{"id":45316,"date":"2018-10-20T11:15:29","date_gmt":"2018-10-20T09:15:29","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45316"},"modified":"2018-10-20T10:58:55","modified_gmt":"2018-10-20T08:58:55","slug":"linganno-delle-immagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45316","title":{"rendered":"L\u2019inganno delle immagini"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Martis)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un arcipelago di elementari disegnini compongono l\u2019etichetta argentea. Una stella che galleggia sul mare; dei cuoricini sparsi qua e l\u00e0; un simpatico occhio smorto, effigie del nuovo <em>glamour<\/em>. Al centro, la firma del mandante di questa tragedia estetica: Evian, <strong><em>acqua di lusso<\/em><\/strong>. \u00c8 questa l\u2019immagine che \u00e8 rimbalzata sui <em>social network <\/em>e che ha fatto scatenare il popolo del web<em>. <\/em>Alla modica cifra di 8\u20ac si pu\u00f2 acquistare una bottiglia la cui etichetta \u00e8 letteralmente pasticciata da uno dei pi\u00f9 importanti personaggi del nuovo spettacolo: <strong>Chiara Ferragni<\/strong>, la diva che si \u00e8 fatta su Instagram. Un ottimo prodotto per clienti disidratati di illusioni, con i suoi 75 cl di puro spettacolo.<\/p>\n<div id=\"attachment_101482\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-101482\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1.jpg\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1.jpg 750w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1-227x227.jpg 227w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/1-300x300.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"750\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Acqua Evian Chiara Ferragni<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La commercializzazione di questa bottiglia custodisce in s\u00e9 un aspetto penoso: anche l\u2019acqua \u2013 un bene essenzialmente primario e inalienabile \u2013 pu\u00f2 essere gettata in quel macchinario tritatutto che \u00e8 la spettacolarizzazione. Per Evian non \u00e8 una novit\u00e0 costruire campagne di marketing di questo tipo. Sono infatti note le sue numerose collaborazioni con stilisti del calibro di Kenzo, Jean Paul Gaultier e Christian Lacroix. E giustamente, il marchio non rinuncia al rinnovamento. La pubblicit\u00e0 \u2013 mondo in continuo mutamento \u2013 lentamente rottama i vecchi personaggi dello showbiz televisivo, affidandosi ad un particolare cosmo di volti che popola internet: <strong>gli <em>influencer<\/em><\/strong>. Instagram \u00e8 infatti la nuova frontiera dello spettaccolo e della simulazione; la quintessenza dell\u2019immagine e dell\u2019apparenza; il nuovo spazio dell\u2019iperrealt\u00e0 sociale. Dice <strong>Guy Debord<\/strong> in <em>La societ\u00e0 dello spettacolo<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>il mondo si trova sostituito da una selezione di immagini che esiste al di sopra di esso, e che nello stesso tempo si fa riconoscere come il sensibile per eccellenza.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella bottiglia c\u2019\u00e8 tutto questo: il nome di <strong>Chiara Ferragni<\/strong> viene prima del bene fisico e reale; l\u2019immagine \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019acqua che viene venduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indagare sull\u2019acqua <em>della Ferragni<\/em>\u00a0pu\u00f2 essere utile per evidenziare aspetti della nostra societ\u00e0 che altrimenti spesso s\u2019ignorano. L\u2019intenzione di questo articolo non \u00e8 fare del moralismo fine a se stesso, ma usare questo fenomeno \u2013 tanto quotidiano quanto estremo \u2013 come spunto per una riflessione su ci\u00f2 che contraddistingue la nostra epoca. Il tema \u00e8: <strong>cosa si compra alla cifra di 8\u20ac acquistando quella bottiglia d\u2019acqua?