{"id":458,"date":"2009-09-29T21:09:47","date_gmt":"2009-09-29T19:09:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=458"},"modified":"2009-09-29T21:09:47","modified_gmt":"2009-09-29T19:09:47","slug":"sintetizzati-dalla-televisione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=458","title":{"rendered":"Sintetizzati dalla televisione"},"content":{"rendered":"<p>Tre capoversi del&nbsp;nostro Manifesto sono&nbsp;in qualche modo dedicati al&nbsp;tema della televisione: &quot;25.&nbsp;Muoviamo dalla consapevolezza della enorme superiorit&agrave; della <em>scrittura<\/em> rispetto alle <em>immagini<\/em>. 26. Sappiamo che la <em>televisione<\/em> &egrave; droga e in particolare sappiamo che &egrave; un narcotico. 27. Sappiamo che i<em> narcotici<\/em> affievoliscono la <em>volont&agrave;<\/em> e cos&igrave; ostacolano l&rsquo;esplicazione delle <em>capacit&agrave;&quot;<\/em>. Condividiamo, pertanto, riga per riga l&#39;articolo che segue, il quale &egrave; una composizione di&nbsp;frasi di studiosi autorevoli o autorevolissimi ovvero, in un caso, di un uomo che&nbsp;dirige un canale televisivo. Per coloro che ancora non si siano sottratti dalla dipendenza dallo schermo televisivo,&nbsp;&egrave;&nbsp;una occasione per riflettere e magari per andare ad approfondire l&#39;argomento, svolgendo qualche buona lettura&nbsp;(SD&#39;A)&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">di Valerio Pignatta <\/span><\/strong><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">letto su <a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\">ariannaeditrice<\/a>&nbsp;fonte&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.terranauta.it\">Terranauta<\/a> <\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: larger;\"><b><span style=\"color: black;\">&ldquo;La vera cultura non &egrave; accumulo di informazioni dalla tv, nei nostri pc o in Internet. La vera cultura esiste solo alla condizione di interrogarsi sul senso dell&#39;esistenza e di mettersi al servizio e alla ricerca dei valori che costituiscono il significato della vita umana sul pianeta e nella societ&agrave;.&rdquo;<\/span><\/b><\/span><\/em><span style=\"font-size: larger;\"><b><span style=\"color: black;\">&nbsp;<\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: black; font-size: 8.5pt;\"><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Le statistiche ci dicono che in media passiamo davanti alla tv dagli 11 ai 14 anni della nostra vita, complici i divani corruttori che il &ldquo;vivere civile&rdquo; ha posto in ogni casa. Ma grazie al cielo in quei 14 anni c&#39;&egrave; chi fa tantissime altre cose. Pensate&#8230; 14 anni&#8230; E poi dicono che la tv fa comunque conoscere il mondo&#8230; In 14 anni uno se lo pu&ograve; conoscere &ldquo;dal vero&rdquo; il mondo, viaggiando, parlando, toccando, annusando&#8230; che &egrave; tutt&#39;altro, direi, che 14 anni di segregazione nella cella-salotto di famiglia a &ldquo;voyeurizzare&rdquo; la realt&agrave; degli altri con la scusa di farsi una cultura.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Ma purtroppo siamo arrivati al punto per cui confondiamo cultura e informazione spazzatura.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">La vera cultura non &egrave; accumulo di informazioni dalla tv, nei nostri pc o in Internet. La vera cultura esiste solo alla condizione di interrogarsi sul senso dell&#39;esistenza e di mettersi al servizio e alla ricerca dei valori che costituiscono il significato della vita umana sul pianeta e nella societ&agrave;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Ecco alcune riflessioni di noti intellettuali che si sono interrogati sulla televisione ed il suo rapporto con la societ&agrave; umana:<\/span><\/p>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><b><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Omologazione<\/span><\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;La televisione [&#8230;] &egrave; un sistema di trasmissione che si fonda sull&#39;idea che tutti gli esseri umani siano essenzialmente simili [&#8230;]. La tv non vuole riconoscere la rigogliosa diversit&agrave; dei suoi utenti. La gente fa migliaia di lavori differenti, ha hobby variegati, legge centinaia di migliaia di differenti pubblicazioni. La tv ignora la realt&agrave; che gli esseri umani non sono patate lesse, ma reagiscono ai messaggi e interagiscono. <\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">La gente ha poco in comune, se non i suoi interessi pruriginosi e le paure e ansiet&agrave; morbose. Naturalmente la televisione, puntando a raggiungere il bersaglio al suo pi&ugrave; basso denominatore comune, peggiora sempre di pi&ugrave; ogni anno. [&#8230;] La tv morir&agrave; perch&eacute; offende la vera natura umana: la tendenza verso l&#39;automiglioramento e l&#39;autonomia&raquo; (Gilder, George, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">La vita dopo la televisione. Il Grande Fratello far&agrave; la fine dei dinosauri?<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Castelvecchi, Roma, 1995, p. 9)<\/span>.