{"id":46038,"date":"2018-11-15T11:00:31","date_gmt":"2018-11-15T10:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46038"},"modified":"2018-11-14T22:03:10","modified_gmt":"2018-11-14T21:03:10","slug":"neomania-lossessione-per-il-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46038","title":{"rendered":"Neomania. L\u2019ossessione per il nuovo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ERETICAMENTE (Roberto Pecchioli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ossessione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo \u00e8 una delle pi\u00f9 sorprendenti caratteristiche della nostra epoca. E\u2019 una smania, una vera e propria patologia di massa, una malattia dell\u2019anima, la neomania. Se ne sono resi conto anche intellettuali del campo progressista. Scriveva il comunista ortodosso Alberto Asor Rosa diversi anni or sono: viviamo un presente caratterizzato dall\u2019assenza di una regola e dalla presenza di molte regole transitorie. Tutto deve sempre essere nuovo, inedito. Lo psicanalista \u00e0 la page Massimo Recalcati osserva che abbiamo confuso il \u201cnuovo\u201d con il diverso, una fuga dallo \u201cstesso\u201d che ci annoia, per cui la tensione che ci spinge verso il nuovo \u00e8 una fuga da una mancanza, dall\u2019assenza che ci affligge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 esplicito \u00e8 un brano di una vecchia Enciclopedia della Moda, secondo cui \u201c\u00e8 con l\u2019avvento della societ\u00e0 capitalistica che si fa coincidere l\u2019insorgere di quella specie di ossessione per il nuovo, o neomania, di cui la moda dell\u2019abbigliamento rappresenta uno degli aspetti pi\u00f9 vistosi.\u201d Si tratta di verit\u00e0 parziali, alle quali sfugge il nocciolo della questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La smania per il nuovo \u00e8 figlia della rottura antropologica della modernit\u00e0 con tutto il passato, il simbolo e la conseguenza della perdita della dimensione spirituale e trascendente dell\u2019uomo occidentale. La ricerca costante della novit\u00e0 diventa un antidoto all\u2019angoscia per un\u2019umanit\u00e0 deprivata della parte pi\u00f9 elevata di se stessa, un effetto placebo che impone dosi sempre pi\u00f9 elevate di \u201cnuovo\u201d. Una dipendenza in pi\u00f9, che esorcizza l\u2019ansia e la mancanza di senso creando un eterno presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intu\u00ec qualcosa Albert Camus, per il quale il futuro \u00e8 l\u2019ultima trascendenza degli uomini senza Dio. L\u2019 autore dello Straniero e della Peste, ateo, non poteva riconoscere che ogni futuro, per l\u2019uomo moderno, \u00e8 la porta spalancata sul Nulla. E\u2019 il Nuovo il vero surrogato della trascendenza, il sostituto della speranza smarrita da individui trasformati in elementi statistici (Gabriel Marcel), rosi dall\u2019angoscia, \u201cla disposizione fondamentale che ci mette di fronte al Nulla\u201d (Heidegger). Condizione della modernit\u00e0 falsamente rischiarata dai Lumi, che esaltano l\u2019uomo in teoria e lo degradano nella pratica, l\u2019angoscia viene lenita attraverso il Nuovo, la scarica di adrenalina obbligatoria che consente di sopportare l\u2019insoddisfazione del presente senza precipitare nel buio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo vuoto esistenziale si inserisce la psicologia di massa della societ\u00e0 dei consumi, che produce insoddisfazione per vendere desiderio, fratello spurio del futuro. Se si cambia spesso, se il mutamento \u00e8 considerato positivo a priori \u00e8 perch\u00e9 si cerca qualcosa che non si trova, anzi che non si deve trovare. La meta del nuovo \u00e8 il viaggio, il panorama sempre diverso di viandanti in fuga da se stessi. Non si sopporta il vuoto, saturato dall\u2019abbondanza di oggetti. Il desiderio del nuovo \u00e8 l\u2019attesa del godimento che non verr\u00e0 o lascer\u00e0 insoddisfatti, rassegnati o disponibili per esperienze ulteriori, \u201cnuove\u201d ma in realt\u00e0 pieghe dell\u2019identico. L\u2019esperienza sempre rinnovata \u00e8 quella del consumo, ovvero dello spreco, dell\u2019esaurimento, della dissipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grottesca \u00e8 l\u2019attitudine dei nuovisti della tecnologia, pronti ad affrontare code chilometriche per assicurarsi i primi esemplari di apparati che entro pochi mesi saranno sostituiti dal nuovo pi\u00f9 nuovo. Barbari indotti a ricominciare daccapo dalla povert\u00e0 delle esperienze