{"id":45828,"date":"2018-11-08T09:30:42","date_gmt":"2018-11-08T08:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45828"},"modified":"2018-11-08T09:08:46","modified_gmt":"2018-11-08T08:08:46","slug":"populismo-o-momento-polanyi-ecco-come-il-mercato-distrugge-la-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45828","title":{"rendered":"Populismo o momento Polanyi? Ecco come il mercato distrugge la societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIER PAOLO DAL MONTE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-thumb-high size-ifq-thumb-high wp-post-image\" title=\"Populismo o momento Polanyi? Ecco come il mercato distrugge la societ\u00e0\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/06\/g7-675x275.jpg\" alt=\"Populismo o momento Polanyi? Ecco come il mercato distrugge la societ\u00e0\" width=\"675\" height=\"275\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<section class=\"article-body article-body-blog economia-lobby\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 un fenomeno che negli ultimi anni si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 evidente e pervasivo nella scena politica del cosiddetto occidente: una sorta di rivolta contro le \u00e9lite (reali o percepite che siano) che viene definito, col consueto semplicismo imbelle che caratterizza i mezzi di comunicazione di massa, col termine di <strong>populismo<\/strong> o, pi\u00f9 cacofonicamente, con quello di <strong>antipolitica<\/strong> (come se la politica fosse mera questione di ortodossia nei confronti del potere costituito). Naturalmente, codesti sono semplici significanti vuoti atti a definire, senza spiegare, un movimento che si sta espandendo a macchia d\u2019olio in tutto l\u2019emisfero occidentale e che, nella sua manifestazione fattuale, \u00e8 iniziato nel <strong>Regno Unito<\/strong>\u00a0con la cosiddetta <strong>Brexit<\/strong>, si \u00e8 esteso dall\u2019altra parte dell\u2019oceano con l\u2019elezione di <strong>Donald Trump <\/strong>\u2013\u00a0sineddoche di un \u201ccontropotere\u201d rispetto a quello che potremmo definire \u201cglobalismo finanziario\u201d \u2013 e ha toccato il nostro Paese, in occasione del referendum costituzionale del 2016 e delle elezioni politiche di quest\u2019anno.<\/p>\n<div id=\"adv-intext-0\" class=\"\" style=\"text-align: justify;\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-ad-unit=\"FattoQ_300x250_First_Art\">\n<div id=\"videoincontent\"><\/div>\n<div id=\"videoincontent2\"><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome le categorie di \u201cpopulismo\u201d e di \u201cantipolitica\u201d non possono ambire alla funzione di interpretare alcunch\u00e9 \u2013 ma al massimo a quella di stigmatizzare un fenomeno \u2013 per cercare di comprendere quello che sta accadendo ci avvarremo della chiave di lettura fornitaci dagli epigoni degli storici della \u201clunga durata\u201d, in particolare del lavoro di <strong>Giovanni Arrighi<\/strong> (<em>Il lungo XX secolo<\/em>, 2014). Secondo questa interpretazione, il fenomeno storico denominato <strong>capitalismo<\/strong> pu\u00f2 essere diviso in cicli periodici di accumulazione, che si sono succeduti dal suo avvento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4745692 alignleft\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/06\/xx-secolo.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"254\" \/>Ogni ciclo di \u00e8 costituito da tre fasi:<br \/>\n<strong>1.<\/strong> Un periodo iniziale di <strong>espansione finanziaria<\/strong> \u2013 che si potrebbe definire di \u201caccumulazione originaria\u201d \u2013 nel quale un nuovo ciclo si sviluppa in maniera \u201cparassitaria\u201d sul capitale accumulato dal ciclo precedente.<br \/>\n<strong>2.<\/strong> Un periodo di sviluppo e consolidamento, nel quale si verifica l\u2019espansione materiale: il periodo del capitalismo produttivo\/manifatturiero.<br \/>\n<strong>3.<\/strong> Una fase terminale di espansione finanziaria, ovvero di \u201cconversione\u201d del processo di accumulazione, dall\u2019economia produttiva alla cosiddetta <strong>speculazione finanziaria<\/strong>. Questo fenomeno \u00e8 l\u2019espressione di una crisi nella quale quello che \u00e8 definito \u201cl\u2019agente dominante dei processi sistemici di accumulazione del capitale\u201d riscontra difficolt\u00e0 crescenti a creare un adeguato profitto tramite la produzione di merci materiali. Pertanto, il \u201ccapitale mobile\u201d viene indirizzato verso la finanza.