<\/strong> Ci\u00f2 che si acquista non \u00e8 il bene reale, ma \u00e8 innanzitutto il segno e l\u2019immagine che quel bene incarna: <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/consumismo-potere-consumi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un segno costruito semioticamente<\/a> per incrementare il valore del bene. Tant\u2019\u00e8 che l\u2019acqua passa in secondo piano: il consumatore acquista quella bottiglia perch\u00e9 ha il nome impresso della Ferragni, la cui firma garantisce l\u2019infusione nell\u2019oggetto del suo stile e del suo modo di vivere. Il consumatore che decide di comperare quella bottiglia, mette nel carrello i momenti pubblici dell\u2019influencer italiana; le sue foto pubblicate su Instagram; il suo stile di vita; i suoi successi; i suoi sogni. Siamo nell\u2019epoca in cui <em>\u00e8 la mappa che precede il territorio; \u00e8 la mappa che genera il territorio<\/em>\u00a0direbbe Baudrillard. In questo caso \u00e8 l\u2019immagine glamour di Chiara Ferragni a far si che quell\u2019acqua possa esistere. Un capovolgimento aberrante, considerata l\u2019entit\u00e0 del bene in questione. L\u2019estetica si materializza. Tutto diventa un immagine, un segno, uno spettacolo: un oggetto transestetico.<\/p>\n<div id=\"attachment_101485\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-101485 size-large\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018_CKS_16454_0087_000mike_bidlo_not_warhol-818x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 818px) 100vw, 818px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018_CKS_16454_0087_000mike_bidlo_not_warhol-818x1024.jpg 818w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018_CKS_16454_0087_000mike_bidlo_not_warhol-181x227.jpg 181w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/2018_CKS_16454_0087_000mike_bidlo_not_warhol-768x961.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"818\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Warhol \u2013 Campbell\u2019s Soup Cans<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 <strong>la simulazione<\/strong>, insieme all\u2019attivit\u00e0 delle immagini, a costituire il principio organizzativo della societ\u00e0 postmoderna. Con simulazione s\u2019intende il modo di rappresentazione del reale che non ha per\u00f2 n\u00e9 origine, n\u00e9 realt\u00e0: il reale viene sostituito con i segni del reale. In <strong>un mondo formato da simulazioni e simulacri<\/strong>, gli individui fuggono dal deserto del reale per rifuggiarsi nell\u2019estasi dell\u2019iperrealt\u00e0, in cui le immagini e le virtualit\u00e0 dei computer, della televisione e dell\u2019esperienza tecnologica compongono un universo pi\u00f9 reale del reale. Persino le identit\u00e0 degli individui nella postmodernit\u00e0 e nel consumismo si formano tramite l\u2019appropriazione di immagini e codici, usati per percepire la propria soggettivit\u00e0 e relazionarsi con l\u2019Altro. Il risultato? Identit\u00e0 fragili perse nella ricerca continua di segni di cui appropriarsi per poter esistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I fratelli Wachowski si sono ispirati al pensiero di Baudrillard per realizzare il film Matrix, nonostante il filosofo ne abbia disapprovato i risultati perch\u00e9 \u201cQueste persone considerano l\u2019ipotesi del virtuale come un dato di fatto e la trasformano in fantasma visibile\u201d:\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Viviamo dunque in una civilt\u00e0 in cui il canone culturale di riferimento \u00e8 quello dell\u2019immagine<\/strong>. Come si \u00e8 giunti sino a questo punto? Qual \u00e8 il significato di questo sbilanciamento del canone a favore dell\u2019immagine invece che della parola? In <em>Il futuro dell\u2019immagine<\/em>, Federico Vercellone ripercorre la storia di un conflitto insito nella comunicazione e nella trasmissione culturale: quello tra immagine e parola, i quali si sono da sempre contesi il ruolo di medium comunicativo di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spesso accade, occorre osservare <strong>Platone<\/strong> per risalire all\u2019origine di questa vicenda, essendo il primo ad aver relegato l\u2019immagine nel territorio dell\u2019apparenza: essa \u00e8 un illusione sulla base della creazione di una terza dimensione \u2013 la profondit\u00e0 \u2013 che risulta in verit\u00e0 inesistente perch\u00e9 tecnicamente e artificiosamente realizzata. Non solo: nel X libro de <em>La Repubblica<\/em>, l\u2019immagine risulta essere una copia di un\u2019altra copia, in quanto \u00e8 l\u2019imitazione di un oggetto che riproduce a sua volta l\u2019idea, il modello. Un\u2019imitazione che fa appello alla parte irrazionale dell\u2019anima.