{"id":46099,"date":"2018-11-17T12:30:45","date_gmt":"2018-11-17T11:30:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46099"},"modified":"2018-11-17T12:03:44","modified_gmt":"2018-11-17T11:03:44","slug":"fabrizio-marchi-contromano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46099","title":{"rendered":"Fabrizio Marchi, \u201cContromano\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201c<em><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/\">L\u2019interferenza<\/a><\/em>\u201d \u00e8 una coraggiosa rivista on line di cui \u00e8 direttore responsabile Fabrizio Marchi e che fa parte di una crescente e vivacissima area critica con lo stato delle cose presenti, in particolare con l\u2019indirizzo del progetto europeo in quanto parte promotrice della destrutturazione che ci circonda.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In questo\u00a0<a href=\"https:\/\/amzn.to\/2ODuJ3j\">libro<\/a>\u00a0sono raccolti numerosi articoli usciti sulla rivista che si sviluppano intorno ad alcuni centri tematici ed una tesi-chiave che provo a rendere in questo modo:\u00a0<em>le varie versioni del \u2018politicamente corretto\u2019 sono l\u2019ideologia funzionale allo stato della tecnica e di un modo di produzione che da lungo tempo ha dismesso i ferri vecchi della triade Dio-Stato-Famiglia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il punto di partenza dell\u2019argomentazione del testo \u00e8 che man mano che la societ\u00e0 si \u00e8 fatta \u201cliquida\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, almeno nel nostro occidente \u2018sviluppato\u2019, la centralit\u00e0 della \u201cforma merce\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0\u00e8 diventata universale. Ci\u00f2 che dunque serve all\u2019autoriproduzione di questa societ\u00e0, ed in particolare del suo motore, la\u00a0<em>valorizzazione del capitale<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a><\/em>, \u00e8 un umano \u2018non sociale\u2019<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, che viene in qualche modo messo a disposizione dalla ideologia del \u2018<em>politicamente corretto\u2019<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><strong>[5]<\/strong><\/a><\/em>\u00a0che in questo senso \u00e8 \u2018falsa coscienza\u2019<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">All\u2019autoritarismo delle forme tradizionali si sovrappone e sostituisce, certo gradualmente, una forma sottile, ma pi\u00f9 ferrea, di autoritarismo del mercato. In altre parole, la questione non \u00e8 tanto del \u201cplusvalore non pagato\u201d o di appropriarsi del potere giuridico di disporre della propriet\u00e0 privata, ma di ridefinire la \u201cforma sociale del valore stesso\u201d, ed il suo feticismo che mette in concorrenza tra di loro tutte le classi e gli individui entro esse, siano essi maschi o femmine. La \u201cforma sociale del valore\u201d si costituisce, infatti, senza che nessuno la progetti, come\u00a0<em>struttura senza soggetto<\/em>\u00a0(anonima e desessuata) con l\u2019immenso potere di agire \u201cdietro le spalle\u201d di tutti gli uomini e le donne, sottomettendoli ad un processo di trasformazione dell\u2019energia umana\u00a0in denaro. Ovvero in una oggettivazione dei rapporti di dominazione che si nutrono delle vite che incapsulano. Che di fatto le identificano. Il capitale, cos\u00ec letto, non \u00e8 appropriabile. Non \u00e8 questione di possedere i mezzi di produzione, perch\u00e9\u00a0<em>la vera produzione \u00e8 di rapporti sociali e quindi forme dell\u2019umano<\/em>, oggettivati nel rapporto con il denaro come dominus totale. O meglio del denaro come traduttore e condensazione in uno della dominazione, che coinvolge insieme \u201cpossessore\u201d e \u201cposseduto\u201d, creditore e debitore, accumuli e decumuli. Rispetto a tutto questo il \u201cpatriarcato\u201d non \u00e8 che un residuo fossile, ancora qui e l\u2019\u00ec presente, ma superato sistematicamente e di ostacolo al \u2018movimento automatico\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per fare un esempio, in\u00a0\u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2DH2PlK\">Vite che non possiamo permetterci<\/a><\/em>\u201d,\u00a0del 2011, una lunga conversazione con Citlali Rovirosa-Madrazo, al cap III Zygmunt Bauman risponde in modo molto interessante alla domanda della giornalista e femminista sudamericana che dice: \u201cnegli ultimi decenni la \u2018rottura epistemologica\u2019 con la modernit\u00e0 e la diffusione del cosiddetto pensiero post-moderno e post-strutturalista hanno prodotto idee ricche di stimoli e suggestioni. \u2026 \u00e8 stato forse per questo che nel 1995 mi sono spinta a scrivere che lo Stato-nazione (o meglio lo Stato tout court) e altre istituzioni peculiari alle nostre civilt\u00e0 non erano altro che costrutti etnocentrici, o meglio illusioni patriarcali dell\u2019Occidente (un\u2019idea che non ho ritrattato). Perdutamente innamorato del post-modernismo, ci siamo tutti ribellati ai nostri \u2018progenitori\u2019 europei e mediterranei (dalla tradizione giudaico-cristiana, ai greci, a Marx e oltre; dalla modernit\u00e0 alla post modernit\u00e0 e ritorno) e abbiamo tutti bevuto nel Graal (gradevole o piuttosto indigesto?)