<\/p>\n<div id=\"adv-intext-1\" class=\"\" style=\"text-align: justify;\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-ad-unit=\"FattoQ_Art_Intext\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sequenza di fenomeni ha conseguenze piuttosto rilevanti sull\u2019assetto dell\u2019economia-mondo. Il periodo di espansione finanziaria comporta notevoli costi sociali, poich\u00e9 al contrario della modalit\u00e0 di <strong>produzione materiale<\/strong> non pu\u00f2 sostenere economicamente una vasta classe media, siccome solo una parte esigua della popolazione pu\u00f2 spartire i <strong>profitti<\/strong> della speculazione e dell\u2019intermediazione finanziaria. Le criticit\u00e0 di questo fenomeno sono ben osservabili in tutto il mondo occidentale attraverso fenomeni quali l\u2019allargarsi della forbice tra salari e profitti, le bolle finanziarie, l\u2019<strong>aumento del debito<\/strong> a carico dei cittadini, la <strong>recessione<\/strong>, la deindustrializzazione, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre la finanziarizzazione d\u00e0 luogo a quello che <strong>David Harvey<\/strong> ha definito \u201caccumulazione per espropriazione\u201d, nella quale i capitali accumulati diffusamente durante gli anni dell\u2019economia \u201cproduttiva\u201d vengono concentrati verso le \u00e9lite che controllano gli strumenti finanziari: questo comporta una diffusa espropriazione di capitale fisico (beni) accumulati dalla societ\u00e0 nel suo assieme. Qualsiasi tipo di bolla speculativa implica una espropriazione di capitali e una concentrazione di strumenti monetari nelle mani di chi la controlla: \u201cQuesto \u00e8 ci\u00f2 che accadde nel sudest asiatico nel 1997-1998, in <strong>Russia<\/strong> nel 1998, in <strong>Argentina<\/strong> nel 2001-2002. E quello che \u00e8 successo nel mondo intero nel 2008-2009\u2033. (Harvey, 2010). Un esempio di questo fenomeno sono le cosiddette <strong>privatizzazioni<\/strong>, che non sono altro che la svendita di beni degli Stati \u201cin crisi\u201d, la cui accumulazione \u00e8 avvenuta grazie all\u2019opera dell\u2019intera cittadinanza.<\/p>\n<div id=\"adv-intext-2\" class=\"\" style=\"text-align: justify;\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-ad-unit=\"FattoQ_Art_Intext\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro aspetto connesso alla finanziarizzazione \u00e8 la liberalizzazione dei movimenti dei capitali e delle merci che ha favorito le cosiddette <strong>delocalizzazioni<\/strong>, ovvero il trasferimento degli impianti produttivi verso aree o Paesi nei quali il costo del lavoro sia pi\u00f9 basso che nei paesi d\u2019origine. Questo processo ha avuto la conseguenza di mettere in <strong>concorrenza<\/strong> i lavoratori di tutto il mondo in un\u2019universale licitazione verso il basso del costo del lavoro. Tuttavia, un minore potere d\u2019acquisto diffuso comporta minori consumi in beni e servizi e tende a favorire la recessione. Questo ha determinato l\u2019insorgenza di due problemi. Il primo: l\u2019impoverimento del ceto medio, ha eroso la base per la riproduzione capitalistica stessa. Il secondo \u00e8 che questo impoverimento unito ai <strong>tagli dei servizi pubblici<\/strong> avvenuto in tutti i Paesi dell\u2019occidente ha comportato, alla lunga, instabilit\u00e0 sociale e perdita di credibilit\u00e0 delle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui le origini della crisi del modello sociale che a partire dagli anni 80 si \u00e8 verificato in tutto il mondo occidentale. Una crisi di tal fatta non poteva che dare origine al cosiddetto \u201cmomento <strong>Polanyi<\/strong>\u201c, la cui descrizione sintetica \u00e8 formulata ne <em>La grande trasformazione<\/em>: \u201cLa nostra tesi e\u0300 che l\u2019idea di un mercato autoregolato implicasse una grossa <strong>utopia<\/strong>. Un\u2019istituzione del genere non poteva esistere per un qualunque periodo di tempo senza annullare la sostanza della societa\u0300 [\u2026]. Era inevitabile che la societa\u0300 prendesse delle misure per difendersi, ma qualunque misura avesse preso essa ostacolava l\u2019<strong>autoregolazione del mercato<\/strong>\u201c. Certo, non possiamo non convenire che sia molto pi\u00f9 facile (ancorch\u00e9 vacuo) chiamare tutto questo \u201cpopulismo\u201d.<\/p>\n<\/section>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/11\/06\/populismo-o-momento-polanyi-ecco-come-il-mercato-distrugge-la-societa\/4745607\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/11\/06\/populismo-o-momento-polanyi-ecco-come-il-mercato-distrugge-la-societa\/4745607\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIER PAOLO DAL MONTE &nbsp; &nbsp; Vi \u00e8 un fenomeno che negli ultimi anni si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 evidente e pervasivo nella scena politica del cosiddetto occidente: una sorta di rivolta contro le \u00e9lite (reali o percepite che siano) che viene definito, col consueto semplicismo imbelle che caratterizza i mezzi di comunicazione di massa, col termine di populismo o, pi\u00f9 cacofonicamente, con quello di antipolitica (come se la politica fosse mera questione di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":28294,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/dal-monte.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bVa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45828"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45828"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45828\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45829,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45828\/revisions\/45829"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}