{"id":45328,"date":"2018-10-21T10:00:00","date_gmt":"2018-10-21T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45328"},"modified":"2018-10-22T07:25:40","modified_gmt":"2018-10-22T05:25:40","slug":"una-crisi-asiatica-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45328","title":{"rendered":"Una crisi \u201casiatica\u201d per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le tensioni finanziarie attorno all\u2019Italia sono in costante aumento: il governo \u201cpopulista\u201d, assemblato da Washington e dalla finanza internazionale, \u00e8 deciso a procedere con una manovra fiscale dall\u2019inconfondibile sapore provocatorio, cos\u00ec da esacerbare le tensioni europee ed accelerare il collasso dell\u2019Unione Europea. \u00c8 ormai chiaro che gli angloamericani hanno in serbo per l\u2019Europa una crisi identica a quella asiatica del 1997: svalutazione delle monete, default pubblici e privati, recessione generalizzata, salvataggi del Fondo Monetario Internazionale, etc. L\u2019Italia rischia di pagare un prezzo altissimo la sua funzione di \u201cgrimaldello\u201d dell\u2019unione monetaria.<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Una crisi del 1997 tutta europea<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Migliori sono le analisi, pi\u00f9 lunga \u00e8 la loro vita: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/terra-contro-mare-dalla-rivoluzione-inglese-a-quella-russa\/\">se poi si riescono ad afferrare le dinamiche di fondo della politica internazionale, si possono scrivere analisi dal respiro secolare<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di maggio, appena formatosi il governo giallo-verde, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/gli-angloamericani-giocano-la-carta-m5s-lega-puntando-alla-germanexit\/\">scrivemmo in articolo evidenziandone la funzione geopolitica in chiave anti-tedesca ed anti-continentale.<\/a> \u201cL\u2019agente speciale\u201d Steve Bannon e l\u2019ambasciatore Lewis Eisenberg, entrambi ex-papaveri di Goldman Sachs, assemblano all\u2019indomani delle elezioni politiche un esecutivo integralmente populista, sommando al Movimento 5 Stelle, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/m5s-la-stampella-del-potere\/\">prodotto della City sin dalle sue origini<\/a>, parte della coalizione del centrodestra, la Lega Nord, col chiaro intento di trasformare l\u2019Italia, terza economia del continente, in un grimaldello per scardinare l\u2019eurozona: in particolare, si vuole costringere la Germania, potenza sempre pi\u00f9 \u201ceuroasiatica\u201d, a rivalutare la propria moneta, cos\u00ec da tarparle le ali. <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultima-resistenza-del-filotedesco-mattarella\/\">I piani del duo Bannon-Eisenberg sono perfettamente noti al presidente Sergio Mattarella,<\/a> che abbozza una resistenza iniziale, salvo poi cedere, sotto la minaccia di impeachment, attacchi borsistici e pressioni internazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto procede tranquillamente nei primi mesi, finch\u00e9 non subentra la sessione di bilancio: il governo \u201cpopulista\u201d deve infatti iniziare ad assolvere alla sua funzione, ossia scardinare l\u2019eurozona, di comune intensa con la finanza internazionale. Questo passaggio \u00e8 molto importante e merita di essere evidenziato: i poteri finanziari che hanno formato l\u2019esecutivo giallo-verde e ne dettano la politica economica, sono gli stessi che infieriscono (ed infieriranno sempre di pi\u00f9, non appena le agenzie di rating apriranno la stagione dei declassamenti) sull\u2019Italia, per destabilizzare l\u2019intera Unione Europea. L\u2019esecutivo giallo-verde presenta dunque una manovra fiscale dall\u2019inconfondibile sapore provocatorio, studiata ad hoc per esacerbare gli animi a nord delle Alpi: spesa pensionistica in deficit, condoni fiscali, reddito di cittadinanza, zero investimenti. Un pugno in un occhio, insomma, al rigore \u201cteutonico\u201d. La manovra fiscale non riserva sorprese: la commissione europea parla di <em>\u201cdeviazioni senza precedenti<\/em>\u201d e, allo stesso tempo, i mercati si accaniscono contro i titoli di Stato, portando il differenziale con i bund tedeschi al massimo dal 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna evidenziare, nell\u2019escalation di tensione che contraddistingue il varo della manovra, il grande \u201csilenzio\u201d o addirittura la funzione di pompiere esercitata dai due grandi custodi dell\u2019euro, Angela Merkel e Mario Draghi: \u00e8 infatti chiaro che qualsiasi scontro frontale ai vertici di Italia, Germania e BCE non farebbe che precipitare la situazione, bloccando probabilmente l\u2019accesso dell\u2019Italia al mercato obbligazionario ed accelerando cos\u00ec l\u2019euro-implosione. Spalleggiato da Washington e Londra, il governo populista proceder\u00e0 quindi nei prossimi mesi nella sua politica anti-europea, incurante di crolli borsistici, rendimenti di btp alle stelle e del crescente isolamento internazionale: attorno alle elezioni europee del maggio 2019, si dovrebbe essere accumulato un potenziale esplosivo sufficiente da scardinare l\u2019attuale eurozona e gettare nel caos l\u2019Europa, o perlomeno i sui membri pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica angloamericana non \u00e8 infatti soltanto anti-tedesca (sebbene la Germania sia l\u2019obiettivo numero uno dell\u2019amministrazione Trump, come testimoniano i violenti e costanti attacchi al Nord Stream 2 e <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-nazionalizzazione-delleuropa-centrale-la-rinascita-dellintermarium\/\">la ricostruzione dell\u2019Intermarium a guida polacca rivolto contro Berlino e Mosca<\/a>) ma anti-continentale nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia possibile: l\u2019intera regione deve essere destabilizzata il pi\u00f9 possibile, cos\u00ec da minarne le fondamenta economiche e ritardarne l\u2019inevitabile convergenza verso Russia e Cina. Finch\u00e9 gli angloamericani