{"id":45671,"date":"2018-11-03T11:00:45","date_gmt":"2018-11-03T10:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45671"},"modified":"2018-11-02T23:03:03","modified_gmt":"2018-11-02T22:03:03","slug":"prima-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45671","title":{"rendered":"Prima Il Lavoro!"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>SENSO COMUNE (Stefano Bartolini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Potremmo usare tre parole per descrivere il mondo del lavoro oggi: frammentariet\u00e0; impoverimento; subalternit\u00e0.\u00a0Partiamo dalla prima, frammentariet\u00e0.<\/strong>\u00a0Un ventennio di interventi governativi e legislativi sul lavoro ha portato a quella che \u00e8 una nuova regolazione \u201cderegolamentata\u201d, dove proliferano le forme di inquadramento (contratti a chiamata, voucher, collaborazioni ecc.) a cui si sono pi\u00f9 di recente affiancati i modelli della\u00a0<i>gig economy<\/i>, come il lavoro tramite le\u00a0<i>app<\/i>, del tutto fuori da qualsiasi cornice giuridica. Si spinge sul finto lavoro autonomo e si creano\u00a0<i>vulnus<\/i>\u00a0ai contratti collettivi nazionali di lavoro tramite quelli che vengono definiti \u201ccontratti pirata\u201d, stipulati fra parti sociali fittizie che esistono solo sulla carta. Su questa strada, il lavoro \u201catipico\u201d rischia di diventare quello \u201ctipico\u201d (conviene ricordarsi sempre di soppesare l\u2019uso di questi due termini). Non solo, nello stesso luogo di lavoro i due tipi convivono in contemporanea: troviamo insieme, uno accanto all\u2019altro nello stesso spazio e nello stesso tempo, lavoratori impiegati nelle stesse mansioni ma con inquadramenti contrattuali diversi. Infine, l\u2019aumento dei\u00a0<i>part-time<\/i>\u00a0involontari, delle forme di lavoro atipiche e dei \u201clavoretti\u201d creano nuove forme di \u201cpluriattivit\u00e0\u201d, come strategia di sopravvivenza da parte dei lavoratori, che frammentano ulteriormente il quadro e indeboliscono identit\u00e0 professionali gi\u00e0 fluide, che perdono qualsiasi carattere distintivo andando anche a ledere possibilit\u00e0 di costruire una strategia di crescita materiale e morale della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fra le conseguenze della frammentazione vi \u00e8 anche l\u2019impoverimento, dovuto certo a un modello di sviluppo che vuole stare sui mercati facendo la competizione abbassando i costi del lavoro,<\/strong>\u00a0ma anche al proliferare di forme di lavoro che tramite la frammentazione \u2013 e l\u2019elevato tasso di disoccupazione \u2013 possono essere ancor di pi\u00f9 malpagate o sottopagate. La mancanza di lavoro porta a inventarsi forme di impiego, anche per una questione di dignit\u00e0 personale, per non passare le giornate a non far nulla. Proliferano cos\u00ec le partite IVA, specie quelle non qualificate. Dentro a questo stesso mondo, quello dei lavoratori formalmente \u201cautonomi\u201d, \u00e8 avvenuta una polarizzazione sulla base dei redditi da lavoro. Molte professioni sono state declassate. Il declassamento, metro utile a misurare l\u2019impoverimento, ha colpito tutto il Paese, con l\u2019ascensore sociale che prima si \u00e8 bloccato e poi si \u00e8 invertito, e le famiglie italiane che hanno perso 11 punti di potere di acquisto in questi anni di crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Certo qua e l\u00e0 sorgono delle increspature, che dobbiamo cogliere perch\u00e9 utili a costruire un discorso e con esso un\u2019azione politica.<\/strong>\u00a0Prendiamo la sentenza della Corte costituzionale sull\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019indennit\u00e0 di licenziamento configurata dal\u00a0<i>Jobs act<\/i>, che rappresenta senza dubbio un fatto positivo. Cerchiamo di prenderne spunto per un ragionamento di pi\u00f9 ampio respiro. Un dato di tutti gli interventi sul lavoro degli ultimi 20 anni richiamati sopra \u00e8 stato l\u2019aver utilizzato l\u2019argomento che servivano a creare occupazione per mascherare la realt\u00e0 che si trattava di una\u00a0<i>deregulation<\/i>, che non aveva e non ha niente a che fare con la creazione di nuovi posti ma semmai riguarda i rapporti di forza fra capitale e lavoro, modificati a scapito del lavoro, cio\u00e8 della parte per