{"id":45947,"date":"2018-11-12T10:30:37","date_gmt":"2018-11-12T09:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45947"},"modified":"2018-11-12T10:05:24","modified_gmt":"2018-11-12T09:05:24","slug":"cosa-si-agita-dietro-le-quinte-della-conferenza-di-palermo-sulla-libia-parla-indelicato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45947","title":{"rendered":"Cosa si agita dietro le quinte della conferenza di Palermo sulla Libia. Parla Indelicato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Gianfranco D&#8217;Anna)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F10%2FImagoeconomica_1147468.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Cosa si agita dietro le quinte della conferenza di Palermo sulla Libia. Parla Indelicato\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\">Svolte strategiche, colpi bassi, interessi economici e geo politici alla vigilia della Conferenza di Palermo. Gli scenari internazionali secondo l&#8217;esperto di strategie militari intervistato da Gianfranco D&#8217;Anna<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Libia e pace. Un binomio per anni taciuto e che solo da qualche mese riecheggia nella dialettica diplomatica, grazie all\u2019iniziativa dell\u2019Italia di mettere l\u2019uno di fronte all\u2019altro, alla conferenza del 12 e 13 novembre di Palermo, tutti i protagonisti della guerra infinita che dilania quel che rimane della ex Jamahiriya. Generali, Premier di governi che non governano e capi trib\u00f9 chiamati a trovare un accordo e ad impegnarsi per la pace e la stabilizzazione della Libia al cospetto della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Funzioner\u00e0? Secondo <em>Alaraby<\/em>, un accreditato quotidiano arabo, <strong>Al Serraj<\/strong>, <strong>Haftar<\/strong>, il Presidente del Parlamento di Tobruk <strong>Aguila Saleh<\/strong> e il presidente dell\u2019Alto Consiglio di Stato libico, <strong>Al Menshri<\/strong>, avrebbero raggiunto un accordo per far svolgere le elezioni nel settembre del 2019. \u201cLa Libia rimane sempre un\u2019incognita\u201d afferma l\u2019editorialista <strong>Mauro Indelicato<\/strong> esperto di strategie militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prospettive concrete?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella corsa contro il tempo, \u00e8 stato il governo italiano alla fine a spuntarla. E\u2019 stato messo in campo uno sforzo diplomatico importante, che adesso sta dando i suoi frutti. Roma pu\u00f2 gi\u00e0 considerare un successo per la sua strategia in Libia l\u2019apertura dei lavori di giorno 12 a Palermo. Poi su tutto il resto bisogner\u00e0 vedere come si comporteranno i principali attori libici ed internazionali seduti a villa Igiea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al Serraj e gli altri protagonisti libici accetteranno un\u2019eventuale ratifica della leadership di Haftar?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante gli scontri di Tripoli, a settembre, in ambienti diplomatici italiani e tripolini iniziava a serpeggiare l\u2019idea di un\u2019uscita onorevole per Al Serraj. Con il premier libico imprigionato tra i fuochi incrociati delle bande di Tripoli, si dava per scontato un suo allontanamento. Anche l\u2019inviato dell\u2019Onu in Libia aveva iniziato a far trasparire questa ipotesi e, di riflesso, l\u2019avvicinamento di Haftar a Tripoli veniva considerato solo questione di tempo. Ma in Libia le cose cambiano repentinamente. Al Serraj \u00e8 sopravvissuto alle turbolenze degli scontri nella capitale, ha effettuato un rimpasto di governo e non credo che atterrer\u00e0 a Palermo con l\u2019intenzione di lasciare le chiavi del palazzo presidenziale ad Haftar. Discorso diverso invece per i settori pi\u00f9 \u201cmoderati\u201d di Misurata, fino a questo momento pi\u00f9 vicini a Tripoli: Maitig, vice di Al Serraj, rappresenta questo settore e sembra ben visto da Haftar. Potrebbe essere, in tal senso, un importante ago della bilancia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Atteggiamento ed eventuali contromosse della Francia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa domanda ci ricolleghiamo proprio al discorso di Misurata. Questa citt\u00e0 ha al suo interno svariate milizie che hanno contribuito sia a rovesciare Gheddafi, che a sconfiggere l\u2019Isis a Sirte nel 2016. Ben si comprende dunque il suo enorme peso politico e militare in tutta la Tripolitania e nella stessa Tripoli. Nell\u2019ultimo rimpasto di Al Serraj, un misuratino \u00e8 andato a guidare il ministero degli interni. Proprio alcuni esponenti di Misurata sono stati invitati a Parigi da Macron il prossimo 8 novembre. Non \u00e8 un caso che l\u2019incontro all\u2019Eliseo si terr\u00e0 a quattro giorni dall\u2019inizio del vertice di Palermo. La Francia ha poche