{"id":45791,"date":"2018-11-07T10:30:13","date_gmt":"2018-11-07T09:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45791"},"modified":"2018-11-07T08:02:06","modified_gmt":"2018-11-07T07:02:06","slug":"circa-luciana-castellina-lo-tsunami-di-un-sovranismo-che-ci-divide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45791","title":{"rendered":"Circa Luciana Castellina, \u201cLo tsunami di un sovranismo che ci divide\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1929, 9 agosto, nasce Luciana Castellina, che nel 1947 si iscrive al PCI, quando non era una passeggiata, ma una scelta di campo e di vita, e nel 1953 sposa Alfredo Reichlin, dal quale ha due figli anche se si separa in fretta. Come mia madre, che \u00e8 un poco pi\u00f9 giovane, frequenta il liceo Tasso di Roma e poi si laurea in legge alla Sapienza. E\u2019 stata molte volte deputata, con Democrazia Proletaria, nel 1976 e poi con il PDUP nel 1979, due volte al Parlamento Europeo. Nel 1989 ancora al Parlamento Europeo, ma questa volta con il PCI, nel quale \u00e8 rientrata, dopo la radiazione del 1970 insieme al nucleo de <em>Il Manifesto<\/em>, parte della corrente ingraiana. Nel 1992 entra nel Partito della Rifondazione Comunista e dirige il suo quotidiano, <em>Liberazione<\/em>. Nel 1994 \u00e8 rieletta al Parlamento Europeo, dal 1996 lascia Rifondazione. Nel 2015 entra nella presidenza nazionale di Sinistra Ecologia Libert\u00e0 e nel comitato nazionale de <em>L\u2019Altra Europa con Tsipras<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, nel bene, nel male, nell\u2019incerto, Luciana Castellina \u00e8 parte della storia della sinistra, prima comunista, poi europeista, italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua storia si intreccia con quella di importanti personalit\u00e0 come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alfredo_Reichlin\">Alfredo Reichlin<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Ingrao\">Pietro Ingrao<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lucio_Magri\">Lucio Magri<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto dunque \u00e8 difficile commentare il suo testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La molte volte parlamentare europea sa molto bene di cosa parla, quando qualifica come <em>buona notizia<\/em> la condanna emanata, siamo a settembre, dal Parlamento Europeo al governo Orban, la prima del suo genere. Ha ragione a ricordare che le violazioni dei diritti democratici erano state sempre ignorate bellamente, quando a compierle erano stati i paesi membri, l\u2019Inghilterra nei confronti dell\u2019Irlanda, la Francia. Ha anche buon gioco nel calarsi entro la logica del potere continentale ed evidenziare opportunamente come questo voto determini anche una spaccatura organizzativa e una divaricazione ideologica entro il Partito Popolare Europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in questo indebolimento della coesione del partito centrale nell\u2019equilibrio politico conservatore europeo Castellina intravede anche il segno di un incendio all\u2019orizzonte: un processo di decomposizione delle forze che si estende a tutte le matrici d\u2019ordine europee, investite da quelli che chiama pudicamente \u201c<em>i problemi inediti che la globalizzazione finanziaria sta facendo scoppiare e cui non sanno far fronte con le loro vecchie ricette<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dico \u2018pudicamente\u2019 perch\u00e9 questi problemi sono l\u2019immane ondata di impoverimento di massa che interessa i ceti medi e popolari in tutto il continente, erosi da decenni di adesione alle ricette neoliberali, orientate a lasciar libera la finanza ed a riprodurre le logiche mercantiliste centro-europee; dinamiche enormemente accelerate in questi ultimi dieci anni di instabilit\u00e0. Quando Castellina accenna alle \u2018vecchie ricette\u2019 che non riescono a fare fronte a questi problemi si capisce il perch\u00e9 della contorsione della formula: non \u00e8 che queste ricette siano <em>inefficaci<\/em>, \u00e8 che sono <em>la causa<\/em> dei problemi. Ma denunciarlo avrebbe aperto una diversa