{"id":45477,"date":"2018-10-26T10:00:30","date_gmt":"2018-10-26T08:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45477"},"modified":"2018-10-26T00:15:48","modified_gmt":"2018-10-25T22:15:48","slug":"africa-la-via-della-seta-made-in-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45477","title":{"rendered":"Africa: la Via della Seta Made in USA"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INDRO (Fulvio Beltrami)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"post-header cf\">\n<div class=\"heading cf\">\n<h2 class=\"post-title item fn\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"entry-subtitle\">Per rispondere all&#8217;azione cinese, il Senato americano ha votato una legge che crea la &#8216;USIDFC&#8217;, una nuova agenzia finanziaria rivolta allo sviluppo africano<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"post-meta cf\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"post-container cf\">\n<div class=\"post-content-right\">\n<div class=\"post-content description \">\n<div class=\"code-block code-block-8\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019ultimo <strong>Forum sulla Cooperazione Cina-Africa<\/strong>, tenutosi a Pechino all\u2019inizio di settembre, il Presidente <strong>Xi Jinping<\/strong> ha annunciato un finanziamento di <strong>60 miliardi di dollari<\/strong> per lo sviluppo dell\u2019Africa, di cui <strong>15 miliardi<\/strong> in prestiti senza interessi. Questa nuova ondata di investimenti ha l\u2019obiettivo di sostenere i costi di realizzazione delle infrastrutture nel continente inserite nel piano strategico globale della Via della Seta e avviare la rivoluzione industriale in Africa. <strong>L\u2019obiettivo finale \u00e8 quello di isolare Europa e Stati Uniti<\/strong>, <strong>privandoli delle risorse naturali africane e far divenire l\u2019Africa il quarto blocco economico mondiale alleato alla Cina e ai BRICS<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il piano dovesse riuscire sarebbe il colpo di grazia alla supremazia occidentale a livello planetario. L\u2019asse del potere mondiale si sposterebbe dal nord al sud rivoluzionando tutte le istituzioni mondiali attualmente esistenti, in primis le Nazioni Unite, Fondo Monetario, Banca Mondiale, creando un nuovo concetto di capitalismo. I prestiti senza intessi hanno gi\u00e0 ottenuto un primo risultato strategico. <a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/cina-presto-la-prima-base-militare-a-gibuti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La Cina ha di fatto preso il controllo del porto di Gibuti<\/strong><\/a>, punto strategico economico e militare per l\u2019Occidente. Le basi militari americane e francesi non sono al momento messe in discussione ma \u00e8 prevedibile che nei prossimi anni il governo di Gibuti cercher\u00e0 di sbarazzarsi della scomoda presenza occidentale in quanto le fonti di finanziamento ora sono garantite da Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Unione Europea sta tentando di controbilanciare la conquista cinese in Africa proponendo un nuovo patto economico<\/strong><strong> che scimmiotta le strategie economiche cinesi<\/strong> e la filosofia Win Win (tutti vincitori) e stanziando milioni di euro in progetti di sviluppo tesi a mitigare l\u2019immigrazione irregolare in Europa. Entrambe le strategie non sembrano efficaci. <strong>I Paesi africani<\/strong>, che da tre anni si rifiutano di rinnovare gli accordi economici con la UE considerati \u2018coloniali\u2019, \u00a0<strong>rimangono molto scettici sulla nuova proposta\u00a0 e la firma degli accordi potrebbe non avvenire in tempi brevi<\/strong>. I progetti di sviluppo tesi a mitigare l\u2019immigrazione, seguendo la logica Salviniana \u00ab<i>aiutiamoli a casa loro\u00bb<\/i>\u00a0sono gi\u00e0 in fase di esecuzione ma gi\u00e0 denotano la loro inefficacia a risolvere il problema. <strong>Gli interventi hanno scarso impatto sull\u2019occupazione giovanile nei Paesi africani beneficiari e non creano piccole e medie industrie<\/strong>, l\u2019ossatura economica storica per lo sviluppo di un Paese capace di assorbire la disoccupazione giovanile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019Italia sta utilizzando questa nuova strategia di cooperazione europea verso l\u2019Africa a fini di propaganda politica per dimostrare all\u2019opinione pubblica interna che l\u2019attuale governo si sta seriamente impegnando per bloccare l\u2019immigrazione clandestina, la Francia \u00e8 terrorizzata. <strong>Se la strategia europea dovesse fallire<\/strong>, <strong>il piano di egemonia economica ideato da Pechino avrebbe dirette conseguenze sulla Francia<\/strong>. Pi\u00f9 la Cina espande la sua area di influenza nell\u2019Africa