\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ed a questo punto, dopo questa sintetica ed interessante ammissione, del tutto comprensibilmente chiede: \u201cChe cosa ci salver\u00e0 da quello che spesso ci appare come un \u2018crollo\u2019 che ha travolto \u2018pi\u00f9 o meno tutto\u2019? Quali sono le prospettive dell\u2019utopia, \u2026 \u2018<em>dove andiamo da qui<\/em>\u2019?\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Bauman risponde in modo aperto, come suo solito, ma identifica il problema con precisione diagnostica. Quella che la sua interlocutrice ha evocato \u00e8 in effetti anche essa una \u2018utopia\u2019 (perch\u00e9 non si pu\u00f2 certo vivere nel vuoto della decostruzione, o della pura merce), ma si tratta di una \u201cutopia iconoclasta\u201d, che descrive con qualche malizia in questo modo: \u201c<em>utopie che arrivano in \u2018confezione unica\u2019 insieme alla modernit\u00e0 liquida, a una Dip (deregolamentazione, individualizzazione e privatizzazione) ossessivo-compulsiva e al consumismo. Pi\u00f9 queste utopie decantano, pi\u00f9 chiara appare la meta finale\/prevista\/imminente cui tendono. Ogni tipo di utopia \u00e8 gravido delle proprie distopie, che come qualsiasi discendenza sono determinate a livello genetico<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Potrebbe, dunque, essere inquadrata la critica, ripetuta e serrata, dell\u2019autore al femminismo contemporaneo, nel momento in cui questo si pensa come individuazione di una differenza essenziale, radicale (nel senso della radice e del fondamento), che attraversa e supera tutte le altre, come denuncia dello smarrimento al quale faceva riferimento anche Citlali Rovirosa-Madrazo:<em>\u00a0da qui non si va pi\u00f9 verso l\u2019emancipazione dell\u2019umano<\/em>. La posizione scaturisce in evidenza dalla chiave della militante sudamericana, che ha decostruito e superato anche Marx, anzi, direi,<em>principalmente Marx<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Fabrizio Marchi a questo non si dispone, lui in tutto il testo dice una cosa sola:\u00a0<em>\u00e8 la differenza di classe la radice ed il fondamento della costruzione dell\u2019uomo e della societ\u00e0 che va sottoposta alla critica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019obiezione ha una chiarissima logica:\u00a0<em>ci pu\u00f2 essere solo una partizione fondamentale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/societa\/13675-elisabetta-teghil-nodi-irrisolti.html\">articolo<\/a>\u00a0della femminista romana e militante antagonista Elisabetta Teghil, mostra il dilemma in modo molto chiaro. Parte denunciando l\u2019essere \u2018di moda\u2019 del femminismo, una idea che \u201cva per la maggiore, svuotato di ogni valenza antagonista e liberatoria, diventato merce e strumento delle logiche di dominio, sta portando ai resti il femminismo tutto\u201d. Nel mio linguaggio denuncia, cio\u00e8, l\u2019incorporazione dell\u2019istanza femminista e del suo linguaggio nel campo del \u201c<em>politicamente corretto<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Una \u2018deriva\u2019 che riconosce nella cosiddetta \u2018seconda ondata\u2019 (la prima essendo il femminismo storico che accompagna e precede lo stesso socialismo) in Italia dalla fine degli anni sessanta (in America da un decennio prima). Vediamo come lo descrive:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cTra la fine degli anni \u201960 e gli anni \u201970\u00a0<em>le donne hanno scoperto di essere tutte sorelle nella consapevolezza della comune oppressione<\/em>. Non pi\u00f9 un problema femminile, dunque, di cui tutti quelli che avevano a cuore una societ\u00e0 migliore avrebbero dovuto e voluto occuparsi, non pi\u00f9 una carenza di attenzione e di diritti a cui la societ\u00e0 avrebbe dovuto porre rimedio, bens\u00ec una questione strettamente legata ad un modello socio-economico,\u00a0<em>il patriarcato<\/em>,\u00a0<em>assunto e affinato dalla societ\u00e0 del capitale<\/em>, che prevedeva ruoli sessuati precisi, gerarchicamente impostati, in cui il maschile veniva costruito come dominante e il femminile dominato per una resa ottimale degli individui messi al lavoro in una divisione precisa dei compiti e con uno sfruttamento differenziato e gerarchico\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Si tratta di un discorso, almeno messo in questi termini, storicamente singolare, lo \u2018spirito del capitalismo\u2019, sin dal suo esordio, \u00e8 riconosciuto come de-gerarchizzante almeno tanto quanto sia ri-gerarchizzante. Il meccanismo provvede a trasformare l\u2019umano in forza-lavoro astratta, incorporata nella magia della merce, ovvero nel riconoscimento dell\u2019unico valore nello scambio, e dunque \u00e8 refrattario a qualsiasi ordine a-priori di provenienza sociale, che tende a sostituire