{"id":46095,"date":"2018-11-17T12:00:17","date_gmt":"2018-11-17T11:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46095"},"modified":"2018-11-17T12:00:17","modified_gmt":"2018-11-17T11:00:17","slug":"i-trattati-di-libero-commercio-la-crisi-eterna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46095","title":{"rendered":"I Trattati Di Libero Commercio: La Crisi Eterna"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>SENSO COMUNE (Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dieci anni (tale \u00e8 il lasso di tempo trascorso, tanto che si prenda come riferimento il 9 agosto 2007 \u2013 crollo dei mutui subprime, o il 15 settembre del 2008, quando la bancarotta di Lehman Brothers mostr\u00f2 in modo inconfutabile la gravit\u00e0 della situazione) dall\u2019inizio della crisi economica mondiale impongono un bilancio di cosa \u00e8 veramente cambiato in questo tempo. Al di l\u00e0 delle ricostruzioni di carattere storico-accademico\u00a0<strong>l\u2019interrogativo pi\u00f9 ricorrente \u00e8 quanto le dinamiche sottostanti siano ancora attive e se ci possano riportare ad una nuova crisi.\u00a0<\/strong>Per porsi il problema occorre iniziare a considerare i fenomeni pi\u00f9 rilevanti, alcuni dei quali\u00a0 paiono veramente di portata storica.\u00a0Fra essi possiamo elencare:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 la affermazione della austerit\u00e0 come ortodossia economica globale: secondo uno studio ILO abbiamo avuto tagli sostanziosi alle pensioni (in 105 paesi), alla sanit\u00e0 (in 56 paesi), ai salari (in 130 paesi); privatizzazioni diffuse (in 55 paesi), con previsioni di impatto di contrazione del PIL entro il 2016-20 per 132 paesi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 un inedito protagonismo delle banche centrali, che a livello globale hanno triplicato i loro bilanci (valutati sui 22-24 trilioni di dollari);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 la scomparsa dei BRICS. Le potenze emergenti hanno avuto andamenti differenti, alcuni mantenendo dei tassi di crescita pi\u00f9 ridotti ma rilevanti, altri entrando in recessione, il che fa pensare che sia arduo considerarli ancora una soggettivit\u00e0 politica con strategie unitarie;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 grave crisi dei regimi progressisti latinoamericani (emblematici Brasile e Argentina);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">-proteste antisistema in moltissimi paesi (non solo indignados spagnoli e Occupy Wall Street in Usa, ma nei paesi arabi, in Russia, Turchia, Brasile, ecc.), da considerarsi complessivamente poco riuscite;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 Crescita della diseguaglianza economica (si vedano i rapporti OXFAM);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 Aumento dei debiti pubblici da una media del 72% al 106% sul PIL dei paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per iniziare a mettere in campo una riflessione che ricerchi il \u201cfilo rosso\u201d di tutti questi fenomeni, cercheremo di vedere le dinamiche globali alla luce della prospettiva del commercio estero e le dinamiche di negoziazione di accordi di libero mercato (FTAs). Partiamo dalla constatazione che\u00a0<strong>l\u2019importanza dei flussi commerciali internazionali \u00e8 considerevolmente aumentata nelle ultime decadi.<\/strong>\u00a0Prendendo come indicatore la quota di import+export sul PIL della sommatoria mondiale di tutti i paesi, vediamo come tale valore sia cresciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italia.attac.org\/images\/Granello_di_sabbia\/n36_2018\/Tabella1.JPG\" alt=\"Tabella1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Si vede con chiarezza come ad una crescita assai rilevante negli anni Novanta e Duemila corrisponda una caduta nettissima con la crisi attuale<\/strong>, tanto pi\u00f9 considerato che questi sono valori relativi ad un Pil che \u00e8 cresciuto dai 22,5 trilioni (1 tr= 1000 miliardi di dollari) del 1990 ai 63,4 trilioni del 2008 (quindi la % di commercio internazionale \u00e8 in senso assoluto in crescita intensissima), e simmetricamente la caduta post-2008 \u00e8 relativa ad un pil in contrazione paurosa (da 63,4 a 60,1 trilioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come hanno reagito gli Stati a questo clima? Col protezionismo<\/strong>. Nonostante se ne parli tanto con la presidenza Trump \u2013 tanto da dar quasi a intendere che tale politica sarebbe quasi una estensione del populismo reazionario \u2013 gli Usa di Obama sono stati fra i massimi fautori di tali pratiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello globale possiamo citare un importante pensatoio britannico che facendo la sommatoria delle misure commerciali anno per anno ha visto avanzare drammaticamente il numero di quelle protezionistiche rispetto alle analoghe di marca liberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italia.attac.org\/images\/Granello_di_sabbia\/n36_2018\/Tabella2.JPG\" alt=\"Tabella2\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi portata avanti tanto da ATTAC che dal CADTM tende a vedere\u00a0<strong>i processi di finanziarizzazione come elementi sostitutivi per trovare sbocchi per la produzione<\/strong>\u00a0(cio\u00e8 domanda di consumo) senza innalzare il livello dei salari (stagnanti o addirittura declinanti). Se si considera il quadro sopra illustrato, si vede che per affrontare una pi\u00f9 intensa concorrenza internazionale si \u00e8 passati attraverso una declinazione coerente ma innovativa con il panorama degli accordi di libero mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Questi, com\u2019\u00e8 noto, sono trattati che impegnano gli Stati che li contraggono a varie forme di liberismo economico, quali la eliminazione di dazi doganali, l\u2019apertura di settori interni alla concorrenza internazionale, l\u2019abbassamento delle norme che potrebbero recare danno ai profitti\u00a0 \u2013 anche in protezione di lavoro, sicurezza e salute umane.