Occidentale e Centrale, pi\u00f9 le ex colonie francesi prendono coraggio per ribellarsi al colonialismo economico ancora imposto da Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo alcuni osservatori africani tra un decennio la Francia potrebbe perdere il controllo economico sulle sue ex colonie nel continente, il Franco CFA sostituito da una moneta sovrana supportata dalla Cina, le multinazionali francesi estromesse dal mercato africano. <strong>Uno scenario da incubo in quanto ad oggi il colonialismo economico francese in Africa garantisce alla Francia il 42% del PIL<\/strong>. Come \u00e8 avvenuto per la riconquista della patria sotto l\u2019occupazione nazista resa possibile solo grazie alle truppe coloniali africane nella Seconda Guerra Mondiale, senza la rapina attuata ai danni dei Paesi africani francofoni la Francia si ridurrebbe in una Nazione di serie B, diminuendo il suo potere politico all\u2019interno della Unione Europea a tutto vantaggio della Germania che non ha mai abbandonato le politiche della Grande Europa e dello Spazio Vitale Tedesco portate avanti prima dal Kaiser e successivamente da Adolf Hitler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti, dopo aver perso quasi un decennio, dove il rischio cinese veniva largamente sottovalutato (amministrazione Obama), hanno tentato di rispondere all\u2019avanzata dei BRICS con le armi classiche a disposizione della CIA e Pentagono: destabilizzazione, azioni eversive, tentativi di cambiare regimi considerati troppo amici di Pechino e Mosca, minacce di interventi militari. Una strategia che non ha funzionato. L\u2019Africa del 2018 non \u00e8 quella degli anni Ottanta dove bastava inviare qualche mercenario ad attuare un golpe o finanziare un gruppo ribelle per destituire il dittatore di turno non gradito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interventi militari americani non sono pi\u00f9 di facile realizzazione, come dimostra l\u2019abortito piano \u2018<a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/congo-al-via-loperazione-isolamento-e-distruzione-di-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Isolamento e Distruzione<\/strong><\/a>\u2018\u00a0ideato dal Segretario di Stato <strong>Mike Pompeo<\/strong> per attuare un cambiamento di regime nella <strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong>. Con una semplice ma abile mossa degna di un prestigiatore, il dittatore congolese ha rinunciato al terzo mandato nominando un delfino che parteciper\u00e0 alle elezioni del prossimo dicembre e che permetter\u00e0 al Rais <strong>Joseph Kabila<\/strong> e al Clan dei Mobutisti che lo sostiene di controllare dietro le quinte la vita politica e il traffico illegale dei minerali preziosi. Questa semplice mossa ha sbaragliato in poche ore tutti i piani americani di egemonia sul ricco Paese africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dinnanzi all\u2019impotenza militare riscontrata, lo scorso 3 ottobre il Senato americano ha votato una legge che crea la <b>USIDFC<\/b> (<b>Corporazione degli Stati Uniti per lo Sviluppo Finanziario Internazionale<\/b>) una nuova agenzia finanziaria rivolta allo sviluppo dell\u2019Africa voluta dal Presidente Donald Trump per contrastare l\u2019impero cinese nel Continente.\u00a0 La legge, denominata <b>BUILD Act<\/b>, \u00e8 stata votata in una raro clima di bipartitismo tra Repubblicani e Democratici con una maggioranza di 93 voti a favore e 6 contrari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il BUILD Act incorpora diverse agenzie americane nella nuova organizzazione: <strong>USIDFC con una disponibilit\u00e0 di fondi iniziale pari a 30 miliardi di dollari<\/strong> a cui si aggiunge il portafoglio di <strong>23 miliardi di dollari<\/strong> a disposizione della <b>OPIC <\/b>(<b>Corporazione degli Investimenti Privati d\u2019Oltremare<\/b>)\u00a0anch\u2019essa inglobata nella USIDFC assieme ad <b>USAID <\/b>(<b>Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale<\/b>). L\u2019obiettivo immediato \u00e8 di assicurare ai governi africani prestiti diretti per lo sviluppo economico e commerciale con per\u00f2 l\u2019interdizione di detenere partecipazioni dirette nei progetti di investimento finanziati.