con un ordine stabilito nella metrica del valore di scambio. Come abbiamo gi\u00e0 detto, rispetto a questa metrica \u00e8 del tutto accidentale se si sia maschi o femmine, la Christine Lagarde, come Hillary Clinton o Angela Merkel, possono servire l\u2019accumulazione del capitale e lo scontro di potenza altrettanto bene di Mario Draghi, Donald Trump o Emmanuel Macron. Chiamarle \u201csorelle\u201d non muta la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Anzi, si potrebbe sostenere, con qualche solidit\u00e0 che il capitalismo, in particolare nella forma determinata nel post-fordismo, nella cui transizione nasce la \u2018seconda ondata\u2019, dissolva le forme patriarcali perch\u00e9 non pi\u00f9 utili alla messa a valore delle donne e uomini (ma anche dei bambini) che passa principalmente per il loro valore come consumatori<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. \u00c8 in connessione a questa mutazione che Antony Giddens, ad esempio, definisce la modernit\u00e0 come ordine sociale de-tradizionale nella quale acquista centralit\u00e0, per chi se lo pu\u00f2 permettere, il \u2018progetto riflessivo del s\u00e9\u2019 e la libert\u00e0 di scegliersi il proprio stile di vita<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Oppure Ronald Inglehart<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>, sulla base di una vasta analisi di campo, individua nel passaggio tra gli anni sessanta ed ottanta una mutazione profonda che vede: la \u201cfine dell\u2019et\u00e0 protestante\u201d, e dei valori materialisti ad essa connessi, il cedimento della razionalit\u00e0 strumentale in favore di una nuova enfasi sulla qualit\u00e0 della vita, dunque l\u2019insorgere di nuove tabelle dei valori (tolleranza, accettazione delle minoranze, della sessualit\u00e0, dell\u2019aborto e divorzio, \u2026) rispetto a quelli tradizionali (lavorare sodo, denaro, Stato, autorit\u00e0, famiglia). L\u2019insorgere di valori \u201cpost-materialisti\u201d fanno retrocedere in tutto il mondo il voto di classe e il doppio slittamento del ceto medio verso sinistra (sulla base della tabella dei valori progressisti) e dei ceti popolari verso destra (in chiave difensiva, sulla base di valori ancora \u2018materialisti\u2019, nel crescere della ineguaglianza).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Apro un\u2019altra divagazione. Pier Paolo Pasolini, che come noto muore tragicamente nel 1975, soprattutto a partire dal 1968 riflette profondamente sulla \u2018<em>mutazione antropologica<\/em>\u2019 che vede essere in corso nella societ\u00e0 a lui contemporanea. Nell\u2019ambito di questa riflessione-denuncia, particolarmente orientata ai giovani che da una parte acquistano nuove libert\u00e0 sessuali, dall\u2019altra sono strumento di un potere passivo (in quanto dominate dal potere economico).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nelle \u201c<em>Lettere luterane<\/em>\u201d e negli \u201c<em>Scritti corsari<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, Pasolini a pi\u00f9 riprese denuncia il consumismo come il nuovo fascismo del suo tempo e l\u2019ambivalenza della liberazione. Si pu\u00f2 dire che la dinamica dei consumi, che incorpora tutto dell\u2019umano, vede anche le ragazze, i loro corpi e il coito \u201cche \u00e8 politico\u201d, come strumento di potere che favorisce la conservazione dell\u2019ordine sociale preordinato ad una adesione a modelli che \u00e8 \u201ctotale e incondizionata\u201d. Negli \u201c<em>Scritti corsari<\/em>\u201d afferma che \u201csi pu\u00f2 affermare che la \u2018tolleranza\u2019 della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, \u00e8 la peggiore delle repressioni della storia umana. \u2026 il Centro ha assimilato [tramite i media] a s\u00e9 l\u2019intero paese, che era cos\u00ec storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un\u2019opera di omologazione distruttrice di ogni autenticit\u00e0 e concretezza. Ha imposto cio\u00e8 -come dicevo- i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta pi\u00f9 di un \u2018uomo che consuma\u2019, ma pretende che non siano concepibili altre ideologia che quella del consumo. un edonismo neolaico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane\u201d<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Dunque la religione, la forma di vita tradizionale, \u00e8 soppiantata dal Giovane Uomo e dalla Giovane Donna che \u201cavvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo\u201d. Ancora, \u201ci \u2018ceti medi\u2019 sono radicalmente -direi antropologicamente- cambiati: i loro valori positivi non sono pi\u00f9 i valori sanfedisti e clericali ma sono i valori (ancora vissuti solo esistenzialmente e non \u2018nominati\u2019) dell\u2019ideologia edonistica del consumo e della conseguente tolleranza modernistica di tipo americano\u201d<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questa mutazione \u201cha cambiato i caratteri necessari del Potere. La cultura di massa, per esempio, non pu\u00f2 essere una cultura ecclesiastica, moralistica