{"id":46070,"date":"2018-11-16T10:30:31","date_gmt":"2018-11-16T09:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46070"},"modified":"2018-11-16T10:17:04","modified_gmt":"2018-11-16T09:17:04","slug":"lo-strano-viaggio-del-ministro-salvini-in-qatar-che-ha-minato-alla-base-il-vertice-di-palermo-con-la-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46070","title":{"rendered":"Lo strano viaggio del ministro Salvini in Qatar che ha minato alla base il vertice di Palermo con la Libia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/11\/Imagoeconomica_1149495-619x368.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Salvini a Doha, in Qatar. Imagoeconomica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa unisce il<strong> flop annunciato del vertice di Palermo sulla Libia<\/strong>, le tensioni all\u2019interno della maggioranza di governo e la sempre presente <strong>ombra russa<\/strong> attorno alle scelte di politica estera della Lega? Forse, il fatto che il ministro <strong>Matteo Salvini,<\/strong> formalmente titolare degli Interni, in realt\u00e0 <strong>non opera in modalit\u00e0 multiruolo per ipertrofia dell\u2019ego ma per una precisa scelta: indirizzare proprio la politica estera del governo.<\/strong><\/p>\n<div id=\"adv-Middle1-dev\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, <strong>utilizzando il facile alibi della lotta all\u2019immigrazione clandestina<\/strong> e suoi due mantra accessori: fermare gli sbarchi alla partenza e la famosa strategia in base alla quale chi scappa, va \u201caiutato a casa sua\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, se i<strong>l ministro dell\u2019Interno, di fatto, si \u00e8 preso fin da principio l\u2019<em>interim<\/em> anche della Farnesina<\/strong> \u00e8 per una ragione pratica, inattaccabile, concreta. Persino logica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono per\u00f2 un paio di problemi. Il primo, per cos\u00ec dire <strong>di forma<\/strong>. Il secondo, ben pi\u00f9 serio, <strong>di sostanza.<\/strong> E<strong> di sovranit\u00e0 nazionale violata<\/strong>, se si vuole arrivare a questo paradosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare infatti <strong>poco rituale che un ministro dell\u2019Interno viaggi in lungo e in largo anche in Paesi che non hanno alcuna connessione diretta con il problema migratorio<\/strong>, incontri leader non solo partitici ma politici esteri (Viktor <strong>Orban<\/strong>, oltretutto in un luogo istituzionale come la Prefettura di Milano) e, soprattutto, non si premuri affatto di nascondere la<strong> tentazione di diventare il candidato del sedicente \u201cfronte sovranista\u201d in vista delle elezioni europee<\/strong> del prossimo maggio, puntando dritto alla guida della Commissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si direbbe interesse privato (in questo caso, politico-elettorale) in atto pubblico ma, si sa, in Italia la campagna elettorale permanente non \u00e8 certo prerogativa del governo penta-leghista. Sarebbe interessante, in tal senso, conoscere per\u00f2 i reali sentimenti che albergano nello spirito e nell\u2019operato di quello che dovrebbe essere il formale titolare della Farnesina, il ministro <strong>Enzo Moavero-Milanesi, il quale appare totalmente trasparente nel suo ruolo: semplicemente, le scelte che contano in fatto di politica estera, le fanno altri<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O <strong>Giuseppe Conte, vedi la titolarit\u00e0 assoluta sul vertice libico in corso a Palermo<\/strong> o le visite-lampo (senza resoconti o, peggio, comunicazioni alla Camere sui contenuti politici e gli eventuali accordi stretti) negli Stati Uniti da Donald Trump <strong>oppure Matteo Salvini<\/strong>, vero globetrotter della diplomazia, dall\u2019amata