via di uscita dal dilemma che la seconda parte dell\u2019articolo illustra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La via di uscita \u00e8 revocare le ricette, ma <em>quanto<\/em> in profondit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qui infatti Luciana Castellina prende una specifica direzione, conservatrice a suo modo: lamenta correttamente la probabile insorgenza, nel prossimo Parlamento Europeo, di una \u201ccorposa destra estremista\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, ma una destra che \u00e8 anche \u201csovranista\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un termine divenuto comune<\/em>, questo, ma che resta adatto a denotare posizioni assai diverse<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. La definizione che ne d\u00e0 \u00e8 \u201cla convinzione che i problemi che incombono potrebbero essere risolti solo che a decidere sia un governo nazionale <em>anzich\u00e9 europeo<\/em>\u201d. Il che \u00e8 piuttosto strano, a ben vedere, perch\u00e9 un vero e proprio \u201cgoverno europeo\u201d non esiste, <em>e non pu\u00f2 esistere<\/em>. Nessuno dei paesi membri, dai pi\u00f9 forti ai pi\u00f9 deboli, lo vuole. E nessuno di questi lo ha mai voluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si trov\u00f2 a dire Peter Mair<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, la sovranit\u00e0 popolare e democratica spostandosi sul livello sovranazionale non si trasferisce, <em>ma si dissolve<\/em>. Resta il \u201cvuoto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2018<em>Sovranismo<\/em>\u2019 sarebbe allora, pi\u00f9 o meno, credere che i problemi determinati dalle scelte mercantiliste e finanzo-subalterne delle \u00e9lite europee potrebbero essere meglio affrontati se un governo democratico tornasse ad occuparsene, anzich\u00e9 lasciare che domini il \u2018vuoto\u2019 democratico intenzionale della governance multilivello europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione suonerebbe diversa, se i \u201cproblemi\u201d avessero un nome e cognome, e se il \u2018governo europeo\u2019 venisse spogliato delle sue vesti ingannatrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque ha ragione Luciana, <em>sta arrivando uno Tsunami<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ed investe pienamente la sinistra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sinistra sta semplicemente sparendo dalla scena europea, almeno quella <em>che \u00e8 parte del problema<\/em>. La sinistra che con Mitterrand<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> prima, con Schroder e con Blair<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, dopo, con Prodi<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> infine, ha costruito la macchina europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che non esistono quasi pi\u00f9 il Psf e il Pcf, oltre tutto questo ultimo mese ha confermato il declino irreversibile della Spd. In Francia lo spazio della ex sinistra, polarizzatosi, \u00e8 stato diviso tra un partito che la Castellina chiama \u201crenziano\u201d, quello di Macron, e quello di M\u00e9lanchon, che chiama \u201ciper sovranista\u201d, ricordando che \u2018addirittura\u2019 ha proposto di buttare fuori Syriza dalla formazione della sinistra radicale europea<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. In Germania, continua nella sua analisi, in seno alla Linke \u00e8 nato un forte movimento, <em>Aufstehen<\/em><a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, che suscita preoccupazione. Quindi in Italia c\u2019\u00e8 la proposta di \u201c<em>Patria e Costituzione<\/em>\u201d di Fassina, il cui primo termine, \u201cPatria\u201d \u201cevoca memorie funeste\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, ricorda, non sono solo parole (<em>ribelle<\/em>, <em>alzarsi<\/em>, <em>Patria<\/em>); le parole \u201cnon sono acqua ma cariche di simbologie non innocue\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, il punto, \u00e8 che attraverso queste parole il \u2018sovranismo\u2019 sta dilagando anche in Italia. Ci\u00f2 che dilaga \u00e8 la