{"id":45734,"date":"2018-11-05T14:00:13","date_gmt":"2018-11-05T13:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45734"},"modified":"2018-11-05T13:58:40","modified_gmt":"2018-11-05T12:58:40","slug":"fare-bene-lanima-dello-stile-italiano-che-nessuna-crisi-ci-potra-rubare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45734","title":{"rendered":"Fare bene, l\u2019anima dello stile italiano che nessuna crisi ci potr\u00e0 rubare"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LA VERITA&#8217; (Claudio Ris\u00e8)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ricerca del buono e del bello \u00e8 da sempre la vocazione del nostro Paese.<br \/>\nE genera una creativit\u00e0 unica che fa tremare l&#8217;Europa francotedesca. Anche<br \/>\nperch\u00e9 crea un modello contrario alla produzione globalizzata.<\/p>\n<p>Torna in grande spolvero l&#8217;Italia che fa e fa bene, che inventa, conquista<br \/>\nmercati e simpatia con le sue intuizioni e con la sua libera creativit\u00e0. Una<br \/>\nvocazione gi\u00e0 molto forte in epoca etrusca e romana, e che divent\u00f2<br \/>\nirresistibile dal Rinascimento, quando ispir\u00f2 in tutta Europa un&#8217;intera filosofia<br \/>\ne modo di vita. Leonardo da Vinci, l&#8217;artista scienziato rinascimentale convinto<br \/>\nche &#8220;il Selvadego \u00e8 colui che si salva&#8221; (cui \u00e8 dedicata questa rubrica), fu<br \/>\ninnanzitutto un formidabile artigiano, ed \u00e8 uno dei maggiori ispiratori teorico<br \/>\npratici di questa storia di successi.<\/p>\n<p>Fu la lira d&#8217;argento a forma di teschio di cavallo da Leonardo stesso<br \/>\nprogettata, eseguita e consegnata a Ludovico il Moro come dono da parte di<br \/>\nLorenzo il magnifico a conquistare l&#8217;ammirazione del signore di Milano e in<br \/>\nseguito delle altre corti italiane e d&#8217;Europa. Oggi invece la creativit\u00e0 italiana<br \/>\ninquieta l&#8217;Europa, o meglio la sua burocrazia, timorosa che la pi\u00f9 espansiva<br \/>\npolitica economica adottata dall&#8217;Italia ne rafforzi la posizione di grande<br \/>\nesportatrice di manufatti e prodotti alimentari e agricoli, gi\u00e0 molto forte sui<br \/>\nmercati internazionali. I suoi due grandi concorrenti europei, Francia e<br \/>\nGermania preferirebbero naturalmente comprarsi le aziende italiane pi\u00f9<br \/>\nsofisticate a sconto, anche grazie alle pressioni della speculazione<br \/>\nfinanziaria, piuttosto che trovarsele come concorrenti sui mercati<br \/>\ninternazionali.<\/p>\n<p>Accadde cos\u00ec ad esempio alla Buitoni (e molte altre),<br \/>\nacquistata dalla Nestl\u00e9 che si sbarazz\u00f2 in questo modo del concorrente, e<br \/>\ntrasfer\u00ec poi in Ohio il suo centro di ricerca sulla pasta italiana.<br \/>\nDi tutto ci\u00f2 parla: Lo stile italiano. Storia, economia e cultura del made in<br \/>\nItaly, di Romano Benini (Donzelli Ed.), con ampia documentazione tratta da<br \/>\nmolte e diverse discipline: economia, storia, politica, cultura materiale .<br \/>\nAnche il fatto che i giovani leader politici italiani non stiano pi\u00f9 al gioco della<br \/>\npaura e delle minacce dei grandi poteri accende speranze un po&#8217; ovunque (e<br \/>\ncorrispondenti timori). I giovani cominciano ora a intravedere dall&#8217;esempio<br \/>\nitaliano che forse si pu\u00f2 uscire da un modello di sviluppo sbagliato, forse si<br \/>\npu\u00f2 puntare non solo su prodotti e materiali scadenti ma su cose belle e<br \/>\nbuone, che diano piacere e soddisfazione a chi le produce e a chi le<br \/>\nconsuma, invece di stare tutti male, e alla fine guadagnare solo in pochissimi.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che ci\u00f2 che l&#8217;Italia produce non \u00e8 solo una bizzarria di giovani politici<br \/>\ninesperti e intemperanti, come ossessivamente ripetono i Soloni dei<br \/>\ngiornaloni, o un&#8217;antica vocazione all&#8217;anarchia.