{"id":45504,"date":"2018-10-27T11:30:59","date_gmt":"2018-10-27T09:30:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45504"},"modified":"2018-10-27T10:09:57","modified_gmt":"2018-10-27T08:09:57","slug":"il-nobel-per-leconomia-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45504","title":{"rendered":"Il Nobel per l\u2019Economia 2018"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> IL PONTE (Mitja Stefancic)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 stata premiata una donna con il Nobel per l\u2019Economia, come volevano le voci di corridoio negli ultimi giorni. Sarebbe stata appena la seconda volta, dopo Elinor Ostrom nel 2009, ma cos\u00ec non \u00e8 stato. Sulle principali candidate elencate come possibili vincitrici di questo prestigioso riconoscimento (Esther Duflo, Anne Osborn Krueger, Claudia Goldin e Janet Currie) hanno prevalso gli americani William D. Nordhaus e Paul M. Romer, ottenendo il riconoscimento per i loro contributi sullo studio dei cambiamenti climatici, sull\u2019innovazione tecnologica e la crescita endogena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">William Nordhaus (classe 1941) insegna economia alla Yale University ed \u00e8 stato in passato consigliere economico sotto l\u2019amministrazione di Jimmy Carter. Il lavoro di Nordhaus ha inciso in maniera significativa sulla ricerca sul rapporto tra economia, inquinamento e riscaldamento globale, anche attraverso l\u2019uso di modelli di misurazione integrata come ad esempio \u00abDICE\u00bb (Dynamic Integrated Climate-Economy Model), adoperati per un dato periodo anche dall\u2019Agenzia americana per la protezione dell\u2019ambiente. Pi\u00f9 giovane di lui, Paul Romer (classe 1955), insegna la stessa materia alla Stern School of Business di New York. Si dice che tra i pensatori che pi\u00f9 hanno influenzato i suoi contributi vanno annoverati Joseph Schumpeter e Robert Solow. Romer \u00e8 uno dei principali sostenitori della teoria della crescita endogena, secondo la quale la crescita economica si basa essenzialmente sulle dinamiche del progresso tecnologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un mondo economico in cui le grandi idee sembrano essere tornate nuovamente in voga e al centro dei progetti di ricerca, Nordhaus e Romer hanno saputo distinguersi per aver approcciato il tema del cambiamento climatico da un punto di vista macroeconomico. L\u2019annuncio dei vincitori del Nobel \u00e8 stato dato lo stesso giorno in cui un Panel sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite ha reso pubblico un report che descrive i preoccupanti rischi derivanti dai cambiamenti climatici (scarsezza di cibo, incendi pi\u00f9 frequenti causati dal riscaldamento globale, problemi di conservazione dell\u2019ecosistema), rischi che potrebbero manifestarsi in maniera prepotente tra meno di vent\u2019anni e mettere in seria crisi le idee di progresso coltivate nel corso degli ultimi decenni, perlomeno a livello economico e istituzionale.\u00a0 Si tratta di semplice casualit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">William Nordhaus e Paul Romer sono due autori prolifici, due macroeconomisti frequentemente referenziati dagli altri colleghi, ciascuno a modo suo e nel campo economico di riferimento. Come si legge nella nota ufficiale, Nordhaus \u00e8 stato insignito del premio Nobel per aver incluso i cambiamenti climatici nell\u2019analisi macroeconomica di lungo periodo, mentre a Romer \u00e8 stato riconosciuto il merito di aver saputo integrare le innovazioni tecnologiche nell\u2019analisi macroeconomica. Se a Nordhaus si pu\u00f2 attribuire soprattutto la capacit\u00e0 di aver evidenziato in modo convincente i problemi che hanno origine nell\u2019emissione dei gas serra, a Romer si pu\u00f2 dar atto di aver indicato nell\u2019accumulazione di idee innovative una delle principali forze a sostegno della crescita economica nel lungo periodo, avendo dimostrato come certe forze economiche possano incoraggiare le imprese a produrre nuove idee e innovazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorge spontaneo il quesito su come interpretare l\u2019assegnazione del premio Nobel in questa duplice ottica. Non possiamo non trovarci di fronte a un senso di confusione, misto ad ambiguit\u00e0. Da un lato l\u2019assegnazione del Nobel per l\u2019economia indica la volont\u00e0 di rimettere al centro delle politiche economiche di tutti i paesi (non solo quelli avanzati) una riflessione su dove stiamo andando, su come definire ci\u00f2 che \u00e8 economicamente sostenibile e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Dall\u2019altro lato sembra per\u00f2 che si dia un premio a due economisti che non mettono in discussione il modello sociale e produttivo basato sul perseguimento della crescita economica e che, dunque, tendono ad accettare il sistema di produzione attuale senza prenderne le distanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si volesse leggere tra le righe un messaggio pi\u00f9 profondo nell\u2019assegnazione del Nobel per l\u2019economia, si potrebbe concludere che vi \u00e8 una sempre maggior presa di coscienza sui danni che il sistema economico globale sta arrecando alla natura, all\u2019ecosistema e, in definitiva alle stesse persone che il mondo lo abitano. Parafrasando Nordhaus (1993) potremmo dire che stiamo giocando d\u2019azzardo con la natura e ce ne rendiamo perfettamente conto. Non vi \u00e8 per\u00f2 il consenso politico necessario per chiedere una reale alternativa ai modelli di sviluppo economico basati sulla crescita e sull\u2019innovazione tecnologica. Forse perch\u00e9 questo significherebbe una necessaria rivoluzione tout court, che al momento \u00e8 inimmaginabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/10\/25\/il-nobel-per-leconomia-2018\/\">https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/10\/25\/il-nobel-per-leconomia-2018\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Mitja Stefancic) &nbsp; Non \u00e8 stata premiata una donna con il Nobel per l\u2019Economia, come volevano le voci di corridoio negli ultimi giorni. Sarebbe stata appena la seconda volta, dopo Elinor Ostrom nel 2009, ma cos\u00ec non \u00e8 stato. Sulle principali candidate elencate come possibili vincitrici di questo prestigioso riconoscimento (Esther Duflo, Anne Osborn Krueger, Claudia Goldin e Janet Currie) hanno prevalso gli americani William D. Nordhaus e Paul M. 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