{"id":46022,"date":"2018-11-15T10:00:32","date_gmt":"2018-11-15T09:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46022"},"modified":"2018-11-14T21:35:15","modified_gmt":"2018-11-14T20:35:15","slug":"stati-uniti-ed-europa-due-visioni-opposte-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46022","title":{"rendered":"Stati Uniti ed Europa, due visioni opposte del mondo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INDRO (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-main-featured size-main-featured wp-post-image lazyloaded no-display\" title=\"Stati Uniti ed Europa, due visioni opposte del mondo Si allargano le due sponde dell'Atlantico\" src=\"https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-702x459.jpeg\" sizes=\"(max-width: 702px) 100vw, 702px\" srcset=\"https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-702x459.jpeg 702w, https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-104x69.jpeg 104w, https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-214x140.jpeg 214w\" alt=\"\" width=\"702\" height=\"459\" data-srcset=\"https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-702x459.jpeg 702w, https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-104x69.jpeg 104w, https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-214x140.jpeg 214w\" data-src=\"https:\/\/lindro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/2000-702x459.jpeg\" \/><\/p>\n<h3 class=\"post-title item fn\"><span class=\"entry-subtitle\">Si allargano le due sponde dell&#8217;Atlantico<\/span><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che un\u2019occasione per riflettere sulla storia e sulla necessit\u00e0 di potenziare gli strumenti della diplomazia onde evitare che i conflitti scivolino ancora una volta sul piano inclinato dello scontro armato, <strong>le recenti commemorazioni per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale si sono rivelate una manifestazione della distanza sempre pi\u00f9 ampia che separa le due sponde dell\u2019atlantico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi giorni prima della sfilata agli Champs Elysees, <strong>Emmanuel Macron<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.independent.co.uk\/news\/world\/americas\/us-politics\/eu-army-trump-macron-france-europe-military-us-russia-china-defence-a8627176.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aveva rilanciato<\/a> la vecchia idea di <strong>dotare l\u2019Unione Europea di una forza di difesa comune scollegata dalla Nato \u00ab<em>per difenderci da Russia, Cina e persino Stati Uniti<\/em>\u00bb<\/strong>. Pronta la risposta di <strong>Donald Trump<\/strong>, che attraverso uno dei suoi soliti <em>tweet<\/em> <strong>ha definito <\/strong>\u2018<strong>offensiva<\/strong>\u2018<strong> la proposta francese <\/strong>e rilevato che, prima di elaborare disegni strategici di tale portata, <strong>i Paesi membri l\u2019Unione Europea dovrebbe anzitutto soddisfare i requisiti di spesa<\/strong> \u2013 pari al 2% del Pil di per ciascuno Stato membro \u2013 <strong>stabiliti dal Patto Atlantico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle tribune della capitale francese, dove <strong>Angela Merkel<\/strong> si \u00e8 recata dopo aver deposto assieme a Macron una corona di fiori dinnanzi alla targa commemorativa dell\u2019armistizio del 1918 inaugurata presso la radura di Rethondes (in Francia settentrionale), <strong>i rappresentanti del cosiddetto <\/strong>\u2018<strong>direttorio franco-tedesco<\/strong>\u2018<strong> hanno condannato il risorgere del nazionalismo<\/strong> che, di concerto con razzismo e antisemitismo, tornerebbe a minacciare la pace a un secolo di distanza dalla fine della \u2018Grande Guerra\u2019. \u00ab<em><strong>Il patriottismo<\/strong><\/em><strong> \u2013 <\/strong><a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/gdpr-consent\/?destination=%2fworld%2feurope%2fto-mark-end-of-world-war-i-frances-macron-denounces-nationalism-as-a-betrayal-of-patriotism%2f2018%2f11%2f11%2faab65aa4-e1ec-11e8-ba30-a7ded04d8fac_story.html%3f&amp;utm_term=.0b873c7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha