{"id":45378,"date":"2018-10-23T09:06:23","date_gmt":"2018-10-23T07:06:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45378"},"modified":"2018-10-23T09:06:23","modified_gmt":"2018-10-23T07:06:23","slug":"litalia-nel-mirino-di-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-il-conto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45378","title":{"rendered":"L\u2019Italia nel mirino di Goldman Sachs: cos\u00ec lo spread prepara il conto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema della sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano \u00e8 tornata d\u2019attualit\u00e0 nelle ultime settimane, a causa del deciso <span id=\"more-60499\"><\/span>incremento dello <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/parametro-tecnico-arma-politica-due-diversi-volti-dello-spread\/\">spread<\/a> e dei premi al rischio associati ai titoli del Tesoro di pi\u00f9 lungo termine, primi fra tutti i <strong>Btp<\/strong> decennali su cui \u00e8 calcolato il celebre indicatore. Sul tema, tuttavia, una certa pubblicistica mainstream porta avanti da tempo un\u2019analisi, sotto diversi punti di vista, confusionaria, in certi casi addirittura faziosa: in primo luogo, \u00e8 giusto ricordare che il problema dell\u2019economia italiana, nell\u2019ultimo trentennio, non \u00e8 stata l\u2019accumulazione di debito\u00a0<em>per s\u00e9,\u00a0<\/em>ma la mole crescente di interessi pagati sulle quote preesistenti, <a href=\"http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/il-debito-pubblico-e-la-ricchezza-dei-cittadini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come ricorda\u00a0<\/a><a href=\"http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/il-debito-pubblico-e-la-ricchezza-dei-cittadini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Wall Street Italia<\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, <a href=\"https:\/\/www.italiaoggi.it\/news\/in-avanzo-primario-da-27-anni-2254322\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come segnalato da\u00a0<\/a><em><a href=\"https:\/\/www.italiaoggi.it\/news\/in-avanzo-primario-da-27-anni-2254322\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Italia Oggi<\/a>,\u00a0<\/em>\u201cl\u2019Italia \u00e8 in avanzo primario da 27 anni\u201d, e anche la prima, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/spread-rating-crisi-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discussa manovra economica del governo Conte<\/a> non fa eccezione nel mantenere un saldo delle partite correnti positivo, facendo s\u00ec che il tanto vituperato deficit pari al 2,4% del Pil non sia altro che il frutto degli interessi pagati da Roma sugli oltre 2.300 miliardi di euro di debito.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Debito pubblico e interessi: la natura degli investitori spiega il legame<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema degli interessi porta alla questione, al tempo stesso economica e politica, del legame tra il debito di un Paese e la natura dei soggetti che ne detengono le quote maggioritarie. Chiaramente, un debito detenuto in proporzioni maggiori da investitori di grandi dimensioni capaci di condizionare con il loro operato l\u2019andamento dei titoli in una misura a dir poco macroscopica risulta pi\u00f9 vulnerabile a <strong>choc sistemici<\/strong>, attacchi speculativi e azioni non controllabili dall\u2019esecutivo nazionale, portando a fluttuazioni nell\u2019accumulazione degli interessi che, \u00e8 doveroso ribadirlo, risulta la causa primaria dell\u2019avvitamento a spirale del debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il caso del Giappone \u00e8 emblematico. Tokyo ha un debito pubblico pari a 8 mila miliardi di euro (253% del Pil), ma, <a href=\"https:\/\/www.risparmiamocelo.it\/perche-il-debito-pubblico-del-giappone-e-diverso-da-quello-dellitalia-e-della-grecia\/?utm_source=Linkiesta&amp;utm_campaign=Linkiesta&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=debito_pubblico_giappone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come ricorda\u00a0<\/a><em><a href=\"https:\/\/www.risparmiamocelo.it\/perche-il-debito-pubblico-del-giappone-e-diverso-da-quello-dellitalia-e-della-grecia\/?utm_source=Linkiesta&amp;utm_campaign=Linkiesta&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=debito_pubblico_giappone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Risparmiamocelo<\/a>,\u00a0<\/em>\u201ccirca <strong>il 90% del debito pubblico giapponese \u00e8 detenuto da soggetti residenti<\/strong>: banca centrale (43%); banche (19%) assicurazioni e fondi pensione (20%) e dal Fondo pensionistico nazionale (8%), risparmiatori (1%)\u201d. <a