Russia dove si sente pi\u00f9 a casa che in tanti Paesi europei fino all\u2019Africa della tratta dei migranti da estirpare, passando di sfuggita dall\u2019ex amica Austria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ieri, poi, il colpo di teatro finale rispetto al \u201cliberi tutti\u201d in atto nel governo, ovvero <strong>il cosiddetto giallo sul vertice di maggioranza su Manovra e Libia tenuto dal premier Giuseppe Conte<\/strong>, prima di partire per Palermo,<strong> in splendida solitudine con l\u2019altro politico <em>multi-tasking<\/em> dell\u2019esecutivo, il ministro Salvini<\/strong> appunto. Accompagnato, a quanto sembra, dall\u2019uomo dei conti del Carroccio, il sottosegretario alla Presidenza, Giancarlo <strong>Giorgetti<\/strong>. Quest\u2019ultimo, stranamente sparito dai radar dopo l\u2019intervista a <em>Porta a porta<\/em> nella quale assest\u00f2 una clamorosa spallata alla Manovra, fissando in 400 punti il livello di guardia dello spread, oltre il quale le nostre banche sarebbero andate in tale livello di sofferenza da necessitare, in alcuni casi, la ricapitalizzazione. Periodo di castigo pubblico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A fare sensazione, ovviamente, \u00e8 stata l\u2019assenza dell\u2019altro vice-premier<\/strong> e azionista di maggioranza della coalizione, Luigi Di Maio <strong>e, soprattutto, del ministro dell\u2019Economia, Giovanni Tria,<\/strong> <strong>trattandosi di un vertice per fare il punto sulla Manovra<\/strong> alla vigilia della risposta da inviare alla Commissione UE.<strong> Ancora pi\u00f9 clamorosa<\/strong>, se confermata, la determinazione in base alla quale anche<strong> gli inviati del Fondo Monetario a Roma sarebbero stati ricevuti solo da Giorgetti e non dal titolare, almeno formale, della politica economica del governo<\/strong>. Oltre che del suo debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Cinque Stelle hanno immediatamente smentito che si trattasse di un vertice di maggioranza, appuntamento che sarebbe s\u00ec in programma ma dopo il ritorno di Giuseppe Conte da Palermo: ovvero, <strong>dopo il termine del 13 novembre,<\/strong> entro il quale a Bruxelles attendono la risposta italiana alle critiche sullo sforamento dei conti.<strong> Insomma, un vertice per fare il punto della situazione <em>ex post<\/em>, assoluta novit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il portavoce di Giuseppe Conte, il funambolico Rocco <strong>Casalino<\/strong>, ha pateticamente tentato di <strong>mettere una toppa<\/strong> all\u2019incidente diplomatico, parlando non di un vertice formale ma di un<strong> rapido colloquio informale fra primo ministro e titolare dell\u2019Interno<\/strong>, prima di imbarcarsi verso Palermo. <strong>Poi, il colpo di teatro: al vertice improvvisato avrebbe partecipato anche Luigi Di Maio. Ma in separata sede<\/strong>, ovvero, Conte avrebbe parlato prima con un vice-premier e poi con l\u2019altro. Motivo del <strong>doppio confronto<\/strong>? Sconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto di tutto, smentite e conferme, ci sarebbe <strong>una sola certezza: mancava solo Giovanni Tria,<\/strong> cio\u00e9 il titolare della materia, tanto per confermare la <strong>natura poco ortodossa delle dinamiche interne all\u2019esecutivo.