tentazione di tornare <em>indietro<\/em>. Qui l\u2019anziana militante di tante battaglie mostra il suo legame strettissimo con il progressismo novecentesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026 il sovranismo sta dilagando anche in Italia. Tutti convinti che siccome i Savoia erano pessimi sarebbe stato giusto abbandonare l\u2019Italia e rientrare nel borbonico Regno delle due Sicilie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immagine \u00e8 chiara, non si pu\u00f2 tornare indietro e restringersi nelle patrie precedenti, inadatte perch\u00e9 regressive. Questo esempio storico \u00e8 molto pi\u00f9 appropriato di quanto sembri e dovremo tornarci, ci\u00f2 che infatti secondo molti osservatori, nazionali ed internazionali, sta rischiando di accadere \u00e8 il medesimo di ci\u00f2 che il centro-sud Italia (e parti del Nord, non a caso fortemente contrarie, come il lombardo-veneto) dovette subire dopo l\u2019annessione al regno sabaudo. La cultura di sinistra \u00e8 sempre stata divisa profondamente da questa esperienza dolorosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma continua nell\u2019ombra di questa esperienza, e di questo trauma:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa difficolt\u00e0 che oggi incontriamo a controllare le decisioni che contano dipende dal fatto che a livello globale non c\u2019\u00e8 istituzione democratica che possa esercitare questa funzione; e tanto meno potremmo esercitare la nostra sovranit\u00e0 se ci ritirassimo nel nostro piccolo mondo, affogati nel Mediterraneo dove sarebbe ancora pi\u00f9 facile esser ingoiati dai tanti potentissimi squali, anche nostri concittadini, che lo popolano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiezione, davvero molto diffusa, qui prende una piega geopolitica, strettamente presente anche nell\u2019esempio storico prima ricordato: confutando di passaggio il suo assunto precedente, che bisogna andare verso il governo europeo, anzich\u00e9 nazionale, per risolvere i problemi, ora ammette che questo centro \u00e8 \u201cvuoto\u201d di democrazia. <em>A livello globale non c\u2019\u00e8 istituzione democratica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, come diceva Lucio Magri e Peter Mair, se c\u2019\u00e8 un \u2018vuoto\u2019 di democrazia \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un \u2018pieno\u2019 di altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello globale la sovranit\u00e0 democratica non ha peso perch\u00e9 questo peso, sotto il velo della tecnica e delle regole, lo hanno altri: i poteri concreti organizzati dell\u2019economico. Il globale \u00e8, cio\u00e8, il sopra-luogo nel quale domina, nudo, il capitalismo ed il suo spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui Castellina \u00e8 prigioniera dell\u2019equazione progressista a tal punto che immediatamente di seguito all\u2019ammissione che un \u2018governo europeo\u2019 non \u00e8 un\u2019alternativa <em>democratica<\/em>, dice esattamente il contrario. Rovescia la direzione del discorso e afferma che \u201c<em>tanto meno potremmo esercitare la nostra sovranit\u00e0 se ci ritirassimo nel nostro piccolo mondo<\/em>\u201d. Ovvero, tanto pi\u00f9 \u00e8 indisponibile la democrazia a livello globale, tanto meno lo \u00e8 a livello locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, sembra di capire alla luce della conclusione della frase, anche la sovranit\u00e0 democratica \u00e8 schiacciata dalle potenti forze del capitalismo, che sono ubique, e quindi sono presenti pure a livello nazionale, ed anzi, sembra di capire, a quel livello sono ancora pi\u00f9 potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte razionale di questa affermazione credo sia riferita alla massa di manovra enorme della finanza internazionale, nella sua capacit\u00e0 di muovere \u2018i mercati\u2019, ed in particolare quello dei titoli di debito sovrani sopravanzando la forza delle banche centrali<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. La parte emotiva, e quindi tanto pi\u00f9 potente, parla di un paese attratto dall\u2019arretrato e dal temibile, dal Mediterraneo, e