e patriottica: essa \u00e8 infatti direttamente legata al consumo, che ha le sue leggi interne e una sua autosufficienza ideologica, tali da creare automaticamente un potere che non sa pi\u00f9 che farsene di Chiesa, Patria, Famiglia e altre ubb\u00ece affini\u201d<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Lo scopo, dice poco dopo, \u00e8 \u201cl\u2019omologazione brutalmente totalitaria del mondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Torniamo un attimo all\u2019articolo della Teghil, aveva chiuso dicendo che il capitalismo ha \u201cassunto e perfezionato\u201d (non creato, ovviamente) una struttura di ruoli sessuali precisi, la donna a riprodurre e curare, l\u2019uomo a lavorare, impostati gerarchicamente, e ne conclude, che negli anni settanta:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cTutte le donne, quindi,\u00a0<em>avevano un nemico comune, gli uomini<\/em>, perch\u00e9 erano quelli a cui era stato affidato il compito di pretendere e far assolvere alle donne il compito sociale per loro costruito.<em>L\u2019asservimento del genere femminile era ed \u00e8 trasversale alle classi sociali, seppure declinato in maniera diversa per ogni classe o frazione di classe<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La consapevolezza politica di cosa fosse il patriarcato e la presa di coscienza della sua natura strutturale aveva portato anche al separatismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Prendendo questa linea, di ricostruzione storico-politica che propone di essere accettata come discorso di verit\u00e0, disvelante, la Teghil propone dunque in senso proprio di considerare una frattura essenziale, determinatrice del conflitto e quindi anche della vicinanza,\u00a0<em>nella questione di genere e non nella questione di classe<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019oppressione delle donne sarebbe strutturale alla societ\u00e0 capitalista, necessaria a farla funzionare\u00a0<em>in quanto capitalista<\/em>\u00a0(non in quanto residuo privo della funzione di un passato che in parte tarda a passare<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>), e quindi da questo lato pone la questione del suo superamento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cE qui dobbiamo aprire una piccola parentesi su cosa si intenda per strutturale, una parola di cui ilfemminismo riformista continua a riempirsi la bocca dicendo che l\u2019oppressione sulle donne \u00e8 strutturale perch\u00e9 si riconosce e si ritrova in ogni ambito della societ\u00e0. Invece \u00e8 proprio il contrario.\u00a0<em>L\u2019oppressione sulle donne si ritrova in ogni ambito della societ\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 strutturale.<\/em>\u00a0E, quindi, la risposta a cosa significhi strutturale viene mistificata e non viene data. Dovrebbero svelare che il patriarcato \u00e8 un modello economico che il capitalismo ha assunto e di cui l\u2019aspetto culturale \u00e8 solo la conseguenza, che il patriarcato \u00e8 un modello organizzato per un ottimale sfruttamento e che per questo i ruoli sessuati maschili e femminili sono estremamente specializzati, che \u00e8 un modello impostato sulla gerarchia, sul possesso, sul dominio e che quindi \u00e8 impensabile destrutturare il concetto di propriet\u00e0 fisica, affettiva, economica nello specifico del nostro sfruttamento senza porsi il problema di destrutturarlo nella societ\u00e0 tutta. E questo vale, naturalmente, anche per la gerarchia e per il dominio che si basano sulla filiera meritocratica tanto cara al neoliberismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma qui, in questo passaggio per certi versi anche condivisibile si deposita la contraddizione sulla quale insiste sempre Marchi: se l\u2019oppressione deriva dai rapporti sociali di base, come la propriet\u00e0 \u201cfisica, affettiva, economica\u201d e la \u201cgerarchia e dominio\u201d basati sulla \u201cfiliera meritocratica\u201d, allora la questione di genere la attraversa<em>trasversalmente<\/em>, perch\u00e9 la vera questione dirimente \u00e8\u00a0<em>di classe<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">A meno di voler sostenere, davvero, che Lagarde, Clinton e Merkel non dispongano di propriet\u00e0, non ne controllino i poteri, non determinino gerarchie e domini in quanto donne. O che lo facciano solo perch\u00e9 non sono aderenti ad un modello del femminile che in s\u00e9 \u00e8 estraneo a ci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Assumere la \u2018sorellanza\u2019 insieme alla questione di classe, a ben vedere, dissolve la prima.\u00a0<em>Semplicemente.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il punto mi sembra che sia chiaro all\u2019autrice, ma fatica a nominarlo. Il \u201ctaglio netto\u201d che chiede dovrebbe forse tagliare troppo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Il libro di Fabrizio Marchi ha il merito di porre con grande forza e coraggio queste questioni.