{"id":45891,"date":"2018-11-12T01:12:06","date_gmt":"2018-11-12T00:12:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45891"},"modified":"2018-11-12T07:30:49","modified_gmt":"2018-11-12T06:30:49","slug":"lunione-disunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45891","title":{"rendered":"L&#8217;Unione disunita"},"content":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente c\u2019\u00e8 uno scontro in atto tra Roma e Bruxelles, che non sappiamo fino che punto possa spingersi. Quali e quante opzioni ha l\u2019Italia per resistere alle intimidazioni della cupola eurocratica, almeno fino alle elezioni europee? Un eventuale successo dei \u201cpopulisti\u201d metterebbe a rischio la sopravvivenza dell\u2019Unione? Gli eurocrati lo temono, ma nessuna previsione \u00e8 oggi affidabile. L\u2019UE, come ammucchiata di Stati nazionali in selvaggia competizione liberista tra di loro, \u00e8 una nullit\u00e0 geopolitica e militare, imperniata e sbilanciata sull\u2019area baltica, che \u00e8 egemone su quella mediterranea, mentre \u00e8 questa che va acquistando progressivamente maggiore importanza geopolitica e strategica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dentro quest\u2019area, l\u2019Unione europea ha vergognosamente fallito il controllo dell\u2019immigrazione clandestina, se non addirittura agevolatone il flusso, e in definitiva ha confermato la volont\u00e0 di convogliare e confinare solo in Italia, paese di primo ingresso, le masse immigratorie. In pratica, gli oligarchi, totalmente privi di strategia, hanno concesso carta bianca alla Francia, da tempo non pi\u00f9 grande potenza, ma la cui politica ambiziosa e velleitaria, oltre a danneggiare pesantemente l\u2019Italia, \u00e8 del tutto inidonea a risolvere i problemi dell\u2019Africa, ma sufficiente per renderne pi\u00f9 difficili i rapporti con l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia, rimasta ostinatamente coloniale e nazionalista, ha condotto una guerra di aggressione contro la Libia, su mandato americano, con la quale ha contribuito a destabilizzare il Mediterraneo, in continuit\u00e0 con una politica che la vede sfruttare sistematicamente &#8211; e a volte occupare militarmente &#8211; i paesi africani che riesce a tener sottomessi con il franco, moneta di sua esclusiva emissione. I suoi interessi contrastano obiettivamente non solo con quelli dei paesi africani, ma anche con quelli delle comunit\u00e0 sud-europee, fra i quali l\u2019Italia, cordialmente disprezzata dalla \u201ccugina\u201d. Non \u00e8 un conflitto ideologico ma di interessi economici, superabile soltanto quando la Francia riuscir\u00e0 ad arraffare gran parte delle aziende e infrastrutture degli Italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre un vantaggioso bottino di cespiti potrebbe sperabilmente placare l\u2019ostilit\u00e0 francese, altre cessioni vengono pretese dalla Germania. La prima della classe, infatti, insiste affinch\u00e9 il governo italiano riduca il debito pubblico, rastrellando il risparmio degli italiani da \u201cgirare\u201d ai suoi banchieri (quelli coinvolti nel crack finanziario dei derivati americani?),\u00a0secondo modalit\u00e0 non dissimili da quelle adottate nel \u201csalvataggio\u201d della Grecia nel 2011. Il piano della cosiddetta integrazione europea non \u00e8 altro che l\u2019applicazione di vincoli concepiti <strong>proprio <\/strong>per racimolare e trasferire risorse finanziarie, aziendali e professionali dai paesi periferici al centro carolingio, e per mantenere l\u2019Italia e gli altri paesi \u201cpoco efficienti\u201d in uno stato di crisi e declino permanenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il popolo italiano, turlupinato da un pluridecennale indottrinamento massmediatico, l\u2019ha bevuta; ha davvero creduto che l\u2019integrazione europea fosse ispirata da uno spirito di solidariet\u00e0, sviluppo, progresso, benessere e sicurezza. Ma, il progetto di base era il porre fine alla storica rivalit\u00e0 tra