{"id":45664,"date":"2018-11-02T11:30:30","date_gmt":"2018-11-02T10:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45664"},"modified":"2018-11-02T11:11:50","modified_gmt":"2018-11-02T10:11:50","slug":"la-meritocrazia-del-merito-criminale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45664","title":{"rendered":"La meritocrazia del merito criminale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anniversario del \u201968 sta trascorrendo senza un particolare pathos. Sino ad una decina di anni fa quello del \u201968 era ancora un richiamo fortemente divisivo, utilizzato soprattutto dalla destra in funzione negativa. La narrazione della destra sul \u201968 si \u00e8 centrata sulla visione di un mondo indirizzato verso un progresso ordinato ma improvvisamente e improvvidamente turbato da confuse e velleitarie istanze ugualitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLe dichiarazioni dei prestanome risultano interessanti proprio perch\u00e9 non sono filtrate da sensibilit\u00e0 personali o da retroterra culturali, bens\u00ec esprimono direttamente la propaganda ufficiale. La ministra che ha prestato il suo nome alla riforma della Scuola attuata dal 2008 al 2010, Maria Stella Gelmini, ha cercato spesso di accreditare la nuova normativa in senso \u201cmeritocratico\u201d contrapponendola all\u2019immagine della <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/09_giugno_24\/gelmini_esame_maturita_scuola_buonista_2b95e448-609a-11de-9ec2-00144f02aabc.shtml\">Scuola \u201cbuonista\u201d<\/a> propugnata dal\u201968.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nSu di un aspetto il \u201968 \u00e8 stato sicuramente \u201cbuonista\u201d, cio\u00e8 nella sua concezione del capitalismo, visto esclusivamente nel suo lato efficientistico, industrialistico, \u201csviluppistico\u201d e consumistico. Il capitalismo per\u00f2 non \u00e8 soltanto quello, anzi, lo \u00e8 in minima parte. In definitiva il cosiddetto \u201968 ebbe una percezione di s\u00e9 del tutto speculare a quella della destra, cio\u00e8 come un movimento teso a recuperare una pienezza esistenziale e \u201ccreativa\u201d in alternativa ad una gestione puramente ragionieristica dell\u2019esistente. Il termine \u201cmeritocrazia\u201d fu infatti inventato e lanciato proprio durante gli anni \u201960 in senso deteriore, offrendo indirettamente uno slogan alla destra ed accreditando un qualcosa che non era poi molto preciso. Il \u201cmerito\u201d \u00e8 un concetto molto relativo e pu\u00f2 essere declinato anche in senso criminale. Un lato del capitalismo che i movimenti anti-establishment degli anni \u201860 non hanno mai chiaramente individuato \u00e8 infatti quello strettamente criminale (\u201ccriminale\u201d in senso tecnico-giuridico, non soltanto morale), come nel caso dell\u2019aggiotaggio sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nL\u2019aggiotaggio \u00e8 quel reato che consiste nel diffondere notizie destabilizzanti per far cadere il prezzo di un titolo o di una merce. \u00c8 un reato per modo di dire poich\u00e9 rappresentava la prassi comune sui cosiddetti \u201cMercati\u201d. Se fosse considerato effettivamente reato, Mario Draghi dovrebbe essere incriminato per le <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-yv73XqgAA4\">notizie allarmistiche<\/a> che diffonde sulle banche italiane, secondo lui troppo piene di titoli di Stato italiani. Tra i compiti di un banchiere centrale ci sarebbe quello di agire per tutelare tutte le banche e non di annunciare al mondo che non ne coprir\u00e0 alcune, ma questo accade solo nel capitalismo ideale dove non esiste il cannibalismo bancario.<\/p>\n<p>Dato che gli \u201cinvestitori istituzionali\u201d se ne fregano delle valutazioni di solvibilit\u00e0 e si limitano a seguire i movimenti di capitali, il vero aggiotaggio da parte di Draghi non sta neppure nell\u2019allarmismo in quanto tale, bens\u00ec nel suo messaggio sotteso, cio\u00e8 che non coprir\u00e0 il debito pubblico italiano con acquisti da parte della BCE. Quando colpisce intere economie l\u2019aggiotaggio diventa sociale, un\u2019operazione deflazionistica in grande stile. Il bello del potere \u00e8 che offre ai suoi sacerdoti una condizione di totale extralegalit\u00e0, per la quale si pu\u00f2 simultaneamente \u201cvigilare\u201d e delinquere, minacciare e fare le vittime, \u201cdifendere l\u2019ordine\u201d e destabilizzare. A scanso di equivoci, Draghi si giova anche della totale immunit\u00e0 giudiziaria che \u00e8 privilegio dei superburocrati europei.