conservavano l\u2019indiscusso primato industriale\/finanziario era loro interesse sviluppare la UE\/NATO come \u201ctesta di ponte\u201d in Eurasia, ma man mano che questo primato viene meno, \u00e8 loro interesse che l\u2019integrazione europea regredisca, cos\u00ec da evitare la nascita di potenziali \u201cblocchi continentali\u201d a trazione tedesca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi elementi (il ruolo delle agenzie di rating, l\u2019indebitamento pubblico e privato, la guerra valutaria, la portata regionale, etc.) rendono paragonabile l\u2019attuale strategia angloamericana contro l\u2019Europa a quella adottata contro le \u201cTigri asiatiche\u201d alla fine degli anni \u201890: ci riferiamo alla crisi asiatica del 1997, che interess\u00f2 Thailandia, Indonesia, Malesia, Filippine, Sud Corea e, di riflesso, anche la Cina ed il Giappone. Dopo aver fatto indebitare i Paesi in una valuta esterna (il dollaro nel caso dell\u2019Asia, l\u2019euro nel caso dell\u2019Europa), gli angloamericani, ricorrendo al solito braccio armato della speculazione e delle agenzie di rating, obbligarono le Tigri asiatiche ad abbondare il cambio fisso col dollaro (uscire dall\u2019euro, nel caso dei Paesi europei), generando a catena un\u2019ondata di fallimenti privati e pubblici (la Thailandia), crolli borsistici, recessione economica, cambi di regime e smembramenti di Stati (cacciata del presidente indonesiano Suharto e indipendenza di Timor Est). Il grande regista dell\u2019operazione terroristica-finanziaria fu George Soros<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/una-crisi-asiatica-per-leuropa\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a>, lo stesso Soros che ormai si dice convinto che qualsiasi problema politico in uno dei maggiori Paesi europei possa innescare il collasso dell\u2019Unione Europea e dell\u2019euro (<em>\u201ceverything that could go wrong has gone wrong for Europe\u201d<\/em><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/una-crisi-asiatica-per-leuropa\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo di \u201cinnesco\u201d che ebbe la Thailandia nella crisi asiatica del 1997 spetta oggi all\u2019Italia, con la differenza che il Paese asiatico fu un attore passivo, mentre il nostro Paese sta attivamente lavorando (spronato dagli angloamericani) per gettare nel caos l\u2019intera regione. Il commissario tedesco Guenther Oettinger, simpatico o meno, non ha certamente torto quando afferma che <em>\u201cl\u2019Italia vuole distruggere l\u2019Unione Europea<\/em>\u201d<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/una-crisi-asiatica-per-leuropa\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a>: Roma \u00e8 infatti il cavallo di Troia delle potenze anglossasoni-marittime per scardinare il progetto europeo e gettare nel caos il continente. Costretta a \u201csvalutare\u201d, ossia ad uscire dall\u2019euro, l\u2019Italia andr\u00e0 incontro ad un processo identico a quello subito dalla Thailandia nel 1997: crisi bancaria, default pubblico, ondata di fallimenti e violenta recessione. Come nel 1997, a quel punto l\u2019Italia contager\u00e0 i Paesi circostanti pi\u00f9 deboli (Grecia, Spagna, Portogallo, etc.) e potrebbe infliggere gravi danni persino al Giappone della situazione, ossia la Germania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe obbiettare che \u00e8 meglio un default, una violenta recessione ed una prospettiva di crescita futura, piuttosto che un\u2019austerit\u00e0 senza fine. B\u00e8, innanzitutto, per impatto a livello mondiale e conseguenze economiche, il default dell\u2019Italia sarebbe incommensurabilmente pi\u00f9 grave di quello thailandese e le nostre speranze di ripresa, vista la congiuntura internazionale, molto pi\u00f9 limitate. In secondo luogo, il grande sponsor dell\u2019austerit\u00e0 europea \u00e8 stato il Fondo Monetario Internazionale<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/una-crisi-asiatica-per-leuropa\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a>, basato a Washington, lo stesso che gioc\u00f2 un ruolo chiave nell\u2019aggravare la crisi asiatica del 1997, imponendo le solite politiche di austerit\u00e0 e avanzi di bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa si dirige, in ultima analisi, verso una crisi identica a quella asiatica del 1997, che produrr\u00e0 recessione e default su scala continentale, indebolendo l\u2019intera regione a vantaggio degli USA. L\u2019innesco della crisi sar\u00e0 quasi certamente l\u2019Italia, dove il governo \u201cpopulista\u201d sta semplicemente portando a termine l\u2019agenda della finanza internazionale, inaugurata dal governo tecnico di Mario Monti nel 2011\u2026<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/una-crisi-asiatica-per-leuropa\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/una-crisi-asiatica-per-leuropa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI &nbsp; Le tensioni finanziarie attorno all\u2019Italia sono in costante aumento: il governo \u201cpopulista\u201d, assemblato da Washington e dalla finanza internazionale, \u00e8 deciso a procedere con una manovra fiscale dall\u2019inconfondibile sapore provocatorio, cos\u00ec da esacerbare le tensioni europee ed accelerare il collasso dell\u2019Unione Europea. \u00c8 ormai chiaro che gli angloamericani hanno in serbo per l\u2019Europa una crisi identica a quella asiatica del 1997: svalutazione delle monete, default pubblici e privati, recessione generalizzata, salvataggi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":39666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/F.Dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bN6","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45328"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45328"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45328\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45338,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45328\/revisions\/45338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}