{"id":45443,"date":"2018-10-25T09:30:10","date_gmt":"2018-10-25T07:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45443"},"modified":"2018-10-24T23:54:08","modified_gmt":"2018-10-24T21:54:08","slug":"una-crisi-asiatica-per-leuropa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45443","title":{"rendered":"Rileggendo \u00abTerra e Mare\u00bb di Carl Schmitt"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI (Lucio Mamone)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Con grande piacere torna sul sito Lucio Mamone, che scrive saltuariamente, ma quando lo fa, \u00e8 sempre da leggere. Questa voltra analizza uno dei testi fondamentali della storia geopolitica del XX secolo: \u201cTerra e Mare\u201d del tedesco Carl Schmitt. Buona lettura! A.G.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla della globalizzazione, si pone quasi sempre l\u2019accento sul suo carattere di realt\u00e0 \u201ccomplessa\u201d, riconoscendo con questa connotazione come essa rappresenti una risultante di dinamiche di diversa natura (politiche, sociologiche, economiche, ecc.).<span id=\"more-9757\"><\/span> Fatta per\u00f2 questa doverosa, e tutto sommato auto-evidente, premessa, si tende poi a rifugiarsi nel proprio ambito specialistico e guardare alla globalizzazione a partire da quell\u2019unica prospettiva, facendo cos\u00ec venire a mancare la possibilit\u00e0 di una visione d\u2019insieme. Ma se quanto detto coglie pi\u00f9 o meno fedelmente la tendenza in atto, \u00e8 comunque possibile rintracciare nella recente storia del pensiero alcuni tentativi, non sempre riusciti, di cogliere la realt\u00e0 sociale nel suo movimento generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non senza una certa paradossalit\u00e0, una delle costruzioni intellettuali che si dimostra pi\u00f9 funzionale a tale scopo, \u00e8 costituita dall\u2019interpretazione schmittiana del diritto e della politica internazionali. Parliamo di \u201cparadossalit\u00e0\u201d per la semplice ragione, che questa dottrina si sviluppa attraverso una serie di opere scritte per la maggior parte tra la seconda met\u00e0 degli anni \u201930 e i primi anni \u201950, con qualche saggio risalente nel pi\u00f9 recente dei casi alla fine degli anni \u201970, quindi almeno pi\u00f9 di un decennio prima dell\u2019inizio del processo di globalizzazione. Tuttavia la capacit\u00e0 analitica attraverso cui Schmitt \u00e8 riuscito ad isolare elementi essenziali della storia europeo-occidentale e quella sintetica con cui li ha poi organicamente combinati, hanno permesso alla sua visione di accogliere in s\u00e9 non soltanto il passato, ma anche lo sviluppo storico ad essa successivo, donandole un tratto che, visto con occhi contemporanei, risulta quasi profetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa sede si \u00e8 scelto di concentrare l\u2019attenzione principalmente su \u00abTerra e Mare\u00bb, ma la cui rilettura incorporer\u00e0 naturalmente elementi degli altri scritti tematicamente affini. Quest\u2019opera del 1942 rappresenta a suo modo un unicum all\u2019interno del corpus schmittiano: lo \u00e8 innanzitutto da un punto di vista stilistico, visto la prosa espressamente narrativa e divulgativa, come gi\u00e0 la dedica alla figlia Anima suggerisce; ma lo \u00e8 anche da un punto di vista contenutistico, poich\u00e9 non \u00e8 la dimensione strettamente giuridica a prevalere, quanto quella storica. E va in questo senso riconosciuto come \u00abTerra e Mare\u00bb sia, anche, una grande lezione di metodologia storica, che mostra la fruttuosit\u00e0 di un approccio trans-disciplinare, che spazia dalla geografia alla filosofia, dal diritto alla storia della scienza e della tecnica, in grado di conciliare fenomeni particolarissimi e processi globali (si vedano ad esempio i capitoli sulla caccia alle balene o sulla funzione geopolitica della pirateria nel XVI e XVII secolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio storico-filosofico che sta alla base della trattazione corrisponde all\u2019idea secondo cui la prassi umana \u00e8 in primo luogo determinata dallo spazio in cui il soggetto si trova a vivere. Questa sua \u201csituazione\u201d \u00e8 dunque all\u2019origine tanto della sua percezione del mondo, del suo modo di concepire lo stesso spazio, quanto della modalit\u00e0 di formazione e conduzione delle relazioni sociali. Ma se la prassi \u00e8 rivolta all\u2019esigenza di amministrazione di un certo spazio, ad orientarla saranno per primi