oltrepassate e non vissute, indifferenti all\u2019evidenza che il nuovo luccicante diviene presto antiquariato e talora fa riapparire il vecchio sotto nuove forme, nella postmodernit\u00e0 stanca e poco creativa, esaurita nelle idee, ridotta a rifacimento, remake, imitazione, maniera, come l\u2019arte dopo il Rinascimento. Il nuovo detesta il silenzio, l\u2019introspezione, anticamere dell\u2019angoscia. La sua forma \u00e8 il brusio indistinto, il ronzio confuso di voci, poich\u00e9 il nuovo ha l\u2019obbligo di rompere il silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La neomania \u00e8 compulsiva e nevrotica come la trionfante sessualit\u00e0 di consumo. Cambiare partner per vivere esperienze nuove, trattando se stessi e gli altri come cose, oggetti di consumo. Tutto invecchia presto, nessuno sembra lontano, le dimensioni dello spazio e del tempo si confondono. La neomania \u00e8 altres\u00ec l\u2019adorazione di un idolo, il Progresso, il cui culto coincide con quello della Ragione. Esso non deve essere discusso e tantomeno limitato, la sua marcia \u00e8 inarrestabile; il nuovo \u00e8 buono anche se domani sar\u00e0 gi\u00e0 vecchio. Tutto deve essere fatto secondo la nuova moda, la nuova scoperta, la nuova tecnologia, al modo odierno, significato letterale di una parola eternamente ambigua, modernit\u00e0. In una lirica famosa, Addio, il poeta simbolista Arthur Rimbaud lo sintetizza in versi drammatici: \u201cSi deve essere assolutamente moderni. Basta cantici: tenere il passo. Dura notte! il sangue secco fuma sul mio volto, e non ho nulla dietro di me.\u201d Davvero, il nuovo non tollera nulla dietro di s\u00e9, pretende tabula rasa per il suo breve trionfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo ha per missione di indurre in tentazione, prevede la tentazione alla quale non \u00e8 concesso resistere. In questo consiste il libero arbitrio di oggi, dare un consenso entusiasta ed effimero ad ogni novit\u00e0, evitando la domanda di senso, la riflessione sul bene e sul male. Qualunque cosa si possa tecnicamente fare, va approvata e sperimentata. Tutt\u2019al pi\u00f9, il quesito \u00e8: me lo posso permettere? La risposta sta anch\u2019essa nel nuovo. Le formule di consumo a debito cambiano continuamente e promettono l\u2019accesso al mondo sfavillante dell\u2019ultimo ritrovato, del prodotto \u201cdefinitivo\u201d, quello 2.0. Passata la festa, gabbato lo santo: arriva il modello 3, poi 4.0 e la giostra continua. Essenziale \u00e8 che l\u2019idea nuova, la merce nuova, il comportamento inedito spezzi provvisoriamente la solitudine di tanti identici che si sentono unici. L\u2019idolatria del nuovo ha come esito il disprezzo per il passato. Oscuro per definizione, popolato da uomini e donne senza telefonino ignari della connessione online, produce una forma particolare di angoscia: io non c\u2019ero, nel passato; questa insostenibile assenza di \u201cio\u201d \u00e8 una caratteristica ignota ad altre epoche. L\u2019unica terapia \u00e8 la rimozione coatta attraverso la scarica elettrica della novit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, il principio fondamentale della vita \u00e8 la conservazione, la tendenza che in biologia si definisce omeostasi, ovvero l\u2019inclinazione naturale al raggiungimento di una certa stabilit\u00e0 interna e comportamentale, una disposizione che accomuna tutti i viventi anche al variare delle condizioni esterne. In politica come nella cultura, dopo la Rivoluzione francese il conservatore \u00e8 schernito, proclamato anacronistico (l\u2019obbligo di essere \u201call\u2019altezza dei tempi\u201d), la definizione stessa \u00e8 una condanna preventiva, un mezzo per escludere dal dibattito. John Stuart Mill, uno dei patriarchi del liberalismo, defin\u00ec i conservatori \u201cil partito stupido\u201d. La neomania \u00e8 naturaliter progressista, convinta della perfettibilit\u00e0 illimitata dell\u2019uomo e delle cose. Non crede nei limiti dell\u2019uomo, nella sua imperfezione ed \u00e8 quindi necessariamente in guerra contro la natura. Trova assurda l\u2019idea che esistano principi permanenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo impone la trasgressione, cio\u00e8 la violazione del comportamento comune. I suoi adoratori trasgrediscono disciplinatamente seguendo le regole \u201cnuove\u201d, in una corsa ridicola ad infrangere trasformata in conformismo inconsapevole. L\u2019ordine, etico, civile, naturale, personale, \u00e8 detestato in quanto