\u00a0 Il meccanismo di identificazione indotto dalla <em>mimesis<\/em> non fa altro che destabilizzare la psiche del soggetto, comportando dei danni a livello morale e sociale. Insomma, con Platone si osserva \u2013 con la sua preferenza assoluta verso la parola e il discorso \u2013 l\u2019incipit del conflitto.<\/p>\n<div id=\"attachment_101486\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-101486 size-full\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/4.png\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/4.png 400w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/4-147x227.png 147w\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"616\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Vercellone \u2013 Il futuro dell\u2019immagine<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>Con Platone \u2013 il logos dell\u2019immagine \u2013\u00a0 viene stralciato quasi violentemente dalla vicenda iconica per esservi riammesso a singhiozzo a tappe successive<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">afferma Vercellone nel suo libro. Una storia che attraversa il neoplatonismo di <strong>Plotino<\/strong>, passando per <strong>Fichte<\/strong>, <strong>Novalis<\/strong> e <strong>H\u00f6lderlin<\/strong>, attraversando la nascita dell\u2019Estetica nel Settecento \u2013 in cui il conflitto viene narcotizzato, perch\u00e9 l\u2019immagine viene confinata nel mondo dell\u2019arte \u2013 e giungendo fino ai giorni nostri, in cui si tematizza la nascita della societ\u00e0 dello spettacolo. Il tema entro cui ruota il conflitto che si scatena a pi\u00f9 riprese nel corso della storia \u00e8 la questione dell\u2019autoriflessivit\u00e0 dell\u2019immagine, che si basa su un modello di riconoscimento di s\u00e9 e del mondo: si guarda al s\u00e9 mentre si guarda al di fuori di s\u00e9. Emerge cos\u00ec la possibilit\u00e0 di definire l\u2019autoriflessivit\u00e0 dell\u2019immagine come una forma adeguata dell\u2019autocoscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente si tratta di una forma diversa rispetto al logos discorsivo: il modello espressivo tipico dell\u2019immagine incorpora al suo interno anche un modello argomentativo e i due, cooperando, realizzano una comunicazione estremamente efficace ed immediata. Il conflitto pertanto non sembra vertere sulla contrapposizione tra verit\u00e0 e illusione, ma tra due modalit\u00e0 distinte di produrre la ragione come sistema di relazioni: quella della parola, tramite una razionalit\u00e0 discorsiva costruita attorno all\u2019attribuzione di un predicato ad un soggetto; e quella dell\u2019immagine tramite<\/p>\n<blockquote><p>la capacit\u00e0 riflessiva di accogliere l\u2019altro nel proprio riflesso per tornare su di s\u00e9<\/p>\n<p>(Vercellone, <em>Il futuro dell\u2019immagine<\/em>).<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 prendere come punto di svolta del conflitto l\u2019orazione <em>ut pictura poesis <\/em>presente nel <em>Del Laoconte <\/em>di <strong>Gotthold Ephraim Lessing<\/strong>, in cui viene dichiarata la separazione delle arti della parola da quelle figurative. Ci\u00f2 che consegue a questa suddivisione delle arti conduce all\u2019estetizzazione dell\u2019immagine, vicenda che la trasforma in pura forma. L\u2019immagine perde il suo essere istitutrice di mondi e portatrice di senso: il suo significato diventa meramente estetico. Questo passaggio \u2013 afferma Vercellone \u2013 costituisce la premessa della societ\u00e0 