<\/strong> E per fornire altra materia a Maurizio Crozza in vista della sua imitazione di venerd\u00ec prossimo. Insomma, un quadro decisamente pittoresco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peccato che <strong>in questo guazzabuglio di responsabilit\u00e0 vengano trattati temi di importanza capitale per il Paese<\/strong>, come la sua politica economica, i rapporti con l\u2019Europa e la linea di politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco entrare in scena il <strong>vertice di Palermo sulla Libia<\/strong>, quello su cui si sarebbe fatto il punto nel vertice dei misteri (in due tempi, oltretutto) e che, di fatto, <strong>sancisce il fallimento della politica estera collettiva e al tempo stesso dilettantisticamente anarchica del governo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Assenti tutti i big<\/strong>, <strong>da Putin a Trump<\/strong> fino all\u2019interessatissimo sul tema <strong>Macron<\/strong>. E se il forfait di quest\u2019ultimo appare decisamente poco sorprendente, visti i fallimenti in cui si sostanziarono anche i due vertici simili che organizz\u00f2 con colpo di mano rispetto ad alleati e Nato nei mesi scorsi all\u2019Eliseo (legittimare quello dei competitor italiani con la sua presenza sarebbe stato un autogol clamoroso), pi\u00f9 significative sono apparse le assenze del presidente statunitense e di quello russo, entrambi formalmente amicissimi del nostro governo e del suo primo ministro in particolare. Non sfuggir\u00e0 alla memoria, infatti, come Donald Trump, nel corso della visita estiva di Conte alla Casa Bianca, addirittura invest\u00ec il nostro Paese del ruolo guida nella \u201c<a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/altro-che-cabina-di-regia-in-libia-conte-e-salvini-rischiano-la-doppia-sconfitta-su-energia-eni-in-testa-e-lotta-al-traffico-dei-migranti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>cabina di regia<\/strong><\/a>\u201d italo-americana sulla Libia, mentre non pi\u00f9 tardi di due settimane fa l\u2019<strong>idillio fra Conte e Putin<\/strong> vide quest\u2019ultimo addirittura azzardare la <strong>promessa di acquisti di nostri Btp,<\/strong> una volta che sar\u00e0 terminato il Qe della Bce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/11\/GettyImages-1060954234-1024x683.jpg\" \/><\/p>\n<p>Foto di gruppo a Palermo: Giuseppe Conte tra il capo del governo unitario appoggiato dall\u2019ONU a Tripoli, il primo ministro Fayez al-Sarraj a sinistra), e l\u2019inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia Ghassan Salame. Dietro il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian e il capo della politica estera dell\u2019UE Federica Mogherini. Filippo Monteforte \/ AFP \/ Getty Images<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi hanno <strong>mandato propri rappresentanti. E non i ministri degli Esteri ma dei vice o degli incaricati d\u2019affari, le seconde linee:<\/strong> un po\u2019 come si fa con gli appuntamenti contro le cadette in Coppa Italia per preservare le forze per partite pi\u00f9 importanti in campionato o Champions.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma al netto della<strong> presenza dell\u2019ultim\u2019ora del presidente egiziano, Al-Sisi, la sedia vuota che certifica l\u2019inutilit\u00e0 ontologica del vertice di Palermo \u00e8 stata quella del generale Haftar<\/strong>, l\u2019uomo forte della Cirenaica, di fatto il politico libico<strong> senza il quale una pace duratura non potr\u00e0 mai essere raggiunta.<\/strong> Il quale, dopo un pressing diplomatico dell\u2019ultim\u2019ora, <strong>\u00e8 sbarcato in Sicilia ma<\/strong>, al netto della <em>photo-opportunity<\/em> garantita a Giuseppe Conte (fotocopia di quelle scattate all\u2019Eliseo durante i vertici con Macron e sostanziatesi in nulla a livello pratico, se non il caos libico attuale), h<strong>a chiaramente posto dei limiti alla sua presenza: ovvero, nulla che lo possa accomunare al vertice ufficiale<\/strong>, solo incontri bilaterali e a Mondello, non a Palermo. Come dire, dar\u00f2 udienza solo a chi dico io e nel mio \u201cregno\u201d. Il personaggio non \u00e8 certo nuovo a pose da prima donna ma<strong> qualcosa potrebbe essere andato fuori giri nelle ore febbrili che hanno anticipato il