href=\"https:\/\/www.risparmiamocelo.it\/chi-detiene-il-debito-pubblico-italiano\/?utm_source=Linkiesta&amp;utm_campaign=Linkiesta&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=debito_pubblico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In Italia, invece<\/a>, \u201csono <strong>gli investitori non-residenti in Italia<\/strong> a possedere la fetta pi\u00f9 consistente del nostro debito pubblico. Oggi gli investitori stranieri possiedono il 35% (738 miliardi di euro) del debito italiano. Le <strong>banche <\/strong>detengono il 26% del debito pubblico italiano mentre altre istituzioni finanziarie, come assicurazioni e fondi, ne hanno in mano il 18%\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo dato bisogna aggiungere la mancanza di un potere di controllo da parte della politica economica sul rifinanziamento del debito, fattore fondamentale per lo Stato nipponico nel momento in cui il Primo ministro Abe punta su una manovra economica pluriennale spiccatamente espansiva. E questo nonostante la Banca d\u2019Italia abbia accresciuto, di recente, la sua esposizione.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il quantitative easing spinge la Banca d\u2019Italia<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima dell\u2019avvio della politica espansiva della Bce (<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/bce-stop-al-quantitative-easing-tutti-gli-scenari-del-futuro\/\">quantitative easing<\/a>), nel 2015,<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/quota_debito_pubblico_in_mano_a_stranieri-3726239\/news\/2018-04-03\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> scrive l\u2019<em>Agi<\/em><\/a>, \u201cla Banca d\u2019Italia deteneva 169,4 miliardi di titoli pubblici del nostro Paese, cifra corrispondente al 7,80% del totale del debito; la fetta di debito sottoscritta dall\u2019istituto di Via Nazionale, nell\u2019ambito del piano di acquisti avviato dalla Banca centrale europea, \u00e8\u00a0salita a 353,7 miliardi a fine 2017 e la fetta raddoppiata al 15,45%; l\u2019incremento \u00e8\u00a0di 184,3 miliardi (+108,81%)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Banca d\u2019Italia ha ridotto la maggioranza relativa di titoli detenuti dai grandi investitori internazionali, ma senza eroderla sostanzialmente. Ogni esecutivo presente e futuro dovr\u00e0 dunque trovarsi di fronte alla necessit\u00e0 di scendere a patti o fare i conti con i\u00a0<em>desiderata\u00a0<\/em>dei detentori residenti fuori dal Paese: l\u2019azione di rottura del fondo di Alan Howard al termine della crisi di governo primaverile segnala la necessit\u00e0 di dare un nome, un volto e una fisionomia ai gruppi che, di fatto, condizionano con la loro stessa pressione l\u2019evoluzione finanziaria del Paese.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">I tre Paesi pi\u00f9 esposti nel debito pubblico italiano: Francia, Germania, Spagna<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019analisi <a title=\"Die Welt\" href=\"https:\/\/www.welt.de\/wirtschaft\/article156865278\/In-Europa-zittern-wieder-die-Banken.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">pubblicata nell\u2019estate<\/a> del 2016 dal quotidiano tedesco<em> Die Welt<\/em>, escludendo le banche centrali (Bce e Bankitalia), individuava come primo investitore estero nel nostro debito la <strong>Francia<\/strong>. \u201cBanche e assicurazioni d\u2019Oltralpe\u201d, <a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/economia\/euro\/debito-pubblico-stranieri-mano-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si legge su\u00a0<\/a><em><a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/economia\/euro\/debito-pubblico-stranieri-mano-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Panorama<\/a>,<\/em> \u201cdetengono oltre 250 miliardi di euro in titoli di Stato italiani, pi\u00f9 del triplo degli istituti tedeschi (la Germania \u00e8 il secondo investitore nel debito pubblico italiano) che hanno investito 83,2 miliardi di euro nei titoli governativi italiani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seguono la Spagna, con 44,6 miliardi di euro, e gli Stati Uniti, con 42,5, di cui 10 detenuti dalla sola BlackRock. Il fondo patrimoniale segue le tedesche Detusche Banck (11,7 miliardi) e Allianz (24,8 miliardi) e la francese Axa (22,5 miliardi) in questa speciale classifica. Di recente, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/lombrello-americano-sul-debito-italiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">anche Jp Morgan<\/a>, esprimendo al contempo fiducia per gli indicatori economici italiani, \u00e8 apparsa interessata ad espandere la sua presenza nel debito di Roma.