dello spettacolo, poich\u00e9 l\u2019immagine viene privata della sua portata sacrale e questo comporter\u00e0, in seguito, l\u2019esplosione dell\u2019immagine estetica nei \u201cliberi territori secolari del mondo\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_101488\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-101488\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/5.jpg\" sizes=\"(max-width: 3598px) 100vw, 3598px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/5.jpg 3598w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/5-225x227.jpg 225w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/5-768x773.jpg 768w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/5-1017x1024.jpg 1017w\" alt=\"\" width=\"3598\" height=\"3622\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Laocoonte e i suoi figli. La suddivisione delle arti avviene a partire dalla domanda \u201cperch\u00e9 il Laocoonte non urla?\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo conto di questo breve percorso, la portata pessimistica dell\u2019improvviso primato dell\u2019immagine nella civilt\u00e0 dello spettacolo viene certamente ridimensionata: si tratta infatti dell\u2019esito, forse provvisorio, di un conflitto che ha radici antiche. Vercellone sostiene che il carattere illusorio e derealizzante dell\u2019immagine \u2013 osservato <em>in primis <\/em>in Platone \u2013 abbia origine nel suo essere un artificio tecnologico e non naturale. Sarebbe la tecnica la responsabile dell\u2019accezione negativa attribuita all\u2019immagine sin da Platone. A fondo della questione pertanto \u00e8 insita la contrapposizione uomo-natura: l\u2019uomo utilizza la propria conoscenza con scopi performativi e utilitaristici. Questo contribuirebbe ad infondere, nel corso del Novecento, un pessimismo che non ha nulla a che vedere con i reali significati e fattori che emergono dall\u2019uso della tecnica. Perch\u00e9 in ogni caso, bisogna tener conto che la tecnica non \u00e8 che il risultato di una tendenza presente strutturalmente nella costituzione antropologica dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la concezione, per molti versi apocalittica, che filosofi come <strong>Baudrillard<\/strong> e <strong>Debord<\/strong> hanno avuto dell\u2019immagine, si esaurisce con la constatazione che tali concezioni siano fondate sostanzialmente su un pregiudizio? Ovviamente no. Posto che il problema della tecnica non si dissolve certamente con questa argomentazione, occorre sottolineare che la questione dell\u2019immagine non \u00e8 relativa solamente alla sua costruzione artificiosa, ma soprattutto al motivo per il quale essa viene costruita: alle intenzioni specifiche che contraddistinguono la creazione di questi artifici tecnologici. Si tratta insomma di contestualizzarne l\u2019artificiosit\u00e0 e l\u2019utilizzo. E nella societ\u00e0 dei consumi, la produzione delle immagini \u00e8 funzionale ad un sistema di oggetti e di merci a cui \u00e8 necessario attribuire dei segni e dei significati per poter essere venduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrano in gioco a questo punto le immagini, che hanno lo scopo di sedurre i consumatori e di diversificare immaterialmente le merci laddove non ci sono pi\u00f9 differenze materiali. Il fine ultimo pertanto risulta essere la massimizzazione del profitto. L\u2019immagine \u2013 o il segno-valore, per utilizzare il linguaggio di Baudrillard \u2013 viene costruita appositamente per rendere la merce appetibile; per conferirle un senso che altrimenti non avrebbe. Questa grande variet\u00e0 di segni-valore \u00e8 opera di tutta <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/consumismo-potere-consumi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una tecnologia semiotica<\/a>\u00a0 che <strong>fabbrica appositamente segni, valori e narrazioni da impiantare nelle merci attraverso la pubblicit\u00e0<\/strong>. Il problema relativo alla civilt\u00e0 dei consumi non \u00e8 solo la mera artificiosit\u00e0 dell\u2019immagine