<\/p>\n<p>No, si tratta proprio di uno<br \/>\n&#8220;stile&#8221; nel suo senso pi\u00f9 elevato, di un altro modo di vita rispetto alla societ\u00e0<br \/>\ndei consumi standardizzati di massa. Un modo che dalle nostre parti \u00e8 di<br \/>\ncasa da sempre, e coniuga la ricerca del benessere e del piacere di &#8220;fare<br \/>\nbene&#8221;, con la conoscenza di s\u00e9 e del proprio stile, senza la quale non c&#8217;\u00e8<br \/>\nbenessere. Un modello di sviluppo gi\u00e0 iniziato dagli Etruschi che inventarono<br \/>\n(con realizzazioni bellissime) due oggetti come lo specchio e la maschera.<br \/>\nApparentemente ispirati a una vanit\u00e0 assoluta, e come tali riproposti per<br \/>\nmillenni. Ma contemporaneamente oggetto di profonde teorizzazioni<br \/>\nfilosofiche e spirituali: lo specchio in quanto specchio dell&#8217;anima (cui si<br \/>\nriferisce ad esempio Socrate) e la maschera in quanto strumento da una<br \/>\nparte di nascondimento, ma dall&#8217;altra di espressione e ricerca di s\u00e9.<br \/>\nNaturalmente tutto questo, cos\u00ec come l&#8217;intero artigianato italiano, dall&#8217;orafo<br \/>\nBenvenuto Cellini a Marinella, il napoletano re delle cravatte nel mondo,<br \/>\nispira un modello di sviluppo opposto e contrario a quello della produzione di<br \/>\nmassa e senza qualit\u00e0 della societ\u00e0 globalizzata, sulla quale \u00e8 organizzata la<br \/>\ngran parte della societ\u00e0 dei consumi.<\/p>\n<p>Un modello diverso, che proprio per<br \/>\nquesto paga anche dal punto di vista economico, e quindi sociale. \u00c8 proprio<br \/>\nla ricerca del bello e buono infatti, e la determinazione a eseguirlo bene, ad<br \/>\naver consentito all&#8217;Italia non solo di sopravvivere alla pesante e lunghissima<br \/>\ncrisi durata dal 2007 all&#8217;altro ieri, ma anche di crescervi dentro,<br \/>\nguadagnandovi importanti posizioni sia in termini economici che di qualit\u00e0<br \/>\ndella vita, e compensando almeno in parte le perdite della gestione politica,<br \/>\nche proseguiva testardamente sulle produzioni di massa, a creativit\u00e0 zero,<br \/>\nutili bassi e inquinamenti elevati. Il fatto \u00e8 che, come scriveva il filosofo<br \/>\nGaston Bachelard, l&#8217;uomo \u00e8 fatto per il desiderio, non per il consumo.<br \/>\nLa tradizione del &#8220;fare bene&#8221; caratteristica dello stile italiano, ha potuto<br \/>\nadottare con nuova creativit\u00e0 il modello dei &#8220;distretti&#8221; produttivi di mediepiccole<br \/>\nindustrie dando un nuovo senso alle antiche vocazioni territoriali e<br \/>\nalle loro straordinarie potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>La loro produzione ha cos\u00ec recuperato<br \/>\nabbondantemente i livelli pre-crisi, scavalcano brillantemente i rischi<br \/>\ninevitabili nelle &#8220;economie della quantit\u00e0&#8221; in cui l&#8217;Italia era stata gettata dalle<br \/>\npolitiche arcaiche, ispirate dai grandi partiti di massa al potere fino a pochi<br \/>\nmesi fa. L&#8217;autore documenta attentamente quanto abbia danneggiato l&#8217;Italia<br \/>\nchi aveva puntato sulla quantit\u00e0 senza qualit\u00e0. &#8220;Questa Italia perdente &#8211; nota<br \/>\nancora Benini &#8211; \u00e8 per\u00f2 ancora in campo: prova in tutti i modi di continuare a<br \/>\ncreare problemi agli italiani appellandosi all\u2019assistenza della politica e alla<br \/>\nricerca del privilegio delle rendite, degli incentivi e dei favori&#8221;.