{"id":45955,"date":"2018-11-12T11:45:58","date_gmt":"2018-11-12T10:45:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45955"},"modified":"2018-11-12T11:25:58","modified_gmt":"2018-11-12T10:25:58","slug":"vi-racconto-come-finita-legemonia-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45955","title":{"rendered":"\u201cVi racconto com\u2019\u00e8 finita l\u2019egemonia americana\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA (Roberto Vivaldelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-1613x1080.jpg\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" srcset=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-300x201.jpg 300w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-768x514.jpg 768w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-1613x1080.jpg 1613w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-200x134.jpg 200w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-952x636.jpg 952w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-950x636.jpg 950w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Soldati-ameriani-636x426.jpg 636w\" alt=\"Soldati ameriani\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine della Guerra Fredda, gli <strong>Stati Uniti<\/strong> si sono affacciati sul mondo con la possibilit\u00e0 di esercitare un potere e <span id=\"more-61766\"><\/span>un\u2019influenza senza precedenti. Con la sconfitta dell\u2019Unione Sovietica e dell\u2019era bipolare, infatti, i politici americani hanno cominciato a sognare di modellare il globo a immagine e somiglianza dell\u2019unica superpotenza rimasta. Una visione ottimista del futuro ben espressa da <strong>Francis Fukuyama<\/strong> nella riflessione formulata nel saggio <em><a href=\"https:\/\/www.jstor.org\/stable\/24027184?seq=1#page_scan_tab_contents\">The End of History?<\/a><\/em>, pubblicato su <em>The National Interest<\/em> nell\u2019estate 1989, nel quale il liberalismo, agli occhi dell\u2019illustre politologo, appare come l\u2019unico possibile vincitore e meta finale dell\u2019evoluzione storica dell\u2019uomo e della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha ricordato successivamente il consigliere per la sicurezza nazionale di <strong>George H. Bush<\/strong>, Brent Scowcroft, in un libro pubblicato nel 1999 e intitolato <em>A World Transformed<\/em>, gli Stati Uniti si erano trovati \u201cin piedi da soli al culmine del potere\u201d. Con i sovietici fuori gioco, gli Stati Uniti e i rispettivi leader avevano \u201cla rara opportunit\u00e0 di plasmare il mondo e la profonda responsabilit\u00e0 di farlo saggiamente a beneficio non solo degli Stati Uniti ma di tutte le nazioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come recita il proverbio, tuttavia, la via dell\u2019inferno \u00e8 lastricata di buone intenzioni, e quella visione del mondo sognata al termine della Guerra Fredda \u2013 l\u2019ordine liberale internazionale \u2013 non era il destino manifesto tanto invocato ma un\u2019illusione fallimentare. \u00c8 questo il tema di <em>The Hell of Good Intentions: America\u2019s Foreign Policy Elite and the Decline of U.S. Primacy<\/em>, nuovo bestseller del professor <strong>Stephen W. Walt<\/strong>, docente di relazioni internazionali della John F. Kennedy School of Government dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professor Walt, insieme al collega <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/fallimento-politica-usa\/\">John J. Mearsheimer,<\/a> \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti studiosi del realismo politico contemporaneo che ha radici e tradizione in Machiavelli, Hobbes, fino a capisaldi del Novecento come Edward H.Carr, Hans Morgenthau e Kenneth Waltz. Con lui abbiamo parlato del suo nuovo lavoro, della fine dell\u2019egemonia liberale e degli errori della politica estera degli Stati Uniti e di tutto l\u2019Occidente negli ultimi 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) Professor Stephen M. Walt, nel suo ultimo libro, traccia i fallimenti dell\u2019egemonia liberale emersa alla fine della Guerra Fredda, quando si pensava che il realismo politico sarebbe finito nel dimenticatoio. Che cosa