suo arrivo in Sicilia,<\/strong> con tanto di missione a Tobruk di incaricati della Farnesina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcosa che spiegherebbe anche il perch\u00e9 di un\u2019<strong>operazione sgomberi<\/strong> a Roma, capace di catalizzare l\u2019attenzione di tutti i media e rinfocolare polemiche mai sopite sul tema immigrazione, <strong>organizzata proprio nel giorno clou del vertice palermitan<\/strong>o, quasi a voler distoglierne l\u2019attenzione di dosso. O, quantomeno, sviarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa, di fatto, potrebbe aver fatto irrigidire cos\u00ec tanto l\u2019uomo forte della Cirenaica? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto del sostegno storico dell\u2019Italia al suo antagonista, <strong>Al-Sarraj<\/strong>, in seno alla posizione ufficiale di Onu e Nato, al centro del malcontento ci sarebbe stata l<strong>a presenza nel capoluogo siciliano di rappresentanti di milizie estremiste ritenute vicine ad Al Qaeda e, soprattutto, del Qatar,<\/strong> a sua volta <strong>ritenuto finanziatore proprio delle forze islamiste che mirano a destabilizzare la Libia,<\/strong> in particolar modo la parte controllata con pugno di ferro da Haftar e l\u2019intero contesto mediorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In testa, i Fratelli Musulmani. Lo stesso <strong>Qatar che, non pi\u00f9 tardi di dieci giorni fa, vide sbarcare in visita ufficiale il nostro ministro degli Esteri ombra \u2013 o <em>ad interim<\/em> -, Matteo Salvini<\/strong>. Il quale,<strong> dopo aver<\/strong> in un recente passato (l\u2019ultima intemerata in tal senso risale al 5 giugno 2017) <strong>accusato lo Stato del Golfo di essere il cavallo di Troia utilizzato dall\u2019estremismo islamico<\/strong> per infiltrare l\u2019Occidente, attraverso il suo finanziamento miliardario per aperture di moschee e opere di proselitismo, pare aver <strong>miracolosamente cambiato idea:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl Qatar si sta distinguendo per <strong>un certo equilibrio rispetto agli estremismi<\/strong> mostrati in questi giorni da altri Paesi, per esempio l\u2019Arabia Saudita. Vi dico che <strong>ho trovato un Paese stabile e sicuro<\/strong>, dove l\u2019estremismo islamico non ha futuro. In pi\u00f9 da qui passano <strong>milioni di posti di lavoro per gli italiani<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Magari milioni no ma <strong>certamente dall\u2019Emirato passano i miliardi del contratto siglato il 14 marzo scorso da Leonardo-Finmeccanica<\/strong> per la fornitura di elicotteri destinati ad ampliarne la flotta militare. Per l\u2019esattezza, 3 miliardi. E fin qui, <strong>nulla di nuovo.<\/strong> E nulla che tutti gli altri Paesi, Francia in testa, non facciano da sempre con Stati che violano platealmente diritti umani e convenzioni internazionali. <em>Pecunia non olet<\/em>. E non certo da ieri. O dal 4 marzo scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma potrebbe esserci dell\u2019altro dietro all\u2019assenza a Palermo del generale Haftar e al <em>Qatar-gate<\/em><\/strong> che sembrerebbe sostanziarla, alla luce del neonato entusiasmo del ministro dell\u2019Interno per l\u2019emirato e la sua visione illuminata e moderata dell\u2019islam. Potrebbe esserci qualcosa che ha <strong>molto a che fare con l\u2019interesse numero uno che la Libia rappresenta per tutti,<\/strong> presenti o meno al tavolo del vertice-flop organizzato dal governo italiano (il quale, attraverso i suoi rappresentanti, ha raggiunto Palermo solo nel pomeriggio di luned\u00ec, quando tutti i delegati libici erano presenti nel capoluogo siciliano da quello di domenica): il <strong>petrolio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019esattezza, una <strong>partnership