e9a \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/11\/jean-claude-michea-i-misteri-della.html\">I misteri della sinistra<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; Noterei anche la parola \u201ccreate\u201d, ovvero dal nulla. Non \u201cprodotte\u201d, a partire da materie prime. In un fisico la cosa pu\u00f2 non essere casuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; \u201cVisto dal mio giovane e ancora un po\u2019 disfunzionale Paese, l\u2019Italia, questo \u00e8 forse pi\u00f9 facile da notare che non dall\u2019interno dell\u2019antico e nobile Regno di sua maest\u00e0 la regina\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; Cosa che \u00e8 storicamente approssimativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; Questa, dato che nel 1818 il\u00a0<em>Regno delle due Sicilie<\/em>\u00a0era ben vegeto (da settecento anni, in forme diverse), \u00e8 un poco pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; Quindi, non \u201cdel mondo\u201d (che \u00e8 una traduzione errata dal tedesco). \u201c<em>Il manifesto del Partito Comunista<\/em>\u201d, Editori Riuniti, 1986, p.90. Sopra, \u201ci comunisti appoggiano dappertutto ogni moto rivoluzionario contro le condizioni sociali e politiche esistenti \u2026lavorano all\u2019unione e all\u2019intesa dei partiti democratici di tutti i paesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0_ Naturalmente qui il vecchio trucco consiste nel farsi un fantoccino facile da abbattere, nessuno pu\u00f2 credere (e probabilmente nessuno ha mai creduto) che esista una \u201cSacra Identit\u00e0 Nazionale\u201d. Di qui a considerare tutto piatto ed equivalente \u00e8 un saltare sulle pietre scivolose di un torrente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/10\/circa-carlo-rovelli-lidentita-nazionale.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/10\/circa-carlo-rovelli-lidentita-nazionale.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; &nbsp; A luglio 2018 il fisico Carlo Rovelli, sconfinando alquanto dal suo campo, ha scritto per \u2018The Guardian\u2019 (giornale di area Labour che appoggia Clegg) un denso\u00a0articolo\u00a0il cui titolo \u00e8 \u201cNational identity is fake.\u00a0We should focus on the wider common goods\u201d.\u00a0Vengo in contatto con questo articolo attraverso una determinata\u00a0recensione\u00a0scritta da Moreno Pasquinelli su \u201cSollevazione\u201d. Pi\u00f9 precisamente Pasquinelli reagisce alla\u00a0traduzione\u00a0in italiano pubblicata qualche giorno dopo dal \u201cCorriere della Sera\u201d, il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":38863,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bMH","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45303"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45303"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45304,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45303\/revisions\/45304"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}