rimane oggi di quel periodo in cui Francis Fukuyama scriveva il celebre articolo <em>The End of History<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto poco, come ha ammesso Fukuyama. Ora \u00e8 chiaro che l\u2019ordine liberale, democratico e capitalista non \u00e8 l\u2019unico modello possibile per un mondo globalizzato e che altre forme politiche continueranno ad esistere. Se non altro, le tendenze attuali stanno andando nella direzione opposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) Lei scrive che le amministrazioni Clinton, Bush e Obama avevano la stessa visione della politica internazionale. Quindi possiamo dire che repubblicani e democratici hanno molto spesso le stesse idee sulla politica estera degli Stati Uniti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec. Sebbene vi siano occasionali differenze rispetto a questioni tattiche, come i\u00a0meriti dell\u2019accordo nucleare con l\u2019Iran, c\u2019\u00e8 stato un forte consenso bipartisan sulla politica estera americana a partire dalla fine della Guerra Fredda. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente riscontrabili tra gli esperti di politica estera e tra i funzionari di entrambe le fazioni. Tutti credevano che gli Stati Uniti avrebbero dovuto esercitare una leadership globale e usare il proprio potere per diffondere il pi\u00f9 possibile la democrazia, l\u2019economia di mercato e lo stato di diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3) Che cosa c\u2019\u00e8 alla base del fallimento dell\u2019ordine liberale? Una cattiva interpretazione della politica internazionale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019errata comprensione della politica internazionale \u00e8 stata parte del problema. I sostenitori della\u2019\u201degemonia liberale\u201d guidata dagli Stati Uniti hanno creduto che sarebbe stato facile diffondere questi ideali e non si sono resi conto che per alcuni Paesi\u00a0avrebbe rappresentato una minaccia e avrebbero adottato misure per contrastarla. Inoltre, l\u2019ordine liberale sottovalutava gli effetti dirompenti della globalizzazione, che ha contribuito a scatenare il contraccolpo populista che vediamo in molti luoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4) Questo approccio ha determinato anche i fallimenti degli Stati Uniti e dell\u2019Occidente nel Medio Oriente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direi che i nostri fallimenti in Medio Oriente erano gi\u00e0 ampiamente determinati. Certamente il tentativo di diffondere la democrazia attraverso il cambio di regime e la forza militare \u00e8 stato un fallimento costoso, come vediamo in Libia, Yemen, Iraq, Siria e altrove. Ma gli Stati Uniti hanno fallito perch\u00e9 hanno fatto affidamento su \u201crelazioni speciali\u201d con alcuni Paesi del Medio Oriente \u2013 Egitto, Israele e Arabia Saudita, in particolare \u2013 sostenendoli a prescindere dalle loro azioni. Allo stesso tempo, si sono rifiutati di avere una normale relazione di business con Paesi come l\u2019Iran. Questa politica ha ridotto l\u2019influenza degli Stati Uniti e reso pi\u00f9 difficile il raggiungimento dei nostri obiettivi pi\u00f9 ampi nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5) Nel libro parla anche di Donald Trump. In riferimento alla politica estera, che cosa c\u2019era di giusto e di corretto nelle promesse elettorali del Presidente e cosa, invece, non \u00e8 riuscito a mantenere in questi due anni di governo? La sua intenzione di arrivare a una distensione con la Russia era corretta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella campagna del 2016, Trump e Bernie Sanders erano gli unici candidati che dichiararono apertamente che la politica estera degli Stati Uniti era stata in gran parte un fallimento. Avevano entrambi ragione. Sfortunatamente, Trump non ha avuto una strategia chiara e ragionevole per risolvere questi problemi, e gli mancano il giudizio e la disciplina che una seria riforma richiederebbe. Non so cosa intendesse realmente fare nei confronti della Russia, ma \u00e8 chiaro che anche l\u00ec ha fallito. Il risultato \u00e8 che gli Stati Uniti stanno ancora perseguendo una