che in esso pu\u00f2 morire<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026affogati nel Mediterraneo dove sarebbe ancora pi\u00f9 facile esser ingoiati dai tanti potentissimi squali, anche nostri concittadini, che lo popolano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne consegue, trionfante, che fuggendo dall\u2019oscuro e dall\u2019arretrato, dal Mediterraneo, non ci resta che andare avanti nella direzione della Storia e rifugiarsi nel grande Nord, nella culla della civilizzazione. Facendolo ci si mette al sicuro dagli squali nazionali, contro i quali Castellina ha lottato tutta la vita, e si \u201cpu\u00f2 contare\u201d nel mondo. Si pu\u00f2 stare dentro <em>la potenza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curiosamente nel luogo pi\u00f9 interno dell\u2019argomento progressista sta <em>la potenza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019Ue, cos\u00ec come \u00e8 stata costruita, \u00e8 pessima, ma \u00e8 l\u00e0 che dobbiamo vincere se vogliamo recuperare un po\u2019 di potere decisionale, perch\u00e9 <em>quella \u00e8 la sola dimensione che pu\u00f2 contare qualcosa nello scenario globale<\/em>, e possiamo ottenere che questo qualcosa sia meglio di quanto possiamo trovare altrove perch\u00e9 con tutti i suoi difetti l\u2019Europa \u00e8 il contenitore del maggior numero di diritti democratici e sociali che la storia ci ha fornito. Come anche il voto di Orb\u00e1n in fondo ci ha dimostrato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due potenti argomenti in questa frase, l\u2019uno contro l\u2019altro: l\u2019Europa \u00e8 il luogo della potenza, con la quale si conta nei giochi del mondo, e l\u2019Europa \u00e8 il \u201ccontenitore\u201d (stranissimo termine) del \u201cmaggior numero\u201d di diritti \u201cdemocratici e sociali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre la potenza, oltre, cio\u00e8, l\u2019imperialismo di un nazionalismo in grande taglia cui <em>alla fine<\/em> riconduce ogni europeismo, ad esempio quello di Prodi<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>, abbiamo qui l\u2019idea che i diritti democratici (ovvero \u201ccivili\u201d) e sociali siano qualcosa <em>che \u00e8 contenuto e si enumera<\/em>. Sembra di capire che si deposita e si somma nell\u2019ordinamento giuridico scritto e non (ovvero nelle tradizioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 proprio l\u2019ordinamento giuridico europeo<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, e il suo percorso di sviluppo, ad essere sin dall\u2019inizio ostile alla democrazia popolare e rivolto, in quanto progetto atlantico rivolto contro la minaccia sovietica, prima, e in quanto progetto di adeguamento alla competizione intercapitalistica senza freni, dopo, al suo disciplinamento. Il suo amico Lucio Magri lo sapeva<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora resta un\u2019altra ipotesi: che in effetti Castellina qui stia parlando del numero e deposito di diritti contenuto nelle tradizioni giuridiche scritte, e non, del nord Europa. Ovvero di Germania, Svezia, Olanda, etc. Emerge, cio\u00e8, l\u2019idea di una sorta di <em>minorit\u00e0 nazionale<\/em>, di una tara, una colpa, che affonda nel nazionalismo, nel fascismo, evidentemente, e anche prima e dopo, nell\u2019insufficiente spirito austero, nel cattolicesimo, nella mancanza della riforma, e via dicendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un discorso lungo e profondo, largamente condiviso dalle nostre \u00e9lite. La ragione al fondo della ricerca del \u2018vincolo esterno\u2019 (insieme alla necessit\u00e0 di controllare \u2018i comunisti\u2019, naturalmente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminato questo largo argomentare, denso e complesso nella sua fine tessitura, Castellina pu\u00f2 concludere che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cInsistere sull\u2019Europa tuttavia vuol solo dire scegliere un campo di battaglia, non un prato accogliente e su questo c\u2019\u00e8 di che riflettere autocriticamente. Per l\u2019assenza di dimensione europea di tutte le nostre iniziative proposte lotte legami associativi. La condanna dell\u2019Ungheria ci ammonisce anche per questo: possibile che abbiamo consentito senza muovere un dito che in questi decenni crescesse un\u2019Ungheria cos\u00ec, e, pi\u00f9 in generale, un\u2019Europa come quella di Visegrad?