<strong> La partecipazione diretta sar\u00e0 possibile nella seconda fase di investimenti dove i fondi saranno raddoppiati arrivando a 60 miliardi di dollari<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La USIDFC \u00e8 destinata a diventare il principale veicolo finanziario degli Stati Uniti per lo sviluppo economico africano<\/strong> che permetter\u00e0 alla potenza imperiale in gravi difficolt\u00e0 di contrastare l\u2019influenza europea e l\u2019espansione cinese nel Continente. La nuova agenzia si basa sulle idee del Presidente Nixon che portarono nel 1971 alla creazione dell\u2019\u00a0<strong>OPIC<\/strong>, migliorando l\u2019efficacia degli interventi, fanno notare due specialisti delle sviluppo internazionale: <b>Todd Moss <\/b>e <b>Erin Collinson<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge BUILD Act \u00e8 stata sostenuta dalla Casa Bianca nel disperato tentativo di contrastare il progetto di Pechino di trasformare l\u2019Africa in un polo economico mondiale indipendente e suo alleato in chiave anti occidentale. Un polo economico che permetta alla Cina di diventare il leader incontrastato dell\u2019economia e della finanzia mondiali. \u00ab<i>La USIDFC, pur mantenendo la linea di credito rivolta ai governi, si orienter\u00e0 verso gli investimenti del settore privato, considerati essenziali per la crescita economica e lo sviluppo in Africa, offrendo una valida alternativa alle iniziative di investimenti offerte dalla Cina. Non \u00e8 esagerato affermare che la BUILD Act \u00e8 l\u2019iniziativa di politica estera pi\u00f9 importante dopo la creazione della <\/i><b><i>Corporazione per il Cambiamento Millenario<\/i><\/b><i> del 2004 e il lancio del <\/i><b><i>PEPFAR <\/i><\/b><i>(<\/i><b><i>Piano Presidenziale di Emergenza per la lotta contro l\u2019AIDS<\/i><\/b><i>)\u00a0<\/i><i>del 2003\u00bb<\/i>, spiega <b>Ray W. Washburne<\/b>, digerente della OPIC in un comunicato dello scorso 3 ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La controffensiva finanziaria voluta dal Presidente Donald Trump contrasta la sua linea politica \u2018America First\u2019 ma rappresenta un passo obbligato per gli Stati Uniti al fine di evitare l\u2019egemonia cinese e la conseguente perdita del controllo sulle risorse naturali africane, indispensabili per l\u2019industria americana. L\u2019Europa, storico alleato americano, \u00e8 frammentata dal nascere di movimenti populisti e fascisti (supportati anche dalla Russia) che rischiano di compromettere l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Unione Europea e mettere in discussione il predominio militare americano sulla NATO. L\u2019indebolimento politico interno all\u2019Europa indebolisce direttamente il suo controllo sull\u2019Africa e indirettamente gli interessi americani nel Continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Donald Trump \u00e8 stato costretto ad ammettere che il progressivo disimpegno verso l\u2019Africa \u00e8 una politica sbagliata e nociva al capitalismo americano che rischia di compromettere la posizione degli Stati Uniti a livello mondiale<\/strong>. Egli pensava che fosse sufficiente appoggiare il terrorismo salafista di matrice Saudita per destabilizzare intere regioni africane e fermare l\u2019espansionismo cinese. Come rivela il caso del giornalista scomparso <a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/caso-khashoggi-a-rischio-i-rapporti-tra-arabia-saudita-e-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Jamal Khashoggi<\/b><\/a> (probabilmente ucciso all\u2019interno del consolato saudita in Turchia) l\u2019Arabia Saudita si sta rivelando un alleato sempre pi\u00f9 scomodo, imbarazzante e inaffidabile per gli Stati Uniti. I gruppi Salafisti stanno proliferando nel Nord Africa (vedi Libia), in Mali, nella Repubblica Centrafrica, in Somalia e in vari Paesi dell\u2019Africa Occidentali. Al Qaeda e DAESH si contendono l\u2019egemonia sul continente supportando vari gruppi terroristici locali quali Al Shabaab in Somalia e Boko Haram in Nigeria. Hanno usufruito del supporto europeo e americano ma rispondono a proprie logiche e riconoscono\u00a0fedelt\u00e0\u00a0solo all\u2019Arabia Saudita che, a sua volta, nutre propri interessi internazionali e in Africa che stanno progressivamente andando in netto contrasto con gli interessi occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il BUILD Act richiede una strategia globale e un diverso approccio verso l\u2019Africa che ospiter\u00e0 entro il 2050 1,2 miliardi di persone con una classe media in continuo aumento e un alto potenziale di diventare un futuro e attraente mercato internazionale<\/strong>. Con una superficie uguale a quella della Luna, ricca di minerali e idrocarburi e con un potenziale economico di crescita quasi illimitato, l\u2019Africa rischia di diventare il peggior nemico degli Stati Uniti decretando la fine dell\u2019Impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il declino del controllo europeo sul continente si manifesta in due fattori.