gli elementi di cui tale spazio \u00e8 composto: terra e\/o mare. Tale rapporto di causazione non \u00e8 per\u00f2 da intendersi unilateralmente, perch\u00e9 se da un lato gli elementi condizionano il comportamento individuale e collettivo, resta sempre nelle possibilit\u00e0 del soggetto \u00abdecidersi per\u00bb un determinato elemento (\u00abf\u00fcr das Element \u2026 sich entscheiden\u00bb) e condurre con ci\u00f2 un\u2019esistenza prevalentemente marina o terrestre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo \u00e8 dunque possibile distinguere tra societ\u00e0 della terra e societ\u00e0 del mare, ma, secondo un motto dal chiaro e quasi polemico riferimento marxista, \u00abLa storia universale (Weltgeschichte) \u00e8 una storia della lotta delle potenze del mare contro le potenze della terra e delle potenze della terra contro le potenze del mare\u00bb. L\u2019immagine che nella tradizione del pensiero cattura meglio questa realt\u00e0 \u00e8 la metafora cabalistica dello scontro tra il Leviatano e il Behemoth: dove il primo cerca di stremare e soffocare il secondo, questo tenta invece di azzannare e trafiggere a morte il suo avversario. In questa metafora sono evidentemente racchiusi i due diversi modi con cui le potenze marittime e terrestri si presentano allo scontro: mentre i popoli del mare cercano di colpire indirettamente il nemico privandolo di risorse e alleati per portarlo al cedimento, i popoli della terra optano invece per uno scontro frontale attraverso cui annientare direttamente le forze avversarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia europea \u00e8 stata dominata per la maggior parte del suo corso dall\u2019elemento della terra. Tali \u00e8 infatti nella sua essenza la gran parte degli imperi e dei grandi regni del passato, come l\u2019Impero romano o quello carolingio. Ma anche tra quelle che possono esser definite come \u201cpotenze del mare\u201d, come ad esempio Venezia o Atene, l\u2019elemento della terra rimane in ogni caso largamente presente, tanto da impedire di connotare l\u2019esistenza di questi popoli come determinata definitivamente dal mare. Questa situazione inizia per la prima volta a modificarsi con l\u2019epoca delle grandi scoperte geografiche, quando l\u2019oceano entra a far stabilmente parte dello spazio percorso dai popoli europei. La rilevanza storica delle scoperte \u00e8 tale da renderle, come presto si motiver\u00e0, tra le principali cause della pi\u00f9 significativa \u00abrivoluzione dello spazio\u00bb dell\u2019intera storia umana. \u00c8 opportuno mettere in risalto che il concetto di \u00abrivoluzione dello spazio\u00bb non viene da Schmitt inteso come semplice allargamento degli orizzonti e delle conoscenze geografiche, quanto pi\u00f9 come radicale modificazione della \u00abstruttura del concetto di spazio stesso\u00bb, che porta ad avere una diversa percezione anche dello spazio gi\u00e0 conosciuto e abitualmente percorso. Un esempio di ci\u00f2 \u00e8 l\u2019Inghilterra che, tra il XVI e il XVII secolo, inizia concepire se stessa non pi\u00f9 come \u00abun pezzo di terra ferma\u00bb circondata dall\u2019acqua, ma come una \u00abnave\u00bb o un \u00abpesce\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elemento di assoluta novit\u00e0 che le nuove scoperte geografiche comportano risiede nel fatto che, per la prima volta, la rappresentazione mitica del Mondo viene sostituita da una empirica e scientifica. Possiamo addirittura affermare che in questo momento si sviluppi il concetto di Mondo, cos\u00ec come noi oggi lo intendiamo. Una volta acquisita tale consapevolezza, nasce simultaneamente per gli europei l\u2019ambizione e la necessit\u00e0 di dare un ordine allo spazio planetario, ma sulle prime vengono a scontrarsi due diversi progetti d\u2019ordine, il primo per un\u2019egemonia delle potenze della terra cattoliche, il secondo per un\u2019egemonia delle potenze del mare calviniste. Il culmine dello scontro \u00e8 raggiunto con la Guerra dei Trent\u2019anni (1618-1648), la prima \u00abguerra civile europea\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato per\u00f2 i territori d\u2019oltremare hanno inizialmente scatenato le pulsioni egemoniche delle potenze europee, dall\u2019altro \u00e8 la stessa nuova situazione geopolitica a permettere il raggiungimento di un equilibrio di inedita efficacia, nato proprio dal compromesso tra terra e mare: nasce cos\u00ec il primo diritto internazionale mondiale della Storia, lo