grande strategia imperfetta e sono ancora troppo impegnati in molti luoghi, e ora abbiamo un capitano incompetente al timone della nave di stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6) Se avesse vinto Hillary Clinton, l\u2019egemonia liberale sarebbe stata messa in discussione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che sia chiaro che Clinton avrebbe continuato a seguire una strategia di egemonia liberale, e avrebbe nominato consiglieri e alti funzionari che si sarebbero impegnati in questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7) Sempre parlando di Russia, come giudica la militarizzazione dei confini a est dell\u2019Alleanza Atlantica e la posizione dell\u2019Occidente sulla crisi di EuroMaidan in Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe le parti sono in difetto qui. La Nato non avrebbe dovuto espandersi verso est e la Russia non avrebbe dovuto reagire occupando illegalmente la Crimea e interferendo in altri modi. Sarebbe positivo per l\u2019Europa se la Russia lasciasse l\u2019Ucraina e smettesse di intimidire gli stati baltici; sarebbe un bene per la Russia far s\u00ec che le sanzioni venissero revocate e che la minaccia di un\u2019ulteriore espansione della Nato fosse finita, e sarebbe auspicabile che gli Stati Uniti allontanassero Mosca da Pechino. Ma dato i legami intricati e probabilmente criminali di Trump con la Russia, \u00e8 improbabile che ci\u00f2 accada mentre \u00e8 presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8) A suo parere gli Stati Uniti si disimpegneranno dall\u2019<\/strong><strong>Europea per concentrarsi sull\u2019Asia e sulla rivalit\u00e0 con la Cina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, anche se non so fino a dove arriver\u00e0 quel processo. Naturalmente gli Stati Uniti manterranno stretti legami diplomatici ed economici con l\u2019Europa; la domanda \u00e8 se rimarr\u00e0 strettamente collegata militarmente. Personalmente ritengo che gli Stati Uniti dovrebbero ridurre gradualmente il loro coinvolgimento militare e riportare la sicurezza europea all\u2019Unione europea, ma questo processo richiederebbe almeno un decennio. Se la rivalit\u00e0 sino-americana continua ad aumentare, tuttavia, gli Stati Uniti concentreranno sempre pi\u00f9 l\u2019attenzione sull\u2019Asia e ci\u00f2 significher\u00e0 meno attenzione per l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9) Sempre in Europa, c\u2019\u00e8 un gran dibattito tra sovranisti e populisti e sul futuro dell\u2019Unione Europea. Secondo lei, in questo momento, qual \u00e8 l\u2019obiettivo del Presidente Donald Trump nei confronti dell\u2019Ue? Scardinarla o ridimensionare l\u2019egemonia tedesca nel Continente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che Trump non gradisca l\u2019Unione europea, perch\u00e9 pensa che gli Stati Uniti\u00a0farebbero meglio a trattare separatamente con i singoli Stati europei. In altre parole, vuole usare un approccio \u201cdivide et impera\u201d. Questo \u00e8 molto miope e mostra che Trump non \u00e8 uno stratega sofisticato. Se gli Stati Uniti vogliono essere meno impegnati in Europa \u2013 come vuole anche Trump \u2013 allora sarebbe meglio avere un\u2019Unione europea forte, prospera e armoniosa in modo che gli Stati Uniti non debbano preoccuparsi degli sviluppi politici l\u00ec. Seminare divisioni in Europa e sostenere gli xenofobi e i populisti \u00e8 esattamente la cosa sbagliata per gli Stati Uniti al momento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/vi-racconto-finita-legemonia-americana\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/vi-racconto-finita-legemonia-americana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Roberto Vivaldelli) &nbsp; Alla fine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti si sono affacciati sul mondo con la possibilit\u00e0 di esercitare un potere e un\u2019influenza senza precedenti. Con la sconfitta dell\u2019Unione Sovietica e dell\u2019era bipolare, infatti, i politici americani hanno cominciato a sognare di modellare il globo a immagine e somiglianza dell\u2019unica superpotenza rimasta. 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