\u00a0 Il primo dettato dalla miopia politica dei movimenti populisti europei, alcuni di essi al potere (Lega Lombarda in Italia) che si concentrano in modo strumentale su una falsa emergenza migratoria dall\u2019Africa per nascondere gravi problemi e crisi endemiche nazionali che stanno portando al fallimento economico e alla povert\u00e0 cronica e diffusa. Questi movimenti dipingono l\u2019Africa come un continente dell\u2019orrore, in preda a carestie, dittature, guerre e povert\u00e0. Un\u2019immagine necessaria per giustificare il falso mito dell\u2019invasione africana dell\u2019Europa (solo il 2% delle migrazioni africane si\u00a0 rivolge al Vecchio Continente mentre il 98% delle migrazioni avviene in Africa) ma che impedisce ai governi europei di adottare mirate iniziative per diventare veri partner dello sviluppo dei Paesi Africani e partecipare al futuro mercato continentale mantenendo una situazione di privilegio e priorit\u00e0 sulle risorse naturali africane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo fattore \u00e8 rappresentato dalle sempre pi\u00f9 evidenti <strong>difficolt\u00e0 della Francia a controllare le sue colonie d\u2019Oltre Mare<\/strong>. Un fattore di fine Impero che si abbina all\u2019espansionismo cinese. Pechino non \u00e8 la sola potenza emergente che sta minacciando il controllo occidentale sull\u2019Africa. Anche la <strong>Russia<\/strong>, in modo pi\u00f9 discreto ma altrettanto efficace, sta contribuendo al piano di rendere il Continente un polo economico indipendente anti occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia ha intensificato l\u2019influenza militare ed economica nell\u2019Africa Centrale, strappando alla Francia il controllo della strategica e ricchissima Repubblica Centrafricana, dopo che la Cellula Africana dell\u2019Eliseo ha creato una spaventosa guerra civile con forti componenti genocidarie per ottenere un governo sotto suo controllo e fallendo miserabilmente nell\u2019intento. <strong>Mosca sta aumentando la cooperazione con l\u2019Egitto con l\u2019obiettivo di stabilire una presenza militare capace di controllare la principale rotta marittima utilizzata dall\u2019Occidente<\/strong>:<strong> il Canale di Suez<\/strong>. Il controllo del canale, associato all\u2019alleanza Russia-Iran, metterebbe in forti difficolt\u00e0 l\u2019Occidente che rischierebbe di perdere il controllo sul gran parte del Nord Africa, Corno d\u2019Africa e Medio Oriente e sulle rotte marittime che collegano l\u2019Europa con l\u2019Asia: il Canale di Suez, lo stretto di Ba Al Mandab e lo stretto di Hormuz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il BUILD Act \u00e8 l\u2019atto finale di un doloroso processo di presa di coscienza da parte degli Stati Uniti che la sua politica dei \u2018muscoli\u2019 \u00e8 fallimentare rispetto a quella del \u2018Soft Power\u2019 (potere soffice) adottata da Cina e Russia. Entrambe queste potenze emergenti non si stanno imponendo in Africa con la forza militare ma attraverso una aggressiva politica di investimenti conveniente ai partner africani in quanto mirata allo sviluppo economico del Continente e alla sua sovranit\u00e0 finanziaria rispetto alla secolare sudditanza verso l\u2019Occidente. La Cina sta incorporando l\u2019Africa nel suo progetto di dominio planetario attraverso la Via della Seta e sta avviando la rivoluzione industriale storicamente negata dall\u2019Occidente. La Russia sta investendo in vari settori economici, produttivi, energetici e finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00abPentagono, Casa Bianca e Wall Street devono ripensare radicalmente le loro strategie militari, politiche ed economiche \u00a0in Africa\u00bb \u2013\u00a0<\/i>avverte <b>Emily Estelle<\/b> un analista economico politico senior del Progetto Minacce Critiche dell\u2019<b>Istituto delle Imprese Americane\u00a0<\/b>\u2013\u00a0\u00ab<i>Gli Stati Uniti devono andare oltre alla guerra contro il terrorismo islamico, iniziando a partecipare al futuro dell\u2019Africa contribuendo a creare reciproca prosperit\u00e0 sostituendo i concetti di sfruttamento e rivalit\u00e0 che fino ad ora hanno governato la politica estera rivolta all\u2019Africa con nuovi concetti di partenariato economico e mutui interessi basati su rapporti paritari\u00bb<\/i>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/lindro.it\/africa-la-via-della-seta-made-in-usa\/\">https:\/\/lindro.it\/africa-la-via-della-seta-made-in-usa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDRO (Fulvio Beltrami) &nbsp; Per rispondere all&#8217;azione cinese, il Senato americano ha votato una legge che crea la &#8216;USIDFC&#8217;, una nuova agenzia finanziaria rivolta allo sviluppo africano All\u2019ultimo Forum sulla Cooperazione Cina-Africa, tenutosi a Pechino all\u2019inizio di settembre, il Presidente Xi Jinping ha annunciato un finanziamento di 60 miliardi di dollari per lo sviluppo dell\u2019Africa, di cui 15 miliardi in prestiti senza interessi. 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