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno deve pur esserci ancora vivo che ricorda quanto e come siamo stati coinvolti nel \u201956 dalla rivolta di Budapest, una speranza che fu affossata nel sangue ma che aveva anche mostrato la ricchezza di energie e tradizioni socialiste democratiche di quel paese, poi via via spente senza che noi sinistra occidentale ci occupassimo di intrecciare con loro un qualche dialogo? Possibile che da quando \u00e8 caduto il Muro non ci siano pi\u00f9 stati legami politici, iniziative comuni, persino amicizie?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possibile aver anche solo pensato che l\u2019annessione all\u2019Ue dei paesi dell\u2019ex blocco sovietico, di cui hanno dovuto accettare senza fiatare tutte le decisioni pregresse, buone solo per integrare il loro ceto compradore, non avrebbe avuto conseguenze su tutti noi?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha ragione, naturalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ne conclude in una direzione determinata:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCome pensiamo di cambiare l\u2019Europa se non ci impegniamo a costruirne una societ\u00e0 comune e dunque a far crescere nuovi protagonisti? Non \u00e8 <em>solo<\/em> il Trattato di Maastricht o la Troika che impediscono una economia europea retta dalla solidariet\u00e0 anzich\u00e9 dalla competizione. Se \u00e8 cos\u00ec \u00e8 anche perch\u00e9 la societ\u00e0 europea si \u00e8 incattivita, e ognuno si chiude sempre pi\u00f9 nel localismo, nella sua piccola patria, considerata pi\u00f9 sicura della condivisione. Orb\u00e1n non \u00e8 popolare solo in Ungheria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha ancora ragione, non \u00e8 \u201csolo\u201d il Trattato, n\u00e9 \u00e8 \u201csolo\u201d il potere del denaro e dei suoi guardiani della Troika<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, siamo anche noi che non costringiamo l\u2019Europa ad abrogarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se la societ\u00e0 europea si \u00e8 \u201cincattivita\u201d, cosa oggettiva, non dipende dal destino, o dall\u2019antropologia difettosa di alcuni, dipende dal fatto che spesso la \u2018patria\u2019 piccola (anzich\u00e9 quella grande che non c\u2019\u00e8) <em>\u00e8 effettivamente pi\u00f9 sicura<\/em> della \u2018<em>condivisione\u2019<\/em> che c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo \u00e8 per i ceti subalterni, perch\u00e9 la \u201ccondivisione\u201d che c\u2019\u00e8 \u00e8 stata costruita precisamente per lasciarli essere tali. Non ce ne \u00e8 un\u2019altra, se ci fosse dovrebbe ripartire dal basso e non dall\u2019alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrisse Peter Mair nel suo libro-testamento, \u00e8 molto semplice, l\u2019Unione Europea non \u00e8 democratica nel senso abituale del termine e non pu\u00f2 esserlo: \u201c<em>se potesse essere democratizzata allora non sarebbe necessaria<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna ripartire dal lato opposto a quello al quale Castellina guarda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8211; Al momento stimabile in circa un terzo dei parlamentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> &#8211; Dalla semplice sovranit\u00e0 democratica e costituzionale, per ora dispiegata con tutti i suoi difetti solo a livello degli Stati-Nazione europei, ognuno con la sua storia, tradizioni ed equilibri, alla espressione dello spirito di potenza, che punta a prevalere nella competizione di tutti contro tutti ed in un mondo hobbesiano. Si tratta, \u00e8 evidente, di due accezioni completamente diverse e male fa l\u2019autrice a non tematizzarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> &#8211; Peter Mair, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/06\/peter-mair-governare-il-vuoto-la-fine.html\">Governare