<\/em>\u00a0Di individuarle quali temi dirimenti per comprendere quanto in profondit\u00e0 sia andata la rivoluzione neoliberale entro le nostre societ\u00e0. Quindi la questione del femminismo<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>, delle lotte gender<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>, di utero in affitto e adozioni<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>, dell\u2019immigrazione<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>\u00a0diventano oggetti da sottoporre a critica politica per ripensare la fase trionfale del capitalismo maturo nella quale siamo vissuti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La tesi forte \u00e8, come detto, che si tratta di versioni della stessa ideologia, funzionale allo stato della tecnica e sostitutiva (come vedeva Pasolini) del vecchio Dio-Stato-Famiglia, ormai obsoleto e disfunzionale. Si tratta, dunque, di una \u2018falsa coscienza\u2019 e del nuovo orizzonte del capitalismo, che trova la sua forza nel \u2018senso di colpa\u2019<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>\u00a0e produce una societ\u00e0 liquida, composta di monadi \u2018non sociali\u2019 la cui debolezza non offre resistenza alla totale mercificazione del mondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Non si tratta di un progetto, anche se qualche passaggio del libro potrebbe dare l\u2019impressione di una antropomorfizzazione del capitalismo, ma di un adattamento alle forze spontanee, in particolare da quando la controforza del socialismo \u00e8 venuta meno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Oggi, dice giustamente Marchi, il potere passa per il controllo delle menti e delle informazioni, non per la vecchia forza bruta, passa per la capacit\u00e0 di valorizzarsi dei corpi (come anche Pasolini vedeva), e in questo spesso non \u00e8 scontato chi sia in quale posizione<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Certo, come ho risposto sulla pagina di \u201c<em>Sinistrainrete<\/em>\u201d in calce al post di Elisabetta Teghil, sicuramente\u00a0<em>tutti<\/em>\u00a0i movimenti riconducibili alla sinistra<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>, da quelli francamente liberali<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>, a quelli della sinistra liberale<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>, a quelli della sinistra radicale post-comunista<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>, a quelli della sinistra libertaria<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>\u00a0e antagonista<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>, sono compromessi con le vaste infiltrazioni di un pensiero di provenienza liberale che parte dall&#8217;accettazione, almeno di fatto, del capitalismo. Un fenomeno generale e davvero profondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma se si finisce per sostenere, in sostanza, che dell&#8217;umanit\u00e0 interessa solo il genere femminile e che solo questo necessita di emancipazione, si perde la grandissima parte del movimento dei lavoratori, chiamandosi completamente fuori di tutte le sue tradizioni ed eredit\u00e0. Se si finisce per considerare &#8216;avvelenata&#8217; un&#8217;opinione solo perch\u00e9 proveniente da un essere umano al quale \u00e8 capitato di nascere dal lato sbagliato, si inseriscono separazioni non necessarie, che, si sarebbe detto una volta, \u2018dividono la classe\u2019 e dunque compiono opera per l\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Certo nessuno pu\u00f2 condannare un vasto movimento solo perch\u00e9 partecipa dello spirito del tempo, ma dal tempo che ha visto nascere, secondo quel che scriveva Bauman, il \u2018secondo\u2019 femminismo liberaleggiante stiamo uscendo<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>, dunque oggi possiamo finalmente rivedere i nostri passi (di tutti)\u00a0<em>riconoscendo con il senno del poi il sentiero percorso<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Oggi dobbiamo riconoscere, anche se pu\u00f2 far male, che uno degli spiriti incorporati nei movimenti di autoespressione, di liberazione, di self-help, di rivendicazione dei diritti, che sono usciti dalla crisi terminale del socialismo (dunque negli anni 60 e 70), e ci\u00f2 non in riferimento solo al femminismo tutto, ma a\u00a0<em>tutti<\/em>\u00a0i movimenti, lo possiamo riconoscere come liberale. Possiamo vedere meglio come essi partecipino dello spirito del tempo, ovvero dell&#8217;individualismo, dell&#8217;emergere di una societ\u00e0 edonista e dedita al consumo, che valorizza il desiderio pi\u00f9 che il dovere e il legame sociale. Possiamo prestare occhio alla sincronia con la quale, in particolare per chi lo ha vissuto, mentre il pi\u00f9 largo movimento dei lavoratori subiva sconfitte decisive, e scontava riallineamenti e veri e propri tradimenti, le energie di tante e tanti generose\/i compagne e compagni si sono rivolte a battaglie di modernizzazione rivolte contro strutture oppressive\u00a0<em>che lo stesso capitalismo post-fordista, fondato sull&#8217;informazione, rendeva