{"id":46033,"date":"2018-11-15T09:49:21","date_gmt":"2018-11-15T08:49:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46033"},"modified":"2018-11-14T21:55:39","modified_gmt":"2018-11-14T20:55:39","slug":"politica-economia-e-difesa-ecco-il-tasso-reale-di-unita-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46033","title":{"rendered":"Politica, economia e difesa. Ecco il tasso (reale) di unit\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>di FORMICHE (Giuseppe De Lucia Lumeno)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2014%2F01%2Funione-europea-europa.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Politica, economia e difesa. Ecco il tasso (reale) di unit\u00c3\u00a0 europea\" \/><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\"><span style=\"font-size: 14pt\"><em>Nell&#8217;Unione i problemi di coesione, organizzazione politica ed economica non solo non sono stati risolti ma, al contrario, risultano pi\u00f9 profondi e preoccupanti. Elementi fondamentali, come l\u2019ordinamento giuridico, una comune politica estera, un unico esercito sono lungi dall\u2019essere acquisiti. L&#8217;analisi di Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari.<\/em><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 sempre bello, incontestabile, politicamente corretto e, soprattutto, estremamente semplice fare proclami e professioni di fede a favore dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Europa in occasione delle grandi ricorrenze. \u00c8 quello che \u00e8 accaduto domenica scorsa quando, a Parigi, circa settanta leader mondiali hanno commemorato il centenario della conclusione della Prima guerra mondiale con una imponente cerimonia che si \u00e8 svolta nei pressi dell\u2019Arco di Trionfo. Erano tutti presenti. Da<strong>Donald Trump<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Vladimir Putin<\/strong>\u00a0passando per la cancelliera tedesca,\u00a0<strong>Angela Merkel<\/strong>\u00a0e, ovviamente il \u201cpadrone di casa\u201d, il Presidente della Repubblica francese,\u00a0<strong>Emmanuel Macron<\/strong>, che ha tenuto il discorso commemorativo.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Italia c\u2019era con il suo Presidente della Repubblica,\u00a0<strong>Sergio Mattarella<\/strong>. L\u2019occasione potrebbe essere utile per riprendere a interrogarsi sul reale stato dell\u2019integrazione europea. Quale \u00e8, infatti, oggi, il \u201ctasso di unit\u00e0 europea\u201d? Intendendo per unit\u00e0 non soltanto quella monetaria \u2013 realizzata con tanti sacrifici e sulla quale molto si pu\u00f2 e si dovrebbe dire \u2013 ma anche e, soprattutto, quella politica, economica, finanziaria e militare? Una volta condannati \u201cpopulismi\u201d e \u201cnazionalismi\u201d, ci si interroga su cosa e sul perch\u00e9 questi si sono generati e si stanno diffondono cos\u00ec rapidamente?<\/p>\n<p>La firma della Costituzione europea del 2004 fu preceduta da un lungo e lacerante dibattito sulla redazione del preambolo introduttivo che ha visto confrontarsi e contrapporsi due tesi. Da una parte chi pensava che bastasse far riferimento a un generico richiamo alle \u201ceredit\u00e0 culturali, religiose e umanistiche\u201d menzionando le radici greco-romane e il loro collegamento con le istanze filosofiche dell\u2019illuminismo e dall\u2019altro chi, invece, richiedeva un pi\u00f9 preciso, saldo ed esplicito ancoraggio alle \u201cradici cristiane\u201d o \u201ccristiano-giudaico\u201d dell\u2019Europa stessa. Si scatenarono feroci polemiche tra intellettuali e studiosi, tra politici e teologi, tra istituzioni religiose e civili. Che ne \u00e8 oggi di quella discussione?<\/p>\n<p>I problemi di coesione, organizzazione politica ed economica non solo non sono stati risolti ma, al contrario, risultano pi\u00f9 profondi e preoccupanti. Elementi fondamentali, come l\u2019ordinamento giuridico, una comune politica estera, un unico esercito sono lungi dall\u2019essere acquisiti. Per non parlare di quelli pi\u00f9 propriamente culturali. I processi formativi, scuola e universit\u00e0, ad esempio, non prevedono percorsi e programmi comuni e condivisi e i titoli di studio non hanno alcun riconoscimento comune. Come \u00e8 pensabile che, mancando tutto questo, i cittadini dei singoli Paesi possano sentirsi cittadini europei? Da dove dovrebbe giungere loro la consapevolezza che la formazione alla cittadinanza europea \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019unificazione economica e finanziaria?<\/p>\n<p>Le diverse e recenti crisi dell\u2019euro, peraltro non adottate nemmeno da tutti gli stati membri, prevalgono ancora una volta su qualsiasi altra discussione. La stessa scelta dei cittadini del Regno Unito di uscire dall\u2019Unione europea \u00e8 diventato esclusivamente un problema economico e di carattere regolamentare e burocratico finalizzato, pi\u00f9 che altro, a trovare le procedure per realizzare l\u2019uscita in maniera indolore. Ma ci si \u00e8 interrogati sui motivi che hanno spinto la maggioranza dei \u201csudditi di sua maest\u00e0 la Regina\u201d a chiedere di abbandonare un progetto che avrebbe dovuto garantire al Vecchio Continente una futuro di pace, crescita economica e benessere dopo secoli di devastanti conflitti? In occasione delle celebrazioni della Grande Guerra, il ministro delle finanze francese,\u00a0<strong>Bruno Le Maire<\/strong>, in un\u2019intervista che in Italia non \u00e8 arrivata, ha provato a porre il problema indicando la piena disponibilit\u00e0 di Parigi \u2013 e lamentando la riluttanza di Berlino \u2013 per riprendere, con coraggio, la costruzione di quello che ha definito \u201cun impero pacifico\u201d, unico modo affinch\u00e9 l\u2019Europa non venga schiacciata da Cina e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il prossimo anno ricorrer\u00e0 l\u2019ottantesimo anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Certamente gi\u00e0 saranno in corso di preparazione le solenni cerimonie commemorative. Certamente non mancher\u00e0 la retorica sulla necessit\u00e0 dell\u2019Unione europea perch\u00e9: \u201cmai pi\u00f9 la guerra\u201d. Nel frattempo, oltre a difendere la stabilit\u00e0 dell\u2019euro, temiamo che, alcun passo in avanti verr\u00e0 avanzato verso una reale unit\u00e0 che, per essere tale, dovr\u00e0, prima di tutto, essere culturale e, quindi, ripartire dalle sue origini, dalle sue radici.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/11\/europa-integrazione-economia-politica-difesa\/\">https:\/\/formiche.net\/2018\/11\/europa-integrazione-economia-politica-difesa\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Giuseppe De Lucia Lumeno) Nell&#8217;Unione i problemi di coesione, organizzazione politica ed economica non solo non sono stati risolti ma, al contrario, risultano pi\u00f9 profondi e preoccupanti. Elementi fondamentali, come l\u2019ordinamento giuridico, una comune politica estera, un unico esercito sono lungi dall\u2019essere acquisiti. 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