petrolifera<\/strong> su cui gravano parecchie ombre. E che <strong>vede protagonisti<\/strong> proprio due amori del ministro dell\u2019Interno, uno storico \u2013 <strong>la Russia<\/strong> \u2013 e uno neonato ma apparentemente molto appassionato, <strong>il Qatar<\/strong> appunto. Al centro della <em>liason<\/em>, poco gradita allo storicamente filo-russo (per convenienza) Haftar, il sospetto che la banca russa a controllo statale Vtb abbia finanziato in maniera significativa una parte dell\u2019acquisizione di una quota azionaria del gigante petrolifero russo Rosneft da parte della Qatar Investment Authority.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-rosneft-privatisation-exclusive\/exclusive-russian-state-bank-secretly-financed-rosneft-sale-after-foreign-buyers-balked-idUSKCN1NE132?rpc=401&amp;\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>A lanciare l\u2019accusa<\/strong>, citando nove fonti anonime a conoscenza dell\u2019accaduto, <\/a><strong>la <em>Reuters<\/em><\/strong>, la quale dopo aver interpellato Rosneft ha riferito come la banca abbia negato ogni suo coinvolgimento nell\u2019affare. Un affare grosso, per\u00f2. Avvenuto lo scorso anno e che ha <strong>coinvolto il 19,5% di Rosneft, rilevato appunto dal fondo del Qatar e dalla svizzera Glencore<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A far muovere le sue accuse a <em>Reuters<\/em> ci ha pensato, paradossalmente, la stessa Banca centrale russa, la quale ha tracciato le attivit\u00e0 della Vtb, vista la sua natura statale e ha <strong>reso noto come quest\u2019ultima abbia garantito prestiti per 6,7 miliardi di dollari ad anonime entit\u00e0 estere<\/strong>. Ma non basta, perch\u00e9 il prestito sarebbe seguito a un altro prestito, questa volta da 5,20 miliardi di dollari e garantito dalla Banca centrale russa alla stessa Vtb. Il sospetto, appare chiaro:<strong> il governo russo, attraverso la Banca centrale e un istituto di credito pubblico, avrebbe di fatto finanziato l\u2019acquisizione di una quota rilevante del suo gigante petrolifero da parte del fondo qatariota e della multinazionale svizzera delle materie prime<\/strong>. Tanto pi\u00f9 che, quando la notizia dell\u2019acquisizione conquist\u00f2 le prime pagine lo scorso dicembre, il mercato si attendeva che l\u2019operazione fosse, proprio per la natura statale dell\u2019entit\u00e0 coinvolta, limitata a investitori russi: la partecipazione fu valutata 11,57 miliardi di dollari, per i quali Glencore partecip\u00f2 con \u201csoli\u201d 324 milioni. Il resto fu pagato, senza ricorso a finanziamento bancario, dalla Qatar Investment Authority. Ma attenzione, perch\u00e9 in un periodo pre-elettorale per Vladimir Putin, con le spese per la difesa alle stelle a discapito di quelle per welfare e pensioni, ecco che le non particolarmente cariche casse statali russe riuscirono a rimpinguarsi con 10,55 miliatdi di dollari dall\u2019operazione, inclusi 270 milioni di extra-dividendi. Rosneft, dal canto suo, ottenne una partecipazione indiretta in Glencore pari allo 0,54%. Manna in un periodo in cui l\u2019entrata fiscale principale, ovvero proprio le royalties energetiche, languiva a causa del prezzo del greggio pericolosamente vicino alla soglia di <em>breakeven<\/em> fra profittabilit\u00e0 e perdita sul medio termine, anche in base ai parametri russi di costi fra estrazione, raffinazione e vendita. <strong>Ultimo tassello<\/strong> ma esplicativo dell\u2019ombra che grava sulla vicenda, il fatto che <strong>l\u2019autorit\u00e0 qatariota e Glencore non intendessero mantenere il controllo della quota di Rosneft acquisita ma, bens\u00ec, cederla al conglomerato energetico cinese Cefc.<\/strong> Puro business? O u<strong>na triangolazione Mosca-Pechino da tenere nascosta?