obsolete<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nIl libro di Marchi ha questo grande merito, anche con qualche asprezza qua e l\u00ec: mette sotto lo sguardo simmetrie evidenti (ripeto, non specifiche del movimento femminista), in particolare nel susseguirsi del tempo e degli eventi, tra il sorgere ed affermarsi di alcuni discorsi e movimenti e la progressiva cattura nell&#8217;alveo di un discorso del &#8216;<em>politicamente corretto<\/em>&#8216; che \u00e8 riconoscibile fondamentalmente come discorso liberale<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nPiano piano, in altre parole, abbiamo perso di vista,\u00a0<em>in favore di linee di frattura identitarie<\/em>, le pi\u00f9 varie, quello che \u00e8 l&#8217;ordinatore essenziale della nostra societ\u00e0:\u00a0<strong><em>il capitalismo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E abbiamo continuato a guardarlo con occhi vecchi, senza capire che questo, cambiando, aveva ora bisogno proprio dei discorsi che andavamo a fare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nSe si guarda in questo modo, con questo sguardo, fratellanza e sorellanza sono parenti. Siamo proprio tutti dalla stessa parte nella lotta che conta:\u00a0<em>quella contro la disumanizzazione che il capitale, nella sua essenza astratto ed indifferente, porta nelle nostre vite<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Tutte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; La formula, di grande successo, \u00e8 usata da Marchi con espresso riferimento, una delle poche citazioni dirette di un libro con taglio giustamente giornalistico a Zygmunt Bauman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Uso questo termine, come l\u2019autore, entro la tradizione marxista, per una lettura entro la tradizione francofortese, ma rivitalizzante alcuni temi originari si pu\u00f2 leggere il bel libro di Rahel Jaeggi, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/06\/rahel-jaeggi-forme-di-vita-e-capitalismo.html\">Forme di vita e capitalismo<\/a><\/em>\u201d, che costruisce un interessante e pertinente concetto di \u201ccritica immanente\u201d secondo una riformulazione pragmatista del modello hegeliano della \u2018negazione determinata\u2019. Secondo il suo punto bisogna riconoscere che il tipo di vita che la forma capitalista (nel quale il \u201clavoro astratto\u201d \u00e8 separato e scambiato nel libero mercato, determinando un tipico rapporto con il mondo e con se stessi, insomma una specifica \u201cpersona\u201d funzionale) determina una vita \u201cin senso lato brutta o alienata; impoverita, senza senso o vuota\u201d (p.111). Forme di questa critica sono la \u201creificazione\u201d (Versachlichung), l\u2019impoverimento qualitativo delle relazioni vitali, gi\u00e0 diagnosticato da Sombart in\u00a0\u201c<em><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/02\/werner-sombart-il-capitalismo-moderno.html\">Il capitalismo moderno<\/a><\/em>\u201d\u00a0e da George Simmel in\u00a0\u201c<em><a href=\"http:\/\/amzn.to\/2uddrQJ\">Filosofia del denaro<\/a><\/em>\u201d.\u00a0Mercificazione, mercatizzazione, strumentalit\u00e0, avidit\u00e0 istituzionalizzata, e dinamismo sono facce della medaglia. Si pu\u00f2 leggere Benjamin nel frammento\u00a0\u201c<em><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.it\/2017\/04\/walter-benjamin-il-capitalismo-come.html?q=Il+capitalismo+moderno\">Il capitalismo come religione<\/a><\/em><em>\u201d<\/em>,\u00a0o Mauss in\u00a0\u201c<em><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.it\/2017\/04\/walter-benjamin-il-capitalismo-come.html?q=Il+capitalismo+moderno\">L\u2019economia del dono<\/a><\/em>\u201d, o \u201c<em><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/06\/marcel-mauss-la-nozione-di-persona.html\">La nozione di persona<\/a><\/em>\u201d, o Sahlins in\u00a0\u201c<em><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.it\/2016\/10\/marshall-sahlins-un-grosso-sbaglio.html\">Un grosso sbaglio<\/a><\/em>\u201d.\u00a0Come dice la Jaeggi: \u201cil fatto di concepire le cose come alienabili, intercambiabili e sostituibili con altri beni (e rispetto al medium comune del denaro) genera una concezione assai peculiare degli oggetti, delle relazioni e delle capacit\u00e0\u201d (p.113).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Il capitale, forma astratta del valore per eccellenza, \u00e8 una contraddizione in se stesso. Da una parte \u00e8 agente potentissimo di modernizzazione e dissoluzione delle forme tradizionali non pi\u00f9 idonee alla sua costante autovalorizzazione, al suo \u201cmovimento automatico\u201d. Nel farlo determina il predominio delle \u2018cose morte\u2019 (del \u2018lavoro morto\u2019) sulla vita (sul \u2018lavoro vivo\u2019), e ottiene l\u2019affrancamento dai vincoli e dalle strettezze dell\u2019uomo tradizionale, dalla gerarchia e anche quindi dal patriarcato, dagli ordini tradizionali, al prezzo di rendere l\u2019uomo\u00a0\u00a0oggetto\/soggetto astratto ed in lotta permanente, fondato interamente su quella socializzazione