{"id":4601,"date":"2011-10-06T06:03:39","date_gmt":"2011-10-06T06:03:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=4601"},"modified":"2011-10-06T06:03:39","modified_gmt":"2011-10-06T06:03:39","slug":"fantastilioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=4601","title":{"rendered":"Fantastilioni"},"content":{"rendered":"<p>Esiste un problema di veridicit&agrave; fattuale in matematica. Da bravo epicureo dico che tutto ci&ograve; che cade nel mondo sensoriale &egrave; verificato, il resto &egrave; verificabile. Forse. Diciamo da verificare. E sempre che si possa.<\/p>\n<p>Popper la metteva diversamente ma non ho qui intenzione di iniziare un lungo contenzioso sui significati delle varie forme di verifica, magari tirando in ballo il Circolo di Vienna o Lakatos. Quel vaso di Pandora lo voglio tenere chiuso, per cui mi limito a tracciare le differenze tra il sentire comune (ovvero ci&ograve; che appare ovvio agli occhi dell&#39;uomo comune) e ci&ograve; che appare sensato o addirittura scontato per i professionisti dei numeri (matematici, economisti, ingegneri etc..).<\/p>\n<p>Voglio qui sottolineare che esiste una cesura sempre maggiore tra i portatori di varie verit&agrave; specialistiche (alcuni li ho appena citati) ed il volgo. Al punto che ci&ograve; che dice un gruppo non &egrave; compreso dall&#39;altro gruppo, e sorgono incomprensioni di ogni tipo. La numerazione segue fedelmente la freccia del Tempo, che ci sta traghettando da un passato torbido e selvaggio verso la Civilt&agrave; ed il Progresso.<\/p>\n<p>Nel paleolitico probabilmente non esisteva numerazione, e se esisteva non andava molto oltre la decina. D&#39;altronde cosa dovevano contare? Al giorno d&#39;oggi <em>gli Eschimesi contano sulle dita fino a cinque, e, con l&#39;aiuto delle dita delle mani e dei piedi, possono arrivare fino a venti, ci&ograve; che viene chiamato &quot;un uomo intero&quot;. Certe trib&ugrave; ancora pi&ugrave; arretrate si fermano al due o al tre. Gli abitanti della Papua Nuova Guinea si toccano varie punti del corpo per identificare un numero arrivando fino al numero 22. In Asia venivano usate le falangi delle dita riuscendo cos&igrave; a contare fino a 28. In Australia e in Polinesia &egrave; stata osservata una numerazione per coppie <\/em>(sistema binario, non molto efficiente per grandi quantit&agrave;). [1]<\/p>\n<p>Notare qui che l&#39;autore sottolinea come il grado di arretratezza di una societ&agrave; dipenda da quanto i suoi membri sappiano contare, corroborando cos&igrave; il senso che noi siamo abituati dare alla freccia del Tempo. Trova quindi conferma l&#39;idea secondo cui i nativi americani (e tutti i membri di qualsiasi altra societ&agrave; di cacciatori-raccoglitori) fossero dei selvaggi da civilizzare.<\/p>\n<p>Resta da chiarire soltanto quale utilit&agrave; rivesta il saper contare per chi ha scelto la vita nomade. Utilit&agrave; che invece trova indubbia applicazione nel mondo della pastorizia e dell&#39;agricoltura. Sapere quanti sono i capi di bestiame di propriet&agrave; oppure l&#39;estensione del terreno coltivato diventa cos&igrave; una necessit&agrave;, oltre che il primo fondamentale passo verso il radioso futuro della Civilt&agrave;.<\/p>\n<p>Leggevo in qualche testo di antropologia che i Nativi americani sapevano contare grosso modo fino a venti, dopo di che esisteva l&#39;indefinito &ldquo;tanto&rdquo;. Cos&igrave; la domanda &ldquo;quanti alberi ha il bosco?&rdquo; sortisce risultati molto simili tra bambini[*] e adulti &ldquo;arretrati&rdquo; mentre un agronomo che ha nozione della densit&agrave; e della superficie sapr&agrave; fornire un numero. Tale numero tipicamente non &egrave; frutto della sua diretta esperienza personale, quanto della scienza che ha studiato.<\/p>\n<p>Nulla di male, s&#39;intende. Ma quei numeri non hanno senso al di fuori dell&#39;alveo scientifico e commerciale. A chi passeggia per i boschi non &egrave; di alcuna utilit&agrave; avere la stima del numero di alberi presenti. Sono tanti, e sono belli. La quantit&agrave; precisa &egrave; poco interessante, molto pi&ugrave; utile &egrave; la relazione di immediata sintonia che si instaura nel momento in cui si entra nel bosco, ovvero la qualit&agrave;.