<\/strong>\u00a0Anche grazie alla mobilitazioni internazionali la forma pi\u00f9 conosciuta di essi, la potente Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) \u00e8 divenuta marginale e screditata. A ci\u00f2 sono seguiti numerosi accordi bilaterali \u2013 tanto da parte degli USA che dell\u2019UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La forma presa nella fase della crisi \u00e8 quella di accordi ampi \u2013 ma non comprendenti tutti i paesi del mondo \u2013 in cui impera la stessa logica. Si possono citare TTIP, CETA, TPP, RCEP, TiSA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il loro tratto caratterizzante \u00e8 di comportare\u00a0<strong>una vera e propria integrazione non solo economica ma anche normativo-istituzionale,<\/strong>\u00a0in misura superiore rispetto al passato. Anche UNCTAD nota in riferimento al recente scenario che \u201cTali accordi bilaterali e regionali non sono pi\u00f9 semplici \u2018accordi commerciali\u2019: sono trattati multilivello di integrazione economica, spesso denominati quali accordi di partenariato economico.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale aspetto si declina con una enfasi forte sulla omogeneizzazione regolatoria, cio\u00e8 sul tentativo di dotare l\u2019insieme dei paesi interessati delle medesime norme riguardanti lo stesso settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se prendiamo per esempio la regolamentazione sul settore finanziario quale emerge da un paio di documenti che riassumono le proposte della UE da inserire nel TTIP, si vede che si ipotizzava da parte di ciascuno dei membri (cio\u00e8 UE e USA) per ogni misura legislativa che inerisse al settore:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 una previa consultazione comune per ogni misura che potesse avere una incisivit\u00e0 sulla controparte, per verificare la conformit\u00e0 ai principi generali regolatori;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 tali principi impediscono di vincolare l\u2019altro membro, se non per salvaguardare la stabilit\u00e0 finanziaria (misura macroprudenziali) e avendo come tetto massimo della misura gli standard internazionali (come Basilea III); ed in ogni caso \u201cnon pi\u00f9 onerosa del necessario\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 un impegno al mutuo riconoscimento del regime regolatorio (in pratica la banca potrebbe scegliere se aderire al sistema di controllo UE o USA, rendendo di fatto la norma quello meno vincolante) che in caso di disputa pu\u00f2 essere ritirato come ritorsione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 la consultazione tecnica doveva avvenire in un organo di nuovo conio, \u201cJoint EU\/USA Regolatory forum\u201d, totalmente esterno all\u2019assemblea legislativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00c8 evidente come tanto l\u2019allontanamento dell\u2019iter dei luoghi istituzionali di dibattito democratico quanto la sottomissione della norma alle \u201cforche caudine\u201d di standard assai limitativi<\/strong>\u00a0(il cui vaglio di conformit\u00e0 agirebbe preventivamente, secondo alcune proposte ancor prima che le Camere la possano visionare il ddl) si traducono in una compressione della normale dialettica democratica, tanto da configurarsi come impossibilit\u00e0 di imporre determinati comportamenti al settore, se non nel solo obiettivo di sostenere la stabilit\u00e0 finanziaria \u2013 in una forma peraltro assai contigua alle necessit\u00e0 della concorrenza e del mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Proiettando tale logica sui maggiori settori della vita pubblica (dall\u2019agroalimentare ai brevetti, dal lavoro alla sanit\u00e0)<\/strong>\u00a0si vede come la potest\u00e0 regolatoria dei parlamenti sovrani subisca una drammatica compressione, passando dal subire un condizionamento forte da parte della logica di mercato e dalle aziende pi\u00f9 forti ad attribuire a questi ultimi una vera forza coercitiva di\u00a0<em>governo<\/em>, forzando anche formalmente l\u2019assetto costituzionale degli Stati.\u00a0 La omologazione legislativa ne diviene blindatura inossidabile, garantita da sedi decisionali sovranazionali soggiacenti alle forze dominanti. Si deve anche tenere presente che la costruzione di blocchi geoeconomici in forte competizione reciproca non solo commerciale ma a tutto campo \u00e8 pessima premessa per la pace mondiale. \u00c8\u00a0 urgente focalizzare la posta in gioco da parte dei movimenti critici, che \u00e8 proprio la stessa sussistenza della democrazia formale e sostanziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/oltreconfine\/i-trattati-di-libero-commercio-la-crisi-eterna\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/oltreconfine\/i-trattati-di-libero-commercio-la-crisi-eterna\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di SENSO COMUNE (Matteo Bortolon) &nbsp; &nbsp; Dieci anni (tale \u00e8 il lasso di tempo trascorso, tanto che si prenda come riferimento il 9 agosto 2007 \u2013 crollo dei mutui subprime, o il 15 settembre del 2008, quando la bancarotta di Lehman Brothers mostr\u00f2 in modo inconfutabile la gravit\u00e0 della situazione) dall\u2019inizio della crisi economica mondiale impongono un bilancio di cosa \u00e8 veramente cambiato in questo tempo. Al di l\u00e0 delle ricostruzioni di carattere storico-accademico\u00a0l\u2019interrogativo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":33207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Senso-Comune.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bZt","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46095"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46095"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46095\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46096,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46095\/revisions\/46096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}