{"id":45957,"date":"2018-11-13T09:04:33","date_gmt":"2018-11-13T08:04:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45957"},"modified":"2018-11-12T18:08:11","modified_gmt":"2018-11-12T17:08:11","slug":"la-via-italiana-alliran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=45957","title":{"rendered":"La via italiana all\u2019Iran"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MARX XXI (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/medio_oriente\/iran_expo.JPG\" alt=\"iran expo\" \/><\/p>\n<div id=\"ja-mainbody\">\n<div id=\"ja-main\">\n<div class=\"inner clearfix\">\n<div id=\"ja-contentwrap\" class=\"\">\n<div id=\"ja-content\" class=\"column\">\n<div id=\"ja-current-content\" class=\"column\">\n<div class=\"ja-content-main clearfix\">\n<div class=\"article-content\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pubblichiamo l&#8217;editoriale di Guido Salerno Aletta uscito su Milano Finanza il 10 novembre 2018<\/strong><\/p>\n<p>Tic, tac, tic, tac: inesorabile, ma non per l\u2019Italia ed altri sette Paesi, l\u2019orologio che scandisce le pressioni americane sull\u2019Iran ha segnato un nuovo aggravamento. Il 4 novembre scorso, a 180 giorni dal ritiro unilaterale dall\u2019Accordo raggiunto con l\u2019Iran sull\u2019arricchimento di uranio dal Gruppo dei 5+1<em>\u00a0(JCPOA &#8211; Joint Comprehensive Plan of Action)<\/em>, ponendo fine al quarantennale regime di embargo petrolifero, gli Usa hanno reintrodotto le sanzioni sull\u2019export di petrolio che erano state sospese o rimosse a seguito dell\u2019Accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nSempre a partire dal 4 novembre, gli Usa applicano anche le cosiddette sanzioni secondarie, quelle che consentono di penalizzare i soggetti non americani che continuino ad intrattenere rapporti con Teheran per esportazioni di petrolio o che effettuino operazioni con la Banca centrale iraniana. Scatta cos\u00ec l\u2019inserimento in una sorta di lista nera<em>\u00a0(Specially Designated Nationals and Blocked Persons List)<\/em>, formata dal Dipartimento del Tesoro, dei soggetti che con il loro comportamento sostengono direttamente o indirettamente un Paese a cui gli Usa abbiano imposto sanzioni, con l\u2019irrogazione di multe o l\u2019inibizione ad operare sul mercato americano. O di qua, o di l\u00e0: \u00e8 un meccanismo che non lascia scampo.<\/p>\n<p>Il precedente round di sanzioni contro l\u2019Iran ha riguardato il campo finanziario, precludendo indirettamente le attivit\u00e0 commerciali connesse: acquisto di dollari americani da parte del governo di Teheran, acquisto e vendita di riyal iraniani, mantenimento di conti denominati in riyal al di fuori del territorio iraniano, sottoscrizione o facilitazione dell&#8217;emissione di debito sovrano iraniano, commercio in oro o metalli preziosi. Dal punto di vista economico, era stata vietata la vendita diretta o indiretta di metalli grezzi (alluminio, acciaio, carbone), loro semilavorati, e software per l&#8217;integrazione dei processi industriali. E\u2019 stata colpita cos\u00ec l\u2019industria automobilistica iraniana, con il ritiro della Peugeot che dal marzo 2016 aveva ripreso nel Paese dopo la rimozione delle sanzioni.<\/p>\n<p>La estensione delle sanzioni all\u2019export petrolifero comporta per l\u2019Iran un particolare sacrificio, visto che pesa per l\u201980% del totale, con entrate pari ad oltre il 5,5% del pil.<\/p>\n<p>Ci sono due aspetti da considerare. Il quadro strategico e geopolitico costruito dalla Amministrazione Trump consente di comprendere le ragioni dell\u2019inserimento dell\u2019Italia nell\u2019elenco dei Paesi da esonerare, temporaneamente per sei mesi, dalla applicazione delle sanzioni secondarie, insieme a Cina e Taiwan, Giappone, Corea del Sud, India, Turchia, e Grecia.<\/p>\n<p>Ci sono poi le reazioni dell\u2019Unione europea, con la Commissione che il 2 agosto scorso ha emanato un \u201cRegolamento che individua le contromisure a protezione dagli effetti extraterritoriali derivanti dall&#8217;applicazione di una normativa adottata da un paese terzo\u201d, che si applica anch\u2019esso a partire dal 4 novembre. E\u2019 stato aggiornato, con riferimento alla decisione americana sull\u2019Iran, il Regolamento del 1996 che fu varato per contrastare gli effetti sulle imprese europee delle sanzioni allora disposte dagli Usa contro Libia, Cuba e Corea del Nord. Vicenda che si concluse, ma solo nel 1998, con un chiarimento bilaterale.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 niente di improvvisato nella strategia con cui il Presidente americano Trump mette sotto pressione l\u2019Iran: sin dalla campagna elettorale aveva dichiarato che l\u2019Accordo raggiunto con l\u2019Iran dal suo predecessore Obama era stato un errore colossale. Cos\u00ec, nell\u2019agosto del 2017 era stato varato un aggiornamento della normativa volta a contrastare gli avversari dell\u2019America attraverso le sanzioni,\u00a0<em>(CAATSA &#8211; Countering America&#8217;s Adversaries Through Sanctions Act)<\/em>, prendendo subito di mira Russia, Nord Corea ed Iran: era solo l\u2019inizio.