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;Fondamentalmente, il mestiere di TF1 [TeleFrance 1] &egrave;, ad esempio, aiutare la <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Coca-Cola<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\"> a vendere il suo prodotto. Per far s&igrave; che un messaggio pubblicitario sia percepito, &egrave; necessario che il cervello del telespettatore sia disponibile. La vocazione delle nostre trasmissioni &egrave; proprio quello di creare tale disponibilit&agrave;: facendo divertire il telespettatore, rilassandolo e preparandolo nello spazio tra due messaggi.&nbsp;<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Ci&ograve; che vendiamo alla <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Coca-Cola<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\"> &egrave; tempo di cervello umano disponibile&raquo; (cos&igrave; il direttore di TF1, il pi&ugrave; importante canale televisivo francese, in Le Lay, Patrick, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Les Dirigeants face au changement<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Les Editions du Huiti&egrave;me Jour, 2004, citato in Gruppo MARCUSE, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Miseria umana della pubblicit&agrave;<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, El&egrave;uthera, Milano, 2006, p. 35).<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 8.5pt;\"><br \/>\n\t<\/span><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;&ldquo;Il mondo visto lascia dei vuoti&rdquo;, il cittadino si annoia spaventosamente in campagna, mentre gli spettacoli sul mare e la montagna gli riempiono gli occhi! La televisione cos&igrave;, ritagliando e ricostruendo il reale, finisce per creare uno schermo tra il reale e noi: &ldquo;Vedo, ma poich&eacute; c&#39;&egrave; lo schermo, resto lontano. Questa diventa un&#39;attitudine costruita: ci&ograve; che vedo per la strada &egrave; reale come ci&ograve; che ho visto sullo schermo. Quando incontro un mendicante o un disoccupato, gli rivolgo lo stesso sguardo superficiale e disincarnato che rivolgo agli scheletri viventi del Terzo Mondo che la televisione periodicamente mostra. &Egrave; esattamente l&#39;estremo della derealizzazione: la confusione tra il mondo reale e quello mostrato&rdquo;. <\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Un altro aspetto della televisione: non solo spinge verso il conformismo e costruisce un implacabile mezzo di uniformazione, ma crea un clima mentale generale. &ldquo;Quando migliaia di immagini si imprimono nel nostro profondo, nel nostro &#39;inconscio&#39;, e tutte portano lo stesso messaggio fondamentale, questo finisce per essere una componente determinante del nostro comportamento e delle nostre opinioni&rdquo;. I messaggi fondamentali sono violenza e sesso. [&#8230;] Ma il pubblico vuole veramente queste immagini? Quando glielo si chiede, i telespettatori rispondono che la televisione &egrave; &ldquo;una comodit&agrave;, un sogno, e che non ha alcuna importanza&rdquo;, pur ammettendo che non possono pi&ugrave; farne a meno. [&#8230;] Ecco il principale effetto della televisione: uccide il vuoto imbottendo i cervelli&raquo; (Porquet, Jean-Luc, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Jacques Ellul, l&#39;uomo che aveva previsto (quasi) tutto<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Jaca Book, Milano, 2008, pp. 168-170)<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\">&nbsp;<b><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Dominio<\/span><\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\">&nbsp;<span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;La natura del tubo catodico e dello spettro di radiofrequenze ha modellato il potere e le limitazioni della televisione come medium informativo e come forza culturale. Queste tecnologie hanno imposto che la televisione fosse un sistema top-down (alto-basso), in termini elettronici un&#39;architettura master-slave (padrone-schiavo): pochi centri di trasmissione generano programmi per milioni di ricevitori passivi, o terminali stupidi. La scarsit&agrave; dello spettro costringe la televisione ad adottare un sistema centralizzato, limitato a relativamente pochi canali, con nessuna comunicazione bidirezionale&raquo; (Gilder, George, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">La vita dopo la televisione. Il Grande Fratello far&agrave; la fine dei dinosauri?