tuonato<\/a>\u00a0Macron \u2013 <strong><em>\u00e8 l\u2019esatto contrario del nazionalismo\u00a0<\/em><\/strong><em>[\u2026]. Occorre opporsi all\u2019egoismo delle nazioni che guardano solo i propri interessi<\/em>\u00bb. Per quanto sottile, ancorch\u00e9 orientata a esaltare la differenza che intercorre tra l\u2019amore per il proprio Paese e l\u2019esaltazione in negativo delle peculiarit\u00e0 che rendono la propria nazione diversa dalle altre, <strong>la distinzione operata da Marcon cade in una fase storica che vede il presidente francese condividere con il cancelliere tedesco una profondissima crisi di fiducia sul piano interno<\/strong>. Allo stesso tempo, sia in Francia che in Germania si registra un forte incremento del consenso nei confronti delle forze impropriamente definite \u2018populiste\u2019 (Front National e Alternative f\u00fcr Deutschland in primis) che anelano, se non a smantellare l\u2019Unione Europea, a ridisegnare la struttura comunitaria con lo scopo di restituire agli Stati la propria sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, <strong>la visione propugnata dai populisti trova sponda presso la Casa Bianca<\/strong>. Il suo inquilino esprime infatti una visione delle relazioni internazionali che, attribuendo agli Stati un ruolo di primissimo piano, va ad affondare le radici sul medesimo terreno realista da cui germin\u00f2 la Pace di Westfalia del 1648 e a strutturarsi sulla logica dell\u2019equilibrio di forze a cui fecero riferimento <strong>Metternich<\/strong>, <strong>Talleyrand<\/strong> e <strong>Bismarck<\/strong>. Gli apparati dominanti europei, strettamente legati al gruppo di potere \u2018globalista\u2019 riunito attorno alla <strong>famiglia Clinton<\/strong> (di cui si vocifera una ricandidatura per le elezioni del 2020), prediligono invece quell\u2019approccio multilaterale, sovranazionale e idealista nato all\u2019indomani della Prima Guerra Mondiale con la wilsoniana Societ\u00e0 delle Nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le opposte visioni del mondo di cui sono portatori i leader europei da un lato e Trump dall\u2019altro vanno a loro volta a sovrapporsi a interessi profondamente divergenti<\/strong>. A differenza dei \u2018clintoniani\u2019, legati alla New Economy e agli apparati dello \u2018Stato profondo\u2019, la fazione che si appoggia al tycoon newyorkese \u00e8 espressione della Old Economy e mira al recupero di un rapporto organico tra economia, politica e societ\u00e0 (anche) attraverso la ricostituzione del legame tra produzione e territorio che la logica \u2018deterritorializzante\u2019 della globalizzazione ha profondamente sfilacciato. Come <a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2018\/11\/07\/due-americhe-1.html?p=2#.W-qM3OJRfIU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scrive<\/a> l\u2019esperto <strong>Guido Salerno Aletta<\/strong>, l\u2019amministrazione Trump guarda all\u2019\u00ab<strong><em>America di mezzo<\/em><\/strong><em>, <strong>quella delle due cinture<\/strong>:<strong> la Corn Belt e la Rust Belt. <\/strong>Rappresentano l\u2019agricoltura e l\u2019Industria americana che competono con i Paesi pi\u00f9 poveri del mondo: mais, grano, soia ed allevamento di animali da una parte; industria di base, manifattura ed auto dall\u2019altra.\u00a0 Questa \u00e8 l\u2019America di mezzo, quella basata <strong>sulle produzioni tradizionali<\/strong>, <strong>che ha sofferto per l\u2019abbandono della Old Economy<\/strong>: <strong>a favore della New Economy basata nella West Coast californiana<\/strong>,<strong> arricchitasi con lo sviluppo della informatica e delle telecomunicazioni<\/strong>,<strong> ed a favore dei mercati finanziari che lucrano sui <\/strong><strong>fantastiliardi<\/strong>,<strong> che hanno come baricentro la East Coast atlantica<\/strong>. <strong>Tutto<\/strong>, dal 1978 in poi, <strong>\u00e8 stato fatto per sviluppare l\u2019America delle due Coste<\/strong>, East e West, <strong>niente