definizione pi\u00f9 debole. Uno dei danni collaterali \u00e8 stata la confusione dei due piani, per cui si parla di mercato del lavoro e sviluppo dell\u2019occupazione su temi che non riguardano questo ma i diritti e le tutele dei lavoratori. Lo diciamo sempre. E allora questa diventa l\u2019occasione per un discorso strategico pi\u00f9 vasto, che non si esaurisca nella sola critica al\u00a0<i>jobs act<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per creare occupazione non servono interventi che diminuiscono i diritti e le tutele, moltiplicano le forme contrattuali atipiche ecc, come dimostrano appunto gli ultimi 20 anni, e nemmeno interventi incompleti, se non monchi, che correggono micro aspetti senza per\u00f2 intervenire sull\u2019insieme, come ha fatto il decreto \u201cdignit\u00e0\u201d.<\/strong>\u00a0Servono semmai decise politiche di investimento statale, di ampio respiro strategico, l\u2019adozione della\u00a0<i>job guarantee<\/i>\u00a0come orizzonte regolativo, una politica creditizia meno restrittiva verso le imprese e un drastico abbattimento del cuneo fiscale da raggiungere tramite una riorganizzazione del prelievo fiscale, spostandolo dal lavoro verso le rendite e le transazioni finanziarie verso l\u2019estero. Inoltre, per ripristinare un sistema di diritto del lavoro avanzato, serve un nuovo Statuto dei diritti dei lavoratori, un disegno organico che definisca i diritti e le tutele per il XXI secolo e che tenga dentro anche le nuove figure del lavoro, come le partite iva individuali, a cui vanno estese le garanzie del lavoro dipendente. Dobbiamo cio\u00e8 rompere con la retorica portata avanti fino ad oggi che ci ha incastrato in una discussione che ha avuto l\u2019evidente obbiettivo di renderci subalterni a un discorso che di fatto \u00e8 una trappola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Questo ci porta dritti alla terza parola, subalternit\u00e0, che in questo contesto va intesa nuovamente come la usava Gramsci.<\/strong>\u00a0Ma non c\u2019\u00e8 solo un discorso politico egemonico pervasivo, la tensione permanente fra questo e la cultura subalterna che esprime al suo interno istanze di protezione che lo mettono in discussione. Non c\u2019\u00e8 solo il ricacciamento dei movimenti sociali e delle organizzazioni popolari e dei lavoratori fuori dai centri decisionali, incrinando la democrazia. Tutte le figure di cui abbiamo appena parlato condividono questo tratto in comune, l\u2019essere subalterne a un potere datoriale o di organizzazione del lavoro o a un committente. La subalternit\u00e0 unisce il lavoro dipendente e quello indipendente. Inutile per\u00f2 cercare definizioni univoche in un mondo cos\u00ec frammentato, oltre a quella di subalternit\u00e0. Di Vittorio ai suoi tempi chiamava questo mondo \u201cpopolo lavoratore\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Oggi si sta riproponendo con urgenza la questione di come dare voce e rappresentanza politica a questo popolo, per il quale dobbiamo ricercare nuove forme di unit\u00e0, dato che si sta gi\u00e0 verificando quello che Gramsci aveva osservato nel suo tempo a proposito del fascismo: il malcontento dei subalterni cerca una via d\u2019uscita dalla crisi e da questa situazione, e se non la trova finisce per cedere alle illusioni di movimenti politici che si presentano come anti-sistema ma che in realt\u00e0 non lo sono, come la Lega e il M5S.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tirando le fila, possiamo dire che il mondo del lavoro nell\u2019ultimo trentennio e pi\u00f9 ha subito l\u2019attacco di una \u201creazione\u201d.<\/strong>\u00a0Ma una reazione a cosa?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>All\u2019assetto sociale delineato con la Costituzione, che aveva creato il terreno su cui si erano potuti guadagnare \u2013 non gratuitamente certo ma con l\u2019azione politica e sociale \u2013 grandi avanzamenti nel\u00a0<i>welfare<\/i>, nella diminuzione delle diseguaglianze, nella crescita dei diritti, improntati anche alla certezza del diritto del lavoro e della sua universalit\u00e0. In tutto l\u2019Occidente, si \u00e8 voluto colpire quel modello, quello degli Stati \u201csociali\u201d, per favorire una restaurazione di rapporti di forza dal sapore ottocentesco, dove di nuovo impera l\u2019ideologia del lavoratore singolo in posizione di parit\u00e0 col datore di lavoro, capace di giocarsi la sua partita nella definizione della paga da solo e in maniera paritaria. Ma sappiamo che non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La crisi iniziata nel 2008 si \u00e8 abbattuta come un randello su questi mutamenti, aumentando la precariet\u00e0, percepita ed effettiva, l\u2019impoverimento, la disoccupazione, senza che siano state messe in campo risposte efficaci.