jus publicum Europaeum. La \u201ccostituzione materiale\u201d di un tale ordinamento si fonda su tre elementi: l\u2019equilibrio tra le superfici degli stati nazionali in Europa, il libero mare e la disponibilit\u00e0 di immensi spazi al di fuori del Vecchio Continente, o disabitati o abitati da popolo non europei, che in quanto tali posso essere solo oggetto e mai soggetto del diritto. Questo tipo di ordinamento d\u00e0 avvio alla secolarizzazione della vita pubblica, che a sua volta consente una, fino a quel momento impossibile, razionalizzazione della guerra, articolata attraverso il riconoscimento reciproco tra gli stati nazionali e dunque sulla possibilit\u00e0 di distinzione tra justus hostis, lo stato nazionale europeo appunto, e criminale. Ci\u00f2 segna la possibilit\u00e0 di superamento della \u201cguerra totale\u201d che aveva caratterizzato i conflitti di religione appena combattuti, dove il nemico \u201cinfedele\u201d non poteva godere di alcuna considerazione e tutela giuridica, e segna invece l\u2019inizio della \u00abguerra-duello\u00bb, combattuta esclusivamente da eserciti regolari e senza fini di annientamento. Contro i popoli non-europei, che come abbiamo visto non dispongono di alcun riconoscimento giuridico, resta invece la possibilit\u00e0 di impiegare qualsiasi mezzo o strategia militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo jus publicum Europaeum si presenta come un ordinamento di forte impronta romana e accentrato attorno alla statualit\u00e0. Questi elementi ci suggeriscono il prevalere delle logiche della terra su quelle del mare. Cionondim\u00e9no il mare acquisisce al suo interno un\u2019importanza crescente in modo proporzionale all\u2019ascesa dell\u2019Impero britannico, prima potenza ad \u00abessersi decisa interamente per l\u2019elemento del mare\u00bb. Il mare, formalmente libero e de facto egemonizzato dall\u2019Inghilterra, diventa allo stesso tempo condizione materiale e metafora della libert\u00e0 di commercio, quindi del concetto moderno, di ovvia derivazione anglosassone, di libert\u00e0 tout court. Il mare, e soprattutto l\u2019oceano, non \u00e8 infatti soltanto lo spazio attraverso cui si svolgono concretamente i commerci, ma costituisce anche il momento in cui l\u2019individuo si distacca dalla comunit\u00e0 di appartenenza, dove lo stato cessa di esistere e lo spazio si ritrova privo di forma. Se la terra permette di essere misurata, distribuita e amministrata attraverso la legge, il mare rifugge a tale forza ordinatrice. Il mare \u00e8 al contempo res omnium o res nullius, rimane cio\u00e8 stato di natura. Sulla base di tali modelli concettuali, gi\u00e0 all\u2019interno della cornice dello jus publicum Europaeum, si viene a formare, a fianco del \u00abdiritto internazionale inter-statale\u00bb (\u00abzwischen-staatliches V\u00f6lkerrecht\u00bb), un \u00abdiritto privato internazionale\u00bb (\u00abinternationales Privatrecht\u00bb) che travalica la statualit\u00e0 e si pone come garante della libert\u00e0 economica degli individui. Appellandosi ai principi di questa nuova forma di diritto, l\u2019Inghilterra riesce cos\u00ec a penetrare economicamente nei territori degli stati nazionali senza che questi riescano sempre a trovare efficaci strumenti giuridici di contrasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sostanziale equilibrio tra logiche marine e terrestri, cos\u00ec come la condizione di relativa pace tra gli stati europei, crolla rovinosamente con l\u2019improvvisa eruzione della \u00abseconda guerra civile europea\u00bb, ossia il periodo che abbraccia le due Guerre Mondiali. L\u2019ordine che sorge dalle ceneri del precedente si presenta come qualcosa di estremamente diverso dallo jus publicum Europaeum, a partire dal fatto che l\u2019Europa non \u00e8 pi\u00f9 il centro del nuovo ordinamento, ma \u00e8 stata invece inglobata dall\u2019Occidente, entrando cos\u00ec a far parte dell\u2019area di influenza americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019egemonia sull\u2019emisfero occidentale da parte degli Stati Uniti, eredi spirituali dell\u2019Impero britannico, sancisce la definitiva affermazione del mare. In questo senso si possono rintracciare una serie di linee di tendenza che partono dal declino della statualit\u00e0 e della dimensione pubblica, procedono nella deteritorializzazione del diritto, con la complementare diffusione di modelli di common law, fino ad arrivare ad una complessiva in-formalizzazione delle relazione