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Lo spettro del rating<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella sera di venerd\u00ec 19 ottobre l\u2019agenzia di rating Moody\u2019s ha tagliato\u00a0<strong>il rating dell\u2019Italia a Baa3 da Baa2 con outlook stabile<\/strong>, aprendo la strada a un potenziale rischio di fuga di capitali dal sistema Paese nel caso in cui anche le altre maggiori agenzie, sul lungo periodo, fossero indotte a portare avanti ulteriori bocciature. Per statuto, infatti, diversi fondi pensionistici o di investimento possono detenere solo asset garantiti con rating sicuri, aprendo un legame a doppio filo con agenzie il cui operato \u00e8 scarsamente trasparente, per usare un eufemismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/10\/goldman\/?fbclid=IwAR08sz3l2932zS0vfqzZHArxBQo2x-kaUWnodIphWjMU2ocNsMf80R9E7lU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ad esempio, segnala\u00a0<\/a><em><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/10\/goldman\/?fbclid=IwAR08sz3l2932zS0vfqzZHArxBQo2x-kaUWnodIphWjMU2ocNsMf80R9E7lU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Formiche<\/a>,<\/em> \u201cil solo indice Russell Ftse World Government Bond ha in pancia 800 miliardi di dollari di obbligazioni, di cui 60 miliardi di Btp (52 miliardi di euro). Se il rating italiano finisse per esempio sotto il livello di <em>investment grade<\/em> (due tagli da oggi), l\u2019indice, per regolamento interno, venderebbe in automatico\u201d. <strong>Goldman Sachs<\/strong>, invece, stima che l\u2019Italia rischia una vendita massiccia da parte dei fondi, di almeno 100 miliardi di euro, in caso di doppio <em>downgrade<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi casi, si cammina su un crinale delicato tra l\u2019analisi economica e il conflitto di interessi: il fatto che BlackRock, esposta con 10 miliardi di euro di titoli sul mercato pubblico italiano, risulti azionista di primaria grandezza tanto nel gruppo Moody\u2019s quando in Standard &amp; Poor\u2019s, l\u2019altra principale agenzia statunitense, e che Capital Group, controllante dell\u2019azionista di riferimento di quest\u2019ultima, McGraw-Hill, possegga oltre il 5% di Unicredit e Banco Bpm, invita a tenere alto il livello di guardia.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La missione cinese di Tria: Pechino sbarca nel debito pubblico italiano?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei prossimi anni, un ruolo crescente potrebbe essere giocato dalla Cina. Il Ministro dell\u2019Economia Giovanni Tria ha portato avanti una serie di iniziative importanti per coinvolgere maggiormente Pechino nel mercato italiano, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/verso-le-missioni-di-tria-e-geraci-in-cina-la-nuova-politica-dellitalia-verso-pechino\/\">recandosi in Cina<\/a> sul finire dell\u2019estate e <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/10\/tria-3\/?fbclid=IwAR3NAfFUIZn67xKgP8qJHXuSdykHI-jcAIW_46i2WYhGwzqFz-juOvnfI1Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">concludendo\u00a0 con il numero due della Cic, China Investment Corporation, Tu Guangshao<\/a>, il pi\u00f9 grande fondo sovrano del mondo,\u00a0un preaccordo per la costituzione di un fondo comune italo-cinese destinato ad aumentare gli investimenti sui reciproci mercati dopo un vertice bilaterale a Milano nella giornata del 17 ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina potrebbe essere il nuovo partner del debito pubblico italiano, e questo contribuirebbe da un lato a diversificare gli interessi in gioco nel contesto dei titoli emessi dal Tesoro. Ma ci\u00f2 non risolverebbe affatto il pi\u00f9 grande problema che limita l\u2019azione di qualsiasi esecutivo nazionale: affidare la copertura dalle emissioni a soggetti senza base nel nostro Paese significa perdere, passo dopo passo, porzioni di controllo sui futuri sviluppi del debito e sull\u2019evoluzione degli interessi, principale afflizione del Paese negli ultimi decenni. Solo un aumento della quota di debito pubblico in mano a investitori e cittadini italiani consentir\u00e0 di rompere questo circolo vizioso.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/litalia-nel-mirino-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-conto\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/litalia-nel-mirino-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-conto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Andrea Muratore) Il tema della sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano \u00e8 tornata d\u2019attualit\u00e0 nelle ultime settimane, a causa del deciso incremento dello spread e dei premi al rischio associati ai titoli del Tesoro di pi\u00f9 lungo termine, primi fra tutti i Btp decennali su cui \u00e8 calcolato il celebre indicatore. 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