espressione della stabilit\u00e0. Vengono applauditi falsi profeti che proclamano la relativit\u00e0 di ogni principio, sostenendo che tutti provengono dalla volont\u00e0 e dal desiderio. Il paradosso \u00e8 l\u2019esaltazione dell\u2019ultimo valore in ordine di tempo, il pi\u00f9 \u201cnuovo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Odiare tutto ci\u00f2 che \u00e8 permanente genera instabilit\u00e0, distrugge ogni standard elevato e riduce il mondo sedicente civilizzato alla soddisfazione di futili, momentanei desideri materiali, senza distinzione tra bisogni, diritti, capricci, stranezze, pulsioni infere. Il richiamo alla ragione umana come unico criterio di giudizio si risolve nel suo contrario, una irrazionalit\u00e0 arrogante che nega la tendenza naturale dell\u2019umanit\u00e0 alla violenza e a quello che un tempo si chiamava peccato. La ragione si trasforma in istinto, il determinismo diventa la guida per il bene sociale, la religione viene rifiutata e le pi\u00f9 varie ideologie e credenze ne prendono il posto. Del resto, purch\u00e9 abbia l\u2019aureola del nuovo, l\u2019uomo che non crede in nulla \u00e8 disposto a credere a tutto (Chateaubriand, Il genio del Cristianesimo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo, infine, \u00e8 diventato un diritto. Quello di ottenere ciascuno le medesime cose, alzando ogni giorno l\u2019asticella del desiderio. Tutto deve essere \u201cavanzato\u201d, come la tecnologia di oggi, il cui destino \u00e8 di diventare arretrata con le prossime scoperte, le future applicazioni, le quali, in quanto \u201cnuove\u201d, saranno oggetto dell\u2019insoddisfazione di chi non le possiede, dell\u2019invidia e del desiderio. Ovvio \u00e8 il deterioramento di ogni senso morale in un mondo dominato dal nuovo. Qualunque etica ha il difetto di essere persistente, di credersi vera e permanente, di imprimere un segno forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni elementi della neomania stupiscono pi\u00f9 di altri. La rinnovata popolarit\u00e0 dei tatuaggi, ad esempio, pu\u00f2 essere spiegata con il desiderio di essere creatori di stessi a partire dall\u2019aspetto esteriore, ma come si concilia con la permanenza a vita delle incisioni? Evidentemente, la spinta gregaria del conformismo \u00e8 potentissima, oppure la fiducia nel \u201cnuovo\u201d \u00e8 tanto diffusa da convincere che future tecnologie permetteranno di rimuovere i nomi di fidanzati non pi\u00f9 amati, le frasi che non piacciono pi\u00f9, i simboli caduti in disgrazia. Del resto, l\u2019obiettivo \u00e8 sempre l\u2019emancipazione, la liberazione dai vecchi credo e dai giuramenti del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amante del nuovo ritiene di gioire e desiderare in piena libert\u00e0, nell\u2019autosufficienza e nell\u2019autogoverno di s\u00e9. Non sospetta di essersi sottomesso a nuovi idoli e di aver decretato la vittoria dell\u2019Es, secondo Freud la forza impersonale che \u201cci vive\u201d e contiene le spinte pulsionali, aggressive ed autodistruttive. L\u2019applicazione, da parte del sistema di potere politico ed economico, delle scoperte della psicologia delle masse, ha determinato una generale accettazione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo come migliore, frutto di progresso, di liberazione umana. E\u2019 stata alimentato un riflesso condizionato positivo nei confronti di qualunque innovazione, tesa a dissolvere le resistenze legate ai principi morali e a costruire un senso comune orientato al consumo, al desiderio, allo scatenamento delle pulsioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella specie umana lasciata a se stessa o condizionata a rispondere unicamente all\u2019istinto \u2013 da cui si \u00e8 esonerata attraverso la civilt\u00e0, l\u2019apertura alla trascendenza e l\u2019adesione razionale al vero e al giusto \u2013 i desideri sono voraci, illimitati e talora sanguinari. La ragione astratta, fattasi universale a scopo di dominio e arricchimento di alcuni, ha prodotto un\u2019irrazionalit\u00e0 diffusa fondata sul desiderio compulsivo del nuovo: la neomania. L\u2019uomo comune \u00e8 indotto a confondere i diritti con i desideri, perseguire l\u2019indisciplina spirituale, rifiutare il senso del limite e negare validit\u00e0 a qualsiasi principio generale. Il conformismo pi\u00f9 deprimente \u00e8 chiamato giudizio personale, la disciplina consumista e nuovista \u00e8 detta trasgressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su