sociali, che i sociologi hanno colto nella nozione di \u00absociet\u00e0 liquida\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia la societ\u00e0 liquida o la piena affermazione di un Nomos del mare non sono ancora la realt\u00e0 della globalizzazione. Questa segna infatti l\u2019avvento dell\u2019elemento dell\u2019aria nelle relazioni sociali e nella loro codificazione. Gi\u00e0 dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento la tecnologia ha reso l\u2019elemento dell\u2019aria finalmente accessibile e \u201cpercorribile\u201d per l\u2019uomo attraverso una serie di invenzioni (come l\u2019aereo, il telefono o la radio). Ci\u00f2 ha per\u00f2 solo marginalmente toccato le relazioni socio-politiche, che hanno per lo pi\u00f9 proseguito lungo il binario terra-mare. Lo sviluppo e diffusione di ulteriori tecnologie al termine del XX secolo (fra tutte: computer e internet) hanno invece prodotto una rivoluzione antropo-sociologica di rilevante portata. Se, ad esempio, il mare fino a qualche decennio fa poteva valere come metafora efficace del mercato, oggi questo, con il primato della finanza sull\u2019economia reale e la conseguente diffusione dell\u2019 \u00abeconomia immateriale\u00bb, si mostra perlopi\u00f9 come una realt\u00e0 \u201cgassosa\u201d. Anche a livello sociale, come sostenuto da Giannuli, assistiamo ad una \u201cvaporizzazione\u201d dei legami tra gli individui, dell\u2019appartenenza di classe, delle forme dell\u2019interazione politica ecc. che ci inducono a leggere, sempre secondo Giannuli, l\u2019evoluzione della societ\u00e0 occidentale nel Novecento secondo un andamento che va dal solido al gassoso. Ci\u00f2 non ci autorizza ancora parlare di un \u201cNomos dell\u2019aria\u201d in riferimento all\u2019ordine mondiale della globalizzazione, sia perch\u00e9 l\u2019elemento aeriforme non ha ancora portato allo sviluppo di significative innovazioni, quali potrebbero essere peculiari istituzioni giuridiche, sia perch\u00e9 tale elemento non \u00e8 certo attualmente dominante. Crediamo tuttavia che tale suggestione meriti di esser tenuta in considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo proporre in conclusione una valutazione complessiva della dottrina schmittiana appena esposta, possiamo definire questa maestosa costruzione intellettuale, facendo nostre le parole del filosofo Carlo Galli, come una \u00abcontro-filosofia della storia\u00bb rispetto all\u2019auto-interpretazione della globalizzazione liberal-democratica. Dove infatti questa professa l\u2019universalit\u00e0 dei propri principi, Schmitt rivela tanto la limitatezza nella possibilit\u00e0 di replicazione quanto la particolarit\u00e0 degli interessi perseguiti, laddove si crede di scorgere necessit\u00e0, Schmitt smaschera la contingenza. A partire da questa attivit\u00e0 di de- e ricostruzione \u00e8 pertanto possibile porre le basi per una comprensione della globalizzazione che resti immune dalle sublimazioni ideologiche della stessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/rileggendo-terra-e-mare-di-carl-schmitt\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/rileggendo-terra-e-mare-di-carl-schmitt\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI (Lucio Mamone) &nbsp; Con grande piacere torna sul sito Lucio Mamone, che scrive saltuariamente, ma quando lo fa, \u00e8 sempre da leggere. Questa voltra analizza uno dei testi fondamentali della storia geopolitica del XX secolo: \u201cTerra e Mare\u201d del tedesco Carl Schmitt. Buona lettura! A.G. Quando si parla della globalizzazione, si pone quasi sempre l\u2019accento sul suo carattere di realt\u00e0 \u201ccomplessa\u201d, riconoscendo con questa connotazione come essa rappresenti una risultante di dinamiche&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":93,"featured_media":17425,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32,1],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/giannuli.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bOX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45443"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/93"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45443"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45443\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45451,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45443\/revisions\/45451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17425"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}