{"id":45893,"date":"2018-11-10T10:00:25","date_gmt":"2018-11-10T09:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45893"},"modified":"2018-11-10T07:36:38","modified_gmt":"2018-11-10T06:36:38","slug":"gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-lorrido-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-centanni-di-distanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45893","title":{"rendered":"Gli ex combattenti della Grande guerra e l\u2019&#8221;orrido&#8221; sovranismo piccolo-borghese. Analogie ed errori a cent\u2019anni di distanza"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARXISMO OGGI (Domenico Moro)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cColoro che non ricordano il passato sono costretti a ripeterlo\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>George Santayana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli errori di cento anni fa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cento anni fa aveva termine la Prima guerra mondiale. L\u2019Italia ne usc\u00ec vittoriosa. Tuttavia, per assecondare le mire imperialiste del grande capitale industriale, pag\u00f2 un prezzo molto superiore persino a quello della Seconda guerra mondiale: oltre 650mila caduti, centinaia di migliaia di feriti e mutilati e pi\u00f9 di mezzo milione di vittime civili. Inoltre, la guerra provoc\u00f2 una crescita repentina ma squilibrata dell\u2019industria, e, grazie agli enormi profitti e alle sovvenzioni statali, una fortissima centralizzazione del potere economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quattro milioni di ex combattenti, dopo quattro anni di morte e sofferenza nelle trincee, ritornarono alle loro case ma non trovarono lavoro. Nelle citt\u00e0 era difficilissimo riconvertire a scopi civili la ridondante industria bellica. Nelle campagne i proprietari avevano sostituito la forza lavoro partita per la guerra con moderni macchinari e non volevano espandere la produzione a causa della riduzione della domanda interna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra aveva scavato un solco tra le \u00e9lite e le masse e l\u2019Italia era attraversata da contraddizioni profonde che svilupparono ampie lotte sociali e democratiche. Il Partito socialista vinse le elezioni del 1919 con il 32,28% dei voti, seguito dai Popolari al 20,3% e dai Liberali al 15,9%. Inoltre, tra 1919 e 1920 il Paese fu attraversato da un imponente movimento di occupazione delle fabbriche. Eppure, nel giro di pochi anni la reazione capitalistica port\u00f2 all\u2019affermazione di una forza nuova, il fascismo, che la sinistra non riusc\u00ec a contrastare. Molti furono i fattori della vittoria fascista: le divisioni interne al Psi, il supporto degli apparati dello Stato, in particolare dello Stato maggiore dell\u2019esercito e della monarchia. L\u2019aspetto su cui crediamo valga la pena soffermarci \u00e8 per\u00f2 un altro: l\u2019incapacit\u00e0 dei socialisti e dei comunisti a entrare in contatto con i milioni di ex combattenti e con i settori intermedi della societ\u00e0, che finirono per diventare la massa di manovra del fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrariamente a quanto si pu\u00f2 pensare, la massa gli ex combattenti era inizialmente tutt\u2019altro che favorevole al fascismo<a id=\"_ftnref1\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn1\">[1]<\/a>, anzi molti ex combattenti saranno il nerbo della resistenza armata contro le squadre fasciste, come i pluridecorati Emilio Lussu e Ferruccio Parri, il quale successivamente sar\u00e0 uno dei capi della Resistenza. Tuttavia, il partito socialista e poi il partito comunista fallirono nel compito di stabilire un rapporto con questo importantissimo settore della societ\u00e0 dell\u2019epoca, corteggiatissimo da Mussolini. Il partito comunista, guidato da Bordiga, rifiut\u00f2 persino di collaborare con gli arditi del popolo. Una scelta criticata da Gramsci al Congresso di Lione del 1926: \u201cQuesta tattica [quella di Bordiga relativa agli arditi del popolo] (\u2026) serv\u00ec d\u2019altra parte a squalificare un movimento di massa che partiva dal basso e che avrebbe potuto invece essere politicamente sfruttato da noi\u201d<a id=\"_ftnref2\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn2\">[2]<\/a>. Anche per queste ragioni i partiti operai non riuscirono a impedire la saldatura in un unico blocco sociale di piccola borghesia e grande capitale. Anni dopo, l\u2019autocritica sar\u00e0 molto severa. Cos\u00ec si esprime Palmiro Togliatti nelle famose <em>Lezioni sul fascismo<\/em> (1935).