<\/strong>\u00a0Quelle risposte in verit\u00e0 non le ha mai cercate nessuno, perch\u00e9 proprio su questi elementi si basa il nuovo paradigma economico, che si ammanta di nuovo ma odora di molto vecchio. Si \u00e8 cos\u00ec venuto a determinare un conflitto di risorse su cui si \u00e8 potuto far leva per la costruzione di conflitti orizzontali interni al mondo della subalternit\u00e0, nel quale i migranti costituiscono la parte pi\u00f9 debole ed esposta. Lo slogan \u201cprima gli italiani\u201d ha potuto poggiare su questo conflitto di risorse, in una societ\u00e0 dove il lavoro, i servizi e i soldi scarseggiano, divenendo l\u2019espressione politica e ancor pi\u00f9 reazionaria della precedente di una psicologia da paese in fila per il pane, dove \u00e8 l\u2019egoismo sociale che diventa predominante e si esprime prima di tutto contro i pi\u00f9 deboli, individuabili e attaccabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A questi fenomeni sociali e politici abbiamo bisogno di dare risposte politiche, non culturali, risposte solidali ed empatiche rispetto all\u2019insofferenza, non sprezzanti e di condanna verso chi cerca di esprimere il proprio disagio mentre \u00e8 in fila per il pane.<\/strong>\u00a0Anche se lo fa in modi che a noi ripugnano, dobbiamo essere pronti a intercettare il malcontento, fare i conti con i suoi modi espressivi, assumerne le ragioni e proporre le soluzioni progressiste che abbiamo gi\u00e0 delineato. Qui sta la sfida, questo \u00e8 il terreno su cui si gioca la partita politica del futuro. E allora anche un nuovo antifascismo da qui deve ripartire. Che poi altro non \u00e8 che un ritorno alle origini, al primissimo antifascismo, quello espresso dai ceti popolari che subivano le violenze degli squadristi. Un antifascismo sociale e politico in grado di contrapporre al \u201cprima gli italiani\u201d il \u201cprima il lavoro\u201d, quello che c\u2019\u00e8 ed \u00e8 malridotto e quello che manca e che serve subito. Dobbiamo costruire l\u2019orizzonte di un nuovo riscatto. Un riscatto che metta al centro il lavoro, lo sviluppo economico sostenibile, i servizi sociali, le pensioni ed un\u00a0<i>welfare\u00a0<\/i>universale<i>\u00a0<\/i>che risolva i bisogni reali di chi vive in Italia, un\u00a0<i>welfare<\/i>\u00a0che sia lo strumento operativo per realizzare un trasferimento verso il basso delle ricchezze oggi accaparrate dalla ristretta casta oligarchica che governa l\u2019economica e con essa il Paese, \u00e8 che \u00e8 il vero avversario di chi sta in fila per il pane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/prima-il-lavoro\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/penisola\/prima-il-lavoro\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di SENSO COMUNE (Stefano Bartolini) &nbsp; &nbsp; Potremmo usare tre parole per descrivere il mondo del lavoro oggi: frammentariet\u00e0; impoverimento; subalternit\u00e0.\u00a0Partiamo dalla prima, frammentariet\u00e0.\u00a0Un ventennio di interventi governativi e legislativi sul lavoro ha portato a quella che \u00e8 una nuova regolazione \u201cderegolamentata\u201d, dove proliferano le forme di inquadramento (contratti a chiamata, voucher, collaborazioni ecc.) a cui si sono pi\u00f9 di recente affiancati i modelli della\u00a0gig economy, come il lavoro tramite le\u00a0app, del tutto fuori da&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":33207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Senso-Comune.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bSD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45671"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45671"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45672,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45671\/revisions\/45672"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}