<\/strong> O altro ancora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcosa di strano accadde, visto che <strong>il piano venne bloccato dalle stesse autorit\u00e0 cinesi, l<\/strong>e quali \u2013 avendo gi\u00e0 messo gli occhi sulle attivit\u00e0 della Cefc \u2013 lanciarono un\u2019inchiesta in piena regola che port\u00f2 immediatamente al <strong>siluramento dell\u2019amministratore delegato del gruppo<\/strong>. Al centro dell\u2019indagine, un giro di vite di Pechino su pratiche illecite di business da parte di aziende private cinesi. Insomma, la patria del sistema bancario ombra, massimo dell\u2019opacit\u00e0 finanziaria tollerata per anni, ha voluto mettere un freno all\u2019operazione: un indizio che, al netto del garantismo, appare quasi pi\u00f9 di una prova. Perch\u00e9 quella mossa di Vtb, quantomeno economicamente bizzarra? E perch\u00e9 il prestito della Banca centrale russa? Business, ovviamente. E, come anticipato, la necessit\u00e0 di puntellare un gigante di Stato che, con le valutazioni del greggio ai minimi sui mercati internazionali e la crescente concorrenza non solo OPpec ma anche dello shale oil statunitense, cominciava a inviare segnali di malessere. Profondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il problema, per\u00f2, \u00e8 anche politico.<\/strong> Perch\u00e9 operare con il Qatar e in quel modo, se confermato, getta un\u2019ombra anche sul profilo da combattente senza macchia di Vladimir Putin contro l\u2019estremismo islamico, medaglia politica di profilo internazionale conquistata grazie all\u2019azione del suo esercito in Siria al fianco delle truppe di Assad, di quelle iraniane e di Hezbollah contro Isis e Al-Nusra. Di pi\u00f9, trattasi della stessa Russia che a pi\u00f9 riprese \u2013 e non senza ragioni \u2013 ha pi\u00f9 volte accusato gli Usa e i suoi alleati, Paesi del Golfo in testa, di rapporti quantomeno ambigui verso i tagliagole di Al-Baghdadi e i loro gruppuscoli alleati e satelliti, vedi gli \u201cElmetti bianchi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Il Qatar, poi, \u00e8 storicamente il finanziatore dei Fratelli Musulmani,<\/strong> una delle ragioni che sul finire della primavera del 2017 port\u00f2 al suo isolamento internazionale, dopo la dura presa di posizione del Dipartimento di Stato Usa e del Consiglio di Cooperazione del Golfo a guida saudita, in quel momento disperatamente alla ricerca di una nuova verginit\u00e0 rispetto a certe amicizie inconfessabili. E i Fratelli Musulmani sono nemici giurati sia del generale Haftar sia del presidente egiziano Al-Sisi, presente s\u00ec quasi in forma di mediazione e supplenza dell\u2019ultim\u2019ora a Palermo, la classica \u201cvecchia gloria\u201d che si invita al\u2019inaguazione di un ristorante che \u00e8 stata snobbata dai divi del momento, ma con il quale occorre mantenere un profilo estremamente cauto, soprattutto dopo l\u2019<em>affaire<\/em> diplomatico legato al caso Regeni e il ritiro dell\u2019ambasciatore italiano, strappo ricucito solo di recente dal governo Gentiloni. Insomma, un quadro di interessi e triangolazioni decisamente delicato. Troppo delicato, non fosse altro per il <strong>quadro d\u2019insieme che si staglia sullo sfondo: lo sfruttamento delle enormi potenzialit\u00e0 petrolifere libiche, una volta che la situazione nel Paese sar\u00e0 pacificata<\/strong>. O, <strong>nell\u2019attesa, il loro accaparramento mordi e fuggi, sottraendo quote di mercato agli avversari. Come ha fatto Eni recentemente a danno di Total,<\/strong> sfruttando la sponda atlantica e atlantista degli inglesi di Bp.