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNel periodo di sviluppo del fascismo italiano, prima della marcia su Roma, il partito ha ignorato questo importante problema: intralciare la conquista delle masse piccolo-borghesi malcontente da parte della grande borghesia. Questa massa era allora rappresentata dagli ex combattenti, da alcuni strati di contadini poveri in via di arricchimento, da tutta una massa di spostati creati dalla guerra. (\u2026) Non abbiamo compreso che non si poteva semplicemente mandarli al diavolo. (\u2026) Compito nostro era quello di conquistare una parte di questa massa, di neutralizzare l\u2019altra parte onde impedire che diventasse una massa di manovra della borghesia. Questi compiti sono stati da noi ignorati.\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Analogie con la critica al sovranismo piccolo-borghese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, \u00e8 possibile stabilire una qualche analogia tra la sinistra socialista e comunista di allora e quella di oggi? I periodi sono molto diversi. Come ho gi\u00e0 spiegato altrove, non siamo davanti al fascismo, anche perch\u00e9 oggi sono altre le forme della neutralizzazione della democrazia rappresentativa<a id=\"_ftnref4\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn4\">[4]<\/a>. Tuttavia, anche oggi, come allora, sebbene in modo apparentemente meno drammatico, l\u2019Italia \u00e8 attraversata da rivolgimenti economici e sociali non meno profondi di quelli che gli ex combattenti del 1918 si trovarono davanti. Di conseguenza, si \u00e8 creata una spaccatura tra \u00e9lite e masse, le une beneficiate e le altre impoverite allora dalla guerra mondiale, ora dalla mondializzazione e dalla integrazione economica e valutaria europea. Di fronte a questa situazione una parte consistente della sinistra (anche radicale e comunista) mostra una incomprensione del movimento sociale profondo, che conduce a una incomprensione del fenomeno sovranista e populista. Oggi come allora si regalano certi settori all\u2019avversario politico e non ci si pone neanche il problema di neutralizzarli. Lascia, a questo proposito, un po\u2019 perplessi sentir parlare di &lt;&lt;orrido&gt;&gt; sovranismo piccolo-borghese<a id=\"_ftnref5\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn5\">[5]<\/a>. Orrido, secondo il dizionario Treccani, significa \u201cche mette nell\u2019animo un senso di orrore, di ribrezzo e di spavento\u201d. Insomma, un termine, mi pare, poco adatto a una oggettiva analisi sociale e politica. Inoltre, sembrerebbe esserci qualche confusione tra piccola borghesia &#8211; strato intermedio tra capitale e classe operaia (contenendo anche stipendiati e lavoratori autonomi senza o con qualche dipendente) &#8211; e il capitale vero e proprio. Infatti, il sovranismo, definito piccolo-borghese, viene per\u00f2 attribuito ai \u201ccapitali nazionali in affanno contro una devastante centralizzazione trainata dai capitali pi\u00f9 forti e ramificati a livello globale\u201d<a id=\"_ftnref6\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, a sinistra non pochi sembrano ritirarsi inorriditi dinanzi a un sovranismo giudicato con disprezzo espressione di un ceto bottegaio miserabile, evasore fiscale e fondamentalmente anticaglia del passato. Una visione che, in alcuni casi, si collega a una interpretazione deterministica del movimento del capitale, derivata da una lettura parziale e semplicistica di Marx. La centralizzazione dei capitali di cui Marx parla nel <em>Capitale<\/em> non significa che le classi intermedie spariscano d\u2019incanto, togliendosi dalle scatole e semplificando, per farci un piacere, una realt\u00e0 che semplice non \u00e8. Di certo, oltre cento anni di storia dimostrano che la centralizzazione non elimina le classi intermedie (anzi ne produce di altro tipo), n\u00e9 favorisce di per s\u00e9 la presa del potere da parte del lavoro salariato, n\u00e9 tantomeno la sua ricomposizione economica o politica. Era, invece, questa la concezione meccanicistica di Rudolf Hilferding, autore del pur importante <em>Il capitale<\/em> <em>finanziario<\/em>, gi\u00e0 ministro socialdemocratico della Repubblica di Weimar e convinto che la centralizzazione sarebbe andata avanti fino alla definitiva e automatica socializzazione di imprese e banche da parte di una disciplinata classe operaia unita nel partito socialdemocratico e nei suoi sindacati<a id=\"_ftnref7\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn7\">[7]<\/a>. Sindacati la cui preziosa organizzazione andava preservata e non messa a rischio in uno sciopero generale contro Hitler, come ebbe a dire un Hilferding fiducioso nel sistema democratico, appena pochi giorni prima di darsi alla fuga braccato dalla Gestapo, dopo la vergognosa resa dei sindacati stessi<a id=\"_ftnref8\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019importanza delle classi intermedie <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 \u00e8 che Marx in tutte le opere, dove analizza le formazioni economico-sociali concrete, segue attentamente il movimento di tutte le varie classi, comprese quelle intermedie fra capitale e lavoro salariato, indicando come strategica l\u2019alleanza della classe operaia con i settori intermedi, a partire da quello allora principale, la classe contadina piccola proprietaria.