<br \/>\nAltro grande disastro era certo stata la svalutazione e perdita di identit\u00e0 delle<br \/>\nscuole professionali e la politica fiscale ostile alla fortissima tradizione delle<br \/>\nbotteghe artigiane, osteggiate per ragioni di potere dai sindacati e dai partiti<br \/>\ndi massa di cui erano espressione. Ci\u00f2 ha infatti prodotto una grande<br \/>\ndisoccupazione fra i giovani privi di formazioni professionali di qualit\u00e0 e d&#8217;altra<br \/>\nparte non interessati a percorsi universitari. I n\u00e8-n\u00e8, giovani che non studiano<br \/>\nn\u00e8 lavorano, un quarto circa dei giovani fra i 15 e i 35 anni, sono stati prodotti<br \/>\nda questo disprezzo verso il lavoro manuale, da sempre privo di senso ma<br \/>\ntuttora alimentato dalle burocrazie della vecchia politica.<\/p>\n<p>Il danno provocato va oltre l&#8217;economia e ha messo a rischio saperi profondi, e<br \/>\nl&#8217;equilibrio, anche territoriale, delle generazioni che vi sono state coinvolte.<br \/>\n&#8220;Artigianalit\u00e0, spiega infatti Benini, \u00e8 la connessione tra il cuore e la mente di<br \/>\nun luogo, il metodo con cui si esprime il sapere e il sapore di un territorio,<br \/>\nquella unicit\u00e0 che va sostenuta e promossa perch\u00e9 non \u00e8 trasferibile altrove,<br \/>\ned \u00e8 un patrimonio per tutti&#8221;. A valutazioni simili arriva d&#8217;altra parte anche tutto<br \/>\nl&#8217;attualissimo campo di ricerca esposto da Luca Ciabarri nella recente<br \/>\nraccolta di saggi: Cultura materiale, edito da Raffaello Cortina.<br \/>\nUn rischio ancora attuale, provocato proprio dal successo dello stile italiano,<br \/>\n\u00e8 quello della sua falsificazione. Per ogni prodotto italiano venduto nel mondo<br \/>\ncome italiano ce n&#8217;\u00e8 un altro che finge di esserlo, ma non lo \u00e8, come il<br \/>\nParmesan che non \u00e8 n\u00e9 italiano e tanto meno parmigiano; e negli USA si<br \/>\nscopr\u00ec che veniva addizionato con trucioli di legno ricchi di cellulosa e pessimi<br \/>\nper la salute. Pi\u00f9 aumenta il successo del made in Italy, pi\u00f9 aumentano<br \/>\nanche i falsi. Ma \u00e8 solo la conferma del successo.<br \/>\nIl valore dello stile italiano \u00e8 la scoperta che si pu\u00f2 vivere in un altro modo.<br \/>\nNon in &#8220;non luoghi&#8221; completamente artificiali, privi di vita e storia propria ma<br \/>\nin territori carichi di energie creative consolidate nei secoli, con uno stile di<br \/>\nvita attento al piacere (il gaudium, godimento, cos\u00ec importante anche nei<br \/>\nVangeli, come ricorda Benini), alla bellezza e alla convivialit\u00e0, lontano dalla<br \/>\nbrutta cupezza delle ossessioni consumistiche. In un&#8217;attenzione al bello e al<br \/>\nbuono che impregna gli oggetti e chi li fa e li acquista, ma spinge anche tutti a<br \/>\nguardare e salire molto pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.laverita.info\/community\/claudiorise\">https:\/\/www.laverita.info\/community\/claudiorise<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA VERITA&#8217; (Claudio Ris\u00e8) &nbsp; La ricerca del buono e del bello \u00e8 da sempre la vocazione del nostro Paese. E genera una creativit\u00e0 unica che fa tremare l&#8217;Europa francotedesca. Anche perch\u00e9 crea un modello contrario alla produzione globalizzata. Torna in grande spolvero l&#8217;Italia che fa e fa bene, che inventa, conquista mercati e simpatia con le sue intuizioni e con la sua libera creativit\u00e0. Una vocazione gi\u00e0 molto forte in epoca etrusca e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":43904,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/14322590_1583853325253548_8335165929713185188_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bTE","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45734"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45734"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45736,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45734\/revisions\/45736"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43904"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}