<br \/>\nSi potrebbe spiegare estemporaneamente il comportamento criminale di Draghi con la sua spiccata antipatia per Salvini e Di Maio, oppure con la sua infanzia difficile; sta di fatto per\u00f2 che Draghi ha dei precedenti riferibili anche all\u2019epoca in cui era governatore della Banca d\u2019Italia. Nel 2010 Draghi bruci\u00f2 in <a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/economia\/crisi_draghi_eurobond101210.html\">un\u2019intervista al \u201cFinancial Times\u201d<\/a> la proposta degli eurobond portata avanti dal ministro dell\u2019Economia Tremonti. Al di l\u00e0 dell\u2019inconsistenza della proposta, le dichiarazioni di Draghi erano destabilizzanti per il loro messaggio latente, cio\u00e8 che Tremonti andava a trattare a Bruxelles da isolato, senza avere alle spalle la Banca d\u2019Italia. Considerando quello che \u00e8 accaduto allo spread l\u2019anno dopo, si pu\u00f2 dire che Draghi abbia ben meritato presso i suoi mandanti.<\/p>\n<p>A proposito di \u201cmeritocrazia\u201d, in un\u2019altra delle sue sortite mediatiche, la Gelmini ha polemizzato con Renzi, rivendicando il merito della priorit\u00e0 del proprio governo nell\u2019attuare l\u2019alternanza Scuola-lavoro. La riforma Gelmini pu\u00f2 essere perci\u00f2 considerata <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/lex-ministro-gelmini-caso-manuale-bufale-sinistra-1037983.html\">la prima tappa della trasformazione della Scuola in laboratorio di aggiotaggio sociale<\/a>.<br \/>\nL\u2019alternanza Scuola-lavoro scredita infatti simultaneamente la Scuola ed il lavoro. La Scuola viene delegittimata e umiliata con l\u2019esplicita affermazione secondo cui essa non sarebbe in grado di fornire una formazione per il lavoro. A sua volta il valore del lavoro viene avvilito e umiliato nei confronti dell\u2019impresa, al punto che il lavorare gratis diventa uno stato di grazia poich\u00e9 consentirebbe al lavoratore di \u201cformarsi\u201d. Il pretendere di essere pagati diventa quindi un atto di ingratitudine ed irriconoscenza, ci\u00f2 in base ai canoni classici del vittimismo padronale, assunto come visione assoluta del mondo. Si tratta di una drastica operazione di abbattimento del costo del lavoro, di deflazione salariale.<\/p>\n<p>Il razzismo \u00e8 una visione del mondo totalizzante e pu\u00f2 diventare segregazionismo razziale, apartheid, persino tra gli argomenti. Con questo paraocchi pu\u00f2 sfuggire l\u2019evidenza di costanti e invarianze tra temi \u201calti\u201d come la finanza globale e temi \u201cbassissimi\u201d come l\u2019alternanza Scuola-lavoro, accomunati invece dal deflazionismo, dall\u2019assistenzialismo per ricchi e dall\u2019aggiotaggio sociale. Il messaggio sociale latente dell\u2019alternanza Scuola-lavoro \u00e8 che n\u00e9 la Scuola n\u00e9 il lavoro costituiscono degli interlocutori per il governo e che solo l\u2019impresa lo \u00e8. La Scuola, pur cos\u00ec avvilita, non perde perci\u00f2 la funzione sociale, in quanto viene arruolata alla sacra missione della deflazione salariale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=866\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=866<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD &nbsp; L\u2019anniversario del \u201968 sta trascorrendo senza un particolare pathos. Sino ad una decina di anni fa quello del \u201968 era ancora un richiamo fortemente divisivo, utilizzato soprattutto dalla destra in funzione negativa. La narrazione della destra sul \u201968 si \u00e8 centrata sulla visione di un mondo indirizzato verso un progresso ordinato ma improvvisamente e improvvidamente turbato da confuse e velleitarie istanze ugualitarie. 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