tutto, regna una smania di rifiutare tutto ci\u00f2 che \u00e8 considerato antico, esaurire, buttare via. Abbandonato il vecchio, il nuovo \u00e8 rapidamente consumato; non resta che disfarsene, gettarlo nella discarica materiale e spirituale che ci circonda ma che non percepiamo pi\u00f9 come tale. La luce del nuovo da mordere e consumare abbaglia come un faro potente che impedisce la vista di tutto ci\u00f2 che sta attorno al suo raggio, inghiottiti da un\u2019ombra da cui ci ritraiamo angosciati, in cerca di un\u2019alternativa capace di scacciare i cattivi pensieri, di un\u2019accelerazione del desiderio, del nuovo che promette un altro inizio; ed il gioco continua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo enfatizza il movimento; poco conta la direzione o il senso. Ne cap\u00ec la portata epocale Goethe, che fa dire a Faust, l\u2019uomo febbrile, il primo consapevole innamorato del nuovo che avanza, \u201cin principio era l\u2019Azione\u201d, detronizzando il Verbo, Dio, il permanente. L\u2019adorazione del nuovo ha caratterizzato l\u2019arte fin dall\u2019inizio del secolo XX, abolendo le forme classiche e la stessa figura umana. La novit\u00e0 in quanto tale fu il programma del futurismo. Il manifesto di Filippo Tommaso Marinetti del 1909 inizia con un\u2019affermazione che attraversa l\u2019intera civilt\u00e0 occidentale successiva: noi affermiamo che la magnificenza del mondo si \u00e8 arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole chiave sono l\u2019aggettivo nuova e il sostantivo velocit\u00e0. Riunite, esse rappresentano l\u2019unico polo superstite della nostra decadente civilizzazione. Tutto deve essere nuovo e rapido, fino al \u201ctempo reale\u201d, l\u2019immediato dell\u2019informatica. Non sfuggono all\u2019attacco le leggi degli uomini. Nessuna \u00e8 destinata a durare, il riformismo \u00e8 lodato a prescindere, cambiare, rinnovare \u00e8 il gesto di chi si proietta \u201cin avanti\u201d. Duraturo \u00e8 un vocabolo sgradito, innanzitutto ai padroni del mondo, interessati a che idee e cose diventino presto obsolete. Inutile osservare che se il nuovo \u00e8 pi\u00f9 veloce dell\u2019antico, tramonter\u00e0 altrettanto facilmente, spesso prima che se ne possano valutare gli effetti, con il rischio di smarrire il lato positivo dei cambiamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, aleggia sul nuovo un materialismo soffocante, l\u2019ossessiva aspirazione all\u2019appagamento dei sensi, alla mediocrit\u00e0 fiera di se stessa, allo scioglimento di ogni vincolo. E\u2019 come se fossimo nudisti dell\u2019anima e ci spogliassimo in gran fretta per liberarci, anzich\u00e9 degli abiti, della nostra storia e della personalit\u00e0, tesi ad assumerne una nuova per ogni giorno, Zelig compulsivi costretti alla novit\u00e0. Il grande romanziere scozzese Walter Scott, alfiere del pensiero conservatore, previde gli esiti della neomania gi\u00e0 nella prima met\u00e0 del secolo XIX: \u201cpochi sono migliorati, molti altri sono peggiorati. Si moltiplicano i nostri desideri e siamo qui a combattere con sempre maggiori difficolt\u00e0 grazie alla forza di ripetute invenzioni. Alla fine dovremo divorarci l\u2019un l\u2019altro o, come un tempo, nella terra ci sar\u00e0 un lembo alla coda di una stella cometa?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta \u00e8 nella disperata ostinazione con la quale alcuni uomini conserveranno la certezza che in principio non era l\u2019azione o la materia in movimento, ma il Verbo. La smania del nuovo, il cambiamento ad ogni costo producono il sonno della ragione e il precipizio dello spirito. Lucifero stesso era un bellissimo angelo caduto e la verit\u00e0, diceva Nikolaj Berdjaev, \u00e8 il ridestarsi dello spirito nell\u2019uomo. Il vecchio che salva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.ereticamente.net\/2018\/11\/neomania-lossessione-per-il-nuovo-roberto-pecchioli.html\">http:\/\/www.ereticamente.net\/2018\/11\/neomania-lossessione-per-il-nuovo-roberto-pecchioli.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ERETICAMENTE (Roberto Pecchioli) &nbsp; L\u2019ossessione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo \u00e8 una delle pi\u00f9 sorprendenti caratteristiche della nostra epoca. E\u2019 una smania, una vera e propria patologia di massa, una malattia dell\u2019anima, la neomania. Se ne sono resi conto anche intellettuali del campo progressista. 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