<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Castelvecchi, Roma, 1995, pp. 27-28)<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\">&nbsp;<span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;La maggior parte dei problemi di fronte ai quali si trovano i genitori non hanno a che fare direttamente con la tv stessa, ma col controllo esercitato su di essa. [&#8230;] Una soluzione immediata e a portata di mano ci sarebbe, ma sembra che molti non ci hanno mai pensato: spegnere il televisore. [&#8230;] Essi in realt&agrave; non vogliono risolvere il problema. [&#8230;] Permettete alla vostra bambina di tre anni di andare in giro con un coltello affilato? Le permettete di attraversare la strada da sola? [&#8230;] evidentemente il bambino capisce quando dite fermamente una cosa&raquo; (Winn, Marie, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">La droga televisiva<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Armando, Roma, 1978, pp. 177-178)<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\">&nbsp;<b><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Realt&agrave;<\/span><\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\">&nbsp;<span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;Nulla sfugge. C&#39;&egrave; sempre una cinepresa nascosta da qualche parte. Si pu&ograve; essere filmati senza saperlo. Si pu&ograve; essere chiamati a rieseguire tutto davanti a qualsiasi canale televisivo. Si crede di esistere in versione originale, senza sapere che questa non &egrave; nient&#39;altro che un caso particolare di doppiaggio, una versione eccezionale per gli <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">happy few<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">. Si &egrave; in balia di una ritrasmissione istantanea di tutti i fatti e di tutti i gesti su qualsiasi canale. Un tempo avremmo vissuto ci&ograve; come un controllo poliziesco. Oggi lo viviamo come una promozione pubblicitaria&raquo; (Baudrillard, Jean, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realt&agrave;?<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1996, p. 32).<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;&ldquo;In diretta dalla realt&agrave;! Visitate questo strano mondo! Concedetevi il brivido del mondo reale!&rdquo;. [&#8230;] L&#39;oggetto di antiquariato sembra gi&agrave; un oggetto reale per contrasto con gli oggetti industriali, ma non &egrave; che una prefigurazione del tempo in cui il minimo oggetto percepibile sar&agrave; prezioso quanto una reliquia egiziana&raquo; (Baudrillard, Jean, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realt&agrave;?<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1996, p. 49).<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;Inizialmente [le immagini] costruiscono intorno a noi una finzione: quando sempre pi&ugrave; ci allontaniamo dall&#39;ambiente naturale, quando abbiamo perso il contatto con la realt&agrave; &ldquo;che fu la realt&agrave; sostanziale della nostra vita&rdquo;, il mondo delle immagini ci fa credere di vivere ancora &ldquo;in un mondo d&#39;acqua, di vento, di alberi e di animali&rdquo;. Il numero di trasmissioni televisive su animali esotici e grandi spazi incontaminati cresce di pari passo al crollo della biodiversit&agrave; e alla sparizione di spazi vergini&raquo; (Porquet, Jean-Luc, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Jacques Ellul, l&#39;uomo che aveva previsto (quasi) tutto<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Jaca Book, Milano, 2008, p. 167).<\/span><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><strong><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Cultura<\/span><\/i><\/strong><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; line-height: normal; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;\"><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">&laquo;&Egrave; vero che un&#39;immagine pu&ograve; valere pi&ugrave; di mille parole. Ma &egrave; ancora pi&ugrave; vero che un milione di immagini non danno un solo concetto. Riassumo in tre punti. Primo: il vedere non &egrave; conoscere. Secondo: il conoscere pu&ograve; essere aiutato dal vedere. Terzo: il che non toglie che conoscere per concetti (il conoscere in senso forte) si dispiega tutto quanto oltre il visibile. Mi dispiace per il tele-vedere ma &egrave; cos&igrave;&raquo; (Sartori, Giovanni, <\/span><i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">Homo videns<\/span><\/i><span style=\"color: black; font-size: 9pt;\">, Laterza, Roma-Bari, 1999, p. 149)<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre capoversi del&nbsp;nostro Manifesto sono&nbsp;in qualche modo dedicati al&nbsp;tema della televisione: &quot;25.&nbsp;Muoviamo dalla consapevolezza della enorme superiorit&agrave; della scrittura rispetto alle immagini. 26. Sappiamo che la televisione &egrave; droga e in particolare sappiamo che &egrave; un narcotico. 27. Sappiamo che i narcotici affievoliscono la volont&agrave; e cos&igrave; ostacolano l&rsquo;esplicazione delle capacit&agrave;&quot;. Condividiamo, pertanto, riga per riga l&#39;articolo che segue, il quale &egrave; una composizione di&nbsp;frasi di studiosi autorevoli o autorevolissimi ovvero, in un caso, di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[100,6,23],"tags":[137,138,139,112],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7o","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/458"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/458\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}