Francia e Germania, da realizzare con un patto sacrificale di sottomissione e depauperamento progressivo delle altre zone. L\u2019evidenza dei fatti mostra che i parametri finanziari dell\u2019Unione non sono altro che strumenti di dominio economico e politico a vantaggio dell\u2019asse franco tedesco, che, dopo aver affossato la Grecia, spinge l\u2019Italia nel precipizio di un inarrestabile decadimento economico, civile, tecnologico, culturale, giuridico e politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questa \u00e8 la ragion d\u2019essere dell\u2019Unione e della moneta unica, \u00e8 illusorio volerle emendare, perch\u00e9 non hanno difetti; sono perfette per il compito che devono assolvere e per gli scopi che devono perseguire. L\u2019Italia \u00e8 esposta al sacco lanzichenecco perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico grande paese europeo che, per densit\u00e0 demografica e apparato produttivo, \u00e8 in grado di tener testa alla diarchia egemone e di provocare in Europa un effetto contagioso di risposta civile politica e culturale, tale da aprire la crepa fatale nell\u2019ordinamento dell\u2019eurosistema. Questa \u00e8 in sostanza la sventurata vicenda italiana nell\u2019Unione europea a direzione franco-tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente,\u00a0la Commissione\/Cupola di Bruxelles, per attuare i programmati trasferimenti di ricchezza, necessita della collaborazione di garanti interni, specie se gli squilibri provocati generano instabilit\u00e0 socialmente laceranti.\u00a0Il piano di prosciugamento delle risorse richiede la mobilitazione dei vertici istituzionali, degli apparati giudiziari, amministrativi e massmediatici del paese vittima da razziare. E, se un governo tenta, timidamente, di fare investimenti a deficit, pur molto contenuti, per lo sviluppo nazionale,\u00a0l\u2019oligarchia eurocratica lo attacca dall\u2019esterno e lo delegittima dall\u2019interno tramite i quisling di turno, che si agitano per opporsi a partiti governativi, sedicenti e ritenuti sovranisti, pur declamando questi un sovranismo di facciata diluito in un liberismo di sostanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel racconto della politica comunitaria i politici, i comunicatori, gli opinionisti, i suggeritori, si comportano non diversamente da come narrano la politica estera in generale, cio\u00e8 sfruttando con l\u2019inganno sistematico la cognizione abituale diffusa fra la gente comune, che immagina i rapporti tra gli Stati simili a quelli tra le persone, guidati dai sentimenti, dalla morale, da affinit\u00e0 o distanze, da attenzioni o distacchi. Nella realt\u00e0 \u00e8 la pura forza e l\u2019esclusivo interesse a guidare e regolare duramente i rapporti internazionali, dove tutto ha un prezzo. In politica estera, considerata la particolare e quasi unica posizione geografica sulla faglia di confine tra oriente e occidente e al centro di un mare punto d\u2019affaccio di tre continenti, per l\u2019Italia e il suo popolo il percorso \u00e8 in salita ed \u00e8 pi\u00f9 accidentato che per altri. E tuttavia, le scelte sono ineludibili. L\u2019indipendenza, l\u2019autonomia monetaria, il rilancio dell\u2019economia, il sostegno alla natalit\u00e0, la ricostruzione dello stato sociale, un apparato militare di difesa e di sicurezza al servizio esclusivo della nazione, un ritrovato prestigio culturale e morale sulla scena internazione, si compendiano in un solo termine: sovranit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) Attualmente c\u2019\u00e8 uno scontro in atto tra Roma e Bruxelles, che non sappiamo fino che punto possa spingersi. Quali e quante opzioni ha l\u2019Italia per resistere alle intimidazioni della cupola eurocratica, almeno fino alle elezioni europee? Un eventuale successo dei \u201cpopulisti\u201d metterebbe a rischio la sopravvivenza dell\u2019Unione? Gli eurocrati lo temono, ma nessuna previsione \u00e8 oggi affidabile. 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