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un contesto simile, con il vertice di Palermo gi\u00e0 organizzato e nel disperato tentativo di non rivelarsi un flop, per quale motivo il ministro dell\u2019Interno, <strong>Matteo Salvini, si \u00e8 sentito in dover di fare uno spot di quel genere<\/strong>, sfiorando il parossisimo e smentendo le sue stesse posizioni di pochi mesi prima, al Qatar, mettendo a rischio fino all\u2019ultimo secondo la presenza del generale Haftar, rivelatasi poi nei fatti pi\u00f9 formale e simbolica che sostanziale? Comunque sia, decisamente ridimensionata. Di pi\u00f9, <strong>perch\u00e9 \u00e8 andato in missione in Qatar,<\/strong> visto che dagli Stati del Golfo non partono barconi e non esiste l\u2019ipotesi di rapporti bilaterali per il ricollocamento, non inviandoci profughi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <strong>partecipare alla Fiera delle armi<\/strong>, facendo per l\u2019ennesima volta operazione di lobbying al comparto, gi\u00e0 beneficiario della nuova legge sulla legittima difesa? Per, pi\u00f9 in generale, <strong>perorare la causa del business italiano in un mercato fiorente e molto ricco? Da quando \u00e8 titolarit\u00e0 del Viminale, per\u00f2?<\/strong> Non esiste l\u2019Ice, l\u2019istituto per il Commercio Estero? Le commesse militari non dipendono dalla Difesa? E i rapporti internazionali dalla Farnesina?<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/11\/Imagoeconomica_1149489-1024x768.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Salvini alla fiera delle armi in Qatar. Imagoeconomica<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vista l\u2019ombra delle amicizie internazionali della Lega,<strong> domande che meriterebbero una risposta, dato che indirizzano la politica estera del Paese.<\/strong> <strong>Nel caso del Qatar, poi, in aperto contrasto con i nostri interessi in Libia<\/strong>, per difendere i quali \u00e8 stato organizzato il vertice di Palermo. Interessi tra cui spicca proprio la lotta all\u2019immigrazione clandestina su cui ha costruito le sue fortune il ministro Salvini e che, paradossalmente, la sua attivit\u00e0 stile pro-loco a favore del Qatar rischia di mettere a repentaglio, dopo che <strong>proprio il generale Haftar<\/strong> la scorsa estate minacci\u00f2 di far cannoneggiare le navi della nostra Marina, in caso entrassero in acque libiche per contrastare i barconi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con cosa abbiamo a che fare?<\/strong> <strong>Pressapochismo, dilettantismo entusiasta, mancanza di comuncazione nell\u2019esecutivo, eccesso di protagonismo? O c\u2019\u00e8 dell\u2019altro?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/lo-strano-viaggio-del-ministro-salvini-in-qatar-che-ha-minato-alla-base-il-vertice-di-palermo-con-la-libia\/\">https:\/\/it.businessinsider.com\/lo-strano-viaggio-del-ministro-salvini-in-qatar-che-ha-minato-alla-base-il-vertice-di-palermo-con-la-libia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli) &nbsp; Matteo Salvini a Doha, in Qatar. Imagoeconomica Cosa unisce il flop annunciato del vertice di Palermo sulla Libia, le tensioni all\u2019interno della maggioranza di governo e la sempre presente ombra russa attorno alle scelte di politica estera della Lega? Forse, il fatto che il ministro Matteo Salvini, formalmente titolare degli Interni, in realt\u00e0 non opera in modalit\u00e0 multiruolo per ipertrofia dell\u2019ego ma per una precisa scelta: indirizzare proprio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":40332,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/20604581_495184997485622_9119657138731508361_n.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bZ4","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46070"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46070"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46071,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46070\/revisions\/46071"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}