per sostenere le due Cinture<\/strong>, Corn e Rust<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano pratico, la <em>weltanschauung<\/em> trumpiana si \u00e8 declinata sotto forma di <a href=\"https:\/\/lindro.it\/il-gioco-di-sponda-tra-roma-e-washington\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intensificazione del dialogo<\/a> con il governo \u2018giallo-verde\u2019 di Roma e riscoperta di un <a href=\"https:\/\/lindro.it\/stati-uniti-ritorno-al-protezionismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">neo-protezionismo<\/a> finalizzato anzitutto a <a href=\"https:\/\/lindro.it\/il-tramonto-del-nafta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">inceppare quella macchina esportatrice tedesca<\/a> che concorre a distruggere il tessuto socio-economico sia europeo che statunitense. Allo stesso tempo, <strong>le tendenze geopolitiche della Germania<\/strong>, <strong>sempre oscillante tra l\u2019ortodossia atlantica e l\u2019intesa energetica con la Russia<\/strong>,<strong> rischiano di creare le condizioni feconde affinch\u00e9 assuma una certa concretezza quel progetto di alleanza eurasiatica che<\/strong> <strong>Vladimir Putin<\/strong> <strong>anela a realizzare fin dai primi anni del nuovo millennio<\/strong>. In questo senso, la realizzazione di una forza di difesa comune europea sconnessa dalla Nato non pu\u00f2 che essere interpretato dallo \u2018Stato profondo\u2019 Usa come segni inequivocabili della volont\u00e0 europea di smarcarsi dal rapporto di subalternit\u00e0 che lega il \u2018vecchio continente\u2019 agli Stati Uniti fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Magari in\u00a0 favore di un avvicinamento a una nazione sotto molti aspetti complementare come la Russia. La sinergia tra risorse naturali e potenza militare russe e tecnologia combinata a disciplina sociale tedesche potrebbero infatti dar vita a un blocco geopolitico in grado di relegare gli Stati Uniti a una posizione relativamente secondaria. <strong>Tanto alla luce del progetto cinese della Belt and Road Initiative<\/strong> che, diramandosi attraverso le due Vie della Seta (l\u2019una terrestre e l\u2019altra marittima), offre le garanzie adeguate a favorire le interconnessioni transcontinentali necessarie al rilancio sia dell\u2019Europa che dell\u2019Asia orientale assicurando simultaneamente alla Russia quel ruolo di \u2018ponte\u2019 tra est ed ovest che Putin intende in tutta evidenza attribuire al proprio Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottica delle forze armate e degli apparati di intelligence statunitensi, molto pi\u00f9 inclini a ragionare in termini di lungo periodo rispetto ai politici (che vanno e vengono), <strong>l\u2019istituzione di un rapporto di collaborazione politica<\/strong>,<strong> economica e militare tra Europa e Russia rappresenta quindi un vero e proprio <\/strong>\u2018<strong>incubo geopolitico<\/strong>\u2018, di cui impedire la realizzazione attraverso il sabotaggio di qualsiasi progetto mirante a trasformare il \u2018vecchio continente\u2019 in attore \u2018geostrategico\u2019 e il <a href=\"https:\/\/lindro.it\/steve-bannon-alfiere-dellatlantismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rafforzamento dei legami transatlantici<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/lindro.it\/stati-uniti-ed-europa-due-visioni-opposte-del-mondo\/\">https:\/\/lindro.it\/stati-uniti-ed-europa-due-visioni-opposte-del-mondo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDRO (Giacomo Gabellini) &nbsp; Si allargano le due sponde dell&#8217;Atlantico &nbsp; Pi\u00f9 che un\u2019occasione per riflettere sulla storia e sulla necessit\u00e0 di potenziare gli strumenti della diplomazia onde evitare che i conflitti scivolino ancora una volta sul piano inclinato dello scontro armato, le recenti commemorazioni per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale si sono rivelate una manifestazione della distanza sempre pi\u00f9 ampia che separa le due sponde dell\u2019atlantico. 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