non socievole propria del liberalesimo e del suo \u201cpotenziale di barbarie\u201d. Senza ricadere in una assurda (e questa s\u00ec accusabile dal punto di vista femminista) trasfigurazione romantica di societ\u00e0 precapitaliste, fondate su ordine e gerarchia, bisogna riconoscere che nel capitalismo, e nella societ\u00e0 contemporanea, la barbarie si fa strutturale ed \u00e8 riprodotta non tanto da antiche strutture fossili, residualmente presenti, quanto dalla concorrenza cieca dei mercati e dalla razionalit\u00e0 della gestione di impresa resa da questi necessaria. \u00c8 in effetti solo la conseguenza ultima della concorrenza universale e permanente e della ubiquit\u00e0 dei rischi e dei legami che creano. Qualunque \u201clibert\u00e0\u201d \u00e8 vuota e produttrice di \u201cfalsa coscienza\u201d se manca dei mezzi per esprimersi. Era, in sostanza, anche la critica alla \u2018mutazione antropologica\u2019 connessa con l\u2019espansione del consumismo nei ceti popolari durante gli anni settanta di Pasolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; Il termine rinvia a Pietro Barcellona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; Anche se concentrato sul tema del multiculturalismo, per una trattazione del \u201cpoliticamente corretto\u201d, si pu\u00f2 leggere Johnathan Friedman, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/06\/jonathan-friedman-politicamente-corretto.html\">Politicamente corretto<\/a><\/em>\u201d, mentre per una lettura storico-politica, Mark Lilla, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/08\/mark-lilla-lidentita-non-e-di-sinistra.html\">L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 di sinistra<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211; Per la tradizione marxista la \u2018falsa coscienza\u2019 \u00e8 una rappresentazione falsa di cui chi la produce non ha consapevolezza. Non comprende le forze motrici che spingono il suo pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; Zygmunt Bauman, \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2DH2PlK\">Vite che non possiamo permetterci<\/a>\u201d,\u00a0<\/em>p.49.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0&#8211; Non \u00e8 certamente l\u2019unica, si veda ad esempio Nancy Fraser, \u201c<em><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/4971-nancy-fraser-modaiolo-e-neoliberista-il-femminismo-ci-ha-tradite.html\">Modaiolo e neoliberista: il femminismo ci ha tradite<\/a><\/em>\u201d, o la stessa in \u201c<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/societa\/3123-nancy-fraser-come-il-femminismo-divenne-ancella-del-capitalismo.html\">Come il femminismo divenne ancella del capitalismo<\/a>\u201d, nel quale individua tre specifiche dimensioni nelle quali il femminismo ha funzionato nella direzione di sostenere la trasformazione neoliberale. Si pu\u00f2 anche vedere l\u2019articolo di Carlo Formenti \u201c<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/societa\/11468-carlo-formenti-contro-il-femminismo-di-regime.html#comment-2441\">Contro il femminismo di regime<\/a>\u201d, nel quale vengono criticate sia la posizione di \u201ccattivo universalismo\u201d del femminismo liberale, sia quella di \u201ccattivo relativismo\u201d dei gender studies. Il primo ha semplicemente slittato la posizione della classe operaia come \u2018soggetto rivoluzionario\u2019, del marxismo ingenuo, nel genere femminile, chiamato a salvare l\u2019umanit\u00e0 tutta. La seconda posizione estremizza l\u2019individualismo, secondo la linea indicata da Giddens. Formenti predilige posizioni come quella della Fraser, o di \u201c<a href=\"https:\/\/nonunadimeno.wordpress.com\/\">Non una di meno<\/a>\u201d che, a suo parere, riattivano la vocazione anticapitalista del femminismo prima maniera. A questa posizione Fabrizio Marchi risponde in \u201c<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/caro-formenti-femminismo-uno-solo\/\">Il femminismo \u00e8 solo uno<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0&#8211; Sotto questo profilo il\u00a0nuovo movimento femminista (in realt\u00e0 un insieme eterogeneo di movimenti di varia ispirazione) negli USA degli anni sessanta, \u00e8 sincrono con il boom economico e la crescita della societ\u00e0 dei consumi con il suo spirito libertario e la liberazione del desiderio. Quindi in Italia arriva negli anni settanta finali, quando il movimento dei lavoratori subisce sconfitte decisive, ma molteplici battaglie di modernizzazione dalle oppressive strutture tradizionali prendono il largo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Dunque \u201cin un universo sociale post-tradizionale, organizzato riflessivamente, permeato da sistemi astratti, e nel quale la riorganizzazione di tempo e spazio ricollega il locale con il globale, il s\u00e9 subisce una grande trasformazione\u201d, si determina sul terreno esistenziale della vita una linea di sviluppo auto-referenziale, soggetta alla possibilit\u00e0 e necessit\u00e0 della scelta (dunque del rischio). Cfr, Anthony Giddens, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/08\/antony-giddens-identita-e-societa.html\">Identit\u00e0 e societ\u00e0 moderna<\/a><\/em>\u201d, p.105.