il vuoto<\/a><\/em>\u201d. Il progetto europeo \u00e8 da comprendere, sicuramente dalla nuova partenza di Maastricht, in un arco pi\u00f9 ampio, nel processo di depoliticizzazione del processo decisionale che mette al centro il mercato e mette in agenda la riduzione della regolazione intenzionale (ovvero \u2018politica\u2019). Autori come Blinder (1997) che propongono di estendere il modello della Fed ad altri settori politici e quindi togliere dalle mani dei politici, ovvero dei cittadini sovrani perch\u00e9 votanti, la responsabilit\u00e0 di tutte le decisioni su materie di spesa (sanit\u00e0, welfare, tassazione), lasciandola a quella degli \u2018esperti\u2019. Il potere viene tolto dalle mani dei cittadini votanti, e quindi dal suffragio universale che \u00e8 il vero bersaglio, per metterlo nelle mani dei cittadini acquirenti dei titoli di debito (cfr. Guido Carli), e consumatori (riportando un auge surrettiziamente il suffragio per censo). Nello stesso periodo Giandomenico Majone, che si \u00e8 molto occupato dell\u2019Unione Europea, sosteneva che il ruolo degli esperti nel processo decisionale \u00e8 pi\u00f9 importante di quello dei politici, perch\u00e9 pi\u00f9 orientato al lungo termine (ad esempio in \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/07\/a-la-spina-g-majone-lo-stato-regolatore.html\">Lo Stato regolatore<\/a><\/em>\u201d). Ci\u00f2 che bisogna fare \u00e8 quindi delegare il potere ad istituzioni \u201cnon maggioritarie\u201d, che non sono legate al ciclo politico elettorale e dunque, non rispondono alle pressioni dell\u2019opinione pubblica. Nel 2002 Peters riassumeva questo dibattito nella convinzione che \u201cla societ\u00e0 \u00e8 ormai sufficientemente regolata attraverso una serie di reti che si auto-organizzano, tanto che ogni tentativo da parte del governo di intervenire sarebbe non solo inefficace ma anche controproducente\u201d. In questo vuoto crescono quindi le \u201cistituzioni di sorveglianza\u201d (\u00e8 il \u201c<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2014\/05\/robert-dahl-efficienza-dellordinamento.html\">governo dei guardiani<\/a>\u201d temuto da Robert Dahl in uno dei suoi ultimi interventi nel 1993), ed uno Stato volto all\u2019amministrazione di sempre meno nel quale la rilevanza destra\/sinistra \u00e8 sempre minore.\u00a0Peter Mair \u00e8 particolarmente franco: \u201c\u00e8 un sistema politico che \u00e8 stato costruito da leader politici nazionali come una sfera protetta in cui il processo politico pu\u00f2 evadere i limiti imposti dalla democrazia rappresentativa\u201d (M., p.105). Si tratta molto di pi\u00f9 che di un \u201cdeficit democratico\u201d. L\u2019Unione Europea, semplicemente, non \u00e8 democratica nel senso abituale del termine e non pu\u00f2 esserlo. In parole semplici: \u201c<em>se potesse essere democratizzata allora non sarebbe necessaria<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> &#8211; Cfr <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/01\/francois-mitterrand-e-le-svolte-degli.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/01\/francois-mitterrand-e-le-svolte-degli.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> &#8211; Cfr <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/10\/ralf-dahrendorf-new-labour-e-la-vecchia.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/10\/ralf-dahrendorf-new-labour-e-la-vecchia.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> &#8211; Cfr. <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/01\/romano-prodi-interventi-sulleuro-e.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/01\/romano-prodi-interventi-sulleuro-e.