<\/p>\n<p>Questa difficolt&agrave; di coniugare quantit&agrave; a qualit&agrave; &egrave; il vero motivo dell&#39;allontanamento dei numeri dal nostro sentire quotidiano. In fin dei conti siamo poco pi&ugrave; evoluti dei nostri predecessori del paleolitico: il traghetto temporale non ci ha portato molto lontano, da questo punto di vista.<\/p>\n<p>Succede cos&igrave; che perdiamo facilmente l&#39;orientamento quando entrano in gioco valori numerici molto distanti da ci&ograve; che &egrave; la nostra quotidiana visuale sul mondo e del mondo. Oggigiorno si sente parlare sempre pi&ugrave; spesso di crisi. Le cifre della crisi sono da capogiro. Il debito USA, aggiornato al 27 Settembre 2011, &egrave; un 57 seguito da 12 cifre.[2]<\/p>\n<p>All&#39;interno delle cifre spaventose messe in rilievo dal sito ci&ograve; che io, in qualit&agrave; di uomo comune, posso sperare di afferrare sono quei numeri che la mia esperienza personale mi permette di riconoscere, ovvero quelle quantit&agrave; che trovano una qualche corrispondenza nelle qualit&agrave; della mia vita. Ad esempio il debito di ogni singolo cittadino americano (infanti compresi): 175.000$. Ed i risparmi medi di una famiglia USA: 7650$, paragonabili ai miei risparmi.<\/p>\n<p>Intuisco i 175.000$ (o &euro;, poco cambia) perch&egrave; &egrave; un costo che vedo spesso nelle riviste di vendite immobiliari. Sono comunque cifre che non appartengono a bilanci casalinghi, quindi non pienamente comprensibili. Non a caso l&#39;acquisto di un appartamento di valore simile va contrattato con i gestori di quel mutuo che permette l&#39;effettivo atto di propriet&agrave;. Sono proprio i gestori che sanno come rendere plausibile per gli introiti di noi mortali la rata mensile che per qualche decennio ci troveremo a pagare.&nbsp;Ecco, la propriet&agrave; dell&#39;immobile e la rata mensile sono valori qualitativi oltre che quantitativi.<\/p>\n<p>Insomma, come sottolineava Epicuro, dobbiamo rimanere all&#39;interno del nostro orizzonte ottico affinch&eacute; il significato di ci&ograve; che ci viene comunicato abbia per noi un qualche senso. Siccome le cifre della crisi con cui ci continuano a martellare i media sono invece ben distanti dal nostro comune sentire, succede che l&#39;equivoco diventi un passaggio inevitabile.<\/p>\n<p>Miliardi che diventano milioni, bilioni che diventano miliardi. Gli americani non ci aiutano di sicuro, dato che il loro billion &egrave; il nostro miliardo ed il loro trillion corrisponde al nostro bilione. In rete c&#39;&egrave; quindi un florilegio di equivoci causati da una parte dai false friends americani, e dall&#39;altra dalla nostra poca dimestichezza con quelle cifre.<\/p>\n<p>Si continua, noi gente comune, a fraintendere i terzetti di zeri, mentre continuano le rettifiche da parte degli addetti ai lavori, rendendo le cifre dei deficit una sanguinosa guerra tra senso comune e senso scientifico. D&#39;altronde non capisco proprio perch&egrave; dovrei impegnarmi a comprendere fino in fondo il senso profondo di quelle cifre del deficit. Quei 31.371&euro; di debito che ogni componente della mia famiglia deve restituire [3] moltiplicati per i 4 componenti farebbero 125.484&euro;.<\/p>\n<p>E&#39; assolutamente fuori luogo che io pensi di vendere la casa per restituire un debito che non ho mai contratto. Perch&egrave; questo e non altro, per il mio epicureo sentire, significherebbe onorare quelle cifre.<\/p>\n<p>E se non le onoro, non trovo plausibile comprenderle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[*]mio figlio direbbe che nel bosco ci sono miliardi di milioni di alberi. O qualsiasi altra metafisica entit&agrave; numerica. Nessuno, neanche la sua maestra di matematica, sa quanti siano miliardi di milioni di alberi. Semplicemente oggi la parola &ldquo;tanti&rdquo; non va pi&ugrave; di moda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1]http:\/\/www.riflessioni.it\/enciclopedia\/numeri.htm<\/p>\n<p>[2]http:\/\/www.usdebtclock.org\/<\/p>\n<p>[3]http:\/\/www.comeinvestireoggi.com\/tag\/pro-capite\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste un problema di veridicit&agrave; fattuale in matematica. Da bravo epicureo dico che tutto ci&ograve; che cade nel mondo sensoriale &egrave; verificato, il resto &egrave; verificabile. Forse. Diciamo da verificare. E sempre che si possa. 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