<a id=\"_ftnref9\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn9\">[9]<\/a> Lenin e dopo di lui Gramsci dedicarono molte energie alla teoria e alla pratica delle alleanze di classe, che per l\u2019appunto presuppongono l\u2019esistenza di una pluralit\u00e0 di classi subalterne. Del resto, la Rivoluzione d\u2019Ottobre vinse anche grazie alla parola d\u2019ordine, poco ortodossa secondo il metro di alcuni, della terra ai contadini. Anzi, per Lenin, che parla proprio a proposito della situazione creatasi nel primo dopo-guerra (1920):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl capitalismo non sarebbe capitalismo se il proletario &lt;&lt;puro&gt;&gt; non fosse circondato da una <em>folla straordinariamente variopinta di tipi intermedi<\/em> tra il proletariato e il semiproletario (colui che si procura da vivere solo a met\u00e0 mediante la vendita della propria forza-lavoro), tra il semiproletario e il contadino (e il piccolo artigiano e il piccolo padrone in generale), tra il piccolo contadino e il contadino medio, ecc.; e se in seno la proletariato non vi fossero divisioni per regione, per mestiere, talvolta per religione, ecc. <em>E da tutto ci\u00f2 deriva la necessit\u00e0, la necessit\u00e0 incondizionata, assoluta per l\u2019avanguardia del proletariato, per la parte cosciente di esso, per il partito comunista di destreggiarsi, di stringere accordi, compromessi con i diversi gruppi di proletari, con i diversi partiti di operai e piccoli padroni<\/em>. Tutto sta nel saper impiegare questa tattica allo scopo di elevare e non di abbassare il livello generale della coscienza proletaria, dello spirito rivoluzionario del proletariato, della sua capacit\u00e0 di lottare e vincere.\u201d<a id=\"_ftnref10\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gramsci, che indica come seconda forza motrice della rivoluzione italiana i contadini del Mezzogiorno e delle altre parti d\u2019Italia<a id=\"_ftnref11\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn11\">[11]<\/a>, scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn nessun Paese il proletariato \u00e8 in grado di conquistare il potere e di tenerlo con le sole sue forze: esso deve quindi procurarsi degli alleati, cio\u00e8 deve condurre una tale politica che gli consenta di porsi a capo delle altre classi che hanno interessi anticapitalistici e guidarle nella lotta per l\u2019abbattimento della societ\u00e0 borghese.\u201d<a id=\"_ftnref12\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn12\">[12]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, certamente i settori intermedi non sono quelli dell\u2019epoca Marx e neanche di Lenin, ma esistono e sono particolarmente numerosi in Italia<a id=\"_ftnref13\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftn13\">[13]<\/a>, cos\u00ec come la classe lavoratrice \u00e8 divisa al suo interno per molti aspetti. La crisi e la concentrazione e centralizzazione dei capitali non li hanno eliminati, li hanno riempiti di paura e rabbia, allo stesso modo della classe operaia e del lavoro salariato tutto. Quello che viene definito sovranismo piccolo-borghese \u00e8 l\u2019espressione di questa paura e di questa rabbia. Definirlo \u201corrido\u201d, di fronte alle conseguenze devastanti sulla societ\u00e0 e sulle classi subalterne italiane ed europee prodotte dal trasferimento della sovranit\u00e0 sul bilancio pubblico e sulla valuta a organismi europei, acquista il sapore amaro della beffa. La mancata comprensione di questa situazione cos\u00ec come la sottovalutazione dei suddetti sentimenti di paura porta la sinistra (compresa in parte quella radicale e comunista) ad allontanarsi ancora di pi\u00f9 dai settori popolari e a regalarli a chi sta costruendo il suo blocco sociale reazionario, come la Lega. Questa, ormai sempre pi\u00f9 \u201cnazionale\u201d, sta mettendo insieme classe operaia del Nord, artigiani, lavoratori autonomi, partite iva, piccolissima, piccola e media impresa. Ma essa non parla solo a questi settori, parla anche a pezzi di capitale pi\u00f9 importanti, grandi imprese e banche, con una forte base nazionale, ma non necessariamente non internazionalizzate, che nel mercato domestico sono state penalizzate dall\u2019austerity europea e sui mercati europei e extraeuropei dalla concorrenza