quindi, caratteristica in qualche modo scontata in quanto prodotto dell\u2019essere umano, bens\u00ec il motivo per cui l\u2019immagine viene creata \u2013 ovvero, la seduzione, la vendita, il controllo \u2013 e l\u2019artificiosa costruzione e attribuzione di un\u2019immagine che non appartiene veramente all\u2019oggetto: proprio come l\u2019immagine di Chiara Ferragni non appartiene in maniera reale e autentica a quella bottiglia d\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Black Mirror \u2013 Caduta Libera<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione non si pu\u00f2 dire ancora conclusa per\u00f2. Essendo l\u2019immagine un logos dotato di una capacit\u00e0 comunicativa e autoriflessiva particolare ed efficace per la sua immediatezza; <strong>\u00e8 anche una forma attraverso cui plasmare la propria identit\u00e0<\/strong>, nonch\u00e9 una modalit\u00e0 di trasmissione culturale. E in un sistema di merci e di immagini come quello della societ\u00e0 dei consumi, quest\u2019aspetto viene amplificato e i valori consumistici diffusi nella societ\u00e0 tramite le immagini delle merci. \u00c8 per questo motivo che, con <strong>Bauman<\/strong>, si pu\u00f2 dire che<\/p>\n<blockquote><p>nella societ\u00e0 dei consumatori nessuno pu\u00f2 diventare soggetto senza prima trasformarsi in merce<\/p>\n<p>(Bauman, <em>Consumo dunque sono<\/em>).<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini del consumo sono cos\u00ec pervasive da penetrare nella societ\u00e0 in ogni sua parte, a tal punto che i soggetti si reificano, trasformandosi e comportandosi come le merci: il loro sogno \u00e8 quello di diversificarsi e di farsi desiderare maggiormente rispetto agli altri consumatori-merce, cos\u00ec da non scomparire in quella massa informe di individui che compone la societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista, Instagram \u00e8 il fenomeno che riassume meglio il percorso di quest\u2019articolo. Si tratta infatti di <strong>un mondo virtuale e iperreale in cui i soggetti si trasformano autonomamente in immagini<\/strong> \u2013 spesso modificate e ritoccate \u2013 le quali consentono di spettacolarizzare in modo illusorio la propria vita. Un agglomerato di foto e <em>instastory <\/em>che raccontano chi si \u00e8; quanto si vive bene; quali esperienze entusiasmanti si sono vissute. Per competere con gli altri e risultare pi\u00f9 appetibili; per dimostrare quanto si \u00e8 pi\u00f9 popolari; per potersi vendere meglio nel mercato sociale. I <em>like <\/em>e i <em>followers<\/em>: un nuovo sistema di recensioni del prodotto in vendita. Un dispositivo che trasmette in diretta la propria vita e la rende unica, sotto lo sguardo di spettatori che sognano di divertirsi allo stesso modo. Se il simbolo della coscienza borghese era lo specchio, nel quale il soggetto vi si riflette, convinto di ottenere una vera immagine di s\u00e9; i nuovi consumatori hanno una vasta gamma di profili nei social network, in cui riflettere quel fatticcio che \u00e8 la propria identit\u00e0. Ma quando il telefono si spegne, cala il sipario e viene rivelata la menzogna. E allora il profilo Instagram diventa una confezione bellissima, al cui interno non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro che il vuoto di una normale esistenza:<strong> una merce come un\u2019altra<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/chiara-ferragni-acqua-apparire\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/chiara-ferragni-acqua-apparire\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Martis) &nbsp; Un arcipelago di elementari disegnini compongono l\u2019etichetta argentea. Una stella che galleggia sul mare; dei cuoricini sparsi qua e l\u00e0; un simpatico occhio smorto, effigie del nuovo glamour. Al centro, la firma del mandante di questa tragedia estetica: Evian, acqua di lusso. \u00c8 questa l\u2019immagine che \u00e8 rimbalzata sui social network e che ha fatto scatenare il popolo del web. 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