carte ancora da giocare, ma non vuole assistere passivamente ad un incremento dell\u2019influenza dell\u2019Italia sulla Libia. Convocare uomini di Misurata nella capitale francese, vuol dire cercare di incidere concretamente sia sul summit di Palermo che sul territorio della Tripolitania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La conferenza vista dagli Stati Uniti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump a giugno ha promesso a Conte di affidare all\u2019Italia la cabina di regia sulla Libia e per Roma \u00e8 da subito risultato molto importante organizzare la due giorni siciliana. Gli Usa, pi\u00f9 che sulla Libia, sono concentrati sull\u2019Africa sub sahariana: hanno soldati in Niger, hanno interessi economici in questa area ed il dossier sul terrorismo indica nel Sahel uno dei luoghi pi\u00f9 \u201ccaldi\u201d del pianeta. Per questo da Washington si \u00e8 preferito, da un lato, di non esporsi in primo piano ma, dall\u2019altro, di lasciare ad un governo \u201cfidato\u201d la questione. Retroscena strategie ed equilibri della conferenza di Palermo sulla Libia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le prospettive della Russia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli Usa hanno dato il disco verde il vertice, la Russia dal canto suo ne ha permesso una prima parziale riuscita. L\u2019organizzazione del summit di Palermo ha avuto un\u2019importante accelerata proprio dopo la visita di Conte a Mosca. Putin ha assicurato la presenza di un alto rango dell\u2019amministrazione russa, forse lo stesso primo ministro Medvedev. E questo ha avuto un positivo effetto domino: Haftar, molto vicino a Mosca, ha sciolto la riserva ed ha assicurato la sua presenza in Sicilia, altri attori libici ed internazionali a quel punto hanno iniziato a dare credito al vertice italiano. L\u2019aiuto di Putin \u00e8 dovuto, anche in questo caso, all\u2019interesse russo di avere ottimi rapporti con Roma: il governo gialloverde potrebbe essere quello meno distante da Mosca in seno all\u2019Ue, in futuro potrebbe mettere in discussione le sanzioni europee alla Russia, dunque Putin ha voluto dare la sua personale spinta al vertice di Palermo, sapendo l\u2019importanza che riveste per la diplomazia italiana. Usa e Russia, per motivi diversi hanno l\u2019interesse affinch\u00e9 il summit riesca. L\u2019Italia dunque prova a sfruttare questa convergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruolo dell\u2019Inghilterra?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Londra dopo aver dato impulso, insieme alla Francia di Sarkozy, ai bombardamenti contro Gheddafi nel 2011, si \u00e8 un po\u2019 defilata dalla Libia. Ma non ne \u00e8 uscita del tutto: forze inglesi sono sempre state presenti nel paese, soprattutto in Cirenaica. Il governo britannico per\u00f2, in politica estera, ha altre importanti grane da risolvere e guarda ad altre priorit\u00e0, come la Brexit ad esempio. Ecco perch\u00e9 l\u2019esecutivo guidato da Theresa May guarda al vertice di Palermo come ad impegno di secondo piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contributo della Merkel?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la May piange, di certo la Merkel per ora non ride. Ma \u00e8 chiaro che la Germania non vuole mai tirarsi indietro dalle questioni internazionali pi\u00f9 importanti. A prescindere dal contributo che pu\u00f2 dare Berlino, la semplice presenza della Merkel conferisce comunque pi\u00f9 importanza all\u2019appuntamento siciliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Apporto dell\u2019Egitto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cairo \u00e8 l\u2019alleato pi\u00f9 importante di Haftar. Da anni il presidente Al Sisi assicura appoggio militare e politico al generale libico ed oggi il numero uno egiziano aspira ad essere il principale mediatore tra Italia ed Haftar. Sar\u00e0 interessante vedere il comportamento de Il Cairo con i rappresentanti del Qatar, che hanno annunciato la loro presenza alla Conferenza: quest\u2019ultimi sono accusati di finanziare la fratellanza musulmana tanto in Libia quanto in Egitto e forse, proprio nel contesto libico, questa circostanza potrebbe alimentare alcune delle pi\u00f9 importanti tensioni tra gli attori che saranno della partita a Palermo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/11\/ecco-di-che-cosa-si-parlera-nella-conferenza-di-palermo-sulla-libia-parla-indelicato\/\">https:\/\/formiche.net\/2018\/11\/ecco-di-che-cosa-si-parlera-nella-conferenza-di-palermo-sulla-libia-parla-indelicato\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Gianfranco D&#8217;Anna) &nbsp; &nbsp; Svolte strategiche, colpi bassi, interessi economici e geo politici alla vigilia della Conferenza di Palermo. 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