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Si veda, Ronald Inglehart, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/08\/ronald-inglehart-la-societa-postmoderna.html\">La societ\u00e0 postmoderna<\/a><\/em>\u201d, in particolare tabella p.117 e implicazioni politiche p.309 e seg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0&#8211; Per una lettura complessiva si veda \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/08\/pier-paolo-pasolini-scritti-corsari-e.html\">Pier Paolo Pasolini<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0&#8211; Pier Paolo Pasolini, \u201c<em>Scritti corsari<\/em>\u201d, p. 23<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0&#8211; Ivi, p. 40<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0&#8211; Ivi, p.41<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0&#8211; E, ovviamente, va fatto passare. Ma questa sarebbe una \u201cquestione femminile\u201d, come nel caso del primo femminismo, quello della figlia di Marx, che non metteva in questione la separazione di classe che la divideva da una grande signora londinese, non pensava di avere gli stessi interessi fondamentali. Al massimo dalla signora poteva andare a servizio, dentro una struttura gerarchica indicata dal capitale e non dal sesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0&#8211; Cfr. sessismo e interclassismo, pag. 33; femminismo e capitalismo p. 232; femminismo e diritticivili, p. 236; femminismo della differenza, p. 315; genderismo, p.332.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>\u00a0&#8211; A pag. 160.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>\u00a0&#8211; A pag. 184.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0&#8211; A pag. migrazioni e depistaggi p. 87-9; come affrontarla, p. 94.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a>\u00a0&#8211; A pag. 129 e 261, su questo meccanismo di base vedi anche Friedman, op.cit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a>\u00a0&#8211; Vedi: struttura e sovrastruttura, p.222; identificazione nel lavoro p. 289; forza bruta, p. 336, 350; psichico come fattore produttivo, p.45.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a>\u00a0&#8211; Anche se con grandi differenze che vanno comprese e rispettate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>\u00a0&#8211; Come quelli\u00a0che raccolgono l&#8217;eredit\u00e0, gi\u00e0 problematica, del Pci-Pds-Ds, del Psi e della Dc, fondendoli malamente in un progetto nato tardi ed esplicitamente interclassista e centrista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a>\u00a0&#8211; Come i Verdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a>\u00a0&#8211; Rifondazione Comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a>\u00a0&#8211; Sinistra Ecologia e Libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a>\u00a0&#8211; La galassia dei centri sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a>\u00a0&#8211; Il liberalesimo sta mostrando con evidenza che la liberazione promessa \u00e8 veicolo di oppressione a causa del potere astratto, asessuato, e dissolvente del capitale che libera esattamente da ogni particolarismo e da ogni socializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0Per questa distinzione si pu\u00f2 utilmente vedere anche le opere di Jean-Claude Mich\u00e9a, in particolare \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/11\/jean-claude-michea-i-misteri-della.html\">I misteri della sinistra<\/a><\/em>\u201d, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/05\/jean-claude-michea-il-nostro-comune.html\">Il nostro comune nemico<\/a><\/em>\u201d, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/03\/jean-claude-michea-il-vicolo-cieco.html\">Il vicolo cieco dell\u2019economia<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/fabrizio-marchi-contromano.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/fabrizio-marchi-contromano.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019interferenza\u201d \u00e8 una coraggiosa rivista on line di cui \u00e8 direttore responsabile Fabrizio Marchi e che fa parte di una crescente e vivacissima area critica con lo stato delle cose presenti, in particolare con l\u2019indirizzo del progetto europeo in quanto parte promotrice della destrutturazione che ci circonda. In questo\u00a0libro\u00a0sono raccolti numerosi articoli usciti sulla rivista che si sviluppano intorno ad alcuni centri tematici ed una tesi-chiave che provo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":38863,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bZx","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46099"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46099"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46100,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46099\/revisions\/46100"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}