dei capitalismi francese e tedesco e dalla loro invadenza negli assetti proprietari delle imprese italiane. Bisogna, quindi, fare attenzione a individuare, tra tutte queste classi e settori, quelle che, per dirla con Gramsci, rappresentano la vera &lt;&lt;base di classe&gt;&gt; della Lega, distinguendole da quelle che ne sono la &lt;&lt;base di massa&gt;&gt;. Insomma, anche se non siamo davanti al fascismo, siamo davanti alla stessa capacit\u00e0 di formare un blocco che metta insieme piccola borghesia con grande borghesia, pi\u00f9 pezzi importanti di lavoro salariato e classe operaia. Quest\u2019ultima \u00e8 una delle differenze maggiori con gli anni \u201920. Ed \u00e8 per questo che la situazione richiede ancora maggiori capacit\u00e0 di fare politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certe affermazioni sul sovranismo, invece, portano al rifiuto della politica, intesa come terreno pratico della costruzione e della modifica dei rapporti di forza fra le classi e i settori di classe. Rifugiarsi in astratte formule ideologiche rafforza proprio quelle tendenze, soprattutto il tatticismo elettoralista, che si vorrebbero eliminare e che ci hanno fatto perdere consensi. Dovremmo avere ormai capito che in un Paese con la storia e la struttura di classe dell\u2019Italia va quantomeno neutralizzato, per usare le parole di Togliatti, il possibile ruolo reazionario di certi settori e classi sociali. Bisogna evitare di &lt;&lt;fare d\u2019ogni erba un fascio&gt;&gt; e individuare, all\u2019interno della piccola borghesia e del lavoro indipendente, i settori con i quali, per le loro condizioni oggettive, si possano stabilire delle interlocuzioni sociali e politiche in funzione anticapitalistica. Anche per queste ragioni non ci si pu\u00f2 permettere di lasciare il tema della sovranit\u00e0 e della lotta contro la Commissione europea e la Bce alla Lega e al Movimento cinque stelle, n\u00e9 si pu\u00f2 restare sul vago sul ruolo dell\u2019integrazione economica e valutaria europea e sulla posizione da assumere al riguardo. Bisogna, al contrario, avere la capacit\u00e0 di entrare nel cuore della battaglia politica, che \u00e8 rappresentato dall\u2019Europa, declinando la sovranit\u00e0 nell\u2019unico modo in cui abbia senso, cio\u00e8 in termini di sovranit\u00e0 democratica e popolare, come del resto recita la Costituzione, e dal punto di vista della classe lavoratrice. Quindi, non si tratta di un recupero della sovranit\u00e0 (genericamente nazionale) per rafforzare le posizioni del capitale \u201citaliano\u201d, ma del recupero e dell\u2019allargamento democratico della <em>sovranit\u00e0 popolare<\/em> per modificare i rapporti di forza a favore del lavoro salariato e delle classi subalterne, bloccate nella gabbia del \u201cvincolo esterno\u201d. Ci\u00f2 richiede, evidentemente, una maggiore capacit\u00e0 di lettura della composizione di classe della societ\u00e0 italiana, una proposta economica nuova e organica, e soprattutto la volont\u00e0 politica di porre le basi per la ricomposizione della classe lavoratrice e per la costruzione di un nuovo blocco sociale di alternativa al capitalismo, cio\u00e8 di alleanze sociali e politiche tra il lavoro salariato e tutti i settori subalterni al grande capitale. Oggi l\u2019integrazione europea \u2013 cio\u00e8 la compressione della democrazia, della spesa pubblica, e del salario \u2013 \u00e8 l\u2019elemento non unico ma certamente centrale per la costruzione di un tale blocco sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn1\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref1\">[1]<\/a> Al primo congresso dei combattenti nel 1918 a Mussolini non fu neanche permesso di parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn2\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref2\">[2]<\/a> A. Gramsci, \u201cIl Congresso di Lione\u201d, in <em>La costruzione del partito comunista<\/em>, Einaudi, Torino 1971, p. 487.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn3\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref3\">[3]<\/a> P. Togliatti, <em>Corso sugli avversari<\/em>, Einaudi, Torino 2010, pp. 8-9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn4\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref4\">[4]<\/a> D. Moro, \u201cQuale antifascismo nell\u2019epoca dell\u2019euro e della democrazia oligarchica?