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> &#8211; Avviene a gennaio 2018, quando M\u00e9lenchon lo ha richiesto e Gysi si \u00e8 rifiutato di farlo, in conseguenza a luglio ha <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/la-febbre-sovranista-di-melenchon-contro-sinistra-europea\/\">lasciato<\/a> il Partito della Sinistra Europea. Pi\u00f9 in generale si tratta dei movimenti di allineamento verso le elezioni europee, ad aprile France Insoumise, Podemos e El Bloco portoghese hanno firmato a Lisbona una <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=33615\">dichiarazione<\/a> congiunta con l\u2019obiettivo di rompere la camicia di forza dei trattati europei che impongono il dumping fiscale e sociale e l\u2019austerit\u00e0. D\u2019altra parte Varoufakis, con Hamon e con De Magistris ha lanciato la piattaforma del \u201cMovimento di liberazione europeo\u201d. Ci sono quindi, al momento, tre forze che raggruppano la sinistra radicale verso le elezioni europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> &#8211; Cfr. <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/08\/sahra-wagenknecht-aufstehen.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/08\/sahra-wagenknecht-aufstehen.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> &#8211; Si tratta di un teorema di base dell\u2019europeismo che fonda se stesso da una parte in una versione particolarmente rozza di monetarismo, appreso negli anni settanta dalle \u00e9lite della sinistra comunista e socialista italiana e inconsapevole della profonda differenza nella creazione e circolazione del denaro amplificata dalla rottura di Bretton Woods del 1971. Dall\u2019altra dalla memoria della lezione dell\u2019attacco speculativo del 1992, quando l\u2019Italia dovette, insieme all\u2019Inghilterra, recedere dallo Sme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> &#8211; Affiora qui la tentazione dell\u2019<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/02\/del-circolo-dellautorazzismo-la-cattura.html\">autorazzismo<\/a>, che \u00e8 tanto diffusa nelle \u00e9lite culturali italiche da secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> &#8211; Cfr <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/02\/angolature-di-nazionalismo-prodi-il.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/02\/angolature-di-nazionalismo-prodi-il.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> &#8211; Cfr, ad esempio l\u2019importante <a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/02\/fritz-w-scharpf-la-doppia-asimmetria.html\">paper<\/a> di Fritz Scharpf sul funzionamento della giurisprudenza europea, ovvero del sistema delle regole azionabili dal basso contro i Parlamenti nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> &#8211; Lucio Magri, all\u2019epoca in Rifondazione Comunista come la Castellina, che dirigeva \u201c<em>Liberazione<\/em>\u201d, nella <a href=\"http:\/\/legislature.camera.it\/_dati\/leg11\/lavori\/stenografici\/stenografico\/33696.pdf\">discussione parlamentare di ratifica<\/a> ebbe a dire: \u201csi ratifica e si conclude un processo che durava da anni che \u00e8 un processo di trasferimento di potere non solo dallo Stato nazionale a livello sopranazionale, ma, attraverso di questo, dalle istituzioni politiche legittimate dalla sovranit\u00e0 popolare ad istituzioni politiche autonome o a puri poteri di fatto\u201d (On. Lucio Magri, ALeg, CADE, XI Leg., Assemblea, Discussioni, 29 ottobre 1992, p. 5339). Ed aggiunge in tale occasione: \u201cmi pare incomprensibile, anzi patetico, il discorso di chi vota il trattato augurandosi che si possa presto completarlo con istituzioni politiche democratiche: Maastricht va esattamente nella direzione contraria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> &#8211; Quella che il Parlamento europeo ha posto <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2014\/01\/linchiesta-del-parlamento-europeo-sulla.html\">sotto inchiesta<\/a> per il comportamento in Grecia, e che probabilmente il prossimo Parlamento tratter\u00e0 ancora pi\u00f9 rudemente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/circa-luciana-castellina-lo-tsunami-di.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/circa-luciana-castellina-lo-tsunami-di.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; 1929, 9 agosto, nasce Luciana Castellina, che nel 1947 si iscrive al PCI, quando non era una passeggiata, ma una scelta di campo e di vita, e nel 1953 sposa Alfredo Reichlin, dal quale ha due figli anche se si separa in fretta. 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