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, anche il Segretario di Stato Mike Pompeo ha sempre sostenuto la necessit\u00e0 di tornare ad isolare il regime iraniano: la volont\u00e0 della Amministrazione Obama di raggiungere un accordo ad ogni costo ha determinato un assetto di oggettiva impunit\u00e0, garantendo montagne di soldi che sono stati usati dal suo leader supremo per sponsorizzare ogni tipo di terrorismo in ogni angolo del Medio Oriente, ed al sistema di potere nato dalla rivoluzione religiosa di continuare ad imporsi all\u2019interno.<\/p>\n<p>Dall\u2019elenco dei sette Paesi esonerati dalle sanzioni secondarie sul petrolio iraniano si chiariscono bene i diversi tavoli su cui si sta giocando la strategia americana. Innanzitutto, c\u2019\u00e8 la esclusione della Cina: a prima vista sembra un controsenso, visto che gli Usa non perdono occasione per elevare il livello di scontro con Pechino. La verit\u00e0 \u00e8 che la mancata esclusione della Cina sarebbe stata una iniziativa dirompente, che avrebbe solo inquinato la partita in corso. Taiwan, \u00e8 un tutt\u2019uno. Ci sono Giappone e Corea, tradizionali alleati degli Usa in quello scacchiere: sarebbe stato controproducente penalizzarli sul fronte energetico, proprio nel momento in cui l\u2019avvio a soluzione del problema nucleare nord-coreano li sta gi\u00e0 inducendo a rafforzare i rapporti con la Cina. Vale altrettanto per l\u2019India.<\/p>\n<p>Turchia e Grecia fanno pari e patta nello scacchiere mediorientale. Le relazioni commerciali fra Turchia ed Iran sono sempre pi\u00f9 intense, mentre sempre pi\u00f9 ruvide sono quelle politiche tra Washington ed Ankara. C\u2019\u00e8 una partita aperta, che riguarda la Siria e gli schieramenti tra sunniti per isolare l\u2019Iran, un groviglio inestricabile di rapporti. Evitare di infierire ancora sulla Turchia, che di recente \u00e8 stata fatta oggetto di un raddoppio delle sanzioni statunitensi sull\u2019export di acciaio, significa aprire una finestra di dialogo. La Grecia \u00e8 stata aggiunta solo per evitarle uno sgarbo, visti i continui dissidi tra Atene ed Istanbul.<\/p>\n<p>Francia e Germania non potevano essere esonerate: se il Presidente francese Emmanuel Macron si \u00e8 speso troppe volte e pubblicamente a favore del mantenimento dell\u2019Accordo con Teheran; fare un favore anche indiretto al governo tedesco \u00e8 l\u2019ultima delle idee che possono passare per la testa di Donald Trump.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 una pedina importante nella strategia americana, sia per lo scacchiere europeo che nel Mediterraneo: il governo Conte \u00e8 in aperto conflitto con Bruxelles sul versante delle politiche di bilancio, e sta cercando di risolvere la crisi libica riducendo il peso della Francia. L\u2019idea di un\u2019area nord-occidentale africana guidata da Parigi, che parta dal golfo di Guinea per arrivare al Mediterraneo centrale, e che andrebbe a bilanciare l\u2019influenza tedesca sui Paesi balcanici e nell\u2019est europeo, non appare delle migliori, visto che fa tutt\u2019uno con il continuo sostegno dato da Parigi alla creazione di un esercito europeo. La prospettiva, per quanto lontana nel tempo, di uno sganciamento dalla Nato guidato da Francia e Germania \u00e8 indigeribile sia per Washington che per Londra: per questo l\u2019Italia va sostenuta, sia nei confronti di Bruxelles e del sotteso rigorismo teutonico, sia nei confronti delle pressioni geopolitiche francesi.<\/p>\n<p>La reazione di Bruxelles \u00e8 una pistola caricata a salve: il rimborso delle sanzioni americane e la liquidazione dei danni subiti perdendo l\u2019accesso al mercato statunitense rappresentano un rimedio a posteriori, non un atto politico, per quanto il Consiglio europeo dell\u20198 agosto abbia riaffermato la validit\u00e0 dell\u2019Accordo con l\u2019Iran e la volont\u00e0 di proseguire nella collaborazione instaurata. Dovendo scegliere tra i due mercati, Iran ed Usa, nessuna impresa avr\u00e0 dubbi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 ancora una volta una pedina indispensabile negli equilibri globali: c\u2019\u00e8 chi vuole tenerla sotto scacco economicamente e finanziariamente usando la mannaia del debito pubblico eccessivo; e chi, per realizzare i propri obiettivi, cerca di tutelarne l\u2019indipendenza chiedendole contropartite e fedelt\u00e0 strategica. All\u2019Italia spetterebbe promuovere il processo di apertura della economia iraniana agli investimenti esteri, da una parte riducendo la presa delle imprese statali e delle fondazioni religiose, e dall\u2019altra bilanciando la pressione esercitata dalla Cina attraverso la Via della Seta.<\/p>\n<p>Politica, finanza ed economia si intrecciano ancora una volta. In queste complesse dinamiche internazionali sta la nostra Storia.<\/p>\n<div class=\"attachmentsContainer\">\n<div id=\"attachmentsList_com_content_default_29374\" class=\"attachmentsList\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/medio-oriente-e-nord-africa\/29374-la-via-italiana-alliran\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/medio-oriente-e-nord-africa\/29374-la-via-italiana-alliran<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Guido Salerno Aletta) Pubblichiamo l&#8217;editoriale di Guido Salerno Aletta uscito su Milano Finanza il 10 novembre 2018 Tic, tac, tic, tac: inesorabile, ma non per l\u2019Italia ed altri sette Paesi, l\u2019orologio che scandisce le pressioni americane sull\u2019Iran ha segnato un nuovo aggravamento. 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