\u201d, <em>Sinistra in rete<\/em>, 26 settembre 2017. Vedi anche D. Moro, <em>La gabbia dell\u2019euro. Perch\u00e9 uscire dall\u2019euro \u00e8 internazionalista e di sinistra<\/em>, Imprimatur, Reggio Emilia 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn5\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref5\">[5]<\/a> E. Brancaccio, \u201cClasse (lotta di)\u201d, in <em>l\u2019Espresso<\/em>, 7 ottobre 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn6\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref6\">[6]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn7\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref7\">[7]<\/a> R. Hilferding, <em>Il capitale finanziario<\/em>, Mimesis edizioni, Milano 2011, p. 487.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn8\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref8\">[8]<\/a> Episodio riferito all\u2019economista Pietranera da un amico tedesco che parl\u00f2 con Hilferding dopo la nomina di Hitler a cancelliere. Va ricordato che Hilferding pag\u00f2 con la vita la sua militanza, morendo esule in Francia in circostanze ancora non chiarite. Sulla resa imbelle dei sindacati tedeschi e il rifiuto socialdemocratico di un fronte comune con i comunisti vedi F. Neumann, <em>Behemot. Struttura e pratica del nazionalsocialismo<\/em>, Bruno Mondadori, Milano 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn9\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref9\">[9]<\/a> K. Marx, <em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850<\/em>, Editori riuniti, Roma 1973. K. Marx, <em>Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte<\/em>, Editori riuniti, Roma 1977, pp. 212-216.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn10\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref10\">[10]<\/a> Lenin, <em>L\u2019estremismo malattia infantile del comunismo<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1974, p. 115. Il corsivo \u00e8 mio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn11\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref11\">[11]<\/a> Cfr. A. Gramsci, \u201cTesi di Lione\u201d, in <em>La costruzione del partito comunista<\/em>, op. cit., p.499.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn12\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref12\">[12]<\/a> A. Gramsci, \u201cIl congresso di Lione\u201d, in op. cit., p. 483.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a id=\"_ftn13\" href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza#_ftnref13\">[13]<\/a> Senza considerare i settori superiori del lavoro \u201cdipendente\u201d (management, ecc.), solo i lavoratori autonomi o indipendenti (15-74 anni), sebbene fortemente diminuiti con la crisi, sono quasi 5 milioni, di cui quasi 3,6 senza dipendenti. In Germania, con forze di lavoro molto pi\u00f9 numerose, i lavoratori autonomi sono quasi 4 milioni (Eurostat database, LFS main indicators). L\u2019Istat considera anche i coadiuvanti e arriva a circa 5,4 milioni, ossia il 23,2% degli occupati contro il 15,7% della media Ue (Focus \u2013 I lavoratori indipendenti. II trimestre 2017, 5 novembre 2018). Bisogna tenere conto che si tratta di un universo molto differenziato dal punto di vista del reddito, di classe e del rapporto con il capitale. Gli imprenditori veri e propri sono 273mila, mentre i lavoratori in proprio e i professionisti con dipendenti sono 1,1 milioni. Rimangono quasi 4 milioni di autonomi senza dipendenti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza\">http:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/articoli\/297-gli-ex-combattenti-della-grande-guerra-e-l-sovranismo-piccolo-borghese-analogie-ed-errori-a-cent-anni-di-distanza<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARXISMO OGGI (Domenico Moro) &nbsp; \u201cColoro che non ricordano il passato sono costretti a ripeterlo\u201d George Santayana \u00a0 Gli errori di cento anni fa Cento anni fa aveva termine la Prima guerra mondiale. L\u2019Italia ne usc\u00ec vittoriosa. Tuttavia, per assecondare le mire imperialiste del grande capitale industriale, pag\u00f2 un prezzo molto superiore persino a quello della Seconda guerra mondiale: oltre 650mila caduti, centinaia di migliaia di feriti e mutilati e pi\u00f9 di mezzo milione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":45894,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/18527998_1439416992768432_7491948160901972196_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bWd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45893"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45893"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45893\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45895,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45893\/revisions\/45895"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/45894"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45893"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45893"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45893"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}